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RASSEGNA STAMPA

Il primo squillo di Lotito, Castellanos nella notte: “Ho preso un fenomeno”

Lotito nella notte ha chiuso il primo colpo e lo urla fiero: “Ho preso Castellanos, un fenomeno vero”. L’ultimo anno lo ha passato in prestito al Girona, dove ha segnato 14 gol in 37 partite, di cui quattro solo al Real in una sola partita. Ieri il suo entourage era a Villa San Sebastiano, l’accordo si è chiuso intorno ai 20 milioni di euro. “Manca solo la firma del contratto, ora speriamo che gli arabi non tornino alla carica per Ciro”, racconta Lotito ai microfoni de Il Messaggero. L’offerta del biennale da 35 milioni era vera, Immobile ne ha parlato con famiglia e società ma è pronto a dire di no per amore della Lazio. Il suo vice, dunque, sarà Castellanos. Un compagno di reparto può allungargli la carriera, aiutarlo quando è a corto di fiato o non al top della condizione.

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CALCIOMERCATO

Casting punta, altro incontro per Lotito: affondo per Castellanos

Casting attaccante al rush-finale, sorpassi e contro-sorpassi, incontri a ripetizione per consegnare a Sarri una punta da alternare con Immobile. In principio era il giovane talento brasiliano da plasmare, Marcos Leonardo, per il quale non è mai stato raggiunto un accordo con il Santos. Da lí in poi una girandola di nomi che ora sono circoscritti a tre nomi. Due giorni fa Lotito ha incontrato il presidente del Basilea per approfondire il discorso Amdouni; nelle ultime ore ha sondato con Cairo la situazione Sanabria; stasera, sottolinea Alfredo Pedulla, ha ripreso il discorso per Valentine Castellanos, punterò argentino che, dopo le 13 reti in Liga con il Girona, è rientrato in MLS al New York City. Costo del cartellino circa 12 milioni di euro, ingaggio alto da trattare. Quello che sta accadendo stasera con l’agente dell’attaccante che sta facendo il giro delle sette chiese per piazzare in Europa il suo assistito. Casting agli sgoccioli, sarà l’ultimo incontro?

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Ricci-Sanabria, possibile maxi operazione con contropartite. Terzini: Pellegrini sì, sondato Corrado”

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “Ricci-Sanabria, possibile maxi operazione col Toro. Terzini: Pellegrini sì, sondato Corrado”

“Ricci-Sanabria, possibile maxi operazione col Toro. Terzini: Pellegrini sì, sondato Corrado”. Alberto Abbate a Radiosei: “Ricci? E’ possibile, ma io ci aggiungerei anche Sanabria che è tornato in pole per l’attacco. Castellanos e Amdouni costano tanto, Sarri vuole un attaccante con più esperienza vista la situazione Berardi. Bisogna vedere quanto il Torino è disposto a cederlo e quanta resistenza farà. Oggi si continuerà ad insistere su Ricci e Sanabria, possibile maxi operazione. Per il centrocampista di parte da una valutazione alta, 20-25 milioni. Da capire se sono gradite le contropartite che offre la Lazio. Sarri spinge per questo doppio colpo. Sondaggio con la ternana per il terzino Corrado, che costerebbe 2 o 3 milioni più bonus. Non ho notizie di situazioni arabe per Marusic. Nessuna apertura di Sarri per Paredes. Su Torreira ci sono dubbi sul suo infortunio, anche per questo si sta puntando Ricci”.

“Zielinski: a Napoli attendono il procuratore. Non mi risulta che abbia rifiutato l’arabia, ma nelle prossime ore capiremo qualcosa di più. A Sarri piace tanto Gedson, ma i costi per il portoghese sono elevatissimi. Immobile? C’è poco da aggiungere, aspettiamo di capire se arriverà mai un’offerta alla Lazio da parte dei club arabi e poi capiremo se ci sono i margini. Ieri ha smentito, praticamente ha fatto il prezzo: 50 milioni. Capitolo cessioni: sondaggio per Basic del Celta Vigo. Cancellieri piace a Juric, niente Verona per Akpa Akpro”.

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CALCIOMERCATO

Punta: Castellanos ha costi alti, trattativa per Amdouni, ma Sanabria scala posizioni

[…] Cinque giorni fa ha incontrato l’entourage di Castellanos (costa tanto), l’altro ieri sera il presidente ha trattato Admouni a Roma col presidente del Basilea, che chiede 15 milioni più bonus. Il 22enne svizzero è sopra il georgiano Mikautadze (non è della Lazio l’offerta da 15 milioni rifiutata dal Metz), ma ieri sera c’è stato un contatto serio con Cairo ed è balzato in pole Sanabria del Torino. Sarri lo voleva già a gennaio e ora insiste senza la certezza un esterno esperto ovvero Berardi del Sassuolo, a cui ieri ha messo un like e un occhiolino, il dg Enrico Lotito, che sarà il rappresentante biancoceleste a Nyon per i sorteggi Champions il 31 agosto. Magari è un indizio social per il futuro. Il Messaggero

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Regista: Torreira in stand-by, Lotito prova il colpo Ricci

Secondo quanto riporta il Corriere dello Sport, Ricci ha scalato le gerarchie e ora si trova davanti a Torreira nelle preferenze della Lazio. Sarri vuole tre acquisti sul campo entro martedì o mercoledì, Lotito è convinto di farcela ma procede a modo suo. Il presidente dovrebbe salire ad Auronzo il weekend del 22-23 luglio e non lo farà senza acquisti.

Lotito sta preparando un’offerta per Samuele Ricci, regista del Torino. Per Sarri è una prima scelta tanto quanto Torreira, anche se Cairo ha fissato un prezzo decisamente alto: 25-30 milioni. Non è chiaro se il patron biancoceleste stia provando a inserire una contropartita, da valutare l’interesse granata nei confronti di Cancellieri, Fares e Basic. Sarri ha stoppato Paredes, Torreira ora è fermo per un infortunio, un’alternativa può essere Hjulmand del Lecce. 

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Berardi resta in piedi, Zielinski no. Intanto Lotito su voci di cessione club: “Fesserie”

Per la fascia Karlsson e Lukebakio

[…] Sulla fascia rimangono le alternative Karlsson e Lukebakio, ma Berardi rimane vivo (ieri ha messo un like e un occhiolino, il dg Enrico Lotito, che sarà il rappresentante biancoceleste a Nyon per i sorteggi Champions il 31 agosto). Anche perché non andrà in Arabia (bloccato dalla Fifa l’Al Nassr) a differenza dell’altro obiettivo top Zielinski, in procinto di trasferirsi all’Al-Ahli non appena arriveranno al Napoli i 25 milioni per il suo cartellino. In alternativa, è spuntato Zian Flemming, del Milwall, Sarri preferisce Gedson Fernandes rispetto a Samardzic, ma costa tanto e Lotito dovrà fare uno sforzo. 

Nonostante la cessione di Milinkovic, è di poco più di 60 milioni il budget stanziato per 5-6 colpi (compreso uno fra Kerkez o Pellegrini, Audero solo se esce Maximiano) perché fuori da quel tesoretto vanno considerate commissioni e ingaggi nel conto. Non ci sono aperture su Paredes, è avanzata la trattativa per Torreira in regia, ma la Lazio vuole vederci chiaro sulla distorsione al ginocchio. Il Torino chiede 25 milioni per Ricci, ma Lotito deve dare una scossa a questo mercato. Sarri è preoccupato per il ritardo, i tifosi sono inquieti (nonostante l’impennata a 16500 abbonamenti) e sul web impazzano addirittura voci incontrollate su una cessione della maggioranza delle quote della Lazio: «Tutte fesserie, non ho ricevuto nessuna offerta e comunque ho già detto che non vendo nemmeno a 600 milioni», la chiosa del patron. A lui nemmeno gli arabi lo scuotono.  Il Messaggero

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“Quale mercato?”: Lotito tra trattative, Senato e diritti, Sarri sta perdendo la pazienza

Sarri ai tifosi: “Quale mercato?”

[…] Maurizio si è dato un ultimatum silenzioso. Si è concesso una settimana di tempo e, se non avrà i primi rinforzi ad Auronzo, perderà la pazienza con Lotito. È rimasto sereno in vacanza in barca e poi a Castelfranco. Ha compreso le esigenze societarie, ha gioito ai rinnovi di Pedro e Luis Alberto, ha deciso di fidarsi delle promesse del presidente e di aspettare in ritiro. Ma ora è il 13 luglio e bisogna fare un mercato da Champions subito: «Quale mercato?», ha risposto il tecnico con ironia a qualche tifoso appena sbarcato sotto le Tre Cime di Lavaredo. Fuori sorride, ha deciso di conservare questo atteggiamento in pubblico per non gettare ulteriore benzina sul fuoco, ma lui brucia dentro. Maurizio è molto preoccupato del ritardo sugli acquisti, ancora di più perché Lotito ieri era ancora impegnato in Senato e nei prossimi giorni lo sarà sui diritti tv a Milano. Già martedì l’allenatore aveva lasciato Formello nervoso, un po’ per problemi personali, un po’ per l’ultimo confronto. Il patron ora può e deve intanto accontentarlo in regia e in attacco. 

SPRINT MARCATO

Accelerata su Torreira perché il Torino chiede 25 milioni per Ricci e oltretutto non vuole privarsi di Sanabria, blindato col rinnovo. Sarri lo voleva già a gennaio, nemmeno davanti vorrebbe scommettere su prospetti, c’è la Champions in ballo. Gli piace Amdouni del Basilea, è in pole per Lotito. E’ stato invece offerto Castellanos, dalla talent room è uscita la candidatura di Georges Mikautadze del Metz (23 reti e 8 assist in 37 partite in Ligue 2), ma non c’è ancora un’offerta ufficiale per il “Mertens” georgiano. L’ultima parola è sempre del patron. Fabiani lo sta assistendo, ma non ha troppi margini di manovra né tanto meno un mandato vero da ds per fare il mercato, questo sta rallentando tutto. Dopo l’addio di Tare serviva una riorganizzazione più precisa dell’organigramma societario, anche la comunicazione (con Nvp in bilico) è stata lasciata un po’ in un limbo. Ora in troppi aspettano Lotito al varco. Soprattutto i tifosi, che confidano nell’intransigenza di Sarri, lo acclamano con cori e applausi alla prima uscita al campo Zandegiacomo, e poi ironizzano sulla nuova partnership tra Bombeer (marca di birra) e la Lazio: «Almeno potevano annunciare un main sponsor – si legge nei commenti sotto il comunicato social – ma a questo punto beviamo per dimenticare il mercato». Il Messaggero

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Apriti sesamo. Milinkocrazia finita, ma Lotito ha ottenuto il massimo: “Gli avevo offerto il rinnovo a sei milioni”

Apriti sesamo. Un triennale da quasi 20 milioni a stagione (sino a 30 coi bonus) rompe gli ultimi indugi di Milinkovic allo sbarco nel deserto; poco più di 40 milioni per il cartellino spalancano agli arabi le porte della Lazio. In una notte di domenica di metà luglio si consuma il clamoroso divorzio. Non c’è più tempo: Sergej non aspetta più la Juve e dice sì all’Al-Hilal in un batter d’occhio. Tramite il segretario Calveri, Lotito risponde con una mail (poco dopo la mezzanotte) in cui accetta le condizioni, ma esclude le elevate commissioni dell’agente Kezman sul proprio conto: «Ci penseranno gli arabi a quelle, hanno già vinto col denaro. Io non lo avrei venduto, gli ho offerto il prolungamento a quasi 6 milioni (con i bonus, ndr), ha scelto Sergej il suo futuro». Ieri c’è già stato lo scambio di documenti, i legali sono al lavoro per chiudere l’affare il prima possibile ed evitare a Milinkovic (che mostra già i muscoli e i suoi allenamenti a bordo piscina) di presentarsi dopodomani alle visite mediche previste – per lui e gli altri nazionali – nella capitale, prima della partenza per Auronzo: «Se non verrà firmato il contratto e fatto il pagamento, andrà in ritiro. Pagare moneta, vedere cammello», chiosa col solito motto, Lotito, che non si fida mai di nessuno, pretende le fideiussioni bancarie per firmare l’uscita e dare l’ok definitivo. È il motivo per cui l’Inter e altre big si erano defilate da tempo. Per gli arabi queste garanzie dovrebbero essere uno scherzo, la banca è il governo. 

GLI ATTRITI

L’addio di Milinkovic può rappresentare finalmente la svolta del mercato. C’era il rischio di trascinarsi il tormentone sino a fine agosto, se non addirittura per tutto il prossimo anno. C’era soprattutto il rischio di rimanere col cerino in mano, di perderlo poi a parametro zero. Invece c’è comunque una plusvalenza monstre sul serbo, pagato appena 5,2 milioni al Genk nel 2015 e poi altri 10 per riscattarne il restante 50%. Oltretutto Sarri continuava ad avere dubbi sulla sua permanenza in questo stato: già a gennaio scorso ne aveva paventato la cessione per il bene societario, attirandosi l’antipatia del serbo, che a sua volta ha sempre mal digerito il 4-3-3 in cui doveva correre a perdifiato insieme a Luis Alberto. È il miglior epilogo. I tifosi oggi sono tristi, impauriti, ma alla fine per la Lazio è un autentico trionfo, un capolavoro economico e strategico: ottenuto il massimo per il gioiello snobbato dalla Premier e in scadenza nel 2024, dribblato il gioco della Juve al ribasso ed evitata quindi anche la beffa di rinforzare una diretta concorrente in campionato. Al massimo è una sconfitta per il centrocampista e per il calcio. Nel pieno della carriera, a 28 anni, Milinkovic decide di raggiungere Koulibaly e Ruben Neves all’Al-Hilal, rinunciando al salto sportivo e al palcoscenico Champions: «Sono scelte di vita, io questa non l’avrei fatta – assicura Lotito – ma evidentemente i 18 milioni a stagione sono il suo stimolo. Mi ha telefonato pregandomi di lasciarlo andare. Io ho provato più volte a convincerlo a restare, sino all’ultimo ho cercato di trattenerlo, ero disponibile a rinnovare il suo contratto e ad incrementarlo, ma Sergej mi diceva che voleva cambiare aria dopo 8 anni di Lazio». 

LA PROMESSA, OTTENUTO IL MASSIMO

Persino il presidente sembra sorpreso dalla decisione del serbo: «I rapporti con lui sono sempre stati ottimi. Inizialmente pensavo fosse un problema di testa, ma se uno vuole andare in Arabia, le motivazioni sono solo i soldi, non può esserci altro». Va bene così perché comunque va bene alla Lazio, anche se il patron non vuole ammetterlo: «L’offerta dell’Al-Hilal è più bassa di 50 milioni. Se avessi aspettato quella giusta, non lo avrei mai ceduto, ma io mantengo sempre le promesse e avevo preso un impegno con il ragazzo che avrei accettato la proposta minima per il suo cartellino». E pensare che Lotito avrebbe potuto cederlo al massimo, al Milan a tutt’altre cifre nel 2018: «È vero, decisi di rifiutare un’offerta di Galliani da 140 milioni. Erano 60 subito e altri 80, pagabili in 5 anni con la Champions. Non me ne sono pentito». Perché Milinkovic comunque ha dato tantissimo: 341 presenze, 69 gol, 53 assist e 3 trofei, addio allo straniero biancoceleste che ha collezionato più gol (55) in Serie A e al centrocampista più prolifico della storia della Lazio. È finita la Milinkocrazia, si chiude un ciclo, avanti il prossimo. Ilmessaggero

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Torreira, Zielinski, Berardi: ieri vertice Lotito-Sarri, ora il tecnico alza il pressing. “No a Politano ed Orsolini”

Ora non ci sono più scuse, serve una scossa immediata sul mercato. C’è tutto il tempo per costruire una grande Lazio, in grado di puntare ancora al secondo posto, se non più in alto. Milinkovic sblocca subito l’indice di liquidità e porta altri 40 milioni nel tesoretto presente e futuro (i quasi 80 della Champions). Immediato confronto serrato ieri pomeriggio e poi ancora a cena sino a tarda sera a Formello fra Fabiani, scouting, presidente e tecnico: ora Sarri si impunta, passa al contrattacco e dice no a tutte le alternative (una Pereyra a zero, l’altra Dominguez a scadenza) proposte ancora da Lotito. Sfumati ormai i sogni Frattesi e Loftus-Cheek, restano in standby Gedson Fernandes e Veerman, Heynen del Genk e altri nomi scovati da Picchioni nella talent room, perché il tecnico vuole il pupillo Zielinski ad ogni costo come sostituto. Lo aveva inserito invano già nella lista della scorsa estate al posto del serbo, ma allora c’era Ilic e non Luis Alberto nel nuovo potenziale centrocampo. Adesso il Mago invece è un punto fermo (col rinnovo sino al 2027) e va trovato un nuovo equilibrio, suggerito in regia dal fedelissimo Vecino. Maurizio insiste anche e soprattutto su Torreira (no a Paredes e Fausto Vera al momento, piacciono di più Maxime Lopez, Rovella e Ricci) come vertice basso. Dalla cessione di Sergej è possibile un doppio colpo a incastro, Sarri vuole che venga centrato. La Lazio aspetta uno sconto sul play dal Galatasaray, ma basterebbero comunque 15 milioni per averlo. Il Napoli parte da 25 per Zielinski, non vuole rinnovargli il contratto alle attuali cifre (5 milioni l’ultimo anno), e ieri Lotito ha richiamato De Laurentiis dopo aver sentito questo sfogo: «Sappiamo di avere giocatori arrivati un po’ alla fine del loro percorso perché ad un anno dalla scadenza. Io devo decidere se allenarli in ritiro o se non allenarli per obbligarli a trovarsi altri lidi, a costo di pagarli a vuoto». Vi avevano svelato che Piotr aveva promesso a Sarri d’essere disposto a raggiungerlo in caso di mancato prolungamento sotto il Vesuvio, Fabiani lo aveva sondato in un blitz a fine giugno. Adesso serve l’affondo deciso del patron, sempre restio a investire sul cartellino di un 29enne a cui andrebbero riconosciuti poi 3,5-4 milioni l’anno. Ne chiede addirittura di più Berardi, in pratica è lo stesso discorso, ma da ieri Sarri sta mettendo il presidente con le spalle al muro sui suoi nomi principali per la Champions. Mau aveva già detto no a Orsolini e Politano sull’esterno: «E infatti non prenderemo nessuno dei due al 100%», assicura Lotito. Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Milinkovic, Lotito: “Sarà fatto quanto ci sarà il pagamento. Mi ha chiesto di cambiare aria, se vai in Arabia lo fai per soldi”

Lotito sul passo d’addio su Sergej Milinkovic-Savic. Dall’Arabia spingono per acquistare il forte centrocampista serbo, un’offerta di 40 milioni per la Lazio e ben 20 milioni di euro a stagione per il giocatore, una proposta irrinunciabile. La redazione di Tag24 ha raggiunto il presidente della Lazio, nonché senatore di Forza Italia, proprio per capirne di più. Disponibile e fin troppo sincero, con la telefonata che parte con un “Milinkovic e offerta araba? Io non so nulla“, dice subito il patron laziale che poi aggiunge: “Tutto fatto? No no, non mi risulta sia fatto niente, ne sapete più voi che io. Qualcuno vi racconta le cose, non so se sono frottole o verità. Allo stato non ho firmato nulla”.

Lotito su Milinkovic. “Se vai in Arabia lo fai solo per soldi, per nient’altro”

E fin qui, tutto normale, quando si va nello specifico, il presidente del club biancoceleste si apre e quasi si sfoga, anche perché per lui Sergej Milinkovic-Savic è come se fosse un figlio, e non è una frase buttata tanto lì a caso. “Non so se c’è l’offerta dall’Arabia – prosegue nel suo essere misterioso e mischiare le carte ma poi rivela -, mi hanno detto che c’è e vale molto per il giocatore e meno per la società. Il giocatore ha chiesto di andare via dato che sono 8 anni che è alla Lazio. Non è un problema di rapporti con la società, è un problema di testa. Non era un problema di soldi con noi, voleva cambiare aria”.

Lotito, come al solito, risponde ad altre persone mentre è al telefono, ma l’argomento Milinkovic lo appassiona e prosegue nel suo racconto: “Perché va via? Non so se sia un problema di stimoli, se uno vuole andare in Arabia lo stimolo sono solo i soldi. Ma dovete chiederlo a lui“.

Il presidente della Lazio conferma anche che ha cercato pure di far rinnovare il contratto al suo pupillo: “Ho cercato fino all’ultimo di tenerlo, ma quando uno mi chiede per un fatto suo e personale di andare via che posso fare? Noi eravamo disponibili a rinnovare il contratto ed incrementarlo. Ho un bel rapporto con lui, ma alla fine il giocatore decide quello che vuole fare nella vita. Lui mi ha telefonato pregandomi di lasciarlo andare“.

“Per ora Sergej andrà in ritiro, fino al pagamento è così…”

Sull’offerta pochi dubbi, anche sulla spiegazione: “Questa offerta non è concretamente arrivata, quando sarà firmato il contratto e sarà fatto il pagamento sarà fatta”. E ancora, ma senza essere perentorio: “Fin quando sarà un tesserato della Lazio andrà in ritiro, quando non lo sarà più andrà dove avrà deciso“.

Infine il presidente Claudio Lotito si lascia andare ad una massima, quasi una verità assoluta, svelando anche l’entità della cifra: “Io non ho parlato di un’offerta giusta, perché se aspettassimo quella giusta non lo cederemmo a quelle cifre. Ho preso un impegno con il ragazzo, che se fosse arrivata un’offerta normale minima per la Lazio poteva andare. L’offerta è più bassa di 50 milioni, un po’ di meno. Questo è un atto di fede che sto facendo nei confronti del calciatore per un impegno che ho assunto”. Tag24.it