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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – De Mita: “Lotito, pregi e difetti. Ci sono cose in cui non mi identifico…” (AUDIO)

GIUSEPPE DE MITA (Ex dirigente della Lazio) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Ho vissuto periodi in alternanza. C’è stata la necessità di un distacco dalla Lazio vista la modalità traumatica con cui mi sono diviso dal club. Conosco Lotito da sempre, c’è un legame famigliare che ci unisce. Devo dire che caratterialmente siamo molto distanti, non siamo andati molto d’accordo. Detto questo, ho un approccio giusto nel giudicare quello che vedo, bisogna riconoscergli anche dei pregi. La Lazio è una realtà importante del nostro campionato, malgrado i limiti di spesa negli anni ha sempre mantenuto un livello oltre le aspettative. E‘ una società sana, ha un certo peso politico, ha fatto divertire. Era bello sentirsi della Lazio a prescindere dalle emozioni che ognuno di noi possa avere nei confronti della società. Ho riacquisito l’orgoglio di essere laziale e sono legato a molte persone che sono nel club. Poi è chiaro che ci sono cose in cui non mi identifico. La Lazio ha un patrimonio enorme, se viene preso nel modo giusto neanche i club del Nord hanno queste potenzialità. Ma il problema di Lazio e Roma è che non sanno incanalare il valore aggiunto di questo ambiente nell’interesse della squadra”

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DICHIARAZIONI

Lotito: “Ho abituato bene i tifosi della Lazio. I romanisti sono diversi…”

Claudio Lotito parla dei tifosi della Lazio e non solo. In un intervento elettorale a Viterbo, il patron biancoceleste si è soffermato anche sulla questione del tifo: “Io non sono abituato a vendere sogni, bensì realtà. I tifosi hanno ragione dal punto di vista passionale a dire che la squadra sia un loro patrimonio. Ma dal punto di vista della gestione non è così. Quando porti i fatti, la gente non torna sui propri passi, ma vuole sempre di più”.

La differenza tra tifosi

“Abbiamo vinto la Supercoppa con l’Inter di Mourinho che aveva conquistato il Triplete. E il giorno dopo allo stadio non c’era nessuno. I laziali sono particolari, forse li ho abituati troppo bene. I romanisti invece sono contenti anche se va male. A inizio stagione partono per vincere il campionato, ma poi si accontentato di lottare per altre posizioni. Noi laziali invece siamo diversi. I tifosi hanno sempre sofferto. Hanno fatto le collette, sono stati depauperati, però erano coinvolti emotivamente. Ci sono state delle persone abituate a mungere la vacca che poi si sono trovate un presidente che ha detto ‘alt, non si può’. Ma non per me, per la società”. Corrieredellosport.it

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RASSEGNA STAMPA

Indice di liquidità, oggi il verdetto: Lotito freme

Attesa la sentenza sul ricorso della Lega calcio contro l’indice di liquidità, come paletto fissato dalla Figc per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie A. Due ore di dibattimento, ieri, di fronte al Collegio di Garanzia, presieduto dal presidente Gabriella Palmieri Sandulli, che oggi darà il verdetto su questa battaglia. Lotito attende il dispositivo con ansia, altrimenti dovrà sborsare entro il 22 giugno 5 milioni di sua tasca per azzerare l’indice di liquidità. Manca solo la Lazio all’appello, hanno già ricapitalizzato Bologna, Lecce e Spezia. Lotito, ieri a Viterbo («Ho abituato troppo bene i miei tifosi, non si accontentano come quelli della Roma»), aspetta anche le operazioni in uscita. Vavro al Copenaghen per 6 milioni è in dirittura, si tratta col Cadice la cessione di Escalante, sondato anche da altre squadre in Spagna. Per Muriqi gioca al ribasso (riscatto a 7 milioni invece di 12), il Maiorca: «Deve scendere la richiesta economica», ammette il ds Ortells a una radio iberica. Ilmessaggero

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RASSEGNA STAMPA

Difesa, da Casale a Romagnoli: la situazione

Attualmente Lotito è alle prese con il deficit dell’indice di liquidità, da coprire entro il 22 giugno. Sempre più accreditata l’ipotesi di versamento dei 5 milioni di tasca propria e non tramite le cessioni di Vavro e Escalante. Senza cessioni, i soldi per il mercato vanno stanziati dalla voce ricavi.

Il presidente biancoceleste ha parlato di Casale con Setti: la Lazio lo valuta 10 milioni, e non 15. Si ragiona, dunque, sui prestiti con riscatto. Sia per Casale, che per Ilic.


In difesa, l’obiettivo numero uno resta Romagnoli. Il centrale aspetta la Lazio, ma anche il Milan che con la nuova proprietà potrebbe offrirgli un rinnovo maggiore. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Dalla Palma: “L’investimento Marcos Antonio ricorda quello di Milinkovic. Romagnoli? La Lazio deve rischiare!” (AUDIO)

ALBERTO DALLA PALMA (CdS) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Attendiamo l’esito degli esami per Carnesecchi per capire se continuerà ad essere ancora l’obiettivo numero uno per la porta. In caso di operazione le tempistiche sarebbero lunghe, sappiamo poi quanto sia importante per un estremo difensore la spalla. Non è bello dirlo, ma la fortuna è che la Lazio non ha già chiuso la trattativa con l’Atalanta. Ora parliamo per ipotesi, domani mattina avremo un quadro più chiaro. Il ragazzo è valido, ti garantisce una prospettiva, potresti anche pensare di investire a prescindere su di lui. Il problema è quanto possa essere considerato affidabile l’attuale vice, Reina

Marcos Antonio e Romagnoli

“Quello di Marcos Antonio è un investimento importante, stile Milinkovic all’epoca in cui arrivò. E’ stato seguito anche da Sarri che pensa possa essere impostato come regista vista la sua qualità e i margini di crescita. Romagnoli? Ribadisco, per non perderlo devi rischiare di prenderlo prima di cedere Acerbi. Non puoi aspettare, il rischio è elevato visto e richieste che ha il capitano del Milan. Tesserare subito Romagnoli per poi trovare una soluzione”.

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APPROFONDIMENTI

Indice di liquidità: Bologna, Lecce e Spezia ricapitalizzano, la Lazio attende il Collegio di Garanzia

Nel corso dell’assemblea della Lega di Serie A che si terrà oggi formalmente per parlare dei diritti TV relativi ai Paesi del Medio Oriente, si parlerà sicuramente anche dei rapporti sempre più tesi con la Figc e dell’introduzione dell’indice di liquidità a 0,5 per l’ammissione al campionato. Sono 4 i club che non hanno l’indice in regola: Lazio, Bologna, Lecce e Spezia. In tre hanno ricapitalizzato, Lotito invece attende la sentenza del Collegio di garanzia del Coni che dovrebbe arrivare giovedì. A riportarlo è Il Corriere della Sera.

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Lotito a Milano: possibili incontri per Casale e Carnesecchi

Il presidente Lotito sbarca a Milano per l’assemblea di Lega A che, come riporta il Corriere dello Sport, può trasformarsi in un meeting di mercato. Il patron biancocelesti infatti incontrerà Luca Percassi, vice presidente di Lega e ad dell’Atalanta e potrebbe vedere anche il presidente del Verona Setti. Tra gli obiettivi più caldi del mercato laziale ci sono infatti Carnesecchi, di proprietà dei bergamaschi, e Casalesotto contratto con l’Hellas.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Dalla Palma: “Fuori ogni logica le parole di Lotito sullo scudetto. Aumenta il rischio di perdere Romagnoli” (AUDIO)

ALBERTO DALLA PALMA (CdS) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Pensavo fosse stato necessario spingere per il tesseramento di Romagnoli, poi abbiamo capito che bisogna avere pazienza perché molto passa dalla cessione di Acerbi. Il rischio di perdere quest’opportunità di mercato è alto, tra l’altro ora credo che tutti gli sforzi saranno concentrati sulla soluzione della situazione indice di liquidità. Dire come ha fatto Lotito che la Lazio stia lavorando per lo scudetto sembra fuori da ogni logica. Mi auguro, piuttosto, che torni ad esserci un metodo di mercato basato sulle idee

Ipotesi Flaminio

“Verificheremo se ci sono delle novità dell’ultima ora visto che Lotito è tornato a parlare di Flaminio. Da quanto ne sappiamo e da quanto detto spesso dall’Assessore Onorato reali possibilità non ce ne sono”

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Lotito: “Contestato perché ho eliminato privilegi. Sarei dovuto essere più conciliante. Flaminio? Favorevole, ma…”

Claudio Lotito chiediamo come spiega l’astio contro di lui, nonostante sia, per numero di trofei, il presidente più vincente della storia della Lazio. “Nella vita si fanno delle scelte. Io ho scelto sin dal primo giorno di dire la verità. All’inizio delle mia avventura, ho detto che bisognava fare dei sacrifici, perché avevamo 550 milioni di debiti, che aumentavano di anno in anno. A molti le mie parole non sono piaciute. Si pensa sempre che il patron è quello che mette i soldi alla cieca e, invece, in una società per azioni, bisogna badare non solo al risultato sportivo, ma prima di tutto alla sopravvivenza e, quindi, a una gestione sana e vincente. Io non sono solo il proprietario della Lazio, ma il custode di una di passione secolare, che ho il dovere di preservare per tramandarla alle future generazioni. Devo essere, e mi sento, un presidente tifoso e non un tifoso presidente”.

Il clamore dilagante contro la Lazio è a pelle o è promosso da chi gravitava nel mondo Lazio e si è visto, con il suo avvento, chiudere i rubinetti?

“La Lazio ha il centro sportivo più grande e più moderno d’Italia, una invidiabile situazione economico-patrimoniale ed è la squadra che in questi anni ha vinto il maggior numero di trofei, dopo la Juventus. Per certi versi, la contestazione è un mistero. La verità è che una gestione trasparente elimina privilegi consolidati. Sarebbe stato facile per me continuare con le elargizioni pubblicitarie a pioggia alle radio e ai giornali. E’ per questo che molti, invece di mettere in luce quello che facciamo, cercano di demolirlo”.

Maurizio Sarri ha detto che per lui è molto più bello essere l’allenatore di una squadra, di proprietà di una famiglia e non di un fondo di investimento. Come pensa che il calcio sostenibile di una famiglia possa essere competitivo in un mondo, dove l’insostenibile sembra essere diventato la regola universale?

“Io sono convinto che si possano coniugare i risultati sportivi con quelli economici. Io voglio spendere, non sperperare. Per anni la Lazio era stata una mucca da mungere. Tutti pretendevano una collaborazione, un contratto, un’elargizione. Nel momento in cui chiudi i rubinetti, tu diventi un nemico da abbattere. Vede, nel mondo del calcio non mancano né i giocatori, né i direttori sportivi, né gli allenatori. Quel che manca sono le idee. Con le idee, prima che con il denaro, abbiamo ottenuto risultati importanti. Con le idee abbiamo, fra tanti altri trofei, conquistato la Supercoppa italiana, battendo la corazzatissima Inter di Mourinho. I soldi aiutano, ma non sono tutto”.

A proposito di sostenibilità, come è riuscito a trattenere i giocatori, che nella Lazio sono diventati top player e forse potevano ambire a ingaggi superiori?

“L’attaccamento alla maglia non è retorica, ma qualcosa che si può coltivare. A Formello il biancoceleste è un brand a vista d’occhio e il colore dell’appartenenza. Sono i colori della prima Olimpiade, che aveva come motto la vittoria per merito e senza scorciatoie. Noi siamo, prima ancora che una società sportiva, un ente morale. Noi siamo presenti sul campo e fuori dal campo, nella nostra città e nel paese, per abbattere con le nostre iniziative sociali, barriere e steccati a livello economico, culturale e razziale. Siamo diversi. E’ normale che qualche campione lo capisca e voglia restare”.

I suoi rapporti con la Curva Nord sono storicamente complicati. Un punto di incontro è nella sua agenda dei desideri?

“Io ho cercato senza tentennamenti di far rispettare le regole a tutti i tifosi. Continuerò a mettere in campo ogni azione volta a prevenire e a reprimere comportamenti illegittimi. Poi, è chiaro che le notizie artatamente false o a senso unico, messe in giro un giorno sì e l’altro pure, non aiutano. Guardi il contratto a Sarri. Tutti a metterlo in dubbio e a remare contro. E, invece, il contratto è firmato”.

Il Flaminio, come nuovo stadio della Lazio, potrebbe favorire il miglioramento dei rapporti?

“Lo stadio Flaminio appartiene alla storia della Lazio. E’ il luogo di una passione senza tempo. Io sono favorevole e disponibilissimo, ma non dipende solo da me. Ci sono da superare tutta una serie di ostacoli burocratici e concreti per renderlo lo stadio che vogliamo”.

C’è qualcosa che non rifarebbe?

“Smusserei gli angoli più aspri del mio carattere e sarei, in tante situazioni, più conciliante. Io, purtroppo o per fortuna, sono fatto così ed è difficile cambiare in corsa”.

Il suo sogno nel cassetto è lo scudetto?

“Abbiamo vinto tutto il resto. Manca solo quello. Non è solo un sogno, ma l’obiettivo. Ci stiamo lavorando”. Il Foglio

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La garanzia di Sarri nella parola di Lotito: “Rinforzerò la Lazio”. Dopo Marcos Antonio, assalto a Carnesecchi

La garanzia è la parola d’onore di Lotito: «Rinforzerò la Lazio. E, se non riusciremo a sbloccare con le cessioni il mercato, interverrò di nuovo in prima persona per azzerare l’indice di liquidità entro il 22 giugno». Stavolta non bisognerà insomma attendere agosto come lo scorso anno. Il presidente è in pressing su Tare per evitare di dover rimetter mano al portafoglio, ma se dovessero prolungarsi le trattative in uscita (su tutte Muriqi e Vavro), ecco l’estremo rimedio: un’altra immissione di circa 5 milioni nel bilancio per avviare concretamente il nuovo progetto. Il presidente lo ha promesso a Sarri, anzi lo ha convinto così a firmare il rinnovo sino al 2025 prima del ritiro di Auronzo. Quando il tecnico dovrà avere almeno i primi due rinforzi in mano. Atteso subito Marcos Antonio, bloccato per 8 milioni più bonus da metà maggio: ieri lo scambio di documenti con lo Shakhtar Donetsk, quinquennale da 1,5 milioni per il metronomo. Sarri è convinto di utilizzarlo come perno del centrocampo eppure dal Brasile si continuano a rincorrere voci sul 21enne Vinicius Zanocelo, talento del Santos – offerto da Bertolucci, stesso agente di Felipe Anderson – e sul 24enne del Corinthians Maycon. Sarebbero però altre scommesse in contrasto con quei playmaker pronti – e quindi più costosi – richiesti da Sarri nel ruolo: Vitinha, Maxime Lopez, Ilic e quel vecchio pallino Torreira, tornato in ballo.

ASSALTO A CARNESECCHI

La porta rimane l’altro nodo da sciogliere al più presto. La prossima settimana partirà l’assalto deciso a Carnesecchi: c’è l’ok dell’estremo difensore, ma l’Atalanta pretende almeno 12 milioni di euro. Le alternative sono Vicario allo stesso prezzo, Meret in prestito oppure il portoghese Luis Maximiano. In difesa resta in standby Alessio Romagnoli, Lotito non si smuove dall’offerta da 2,8 milioni più bonus per lo stipendio. Già sfumato invece con l’agente Raiola il tentativo per Mkhitaryan a parametro zero: era fra i pochi nomi su cui Sarri e Tare erano d’accordo. Il ds punta Bourigeaud del Rennes da tempo, ha detto no a Caputo in attacco, complici l’età e qualche acciacco. Mertens chiede 4 milioni d’ingaggio, Pinamonti e il sogno Hudson-Odoi costano troppo. Alla fine il vice-Immobile potrebbe davvero essere ancora Jovane Cabral, purché lo Sporting dimezzi a 5 milioni il riscatto oppure dia l’ok a un altro trasferimento temporaneo. Sarri ha lavorato sul capoverdiano, ora non storcerebbe più di tanto il naso, purché venga accontentato sugli altri sei innesti in organico. Il Messaggero