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RASSEGNA STAMPA

Zaccagni-Lazio, c’è già aria di rinnovo

Chiusa in un lampo la trattativa tra la Lazio e Zaccagni per il rinnovo. Come scrive oggi l’edizione romana del Corriere dello Sport, dopo i colloqui nei giorni scorsi post derby (deciso proprio dal suo gol), è stato trovato l’accordo per prolungare il contratto con i biancocelesti fino al 2027. Per l’ala sinistra c’è anche l’adeguamento di stipendio, che passa dagli attuali 1,8 a 3 milioni netti a stagione. Richieste accontentante quindi dalla società e matrimonio che proseguirà per altre 4 stagioni, con l’ex Hellas diventato ormai un cardine dello schieramento offensivo di Sarri. Si attende ora solo l’annuncio ufficiale da parte del club.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Pieretti: “Jolly Immobile per il finale. Sarri sa essere persuasivo, Luis Alberto…” (AUDIO)

Simone Pieretti (Il Tempo) a ‘NMM’

Il Jolly Immobile, il derby e la volata Champions. Simone Pieretti: “Con la vittoria sulla Roma la Lazio ha fatto un pel passo avanti. Ci saranno partite complicate, trasferte insidiosi, però con la stracittadina i biancocelesti hanno preso uno slancio importante. Il gruppo ha ritrovato consapevolezza, ha vinto un match difficile dopo il tonfo in Conference. L’obiettivo è confermarsi anche negli ultimi scontri diretti. Penso che abbia i mezzi per continuare la sua rincorsa alla Champions”.

Jolly Immobile e i migliorati con Sarri

“Molto passa dalle condizioni di Immobile: Ciro può essere veramente il jolly da calare nel momento decisivo della stagione. Il lavoro fatto per sostituirlo durante la sua assenza è importante. Il suo ritorno porterà entusiasmo anche nello spogliatoio. E’ un trascinatore, averlo in buone condizioni per gli ultimi due mesi di Serie A senza Coppe, è una grande occasione. Sarri sa essere molto convincente. E’ riuscito a portare dalla sua giocatori che non avevano mai giocato in questo sistema. In tanti hanno tratto benefici dal lavoro del tecnico. Penso a Zaccagni in primis, ma anche Milinkovic e questo Luis Alberto. Lo spagnolo dava l’impressione di risparmiarsi durante le partite, adesso è continuo, aiuta la squadra, è sempre attivo. Milinkovic lo vedo molto più concreto anche se meno spettacolare”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Piscedda sulle voci di mercato: “Gagliardini no, Gabbiadini buona riserva. Ma dipende dal budget..” (AUDIO)

MASSIMO PISCEDDA (su voci mercato) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Voci di mercato, il commento di Massimo Piscedda a Radiosei: “Gagliardini a me non è mai piaciuto, l’ho allenato anche ai tempi di Cesena. E’ un centrocampista un po’ compassato, non ti migliora il centrocampo, anche se forte fisicamente. Può essere un tassello da inserire in corso d’opera, può dare una mano anche se non impazzisco per lui. Gabbiadini, invece – continua sulle voci di mercato – , sarebbe stata una bella riserva di Immobile in questa stagione. Ha qualità e fisicità, con Sarri al Napoli veniva utilizzato come ala destra, ma lui è un centravanti. Potrebbe essere un rincalzo buono di Immobile se il capitano della Lazio dovesse giocare con continuità. Ha 31 anni, considerando che in Italia ci sono calciatori di 34-35 anni che fanno i titolari, uno come lui ci può anche stare. Chiaro che l’ideale sarebbe pensare anche al futuro con profili diversi, in quel caso servirebbero più soldi. La scorsa estate in molti speravano che potesse arrivare alla Lazio un profilo come quello di Caputo. In questa ottica, Gabbiadini è anche più giovane. Il resto è un discorso di budget che un club ha a disposizione. Se hai le possibilità economiche puoi puntare su calciatori più forti e giovani”.

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DICHIARAZIONI

Romagnoli: “Lazio amore e progetto serio. Con Sarri identità chiara!”

Parla Romagnoli: “E’ bello essere a casa ed è bello giocare con la propria squadra del cuore, ma la scelta più bella è quella di trovare un progetto serio, con una squadra e un mister forte. Perchè io voglio vincere con la Lazio”. Alessio Romagnoli è il protagonista di una lunga intervista realizzata da Dazn. Il difensore biancoceleste ricorda la trattativa che lo ha portato a vestire la maglia biancoceleste. “Sono laziale grazie a mio padre e mia nonna, che è scomparsa da poco. Vedevamo le partite insieme, ed era la Lazio che vinceva in Italia e in Europa. E’ stato molto facile appassionarsi a questa squadra. Ho sempre avuto l’idea di venire alla Lazio e non volevo farlo troppo tardi. Volevo farlo in un’età in cui mi sentivo bene e potevo dare tutto me stesso. Avevo delle offerte, ma c’è sempre stata la volontà di tornare. E la spinta è arrivata anche a casa dalla mia famiglia. La Lazio poi ha un bel progetto: ha una squadra competitiva e forte, con un mister preparato. Quindi mi sono detto che questo era il momento di tornare”.

Romagnoli: “Sarri mi è sempre piaciuto. Abbiamo un’identità”

Romagnoli spende importanti parole d’elogio verso Maurizio Sarri. “Mi è sempre piaciuto, sin dai tempi di Napoli ed ero curioso di vedere come lavorava. I dettagli che esprimeva in campo. Noi lavoriamo di reparto ogni giorno, ci alleniamo molto e con principi chiari. Noi abbiamo una nostra identità, che è riconosciuta da tutti”. Intervistato dall’ex compagno Riccardo Montolivo (che ha svelato che al termine di ogni gara del Milan chiedeva il risultato della Lazio), Romagnoli ricorda il rigore decisivo segnato ai biancocelesti nella semifinale di Coppa Italia nel 2018. “Era tutto molto strano: da una parte ero contento, perchè avevamo l’opportunità di giocare un’altra finale dopo quella persa con Brocchi in panchina, dall’altra ho pensato a mia nonna, e mi è venuto spontaneo non esultare. La Lazio l’ho sempre rispettata”.Diversa l’emozione provata dopo il primo gol segnato con la maglia della Lazio, contro lo Spezia. “E’ stata un’esplosione di sensazioni. Per me e per tanta gente”

“Alla Roma posso solo dire grazie”

Oggi è una bandiera della Lazio, ma l’esordio nel grande calcio è arrivato con la maglia della Roma. “Grazie a Bruno Conti che mi scoprì quando avevo nove anni. Io la Roma la posso solo ringraziare: mi ha scoperto, mi ha fatto crescere ed esordire in serie A. Ma credo che l’anno fondamentale per la mia crescita fu alla Sampdoria, con Sinisa Mihajlovic. Con lui avevo un rapporto sincero e bello. Era una persona di cuore, una persona vera e per me è stato fondamentale. Mi ha permesso di giocare sin da subito in una squadra prestigiosa a diciotto anni. Mi ha dato fiducia ed è stato fondamentale, sia a Genova che al Milan. Per convincermi, mi mandò solo un messaggio”. 

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Milinkovic, nazionali in campo, oggi tocca anche a lui. Ancora problemi alla schiena per Patric

Come riportato da Il Messaggero, alle 20:45 contro la Lituania Milinkovic cercherà di sbloccarsi in un 2023 amaro (1 gol e 1 assist). Sarri avrebbe preferito tenerlo con sé a Formello ma, costretto a lasciarlo partire, almeno spera che si possa riaccendere con la Serbia per tornare al massimo dell’entusiasmo nel rush finale per la Champions.

Alle ore 18 toccherà al grande amico di Milinkovic, Marusic scendere in campo col suo Montenegro contro la Bulgaria, mentre lunedì i due si troveranno di fronte. Allo stesso orario del terzino, Cancellieri proverà a prendersi la scena con l’Italia u21 contro la Serbia, mentre in mattinata (ore 11:30) occhi su Vecino in Giappone-Uruguay. Domani sarà il turno di Gila con la Spagna u21, mentre lunedì Hysaj giocherà nell’unico impegno dell’Albania.

Nel frattempo, Sarri conterà di avere tutti a disposizione tra mercoledì e giovedì. Ieri ha ritrovato Pedro, ma ha perso Patric per il mal di schiena. Continua la gestione per Casale e Provedel, così come il lavoro personalizzato per Immobile. Intanto, in sole sei ore dall’inizio della vendita, i 2200 posti del settore ospiti dell’U-Power Stadium di Monza sono andati esauriti, ma saranno attesi almeno altri 300 tifosi laziali in Lombardia. Un’altra grande invasione laziale.

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Lazio, il secondo Sarri corre veloce: il confronto con la passata stagione

I biancocelesti volano in Serie A. Seconda in classifica e capofila delle squadre che vogliono andare in Champions. ‘Il miracolo’ spesso pronunciato da Maurizio Sarri, al momento, si sta avverando. Chiaro che la stagione non sia finita, ma si può già fare un primo bilancio su quanto i biancocelesti siano migliorati rispetto all’anno scorso. Sono 52 i punti in 27 giornate, +9 rispetto alla scorsa Serie A dopo gli stessi turni (43 punti) e la Champions è alla portata.

Corrono i biancocelesti di Sarri anche senza Immobile

Solo il Napoli (+14) ha concretizzato un upgrade rispetto alla Lazio. Dodici mesi fa, a questo punto del campionato, era settima a -7 dal quarto posto e -14 dal secondo. La squadra di Spalletti oggi è letteralmente imprendibile. E c’è un dato che sorprende in casa biancoceleste. Quest’anno 9 punti in più senza i gol di Ciro Immobile, troppe volte fermo ai box per infortunio. Basti pensare che a questo punto della stagione, il bomber della Lazio, ha segnato ‘solo’ 9 gol in campionato. Lo scorso anno, a fine marzo, era a 21. Sarri sta facendo volare la squadra. Da qui sino alla fine del campionato servirà dare il tutto per tutto, ma si parte da una situazione di vantaggio. Corriere dello Sport

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Maximiano verso l’addio, piace Audero

Maximiano, secondo Il Messaggero il calciomercato Lazio si sarebbe già messo alla ricerca di un nuovo portiere da regalare a SarriMaximiano stavolta potrebbe dire addio (dopo il no al Nottigham Forest a gennaio): il portiere portoghese non ha mai convinto Sarri. Per i bianconcelesti è difficile arrivare a Caprile del Bari, ma occhio a Emil Audero della Samp, ora ai box. Sarebbe lui il nuovo secondo di Provedel per cui appare scontata la conferma come titolare visto l’ottimo rendimento di questa stagione.

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Lazio, Mau chiede garanzie su progetto e mercato. Lotito: “Lo incontrerò”

Progetto futuro. La rivincita di Sarri è nel suo sorriso, il futuro si decide adesso. Non ci aveva dormito due notti per l’ultimo derby, lo aveva studiato in ogni dettaglio, lo ha vinto di nuovo. È il terzo (su quattro) dal suo sbarco alla Lazio contro Mourinho, rispedito dietro la lavagna e con un terribile -6 in classifica, considerando persino il vantaggio nel doppio scontro diretto. Ora merita una targa a FormelloSarri come Reja e come il Maestro. Andata e ritorno in paradiso, la Lazio non vinceva due derby nello stesso campionato dal 2011/12, e dal 1972/73 con zero gol subiti nel tabellino. Pure il 16esimo clean sheet in A è un record storico: «Ho martellato tutto il gruppo». Un gruppo che lo segue ormai come un Messia, sempre più compatto al suo fianco. Guardate la metamorfosi del ribelle Luis Alberto, valore aggiunto assoluto nel nuovo anno. Alla faccia di chi voleva uno spogliatoio irritato dai suoi dettami di gioco, che ora valgono il secondo posto: negli ultimi 10 anni, solo nel 2019/20 la Lazio era salita dopo 27 giornate sul podio d’argento e alla fine centrò la Champions. Ora obiettivo comune di un patto segreto stretto dal tecnico e la squadra a dicembre nel mini-ritiro turco. Da cinque giornate c’è anche il turbo: 13 punti conquistati, 7 guadagnati su Inter e Roma, 6 sul Milan, 9 sull’Atalanta defilata al sesto posto.

CHAMPIONS – Eroe è chi affronta la vita con coraggio e a muso duro con tutto quello che lui non ha e gli altri hanno. Sarri è uomo-derby e uomo-Champions: «Ma sulla carta ci sono squadre più attrezzate di noi per il quarto posto», ribadisce con un ritornello anche un po’ scaramantico. L’unico però a considerare davvero l’organico della Lazio adatto per tre competizioni è Tare, con cui ad Alkmaar è ulteriormente sceso il gelo. Sabato Lotito ha preso da parte l’uno e poi l’altro a Formello, ha chiesto di congelare i dissapori almeno sino al termine del campionato. Nel frattempo il ds aveva tentato invano di orientare ancora più dalla sua parte una frangia del tifo, ma nessuno vuole mettersi in mezzo – vedi comunicato Curva Nord – e, dopo questo derby, pochi criticano un allenatore così vincente, schietto e sincero: «Avrei preferito restare in Conference, ma avevo capito che miei ragazzi avevano inconsciamente mollato per dedicarsi al campionato. Ora non avere le Coppe rispetto alle altre concorrenti potrebbe essere un vantaggio». Ad aprile l’Inter avrà 9 partite, Milan e Roma 7, la Lazio 5 soltanto. Assumerebbe tutto un altro sapore il sacrificio dell’Europa quest’anno per il bene futuro della Lazio: adesso sì che si possono gestire le energie sino a fine maggio.

INCONTRO E PROGETTO – Due giorni di riposo per ricaricarsi a Castelfranco, Sarri ieri si è rituffato sul Monza e l’obiettivo Champions. Con il tesoretto della qualificazione e il prossimo mercato si può fare il salto. Maurizio è addirittura convinto che si possa lottare per lo scudetto con uno zoccolo duro italiano, due centrocampisti, un altro esterno e un attaccante vero, ma ogni acquisto stavolta dovrà corrispondere alle sue idee di calcio. Tare non riesce proprio a seguirlo, Giuntoli lo raggiungerebbe volentieri il prossimo anno, Fabiani si occupa già della Primavera («Da cui bisogna ripartire») a FormelloSarri però vuole chiarezza prima, non può aspettare giugno. Chiede già adesso di sedersi a tavolino: «È un grande allenatore, l’ho sempre detto e lo incontrerò presto», giura LotitoMaurizio è stato chiaro («Sto bene alla Lazio»), ma non ha intenzione di far proseguire il suo progetto in una corsa a ostacoli interna, come nell’ultimo anno e mezzo. È vero, il Comandante ha già rifiutato un’offerta faraonica da 7 milioni a stagione dagli Emirati Arabi(trappola allestita dall’agente Ramadani), e non ha ancora risposto ai corteggiamenti prolungati di TottenhamWest Ham ed Everton. In Serie A ci sono pure Milan e Fiorentina dietro l’angolo. Se non diventerà realtà il suo ruolo alla Ferguson(promesso e mai realizzato), però, non basterà un contratto sino al 2025 a trattenerlo. Oltretutto non c’è nessuna penale più da pagare né per l’Italia né per l’estero. Finito il tempo del compromesso: o lui o Igli, l’ardua sentenza sul progetto a LotitoIl Messaggero

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Pellegrini, due mesi per convincere Sarri

 Quale futuro per Luca Pellegrini? Situazione tutta da scoprire per il terzino sinistro arrivato a gennaio alla Lazio e fin qui oggetto misterioso. Solo 69’ in campo nel ritorno (sfortunato) contro l’Az Alkmaar di Conference League. Più di un’ora di match in cui non ha per niente sfigurato. Ma in campionato non si è mai visto. E il riscatto a giugno al momento appare molto lontano.

Il futuro di Pellegrini

L’arrivo di Pellegrini sulla fascia è arrivato nel momento preciso in cui Sarri ha ritrovato un fedelissimo come Hysaj. L’albanese finalmente si sta rivelando un giocatore importante, tant’è che ha messo a sedere Lazzari in panchina con Marusic di nuovo a destra. Così Luca si è ritrovato sempre fuori dai pensieri di Sarri. Ha festeggiato il derby, da laziale, in campo e sotto la Curva Nord. Un momento speciale, per lui che è tifoso della Lazio, che in parte ha cancellato la delusione dall’eliminazione in Conference. Ora però, chiede spazio, vuole giocare. Il suo cartellino è di proprietà della Juve, a giugno c’è un diritto di riscatto fissato a 15 milioni di euro. Di sicuro occorreranno altri dialoghi per ritrattare una cifra che al momento appare sconsiderata. É sotto contratto sino a giugno del 2025, i bianconeri non faranno sconti. Da qui sino alla fine del campionato Pellegrini dovrà giocarsi la conferma. Chiede chance a Sarri, scalpita e non vede l’ora di imporsi con la maglia che ha sempre voluto. Corriere dello Sport

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Luis Alberto-Sarri alla rovescia: la scintilla è scoccata e la Lazio sorride

Luis Alberto, La cena in famiglia, un bicchiere di vino. Ha festeggiato in modo sobrio la vittoria del derby Luis Alberto. C’è anche la sua firma nel successo della Lazio. Pur non essendo entrato nel tabellino del match, il numero 10 è sempre più al centro del progetto tecnico di Maurizio Sarri. Un calciatore diverso rispetto a quello di inizio stagione, quando spesso l’allenatore gli preferiva Vecino per chiudere la mediana con Cataldi e Milinkovic. Nonostante le voci di numerosi litigi tra lui e il mister, durante la sosta per il Mondiale in Qatar lo spagnolo si è allenato come non mai, parola di Sarri in persona. Più dinamico, più disciplinato. La sua crescita è coincisa, per sfortuna della Lazio, con la flessione del Sergente. Non è un caso che in questa parte di stagione Luis Alberto sia il giocatore che gioca il maggior numero di palloni in casa Lazio. Sulla verticale Luis-Felipe-Zaccagni è nata la rete che ha deciso il derby. Un successo che vale doppio pensando alla classifica. «Sapevamo che il derby era una partita importantissima, poi ci sono i risultati di Milan e Inter. Penso solo alla Lazio. Dobbiamo vincere il più possibile e ora dobbiamo continuare così. Nelle ultime cinque gare abbiamo fatto 13 punti, siamo sulla buona strada», le parole dell’ex Liverpool al triplice fischio. Ora però serve trovare quella continuità tanto invocata da Sarri: nelle ultime undici giornate la Lazio avrà il vantaggio di poter preparare le partite senza l’impegno delle coppe. Il Tempo