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Patric: “Sarri un vero uomo con veri valori. Ho pianto quando ho saputo dell’addio…”

Sull’addio di Sarri ha voluto dire la sua Patric che oggi era impegnato nell’evento ‘La Lazio nelle scuole’ che oggi faceva tappa presso l’Istituto Comprensivo via dei Sesami 20: “Sarri? A livello personale non me lo aspettavo. Non voglio parlarne perché dobbiamo andare avanti. Alla fine conta la maglia, noi, giocatori e allenatori, andiamo e veniamo. Maurizio per me è stato più di un allenatore, un vero uomo. Trovare in questa vita persone con valori veri è difficile. Quando una persona va via e piangi penso che vuol dire che ha fatto qualcosa di importante nella tua vita, non solo nel calcio. Le mie condizioni? Quando sei in un momento buono la vita ti colpisce, ora sto attraversando questo problema, voglio dimostrare di essere migliorato e di saperne uscire. Avevo questa frattura alla spalla, ora ho accusato un po’ di pubalgia perché sono tornato troppo in fretta per giocare contro il Bayern. Sto soffrendo molto, ma non vedo l’ora di tornare”.

Alessio Buzzanca

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Rovella: “Sarri sempre chiaro, vuole più determinazione. Noi lo seguiamo e remiamo tutti dalla stessa parte” (VIDEO)

A margine dell’evento ‘Lazio nelle Scuole’, Nicolò Rovella ha rilasciato queste dichiarazioni ai cronisti presenti:

“Da questo momento delicato si esce con il duro lavoro. Lunedì abbiamo parlato con il mister e abbiamo iniziato a preparare la prossima partita. Solo così ne usciremo: mettendo in ogni allenamento sempre più voglia e determinazione. I risultati arriveranno, anche perché prima di questi ultimi due negativi venivamo da una bella serie di vittorie. Ripartiamo da sabato contro il Cagliari e poi penseremo al Bayern. Sicuramente il prossimo mese sarà importante. Più ci avviciniamo alla fine della stagione, più aumenta l’importanza delle partite”

Cosa ci ha chiesto Sarri? Il mister è sempre stato chiaro e noi lo abbiamo sempre seguito. Dobbiamo fare quello che ci chiede ed essere più determinati e abbiamo a farlo iniziato già da lunedì. Io credo di dover migliorare ancora su tante cose. Sono in un momento in cui mi sento bene, spero di andare sempre più in alto e migliorare nella fase offensiva. Lo spogliatoio della Lazio è sempre stato unito, remiamo dalla stessa parte. Le voci che circolano sono infondate“.

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‘Lazio nelle scuole’, presenti Goldoni e Rovella: “Modric idolo. Il segreto per trasformare gli insulti in applausi…” (AUDIO)

Ritorna l`appuntamento con i giocatori e le giocatrici biancocelesti presso l`Istituto M. G. Rossello di via Flaminia, 353 (Roma). Presenti Nicolò Rovella e la calciatrice Eleonora Goldoni. Le dichiarazioni della mattinata:

Goldoni: “Da avversari ci insultiamo? No, è scorretto. Siamo sì avversari ma persone e calciatrici in questo caso e non ci deve essere antagonismo nel senso negativo. Ci deve essere competizione ma siamo comunque atleti, ragazze. Quindi no non ci si insulta”.

Cyberbullismo
Goldoni: “Il cyberbullismo è un tema importante e purtroppo molto comune. Cosa si fa? Si legge il messaggio, si può rimanerci male. E o non si risponde oppure si risponde cercando di far riflettere e far capire che siamo persone e non è giusto insultare. Dietro lo schermo ci sono i leoni da tastiera che si sentono in potere di scrivere brutte cose ma non capiscono che dall’altra parte c’è una persona che ci può rimanere male. Va denunciato, bisogna parlarne. Noi dobbiamo dare l’esempio e cercare di impedirlo perché può avere conseguenze molto gravi. Quando sentiamo qualcuno offendere qualcun altro dobbiamo parlarne e chiedere aiuto, dobbiamo essere quelle persone che fermano ogni tipo di violenza verbale o fisica”.

Giocatore-ispirazione
Rovella: “Il giocatore che più mi ha ispirato è stato Luka Modric, lui è sempre stato il mio riferimento, l’idolo”
Goldoni: “La mia ispirazione è stato un giocatore che si chiama Javier Zanetti. Mi piaceva tanto come calciatore e come persona. Tutt’ora per me è un grande modello”.

Come evitare il bullismo
Goldoni: “Tante volte abbiamo visto situazioni di violenza. In quei momenti dobbiamo decidere di essere la persona che possa portare armonia, serenità, fermando quelle situazioni, anche andando controcorrente e trovandoci da soli. L’unica cosa che possiamo fare è parlarne, chiedere aiuto ed essere noi le persone di supporto verso chi viene deriso. Tutti possiamo sbagliare, non è corretto essere presi di mira”.

Cosa consigliereste a chi vuole diventare un campione e non si sentono in grado
Rovella: “Uno deve sempre seguire i propri sogni. Devi continuare a farlo anche se ti dicono che non sei bravo o non sei portato. E’ successo anche a me, mi dicevano che era meglio studiare e che andare ad allenarmi non era giusto. A me è sempre piaciuto fare entrambe le cose e così alla fine sono riuscito a realizzare il mio sogno. Devi continuare a fare sempre quello che ti piace”.

Goldoni: “Devi avere ben chiaro qual è il tuo sogno, che ti porta felicità. E la felicità non deve strappartela nessuno. Devi cercare di tapparti le orecchie e continuare a combattere per il tuo sogno perché cercheranno sempre di strappartelo in ogni modo. Per te e chi ti vuole bene non è corretto, cerca di fare tutto il possibile per migliorarti e fare quello che ti rende felice”.

Come fate a rialzarvi quando vivete momenti di odio da parte dei tifosi

Rovella: “Non è facile, ti rialzi più facilmente quando ti fanno un fallo rispetto a quando ti insultano i tifosi. Oltre che parlarne con gli altri, devi farlo con te stesso, con i miei genitori o con lo psicologo della squadra per ritrovare la serenità mentale per trasformare quegli insulti in applausi”.
Cosa possono fare le istituzioni per regolamentare l’odio tra le diverse squadre?
Goldoni: “Le istituzioni devono organizzare eventi come questi per far conoscere il problema, che è sempre più comune e istituire vere e proprie regole da applicare quando avvengono casi del genere. Che siano multe o provvedimenti per i tifosi, per lo stadio o per la società ed è importante che avvenga sempre più spesso altrimenti non lo fermeremo. È importante che le istituzioni organizzino incontri con i tifosi, i capi ultras, per istituire regole e per insegnare il rispetto e l’educazione”.

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Anderson e la corsa Champions: “Dobbiamo abituarci a questa tensione, stiamo lottando per qualcosa di grande” (VIDEO)

A margine dell’iniziativa ‘Lazio nelle Scuole‘, Felipe Anderson ha parlato anche del momento speciale della Lazio con i cronisti al seguito:

“Siamo arrivati ad un momento speciale, dobbiamo concentrarci a Udine perché è tutto nelle nostre mani e non possiamo sbagliare più. Noi stiamo parlando tanto e vogliamo vivere questa tensione perché significa che stiamo lottando per qualcosa di grande. Dobbiamo abituarci a questo.

Per l’età che per il tanto tempo che sono qui mi sento leader della squadra. Sono amico di tutti, conosco l’ambiente e questa esperienza può anche aiutare i giovani e la squadra in questo periodo difficile. Ognuno ha un ruolo importante nello spogliatoio, la squadra ascolta tutti, anche i nuovi arrivati che sono sempre i benvenuti.

Nei momenti particolari bisogna restare uniti, come hanno già detto Immobile e Sarri, perché se ognuno pensa per sé non si va da nessuna parte. 

Fare il centravanti è sempre stato difficile ma soprattutto quest’anno mi sono messo a disposizione. Mi piace fare il centravanti, perché sei più vicino alla porta, hai più occasioni, ma sarò sempre disponibile sperando di migliorare ancora.

Ancora non ho realizzato che tra poco sarò papà. Mi dicono tutti che ogni giorno sarà meglio. Speriamo di regalargli la Champions”. 

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‘Lazio nelle scuole’, F. Anderson: “Risceglierei i biancocelesti altre venti volte” (VIDEO)

Continua l’iniziativa la Lazio nelle scuole. Oggi il club biancoceleste, rappresentato dalla calciatrice della formazione Women Silvia Vivirito  e da Felipe Anderson per quanto riguarda la squadra maschile, è all’IIS Biagio Pascal di via Brembio 97. Di seguito le parole del brasiliano: “La scuola ci insegna a vivere, a rispettarci. Nel calcio bisogna sapersi comportare bene, perché in uno spogliatoio siamo tutti diversi. la scuola in questo è molto importante, dà educazione e ci permette di scegliere bene nella vita. Serve saggezza e sapienza. Sono uscito da casa a 13 anni, ora sono 10 anni che sono in Italia, sono felice di essere tornato. Amo Roma. Stare lontano tanto tempo dalla famiglia è difficile, tutti gli sportivi soffrono un po’ in questo senso, ma lo rifarei venti volte. Tutti i sacrifici valgono la pena”. 

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Lazio, Casale: “Miracolo o no, la Champions è un obiettivo”

La Lazio torna nelle scuole, l’iniziativa che vede la società biancoceleste in visita agli istituti scolastici per promuovere la cultura sportiva. In mattinata Nicolò Casale, insieme all’aquila Olympia e alla calciatrice della Lazio Women, Letizia Musolino, si sono presentati alla scuola media Giampaolo Borghi, via Giampaolo Borghi 6. Il difensore biancoceleste, ai cronisti presenti, ha parlato dell’evento e non solo“Ci tenevo a venire qua perché è bello essere d’esempio per questi bambini. Ho iniziato alla loro età a giocare in un settore giovanile importante e da lì ho capito cosa volevo fare da grande. È stato bello perché amo i bambini e mi piace stare in mezzo a loro, oltre a cercare di fargli capire che si può arrivare in alto. Loro guardano noi come esempio, sicuramente mi avranno ascoltato e spero che apprenderanno qualcosina”.

Verso il Napoli

Casale, squalificato, non ci sarà nella gara del Maradona in programma venerdì: “Ci tenevo particolarmente perché non ho mai affrontato Osimhen. Lo vedo sempre in tv e dico ‘cavolo, ha troppe qualità, è veloce, forte di testa’. Mi sarebbe piaciuto affrontarlo e mi dispiace, però erano 6/7 partite che ero diffidato ed era una situazione in cui non potevo farci nulla. Rivedendo l’azione era molto rischiosa. Mi dispiace, ma sono sicuro che chi ci sarà farà bene. Le indicazioni di Sarri? Non ne abbiamo parlato. Ieri abbiamo fatto scarico. Ci ha detto solo di fare quello che sappiamo. Di fare il nostro gioco e di cercare di mettere in difficoltà. Sicuramente ci farà guardare qualche video per vedere i loro pochissimi punti deboli”.

Capitolo Champions, poi la Nazionale

“Il quarto posto un miracolo? Preferiamo parlarne nello spogliatoio di questa cosa. La Champions è l’obiettivo, non lo possiamo negare. C’è molta pressione esterna su questa cosa e noi cerchiamo di tenerla all’interno dello spogliatoio senza ribadirlo fuori. Per noi giocatori è un obiettivo. L’Italia? Ringrazio Sarri per le belle parole. Stiamo facendo bene, subiamo pochi gol non solo grazie ai difensori, ma al lavoro di fase difensiva che fa tutta la squadra partendo dagli attaccanti. Con la Samp Immobile ha fatto un recupero sulla trequarti nostra. È la dimostrazione che è stato fatto uno step successivo mentale su questo aspetto. Essendo un bel blocco italiano è una soddisfazione essere lì davanti con 6/7 titolari italiani. C’è poco da dire, poi sarà Mancini a fare le convocazioni”.