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SERIE A

Lazio-Salernitana, formazioni ufficiali: torna Lazzari, Kamada-Vecino in mediana. C’è anche Luis Alberto

Lazio-Salernitana, formazioni ufficiali

Lazio, 3-4-2-1: Mandas; Patric, Casale, Gila; Marusic, Kamada, Vecino, Lazzari; Luis Alberto, Felipe Anderson; Castellanos. A disp.: Sepe, Renzetti, Hysaj, Milani, Cataldi, A.Anderson, Rovella, Pedro, Isaksen, Saná Fernandes, Gonzalez. All.: Tudor. 

Salernitana, 4-2-3-1: Costil; Boateng, Zanoli, Pirola, Bradaric; Maggiore, Coulibaly; Tchaouna, Candreva, Gyomber; Ikwuemesi. A disp.: Ochoa, Allocca, Pasalidis, Sambia, Martegani, Nwankwo, Gomis, Weissmann, Fazio, Pellegrino, Pierozzi, Manolas, Vignato, Legowski. All.: Colantuono

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SERIE A

Lazio-Salernitana, probabili formazioni

Lazio-Salernitana, le probabili formazioni dell’anticipo della trentaduesima giornata di Serie A. Dopo la sconfitta nel derby, Igor Tudor ha avuto una settimana difficile, soprattutto per le tante assenze. Rientrati Lazzari e Rovella, si sono fermati Guendouzi, Immobile e Romagnoli. Per tutti niente di grave, ma gli verrà risparmiata la gara di venerdì sera. Ancora out Zaccagni e Provedel. Tudor ha gli uomini contati dietro, visto il forfait di Romagnoli. A centrocampo, ormai come al solito, i dubbi più importanti. In settimana sono stati provati sia Rovella che Vecino sulla trequarti e questo crea dei ballottaggi. La scelta più logica, stando alle tre partite giocate, è quella che porta dritto a Felipe Anderson-Luis Alberto ma occhio alle sorprese. Marusic verrà confermato a destra con Lazzari pronto a debuttare nella gestione Tudor sulla sinistra (out anche Pellegrini).

Lazio-Salernitana, probabili formazioni

LAZIO (3-4-2-1): Mandas; Patric, Casale, Gila; Marusic, Vecino, Kamada, Lazzari: Felipe Anderson Luis Alberto; Castellanos. All.: Tudor

SALERNITANA (4-2-3-1): Costil; Pierozzi, Manolas, Pirola, Bradaric; Maggiore, Coulibaly; Tchaouna, Candreva, Gomis; Ikwuemesi. All.: Colantuono

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APPROFONDIMENTI

Lazio-Salernitana, numeri e precedenti: mai uscito il pareggio

Lazio-Salernitana, i numeri e i precedenti della sfida valida per il trentaduesimo turno della Serie A 2023/24. Sarà l’ottavo confronto fra le due squadre, che si sono incontrate solamente in campionato nella loro storia. 4 vittorie per la Lazio, 3 per i granata. Non è mai uscito il segno ‘X’ fra le due contendenti. L’ultimo precedente è quello della gara di andata, vinta dai campani per 2-1 in rimonta. Nella passata stagione, la Salernitana ha vinto la gara giocata all’Olimpico per 1-3 e perso 0-2 quella di ritorno all’Arechi. Quel 1-3 è l’unica vittoria all’Olimpico della Salernitana. I granata, ormai praticamente condannati alla retrocessione, hanno raccolto solo 15 punti in 31 partite, di cui 7 in trasferta, con una sola vittoria. La Lazio in casa invece, ha raccolto 24 punti sui 46 complessivi. Nelle ultime 10 partite giocate all’Olimpico, i biancocelesti hanno raccolto appena 14 punti, figli di 4 vittorie, due pareggi e 4 sconfitte.

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SERIE A

Roma-Lazio 1-0 (41’ Mancini)

Roma-Lazio, trentunesima giornata di Serie A, derby della capitale. Due allenatori subentrati e a caccia dell’Europa. I biancocelesti di Igor Tudor – alla sua seconda panchina in campionato – e con la terza formazione diversa considerando anche il match di Coppa Italia contro la Juventus. Confermato Guendouzi con Vecino in mediana, mentre Kamada toglie il posto a Luis Alberto. Felipe largo a sinistra, Isaksen a duettare col giapponese dietro a Ciro Immobile. Patric parte dalla panchina, c’è Casale.

PRIMO TEMPO

7′ prima occasione per la Lazio, con Isaksen che imbecca Immobile. Destro masticato, sull’esterno della porta. 18’ di Vecino il secondo tentativo, deviato in corner. È una gara aperta, due squadre che si assumono rischi e i ribaltamenti di fronte non mancano. 20’ giallo per Vecino. Al 41’ Mancini si libera di Romagnoli e colpisce di testa indisturbato, portando in vantaggio i giallorossi.

SECONDO TEMPO

La ripresa si apre con il triplo cambio di Tudor: Patric, Castellanos e Pedro per Romagnoli, Immobile e Isaksen. La solfa non cambia: la Lazio fatica terribilmente a tirare in porta. Anche oggi, il dato è magro: una sola conclusione a rete al termine della partita. Tudor prova nel finale a scatenare qualcosa anche a costo di generare un pizzico di confusione, ma il finale non lo premia. La Roma torna a vincere un derby dopo due anni.

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APPROFONDIMENTI

Immobile e Lukaku, polveri bagnate e voglia di riscatto nel derby

Immobile contro Lukaku, il derby sarà anche una sfida fra bomber in difficoltà. Quelle di Immobile sono iniziate a novembre 2022, con il primo di una lunga serie di infortuni.  Nelle sette stagioni a Roma, lo score è stato, in ordine: 23, 29, 15, 36 (vincendo la Scarpa d’oro), 20, 27 e 12 gol. Mai un bottino così magro dunque, visto che finora in Serie A ha realizzato appena 6 reti. Nel 2024 Ciro in campionato ha segnato solo due gol, contro l’Atalanta e contro il Cagliari. Stesso destino per Romelu Lukaku, anche lui fermo a due gol nel nuovo anno (Verona e Monza). Complessivamente il belga ha realizzato 10 reti in questo campionato.

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DICHIARAZIONI

Tudor in conferenza: “Non azzero gerarchie, solo priorità alla squadra. Felipe e Gila straordinari. Modulo? Attacchiamo tutti”

La prima conferenza stampa post partita di Igor Tudor sulla panchina biancoceleste ha il sapore dei tre punti. Tantissimi i temi trattati, dalle emozioni vissute all’assetto tattico messo in campo dal tecnico per affrontare (e abbattere all’ultimo respiro) il muro bianconero innalzato da Allegri.

“Non è importante la classifica, quando una bella prestazione dei ragazzi. Abbiamo lavorato tanto in poco tempo, lo spirito e la voglia di ripartire erano la chiave. Poi è normale che ci sono cose che mi sono molto piaciute, sono contento. Pian piano poi aggiungi le cose da migliorare, c’è stato tanto spirito di gruppo. Il gol all’ultimo è stato veramente bello.”

Sensazioni della prima gara?
“Le sensazioni sono belle, è la prima gara dopo tanto tempo. La squadra è nuova, conosci i giocatori ma allo stesso tempo non li conosci. Il calcio è una bella cosa, positiva. C’è questa condivisione allenatore-giocatore, la curiosità era tanta e alla fine devo fare i complimenti ai ragazzi, è stata una bella ripartenza che ci dà fiducia”

Cosa cambia per la Coppa Italia?
“Ho fatto tanti complimenti a Gila, che è un ragazzo straordinario. Martedì cambia tutto e niente, va preparata nel miglior modo possibile. Bisogna recuperare bene perchè c’è poca sosta, vediamo in due gare cosa succederà”

Stile tattico della Lazio?
“Siete fissati con i numeri, ma è più importante lo stile di gioco e l’energia. Poi con i numeri si gioca, un giocatore si alza e si va a quattro, poi si abbassa e così via. Quando attacchiamo voglio che attacchiamo tutti, poi chi va e chi no si vede col tempo. Oggi mandavamo meno gente avanti per evitare contropiedi, dove la Juve è forte. Poi di numeri ci sarà modo di parlare”

Quanto si è visto del lavoro fatto?
“Alla fine è sempre una decisione dei giocatori, io provo a lavorare su certe cose. Alcune si sono viste, altre sono da migliorare. Ho questo modo di interpretare il calcio, c’è una struttura fissa ma c’è anche tanta libertà di gioco. Tocca ai giocatori trovarsi nelle loro posizioni, negli ultimi 30 metri decidono loro”.

Disordine in campo?
“A me è piaciuta molto la corsa, i tanti recuperi palla. Forse il gol è arrivato un po’ tardi. Chiaro che nel tempo si migliora e si cresce, è come mettere un mattone. Ora col tempo aggiungiamo e confermiamo le cose già fatta. Alcuni hanno fatto solo due allenamenti, è una cosa particolare. Però alla fine sono contento”.

Gerarchie azzerate?
“Penso che alla fine si può azzerare anche in modo positivo, per me è una cosa positiva. Io non azzero niente, rispetto tanto il passato. Sono sempre pronto a dare una mano, due, tre a tutti. Poi c’è la squadra, e scelgo in base a cosa ha bisogno la squadra e in base al modo di giocare. Qualcuno è penalizzato, qualcuno può crescere, ma questo è il calcio, è una cosa logica. Subentro dopo un allenatore che ha fatto un calcio diverso, per il mio calcio ci sono tanti che possono interpretarlo”.

Si è vista più voglia?
“I giocatori decidono se ci sono, se io vedo che uno non c’è è normale che non gioca. C’è da dare una mano a tutti, sono tutti giocatori della Lazio, non c’è sì o no, li amo tutti e voglio aiutarli a crescere. Poi la squadra è più grande di tutti i singoli, su questo non si discute”.

Come ha trovato Felipe Anderson?
“Lui è da 10, oggi ha ricoperto tre posizioni. E’ un giocatore completo, comportamento da professionista vero. Lo metti a destra, sinistra, ha qualità nei piedi e corsa. Tanta roba.”

Prestazione di Kamada?
“Ha fatto una grande partita, ho visto tutti bene in allenamento. Era come un corso intensivo, tutti i giorni. Kamada è un ragazzo intelligente, ha un buon livello in tutto, è completo. Può anche giocare davanti, ma è sempre più difficile: può starci ma in un modo tutto suo. Lo vedremo durante l’anno”.

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DICHIARAZIONI

Tudor: “Che emozione vincere così, va migliorato qualcosa ma siamo sulla strada giusta “

Tudor la vince allo scadere, grazie all’incornata di Marusic sull’incredibile dormita difensiva di Sekulov. Il tecnico inizia col botto la propria avventura con i colori biancocelesti. Queste le sue parole rilasciate nel post partita alle varie emittenti: “Abbiamo lavorato poco, i ragazzi sono stati bravi ad applicare le novità. Il gol sul finale è stato il massimo. Se vinci 1-0 all’ultimo secondo sono emozioni belle.

Abbiamo dei buoni esterni, possono fare tanti ruoli, ma in generale sono contento dei giocatori che ho. Romagnoli e Gila hanno fatto una grande gara, sono stati molto applicati e concentrati. Segnare al 93esimo significa che i ragazzi volevano vincere, è un bel segnale. Abbiamo fatto 6-7 allenamenti, c’è da lavorare di continuo, poi la vittoria aiuta a lavorare e dare fiducia ma si cresce sempre. Questo è un calcio un po’ diverso da quello precedente, ci sono tante cose nuove. Poi ci vuole sempre tempo, qualcosa riesce subito e qualcosa va migliorata, ma siamo sulla strada giusta”.

Interessanti anche le dichiarazioni che il tecnico croato ha rilasciato a DAZN: “Marusic ha fatto un gol da ala vera. Dovevo arrivare io per fare capire che è un’ala e non un terzino. Al gol non ho capito nulla, è stato veramente stupendo. Ho detto ai ragazzi che da ora non ci sono scuse. Ho parlato con Immobile, e gli ho detto che era giusto che partisse titolare Castellanos dopo aver fatto due gol, poi Ciro è entrato molto bene. L’ho visto motivato, sono contento”.

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DICHIARAZIONI

Mandas: “Voglio fare bene sempre, non guardo chi è l’avversario”

Interventi super per Mandas, uno dei principali protagonisti della vittoria biancoceleste contro la Juventus. Queste le sue parole alle varie emittenti: “L’allenatore è molto forte, mi piace e piace agli altri. In allenamento ci mette tanta passione, ora non bisogna parlare ma solo continuare a lavorare e fare come oggi. E’ quello che sognavo da bambino, voglio giocare e vincere con la squadra, cerco di non guardare mai chi è l’avversario e provo a dare sempre il massimo. Ho 22 anni, non sono giovane, sono molto concentrato sulla squadra. E’ la mia terza partita, voglio crescere e aiutare la squadra”.

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DICHIARAZIONI

Marusic: “Il più bel gol della mia carriera, ora ci giochiamo tutto”

Guendouzi la mette in mezzo, Marusic incorna e la sblocca all’ultimo respiro, in una partita che avrebbe meritato forse anche un risultato più largo per quello che si è visto in campo. E’ proprio Adam Marusic ad andare ai microfoni, queste le sue parole nel post partita a DAZN: “E’ una vittoria importante, con Tudor abbiamo lavorato bene. Sono tornato tre giorni fa e anche i ragazzi hanno lavorato bene. Questo è il gol più bello della mia carriera, torno al gol dopo due anni e l’ho fatto davanti ai nostri tifosi. Li ringrazio, perchè sono sempre stati con noi. Fin dal primo minuto siamo entrati con voglia e abbiamo portato a casa la vittoria. Questa settimana ci giochiamo tutto: c’è la Coppa Italia poi il Derby…”

Successivamente il match-winner dell’Olimpico ha parlato anche ai microfoni ufficiali del club. Le sue parole: “Avevamo tanta voglia di vincere, ho segnato io ma il merito è della squadra. Lavoro con Tudor da tre giorni, abbiamo parlato tanto e mi ha detto cosa vuole. Desidera vederci più aggressivi sulla palla, ora dobbiamo solo giocare e fare quello che vuole lui. Dedico il gol alla mia famiglia, è per loro”.

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SERIE A

Marusic abbatte il muro bianconero: l’era Tudor inizia con tre punti e segnali convincenti

Tudor inizia col botto. La Lazio supera la Juventus al 93′, allo Stadio Olimpico, grazie all’incornata di Adam Marusic. Segnali incoraggianti già nel primo tempo, dove la squadra di Tudor inizia forte e da l’idea di esser scesa in campo col piglio giusto. Aggressiva, compatta e con qualche rimpianto per due occasioni sprecate da Castellanos. La Juventus dal suo canto, cerca di limitare i danni e di chiudere ogni spazio. C’è bisogno anche di Mandas allo scadere, con una parata complicata sul tiro di Chiesa. Nella ripresa, i ritmi calano e le occasioni sono rare. C’è bisogno di un finale da brividi: di un cross perfetto di Guendouzi e dell’intuito di un ottimo Marusic, che incorna e consegna i primi tre punti a Tudor.