Lazio-Juventus è l’anticipo della trentesima giornata di Serie A. Esordio per Igor Tudor sulla panchina biancoceleste, proprio contro la sua ex squadra. Due settimane scarse per preparare il match dell’Olimpico per il tecnico croato, che cambia subito la sua Lazio. Si parte dal 3-4-2-1: Immobile e Guendouzi fuori per scelta tecnica, mentre Luis Alberto – non al meglio – cede il passo a Pedro. Allegri con Kean prima punta (Milik e Vlahovic out) e Chiesa a supporto. De Sciglio a destra, con Cambiaso a sinistra. Forfait della vigilia: Kostic.
PRIMO TEMPO
Prime fasi abbastanza confuse. E’ Zaccagni a giocare ‘a tutta fascia’, con Felipe e Pedro alle spalle del Taty. La Lazio marca a uomo, poca costruzione dal basso e lanci oltre la mediana. Primo brivido al 9′ con Bremer che sfiora il vantaggio di testa. Al 17′ Taty prova a spaventare la Juve: destro di poco al lato. Al 20′ Castellanos replica: grande occasione, ma non riesce a incrociare la porta con il destro in area. Al 25′ primo tentativo in porta della Lazio con Felipe che impegna Szczęsny. La partita la fa la squadra di Tudor. Aggressiva e attenta, poche corse in campo aperto concesse ai bianconeri. Manca sempre l’ultimo passo, quel gol che finora non riesce a trovare nonostante 6 occasioni pulite create. 40′ Mandas, grande parata su Chiesa. Primo intervento del greco.
SECONDO TEMPO
La ripresa si apre con due cambi per Allgeri: dentro Mckennie e Iling per Miretti e De Sciglio. Inizia meglio la Juventus, Tudor corre ai ripari al 56′ quando entrano Immobile e Isaksen per Castellanos e Pedro. Ritmi meno forsennati, la Juventus (che inserisce anche Weah e Yildiz) ora ha più soluzioni offensive. Casale e Marusic firmano le fiammate della Lazio fino al 73′, senza successo. 80′ Tudor cambia gli interni: fuori Kamada e Cataldi dentro Guendouzi e Vecino. 83′ tocca a Luis Alberto, che rileva Zaccagni (alle prese coi crampi). Felipe Anderson slitta a sinistra. 87′ Luis Alberto sfiora il vantaggio con un destro dal limite deviato. 3′ di recupero al 90′. 93′ Lazio in vantaggio! Marusic incorna allo scadere su cross di Guendouzi e decide la partita.
Lazio-Juventus, Castellanos presenta l’anticipo della trentesima di Serie A nel match program biancoceleste:
Qual è il primo bilancio del lavoro di Tudor e del suo staff?
“Nell’ultima settimana abbiamo lavorato bene su ogni aspetto, il mister punta molto sull’intensità e questo è importante per tutta la squadra”.
Inizia un periodo decisivo per la Lazio, tra campionato e Coppa Italia: come si affronta un ciclo di partite cosi difficili?
“Ci aspettano tante partite complicate, a partire dalle prossime due contro la Juventus: conosciamo il valore dei bianconeri, dovremo pensare a fare il nostro gioco per cercare di vincere”.
Affrontare due volte in pochi giorni la Juventus rende questa sfida ancora più insidiosa?
“Sicuramente si, però abbiamo preparato bene questa partita. Sappiamo quanto siano importanti i tre punti per noi e per i nostri tifosi”.
Quanta fiducia ti lascia per il finale di stagione la doppietta di Frosinone?
“I due gol nell’ultimo turno di campionato sono stati fondamentali per me e per la squadra. Segnare con questa maglia aiuta sempre, ancora di più dare una mano alla Lazio in ogni minuto che gioco”.
Un campionato come la Serie A può regalarti anche la Nazionale argentina, dove la concorrenza davanti è sempre alta?
“Mi può aiutare tanto, fare gol contro le difese italiane non è mai facile. La Selección è campione del mondo in carica e ha una rosa piena di campioni. Entrare a farne parte è difficile, può accadere solo lavorando ogni giorno al massimo”.
Occhi puntati sulla presentazione del neo-tecnico biancoceleste, sala stampa gremita per assistere alle dichiarazioni di presentazione di Igor Tudor. Tanti i temi trattati dall’allenatore ex Hellas, Udinese e OM. Queste le sue parole.
“Ho trovato una squadra fatta di bravi ragazzi, disposti a lavorare, c’è una cultura già fatta quindi onore all’allenatore precedente. E’ bello arrivare e trovare già una buona cultura del lavoro. I ragazzi sanno che si può fare meglio, ma vedere che c’è voglia di fare è un buon inizio. Poi ogni allenatore porta qualcosa di suo, devo essere bravo a portare il cambiamento giusto inserendo le mie cose piano piano.”
Che Lazio sarà tatticamente? “La Lazio è importante, pochi al mondo rifiuterebbero questo incarico. Qui l’allenatore è importante, qua si può davvero parlare di progetto: ci sono tutte le cose giuste per fare un ottimo lavoro. Sulla tattica devo ancora fare valutazioni, un allenatore prende sempre giocatori utili al suo modo di giocare, c’è gente che fa tante cose e chi invece fatica. Saremo attenti a fare valutazioni nei prossimi mesi e aggiustare in estate, ma prima bisogna fare bene questi due mesi: ci sono tanti punti e la coppa. Si gioca sempre per il risultato.”
Rivalutazione di Kamada? “Non confondiamo stile di gioco e moduli. Un allenatore porta un tipo diverso di gioco, non posso ancora parlare dei singoli. Sono molto attento e scelto sulla base di quello che vedo nell’allenamento. C’è una bella scritta nella palestra, che mi rappresenta. Decido sulla base di quello che vedo in allenamento”
Si considera un Sergente di Ferro? “Si deve essere tutto, Sergente di Ferro non mi piace. Un po’ di carota e un po’ di bastone. In quattro giorni qui abbiamo fatto 7 allenamenti e non ho dovuto mai alzare la voce, i ragazzi hanno voglia di fare. Qui fare l’allenatore è più facile, poi chiaro che a volte bisogna stimolare e stare sul pezzo con i giocatori. Ho detto ai giocatori che possono chiedermi tutto, tranne soldi”
Importanza del fine stagione? “Penso che tutto sia importante, oggi, domani, le gare. Credo nel presente e nel lavoro, non sarà facile trasmettere tanto in poco tempo ma non significa che non si debba vedere anche poco. Ci sono gare forti, belle, come piacciono a me. Credo nel progresso, nel sacrificio, poi però bisogna insistere su queste cose. Poi sono i giocatori che decidono, loro fanno vincere le gare: è una squadra che ha un po’ di tutto, si può fare bene”
Contratto? “Tre anni, cinque, uno solo: per me non importa. Se si lavora bene e c’è fiducia va bene. Io vivo di presente e lavoro, se faccio bene continuiamo sennò vado avanti”
Rapporto con Guendouzi? “Con Mattèo ho un buon rapporto, è uno che vuole giocare e vincere sempre. Se ci sono 100 gare vuole farle tutte e 100. Ma non si possono giocare tutte. Ci sono cose di spogliatoio, ma sono contento di ritrovarlo, faremo bene insieme”
Prima grande esperienza in Serie A? “Bisogna prepararsi al meglio e fare bene le prossime due gare. In tutte le gare sono sempre al 100%, poi i ragazzi in questi casi sono sempre motivati. Ma in questi casi io provo a spronarli di più con le squadre piccole. Ora vediamo di partire come si deve, sono molto felice”
Importanza di recuperare Immobile? “Di Ciro non devo parlare io, ha fatto la storia qui. Poi magari succede qualcosa e sembra male. C’è un grande amore dei Laziali verso Ciro, se esce qualcosa si fa subito notizia. E’ un ragazzo buono, di cuore, ci tiene tanto. Ci ho parlato e lo vedo voglioso di dare il contributo, ci tiene tanto essendo il capitano di questo gruppo”
Partecipazione in attacco? “Questo è un dettaglio tattico, ora ha poca importanza. Di solito mi piace il calcio offensivo, ma serve equilibrio. Vedendo il tipo di giocatori che abbiamo dobbiamo vedere cosa ci possiamo permettere, non abbiamo fatto tata preparazione quindi bisogna vedere tante cose. Generalmente intendevo che quando andiamo in attacco, bisogna andare davvero. E’ un lavoro da fare nel tempo”
Caratteristiche dei centrocampisti? “Deve avere tutto, andare avanti, indietro, giocare, intercettare, intelligenza tattica e fare entrambe le fasi”
Lazio fatica a ribaltare il risultato? “Ci sono sempre tanti fattori, del passato non mi permetto di commentare. Maurizio è un allenatore che stimo tanto e volevo anche mandargli un saluto, è uno che ha fatto la storia con quel calcio a Napoli. Non mi permetto di commentarlo”
Giocare con due attaccanti? “Sì, può succedere”
Parlato di obiettivi con il presidente? “L’obiettivo è di fare il massimo, nelle altre cose c’è un rapporto di collaborazione interno al club”
Stile di gioco fino a fine stagione? “Ho già risposto, non voglio parlare di come giocherò. E’ una cosa che va discussa sul campo e nello spogliatoio.”
Eredità? “C’è un buon lavoro, voglio lasciare qualcosa di quel calcio e lasciare altro di mio. Ma ci vorrà tempo e va discusso nello spogliatorio”
Caratteristiche in attacco? “L’allenatore si adatta al materiale che ha, poi capita che giocatori diversi lo stesso esercizio lo fanno diversamente. Puoi provare le stesse cose, ma non sono mai uguali. E’ fondamentale adattarsi, poi senza mai rinunciare al suo. Quanto fare di uno e quanto dell’altro sta all’allenatore”
Punto sulla difesa? “Ci sono difensori bravi, poi non mi piace parlare tanto di come metterli. L’importante è che siano forti, a qualcuno può servire più tempo, ma se sono giocatori forti si può fare tutto. Ho un gruppo interessante, ora sta tornando Patric, ma c’è Gila, Casale, Romagnoli, Lazzari, Marusic…”
Immagine all’estero della Lazio? “Non mi permetto di commentare il calcio che faceva la Lazio prima del mio arrivo. Il calcio italiano è sempre visto come molto tattico, siamo sempre visti come più furbi. All’estero c’è più ritmo, quello inglese è un campionato a parte, ma vedo sempre il calcio che va in direzione di fisicità, velocità, ritmo. Senza mai rinunciare alla struttura della squadra. Il calcio inglese in 5 secondi vai da una parte all’altra, in Italia magari è più basso, ma sono tutti preparati bene e non è facile fare punti”
Impatto con l’ambiente in vista derby? “Bello, sono in centro. Ho lavorato tanto e non sono uscito, ma mi sento molto bene. La società mi ha dato tutto a disposizione e non vedo l’ora inizino le partite”
Lazio nel destino? “Quando ero giocatore potevo venire in prestito, poi si è fermata. E’ una squadra che ho sempre visto come un avversario tosto, ma non me lo aspettavo di venire ad allenare”
Filosofia di gioco? “Nel calcio vedremo, poi un allenatore provate sempre ad etichettarlo sulle cose più interessanti. Oggi non bisogna trascurare nulla, va dato tutto ad una squadra. Quando parlo di divertimento… a me piace vincere non che si divertano. Quando guardo una partita in TV se non mi piace cambio canale, chi segue il calcio vuole vedere vincere ma se non gli piace è un problema. Io ci credo che non bisogna rinunciare, non si vince per caso. Poi se sei inferiore qualitativamente e ti serve fare catenaccio per vincere, lo fai”
Cosa ha acquisito nell’esperienza all’estero? “Ho smesso di giocare presto, mi sono messo subito ad allenare. Ho un bagagliaio fondamentale, se hai esperienza diventa tutto più facile. Poi qui in Italia la cultura del lavoro è il massimo, qui so come si lavora e so cosa va bene e cosa no”
Clima derby? “Le partite per me sono tutte uguali, poi chiaro che quelle come il Derby pesano. Sono felice di assaporarlo, ma prima ci sono altre gare da giocare”
Luis Alberto come trequartista? “L’importante è che siano forti. Luis è un giocatore forte, penso che può giocare in qualsiasi ruolo, anche davanti alla difesa se vogliamo essere super offensivi. E’ un giocatore forte, sta qua da tanti anni quindi significa che è forte. Ha fatto un bell’allenamento, ha voglia. ‘Fine ciclo’ è un termine che non esiste, esistono giocatori forti e giocatori meno forti. Non mi appartiene questo termine”
Lazio squadra più ‘vecchia’? “Più dell’età sono importanti le caratteristiche. Uno a 30 anni può essere una bestia e uno di 23 può non correre. Sono le caratteristiche a fare le differenza. Bisogna vedere chi è e chi non è, come succede ovunque. Poi è normale che ci siano giocatori più adatti e altri meno”
ROME, ITALY - MAY 21: SS Lazio President Claudio Lotito and Ciro Immobile after the Serie A match between SS Lazio and Hellas Verona FC at Stadio Olimpico on May 21, 2022 in Rome, Italy. (Photo by Marco Rosi/Getty Images)
Fabrizio Maffei in diretta a ‘NMM’
“I cicli iniziano e hanno sempre una conclusione, che può essere dolorosa o condivisa, ma che segna sempre una storia. Noi abbiamo vissuto una storia importante con Sarri, lo dobbiamo ringraziare per quello che ha fatto vedere in campo e per un inaspettato secondo posto. Questa stagione va ringraziato per aver fatto un passo che in pochi avrebbero fatto, dimostrandosi una persona per bene, decidendo di togliere il disturbo avendo verificato di essere diventato un intralcio per la crescita della squadra.
L’arrivo di Tudor è anticipato rispetto ai tempi, sono convinto che la conclusione del rapporto Lotito-Sarri sarebbe arrivata a fine stagione. E Tudor insieme ad un altro era fra i papabili. Credo che questo sia il modo per Tudor di anticipare i tempi rispetto alla prossima stagione, per sperimentare, conoscere e cercare compatibilità con l’ambiente. Soprattutto la chiave tecnica del suo credo e vedere se la squadra può recepirla.
Credo le premesse ci siano, soprattutto se la premessa è che gioca chi lo merita. Noi cronisti siamo liberi di disegnare le squadre, ma non è detto che la nostra scienza possa essere poi certificata dal campo. Staremo a vedere nel primo incontro ufficiale, quello che oggi appartiene alla tattica o all’11 contro zero lascia il tempo che trova. Quello che alleni devi metterlo in pratica con un squadra avversaria di fronte, però sono fiducioso.
Secondo me Tudor è il migliore che la Lazio potesse ingaggiare, non il migliore del mondo. Tra quelli disponibili e possibili è davvero una buona scelta, chi lo conosce me lo descrive come un ottimo allenatore: uno che cura la preparazione e parla con i giocatori, ha già cominciato i primi colloqui con Kamada, Casale, Luis Alberto”.
Gestire la comunicazione
“Se Sarri ha avuto mancanze nella gestione della squadra è proprio quello di non aver parlato con i giocatori, senza darsi a questi ragazzi che hanno problemi come tutti gli altri uomini. Tudor è uno che si dedica molto, si mette sempre a voler comprendere. Per quanto riguarda gli aspetti tattici staremo a vedere, si può vedere un 3-4-2-1 oppure ancora una difesa a 4 per non snaturare troppo la squadra di questa stagione: non me la sento di dire altro. Non possiamo anticipare di due mesi il ritiro, sia chiaro, c’è ancora Derby e Coppa Italia, ma abbiamo possibilità di sperimentare. Dipendesse da me la difensa a tre con Gila, Patric e Romagnoli la vedo benissimo.
La Lazio da sempre non brilla sotto il profilo comunicativo, a volte non ho condiviso nemmeno la comunicazione di Sarri: più volte davanti ai microfoni ha criticato tutto e tutti, un copia e incolla di Mourinho. Ci sono alcuni aspetti che per certi versi mi fanno pensare ad una vita comune dei due, penso che una società seria possa accettare solo fino ad un certo punto di essere messa in negativo dal tecnico. Per quanto riguarda la società, dovendo fare tutto Lotito non sta a lui tenere i rapporti con i giocatori. Poi però non riesce nemmeno a delegare qualcuno, per paura di creare una figura di intermezzo, un clone di Peruzzi, non lo vuole perchè teme gli possa fare ombra e prendersi dei meriti.”
Lotito, Immobile e il rapporto Sarri-squadra
“Nel rapporto Sarri-Giocatori, l’allenatore ha avuto tante mancanze, non si è calato fino in fondo nella disponibilità personale. Sappiamo che Sarri ha avuto problemi personali, ma non so cosa abbiano generato: sicuramente è stato qualcosa che lo ha toccato personalmente. Ho trovato di pessimo gusto quello che ho sentito dalla voce di Lotito, sia per quanto riguarda lo scarico di responsabilità, sia per il commento all’aggressione subita da Immobile. Non c’è dubbio che i calciatori vivono una vita molto social, che sono una cassa di risonanza enorme e non so quanto benefica o dannosa, non pensano alle conseguenze. Credo che Ciro faccia parte di questo gruppo che vuole condividere i momenti della sua vita, però forse lui anche un po’ troppo. Non condivido questa presenza continua, prima c’era una riservatezza maggiore.”
Derby, nuova data. Tramite un comunicato ufficiale, la Lega Serie A ha comunicato la data del prossimo derby di campionato. Roma-Lazio non si giocherà domenica 7 alle 18.00, bensì sabato 6, sempre alle 18.00. Una decisione che farà discutere, visto che i biancocelesti saranno impegnati nell’andata delle semifinali di Coppa Italia martedì 2 marzo alle 21.00. Una settimana di passione, la prima per Igor Tudor sulla panchina della Lazio. Doppio appuntamento con la Juventus (campionato e Coppa Italia) e il Derby della capitale.
La trentaduesima giornata, ovvero Lazio-Salernitana, sarà giocata venerdì 12 aprile alle 20.45. La 33° giornata, Genoa-Lazio, venerdì 19 aprile h 18.30.
La sosta nazionali può essere una validissima alleata della Lazio: lo stop imposto dagli impegni delle varie selezioni è un grande assist alla nuova gestione Tudor per tutta una serie di ragioni. Non solo perché permette al neo-tecnico di poter lavorare con un gruppo nutrito di giocatori, (sono solo 6 i biancocelesti convocati dalle rispettive nazionali) ma anche perché permette di tirare il fiato, sgomberare la mente e recuperare gli infortunati in casa Lazio.
Tudor potrebbe iniziare la propria avventura alla Lazio sotto una buona stella, recuperando in breve tempo due infortunati come Rovella e Patric. Per il centrocampista ex Juventus, la sfida contro la sua vecchia squadra rappresenta l’obiettivo a breve termine. La pubalgia che lo ha fermato da inizio febbraio continua a dare fastidio, ma lentamente si sta risolvendo. Tutto lascia pensare, insomma, che durante la sosta potrebbe tornare pienamente arruolabile. Per quanto riguarda Patric, il difensore potrebbe essere a disposizione del tecnico anche qualche giorno prima rispetto al compagno. La situazione legata al suo infortunio sembra starsi risolvendo e filtra generalmente un cauto ottimismo.
Per entrambi l’obiettivo è quello di riuscire a calcare il campo con intensità prima del rientro dei nazionali, quando inizierà la preparazione per il tour de force che attende la Lazio con il triplo impegno con la Juventus, il derby e le sfide con Genoa e Salernitana. Ci vorrà di più per riavere Provedel, che resterà ai box almeno fino a metà aprile per il problema alla caviglia rimediato con l’Udinese. Con questa tabella di recupero, il portiere salterà inevitabilmente gran parte degli impegni più delicati del prossimo periodo sportivo.
Giancarlo Oddi a ‘NMM’ sul modulo di Tudor alla Lazio
“Io credo che la difesa non sia un problema di giocatori, stiamo comunque parlando di professionisti, un reparto che lo scorso anno era fra i migliori del campionato. Si allenano anche due volte al giorno, andare dal 4-3-3 al 3-5-2 non penso serva un mese, se hai giocatori bravi puoi cambiare. Il discorso del modulo conta, ma se non hai il materiale puoi fare qualsiasi modulo ma non vai avanti. Alla Lazio il materiale c’è, hai esterni e difensori: non penso ci vogliano tre mesi. Sanno fare il loro mestiere, e devi saperlo fare anche se ti spostano di 10 metri, non penso ci voglia tanto ad apprendere un modulo.”
Il modulo di Tudor alla Lazio – “La marcatura a uomo a in difesa non ti costringe a dare spazio ad un giocatore come a centrocampo, non puoi dargli area perchè è facile tirare in porta. Io non penso ci voglia una preparazione intera, sempre che i giocatori stiano bene fisicamente, sarebbe grave se ci volesse tanto tempo. Con la difesa a tre hai un uomo solo, il libero, che comanda. Vedo di più Romagnoli come quello che deve comandare gli altri centrali, poi lì accanto ci sarà quello che marca meglio.
Ora hai 4 centrali, se giochi a tre hai un difensore in più, con gli esterni Marusic, Lazzari e Pellegrini che sono più d’attacco che di difesa. Io ripeto che non ci vuole un mese per imparare questi dettami tattici. Se parliamo di marcatura a uomo, nessuno è attualmente abituato, domani non saranno sicuramente pronti ma è chiaro che non ci vuole nemmeno un mese. Avranno già giocato in altre squadre con la difesa a tre, stiamo parlando di professionisti.
Gli esterni di attacco li abbiamo, Lazzari non ha mai imparato a difendere bene e ora può attaccare. Sono giocatori fatti apposta per giocare in quel ruolo, lì siamo coperti bene. Poi vediamo un po’ le prime partite che fanno se i giocatori si adattano, gli esterni dalla metà campo in su devono solo pensare ad attaccare. Poi se trovi una squadra che ti mette in difficoltà devi tornare a dare una mano. Dietro le punte secondo me se sta bene ci va Luis Alberto, Rovella ad esempio lo vedo come uno a tutto campo. I centrali sono quei giocatori che palleggiano, ne abbiamo pure troppi. L’unico che non mi ha dato impressione di essere un buon giocatore è Kamada, mi è sembrato un pesce fuor d’acqua, proviamo a vederlo ora.”
Arrivano anche le parole di Danilo Cataldi alle varie emittenti nel post partita dello Stirpe dopo la vittoria 2-3 della Lazio sul Frosinone. Queste le sue parole a LSC: “Tre punti importanti, questa settimana è stata complicata per tutti. Non possiamo stare in questa situazione di classifica e lo sappiamo, ora mettere un punto e ricominciare. I risultati a volte possono ingannare, ma bisogna remare tutti nella stessa direzione. Quando capitano queste cose le responsabilità sono di tutti, comprese noi giocatori che andiamo in campo.
Il Frosinone è un’ottima squadra, non merita quella classifica perchè ha ottimi elementi e gioca un bel calcio. A prescindere da cosa abbiamo passato è difficile analizzare la partita, dopo l’1-0 potevamo sfaldarci ma non lo abbiamo fatto. In questi giorni abbiamo parlato molto e abbiamo pensato a questa partita come se fosse l’ultima della nostra vita. L’abbiamo portata a casa.”
Seconda conferenza stampa di fila per Giovanni Martusciello sulla panchina della Lazio, nel post della sfida contro il Frosinone. Nella sala stampa del Benito Stirpe il tecnico, ex vice di Maurizio Sarri, ha risposto alle domande dei presenti commentando la prestazione di serata:
“Questa settimana di sicuro non è stata vissuta con serenità: complicazioni su complicazioni, non è stata bella. Dopo tanto tempo passato in questo ambiente non è stata sicuramente bella, però le risposte avute stasera sono figlie anche di questo senso di appartenenza. Stasera il gruppo ha fatto vedere cuore e senso di appartenenza, ma non deve essere una settimana del genere a sprigionare questi atteggiamenti. La vittoria ha un significato importante per i ragazzi, per come è maturata.”
C’è stato un tradimento? “Sul discorso del traditore bisogna fare attenzione a quello che si dice, non c’è tradimento. Questa Lazio è composta da ragazzi per bene, poi possono perdere o vincere le partite. Non vivete Formello, io sono da tanti anni del calcio e avvertire questo senso sconfortante nell’apostrofare i giocatori di tradimento ho la certezza che non è così, sono tre anni che li guardo negli occhi. Questa squadra è figlia di Sarri, io sono un suo collaboratore, non potevo assolutamente modificare nulla. La squadra ha vissuto tre giorni uno peggio dell’altro, se fanno tesoro di quello che hanno tirato fuori negli ultimi 10 minuti con continuità, questa Lazio può arrivare molto lontano a prescindere da chi l’allena. L’aspetto emotivo supera la condizione tecnico tattica, e lo dimostra la prima mezz’ora dove potevamo prendere tre gol. “
Perchè si è arrivati alle dimissioni? “La mia risposta sul tema è determinata dal fatto che Sarri, da persona capace, ha realizzato che non poteva più incidere sul gruppo. Ha preferito fare un passo indietro per portarli a una reazione, ma non è che Lotito lo voleva mandare via o che ci sia stata qualche opera di persuasione. Ha preso questa decisione per amore della Lazio, il direttore ci è rimasto veramente male. Vuol dire che ha cercato in ogni modo a fare andare le cose in altro modo. Ora trovare la causa, è tutti insieme.”
Parole di Lotito? “Si usano dei termini per rabbia, delusione, amarezza. Magari si dicono delle cose che andrebbero dette dentro una stanza. Non è che ha sbagliato il presidente. Questa settimana tutto ho fatto tranne che andare dietro a questa roba, è da martedì che non chiudo occhio. Andare dietro a tutto questo diventava complicata, perchè avevo da gestire da solo una situazione borderline. Non sono andato a scavare sul tema.”
Futuro in società? “La società aveva intenzione di trattenermi. Ma io ho un’etica, la mia disponibilità era fino a quando non si prendeva l’allenatore nuovo. Fin quando non raggiungono una nuova direzione ho dato disponibilità, fino a oggi o lunedì. E’ da dieci anni che sono con Maurizio, non avrei mai fatto una scelta così forte. Ho dovuto anche combattere con qualcuno che ha spinto per creare ancora più confusione, ne abbiamo già fin troppo”.
Tudor può essere la persona giusta? “Con Tudor non c’entro nulla, la società non mi ha mai chiesto di rimanere con un altro allenatore. Di Tudor se ne dice bene, è un bravissimo allenatore, ma non è mia intenzione rimanere con un altro allenatore. C’è il direttore che fa questo per mestiere, ogni gruppo ha la sua soggettività. Io ho dato la mia disponibilità a Lotito in un momento di difficoltà, si è dimesso il Mister e si sono trovati senza staff tecnico: io ho dato la disponibilità fino a oggi. Mi mancherà l’Olimpico, la stampa, mi mancherà l’ambiente, ho passato tre anni qui. Lo dico con convinzione, mi mancherà un po’ tutto, vivo a Roma.”
Nel post partita di Frosinone-Lazio, chiusa con la vittoria per 2-3 in favore dei ragazzi di Martusciello, ai microfoni delle varie emittenti ha parlato il Taty Castellanos, autore della doppietta decisiva nella gara dello Stirpe. Queste le sue parole a DAZN: “Era importante vincere questa partita, per noi e per tutti i tifosi. Mentalmente non è stato facile, ma la squadra ha dato il massimo, sono molto contento per il risultato contro una buona formazione come il Frosinone. Noi stiamo bene, e questa è la cosa più importante”
A Sky poi l’attaccante ha parlato anche del suo impiego tattico fino ad ora: “Pensiamo che il prossimo allenatore sarà importante per noi. La cosa importante era vincere come squadra. Mi aspetto di giocare un po’ di più, ma la cosa fondamentale è il gruppo”.
Il giocatore è stato intercettato anche da :”Serata perfetta, era una partita molto fisica contro un buon avversario. Dovevamo vincere per noi e per i nostri tifosi. L’importante ora è vincere le partite che arrivano, che saranno molto complicate. Dobbiamo lavorare molto. E’ importante che il gruppo sia unito, abbiamo avuto una settimana complicata dopo l’Udinese però siamo una squadra forte e importante, sono contento per i gol. Sono un po’ stanco, ma mi fa bene per la fiducia che ho in me stesso. Sono molto felice per questa vittoria, anche per tutta la gente che da Roma è venuta a Frosinone a sostenerci. Provo a fare sempre del mio meglio con questa maglia, che è pesantissima e importante”.