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SERIE A

Castellanos trascina la Lazio allo Stirpe: rimonta e prima doppietta per l’argentino

Quasi un Deja Vù: la Lazio ribalta il Frosinone grazie a Castellanos e Zaccagni, tornando al successo in Serie A. La vittoria mancava dalla trasferta di Torino, poi, 3 KO di fila. Dopo un inizio di partita inconsistente, il pareggio di Zaccagni accende la Lazio. Nella ripresa è l’argentino che, appena rilevato Immobile, mette la freccia. Il tris su un facile tap-in e poi, la possibilità di farne almeno un altro paio. Cheddira accorcia, ma la Lazio controlla senza troppe difficoltà fino al termine del match. Rimontate le posizioni a Monza e Torino, Tudor potrà iniziare il suo lavoro con qualche sorriso in più a Formello.

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SERIE A

Frosinone-Lazio 2-3 (12′ Lirola, 69 Cheddira; 38′ Zaccagni, 56′, 62′ Castellanos)

Frosinone-Lazio è l’anticipo del sabato sera del ventinovesimo turno della Serie A. Di fronte i giallazzurri di Di Francesco a caccia di punti per uscire dalla zona retrocessione e la Lazio di Martusicello. Il tecnico, storico vice di Sarri, dimesso in settimana, guiderà per la prima e unica volta i biancocelesti da allenatore in prima. Clima surreale quello in cui è stata preparata la gara a Formello, con Tudor pronto a insediarsi lunedì e una serie di bordate da parte del presidente Lotito nelle ultime 48 ore. Fischio d’inizio alle 20.45 allo stadio Stirpe di Frosinone.

PRIMO TEMPO

Martusciello deve rinunciare a Gila (affaticamento muscolare) e ripropone Casale in coppia con Romagnoli. Immobile guida l’attacco, Guendouzi torna dalla squalifica. Pellegrini preferito a Hysaj a sinistra. Al 5′ Mazzitelli scalda i guantoni di Mandas. 12′ vantaggio Frosinone con Lirola: cross di Zortea e stacco di testa vincente in piena area di rigore. Al 25′ per la prima volta la Lazio si affaccia nell’area di rigore dei padroni di casa, senza successo. 33′ giallo per Pellegrini, salterà la Juventus. 38′ Zaccagni pareggia i conti alla prima occasione: cross di Guendouzi e deviazione sul primo palo vincente. Immobile ha l’occasione al 43′ di raddoppiare, ma Turati protegge bene il suo palo. Il Frosinone accusa il colpo.

SECONDO TEMPO

La seconda frazione si apre con Lazzari al posto di Pellegrini. 55′ Vecino e Castellanos sostituiscono Cataldi e Immobile. 56′ E subito Castellanos, come nella gara di andata, trova il gol di testa per il sorpasso biancoceleste. 60′ ancora Castellanos che gira di destro, pronta riposta di Turati. 62′ Terzo pallone toccato: doppietta per Taty. Tap-in dopo un palo, la Lazio cerca di prendere il largo, ma al 69′ Cheddira accorcia sottomisura da corner, su dormita della difesa. 90′ Turati si supera su Luis Alberto e nega il poker. Isaksen sostituisce Felipe Anderson. 85′ Kamada per Zaccagni. 88′ Mandas salva su Valeri subentrato. 89′ Sul ribaltamento Lazzari non chiude la partita strozzando il destro. 90′ Ammonito Castellanos.

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SERIE A

Lazio, in attesa di Tudor (ha firmato fino al 2025) a Frosinone si chiude la settimana più difficile

Sabato 16 marzo, ore 20.45. Il luogo designato è il Benito Stirpe di Frosinone, l’evento è Frosinone-Lazio. E’ a queste coordinate che si concluderà – o almeno questo sperano i tifosi biancocelesti – la settimana più difficile della stagione. A Formello l’armadietto di Maurizio Sarri è stato svuotato, così come quello del suo staff. A raccoglierne l’eredità è rimasto – solo temporaneamente – Martusciello, in attesa che da lunedì possa vedere luce la nuova gestione Tudor che ha firmato un contratto fino al 2025 a 2,5 milioni di euro, è pronto a guidare la Lazio per il prossimo anno e mezzo. Porterà con sé un collaboratore tecnico fidato e un preparatore dei portieri. Il preparatore atletico, almeno fino a giugno, sarà Alessandro Fonte, era dedito al recupero infortunati con Sarri e ancora prima con Inzaghi. Sarà promosso il preparatore della Primavera, Simone Fugalli. A giugno, quando scadranno i contratti dello staff di Sarri, arriverà un nuovo preparatore atletico.  

Dall’Olimpico, con l’Udinese, allo Stirpe con il Frosinone: la zona di classifica è sempre quella. In palio nella sfida del sabato sera ci sono punti importanti: in casa Lazio contro il Frosinone è lecito attendersi una prova di puro orgoglio, una caratteristica che questa stagione è mancata troppe volte; Di Francesco e i suoi ragazzi sperano di poter fare bottino contro una squadra in evidente difficoltà. Ognuno, insomma, ha le proprie motivazioni per vedere in questa partita tanto un epilogo quanto un nuovo inizio.

Per storia, peso e prestigio la Lazio ha il dovere morale di continuare a vedere nel piazzamento europeo l’obiettivo di questa stagione. La quinta piazzola, che con questo risultato nel ranking significa Champions, è lontana otto punti: troppi, a conti fatti, per sperare in una rimonta che non abbia del miracoloso. Allora l’Europa League può essere più alla portata, basta prendersi le occasioni che il campionato può offrire da qui alla fine: non mancheranno.

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SERIE A

Frosinone-Lazio, i convocati di Martusciello

Resi ufficiali i convocati di Martusciello in vista della sfida di oggi (ore 20.45) contro il Frosinone al Benito Stirpe. Rientrano in gruppo Guendouzi, Pellegrini e Marusic, ancora assenti Rovella e Patric, a cui si aggiunge anche Provedel reduce dall’infortunio alla caviglia rimediata con l’Udinese.

Portieri: Mandas, Renzetti, Sepe;

Difensori: Casale, Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Pellegrini, Romagnoli;

Centrocampisti: André Anderson, Cataldi, Guendouzi, Kamada, Luis Alberto, Vecino;

Attaccanti: Castellanos, Felipe Anderson, Immobile, Isaksen, Pedro, Zaccagni.

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SERIE A

Frosinone-Lazio, probabili formazioni: Martusciello si affida alle certezze

Probabili formazioni Frosinone-Lazio

Niente stravolgimenti, almeno per ora, nella prima e ultima di Martusciello sulla panchina biancoceleste. Il tecnico contro il Frosinone dovrebbe affidarsi ad un 4-3-3 di sarriana memoria, forte dei tre rientri cruciali dalle squalifiche di Guendouzi, Pellegrini e Marusic.

In porta andrà Mandas, in sostituzione dell’infortunato Provedel che ne avrà fino a metà aprile: per il greco classe 2001 una buona opportunità per mettersi in mostra e sfruttare una di quelle rare occasioni che passano per le mani dei secondi portieri. Linea difensiva delle più classiche, con Marusic e Lazzari sugli esterni – molto defilata l’ipotesi Pellegrini – mentre al centro dovrebbe essere certa la presenza di Romagnoli, tiene banco il nodo Gila-Casale, con lo spagnolo che ieri è apparso affaticato. A centrocampo insieme al rientrante Guendouzi dovrebbero scendere Luis Alberto e Cataldi, con l’attacco affidato al tridente formato da Zaccagni, Felipe Anderson e Immobile.

Nel Frosinone dovrebbe farcela Valeri, rimasto in dubbio fino all’ultimo per un problema fisico riportato nell’ultima giornata di campionato. In attacco Di Francesco dovrebbe affidarsi al tridente Soulè-Cheddira-Gelli, con Kaio Jorge in panchina. In mediana dovrebbero agire Brescianini e Mazzitelli, con Barrenechea a fare da uomo davanti alla difesa.

PROBABILI FORMAZIONI FROSINONE-LAZIO

Lazio, 4-3-3. Mandas; Marusic, Gila/Casale, Romagnoli, Lazzari/Pellegrini; Guendouzi, Luis Alberto, Cataldi; Felipe Anderson, Immobile, Zaccagni.
All. Martusciello

Frosinone, 4-3-3. Turati; Zortea, Okoli, Monterisi, Valeri; Mazzitelli, Barrenechea, Brescianini; Soulè, Cheddira, Gelli.
All. Di Francesco

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mancini “Le dimissioni sono uno scossone alla squadra. Come successore Rocchi è la soluzione più immedata, difficile Tudor o Klose” (AUDIO)

Riccardo Mancini (DAZN) a ‘NMM’

“Ieri ho letto persone che ha scritto di giocatori contro allenatore. Ieri per 30-35 minuti ho visto una buona Lazio, sulla falsa riga della partita col Bayern, leggera di testa. Poi si è spenta all’improvviso, c’era bisogno di uno scossone e il cambio di allenatore potrebbe esserlo. Le colpe ovviamente non possono essere di una sola parte, vanno divise in maniera equa. La sensazione è che Sarri non riesca più ad incidere nel compito che hanno i giocatori in campo, non giocano contro l’allenatore ma non riescono a fare ciò che l’allenatore vorrebbe da loro. Appena l’Udinese è uscita fuori la Lazio si è spaventata, ed ha avuto la meglio.

Conosciamo la filosofia del club in queste faccende, così come sul mercato. Al netto del percorso in Champions, è mancato qualcosa. Sappiamo che questa società agisce così. A memoria non ricordo cambi di allenatore a stagione in corso, ma l’allenatore doveva dar lui questo scossone. Da vedere se questo può dare freschezza, anche se non sono convinto. Un tentativo bisogna farlo.

La Lazio non è efficace, l’aspetto difensivo si è completamene ribaltato c’è una disattenzione totale che si vede bene sul gol di Lucca. E’ come se fossero imbambolati, non so da che parte stare a livello di colpe ma penso che i problemi li abbia avuti l’allenatore a livello di comunicazione con i giocatori. Ma anche loro hanno delle colpe, la palla in porta la mette il giocatore e non l’allenatore da bordocampo. Sotto l’aspetto tecnico le colpe vanno divise equamente. Sarri ha deciso di andare per la sua strada, anche cambiando un minimo i suoi concetti: la Lazio comunque è risultata prevedibile e questo forse ha fatto il male di questa squadra.

I veterani ora sono quelli che dovrebbero trascinare gli altri, se Isaksen e Kamada non riescono a inserirsi le colpe le hanno anche chi dovrebbe trascinarli dentro. Quello che risalta più di tutti è Immobile, che non riesce più ad essere quello dell’anno scorso. A mio giudizio è ancora condizionato dagli infortuni, è uno che fisicamente e mentalmente non riesce ad essere lucido. Mi aspettavo molto più da Romagnoli e dai terzini, che sono dei veterani e quest’anno hanno mollato. Chiaro che poi questi problemi con la mancanza di leadership dei giocatori emergono di più.

Penso che Lotito voglia prendersi del tempo per riflettere, quindi probabilmente sarà Rocchi la soluzione. Klose lo vedo più come allenatore completo. Rocchi allena già le giovanili, vedremo se accetterà: è la soluzione più semplice e immediata, fattibile per la Lazio e credo si vada in quella direzione. Poi difficile ipotizzare che si decida un allenatore che vada da ora anche al prossimo anno, come Tudor. Il tutto condizionato al fatto che la Lazio accetti le dimissioni.”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi “Se Sarri dovesse dimettersi sarebbe un motivo di orgoglio per lui. Il ritiro può fare bene alla squadra” (AUDIO)

Giancarlo Oddi a ‘NMM’ parla del ritiro della Lazio ordinato dalla società.

“Una volta il ritiro era una punizione, ora non so se questa è una punizione o meno ma stare insieme non fa male. Si potrebbe parlare di tutto, credo che la società debba capire la situazione interna. Siamo sempre sul discorso allenatore-giocatori: magari stare insieme in un momento che più brutto di così non può essere, può diventare una situazione positiva. Stanno insieme, si parlano, si vedono cose che noi da fuori non possiamo vedere. E’ stata la società a fare il discorso del ritiro per vedere come stanno le cose alla Lazio, penso ci sia anche la dirigenza presente insieme a loro. Bisogna accettarlo un ritiro del genere, le cose vanno a scatafascio.

Se vai a scegliere un nuovo allenatore adesso, dai una martellata al tecnico attuale. Gli va data un’altra possibilità da qui a fine campionato, resta da fare la Coppa Italia: vincerla è sempre un trofeo. Certo, ci si aspettavano altre cose, ma andare in ritiro significa proprio capire se l’allenatore non va più d’accordo con i giocatori. Adesso andare in ritiro è qualcosa che si fa quando la squadra non va bene: la società sa cosa fare. Se sono consapevoli che la squadra non vuole l’allenatore, o mandi via lui o mandi via i giocatori. Ma non penso sia questo il caso. In questo campionato c’è poco da cercare, è fallito: andare a sbagliare anche il discorso allenatore sarebbe un altro fallimento, c’è da aspettare. Non si può buttare via tutto quanto, vediamo cosa succede dopo il ritiro.

Se mandi via l’allenatore poi devi pagarlo, è anche per questo che non lo mandi via. Poi non mi sembra che Lotito sia solo un ‘gestore’, i soldi sono suoi e la gestisce come vuole. Ciò che ha fatto fino ad ora è cercare di gestirla al meglio possibile, non penso abbia voluto fare il male. Lotito non mollerà la società, altrimenti sarebbe un fallimento anche per lui. Se toglie il mandato a Sarri, deve accettarlo, ma per me è solo una questione di soldi in tutto e per tutto. Se Sarri dovesse dimettersi è un motivo di orgoglio per la sua persona, ma non sta a noi deciderlo.”

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STATISTICHE

Lazio cercasi: i biancocelesti hanno 15 punti in classifica meno dello scorso anno

Nel calcio è sbagliato parlare di miracoli o allineamento degli astri: se una squadra vince o fa bene, non è quasi mai un caso. Ci sono sempre dei meriti da riconoscere, anche se si stratta di star andando evidentemente oltre i propri limiti e aspettative. Che lo scorso anno la Lazio sia andata oltre limiti e aspettative, ora appare chiaro un po’ a tutti: troppa la differenza fra la squadra vista in campo questa stagione con quella dell’annata passata. I biancocelesti di Sarri sono irriconoscibili, e l’ultimo mese è stato forse il momento più basso toccato durante l’intera gestione del tecnico toscano.

Lazio, -15 punti in classifica rispetto al 22/23 – Una stagione deludente, sotto ogni punto di vista. E non potrebbe essere altrimenti quando – nello stesso momento della stagione – hai ben 15 punti in meno rispetto allo scorso anno. Dopo il Napoli (-27), la Lazio è infatti la squadra che nell’annata 23/24 ha performato peggio rispetto all’anno prima. Un dato che passa anche, ma non solo, dalla differenza reti: ad oggi la discrepanza fra reti fatti e subite dalla squadra di Sarri è +2, lo scorso anno nello stesso periodo dell’anno era +25, una differenza di ben 23 reti. Un cambiamento netto, deciso, evidente, esattamente come il crollo qualitativo delle prestazioni difensive di una formazione che ha subito troppo e prodotto troppo poco.

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DICHIARAZIONI

Martusciello in conferenza: “Secondo tempo inspiegabile, succede sempre dall’anno scorso. Se rispondessi su Immobile…”

Il vice di Maurizio Sarri risponde alle domande dei giornalisti nel post di Lazio-Udinese 1-2. Prestazione a metà fra il deludente e lo sfortunato per i biancocelesti, che erano chiamati oggi a prendere uno degli ultimi treni per restare all’inseguimento. Queste le parole del tecnico:

“Dalla panchina si è vista la stessa partita che hanno visto tutti, si è provato a fare una partita di calcio inizialmente e poi a inizio secondo tempo è precipitato tutto. Non si riesce a capire perchè sia successo: prendi gol, la rimetti in carreggiata e poi riprendi il secondo gol. Lì siamo diventati frenetici e confusionari. Ci siamo messi in mano all’Udinese che pensava solo a creare, alla fine il risultato è stato questo.”

Da dove si riparte domani?
“Bisogna trovare qualcosa da cui ripartire, non si può andare solo dietro l’aspetto negativo. Faccio questo mestiere da anni, mi porta sempre a trovare uno spiraglio di luce. Su come fare, basta isolarsi dall’esterno che oggi ci critica, perchè lo meritiamo. Dobbiamo scavare più profondamente nell’entusiasmo: se si vuole giocare a calcio come dice Sarri c’è bisogno di entusiasmo”

Contestazione dello stadio?
“Come si sente un allenatore quando è criticato dai tifosi? E’ dispiaciuto, fa parte dell’allenatore essere in discussione. E’ un momento difficile, ma c’è da guardare noi e preparare meglio la squadra in una direzione opposta all’andamento che ci circonda. L’esterno non è la causa della Lazio attuale, ma la squadra deve ritrovare aspetti positivi ed eliminare quelli negativi, sul come fare vedremo questa settimana”

Squadra ancora in mano?
“Bisogna andare in una direzione dove si vede l’aspetto positivo, è una squadra che ha difficoltà ed è fragile, ma dirlo non mi porta a miglioramento. Le cause non so se sono deputate al fatto che non credono a ciò che fanno, veniamo da 3 sconfitte e sappiamo come sono maturate queste sconfitte. La prestazione col Milan non è stata scadente come oggi, o col Bologna nel primo tempo. Oggi la somma è questa, ma non possiamo andare in quella situazione: alla squadra dobbiamo dare dei messaggi differenti, non conosco altre squadre. Mi dispiace per la prestazione”

Momento di frustrazione di Immobile?
“Domanda delicata, rispondere mi risulta complicato. Può generare delle polemiche che a noi non fanno bene sinceramente. Non lo so, qualsiasi giocatore esce commenta, se si va dietro alla condizione di un giocatore significa alimentare polemiche. E’ un gioco che non voglio fare, se si fosse vinto questa frase sarebbe rimasta nel dimenticatoio, rispondere mi risulta complicato.”

Tanti gol presi per difetti in ripiegamento?
“Sul fatto che la linea si schiacci troppo, è un discorso che facciamo da anni con Sarri. Oggi i gol arrivano perchè non abbiamo reagito in avanti, il primo gol è stato simile al secondo dove non abbiamo attaccato palla in avanti. Un po’ di libertà al limite dell’aria la si concede, oggi ci è andata male. Luis Alberto è un giocatore che per qualità sposta di più, sa stare sotto pressione e giocare a calcio. E’ una caratteristica differente da Vecino o Guendouzi, ci garantisce certe cose. Non si può pretendere che venga a difendere, non è questo il problema. Si cerca di difendere come squadra, non individualmente. L’inizio di ripresa è qualcosa che ci accompagna dall’anno scorso, abbiamo provato di tutto: poi avviene questa cosa inspiegabile e ci costa punti.”

Approccio tattico? Ipotesi 4-2-3-1 con Pedro dietro la punta?
“Ne riparleremo in settimana se sarà qualcosa da poter allenare. Le palle sporche sono una caratteristica dell’Udinese, c’era poco da fare. Ma non è stato questo il problema, è mancata energia nel secondo tempo. Chiaro che la partita era stata preparata anche su queste difficoltà, l’altra scelta era non andare in pressione e fare giocare loro, in casa non si può fare.”

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DICHIARAZIONI

Gila: “Sconfitta meritata, ci è mancato equilibrio per tutta la stagione. Chiedo scusa ai tifosi”

Il difensore biancoceleste ha parlato ai microfoni ufficiali della società nel post partita di Lazio-Udinese 1-2. Queste le sue parole: “E’ difficile digerire questa sconfitta, era una partita che potevamo vincere e guadagnare punti a Roma e Fiorentina. Potevamo fare di più, ma la sconfitta è meritata, non siamo riusciti. Il segreto per non farsi travolgere dal momento è restare equilibrati mentalmente, questa stagione ci è mancato equilibrio: quando subiamo una sconfitta diventiamo nervosi e non riusciamo ad andare avanti. Dobbiamo lavorare per continuare avanti, abbiamo ancora opportunità per andare in europa.

Ai tifosi chiedo scusa, per oggi e per le sconfitte di questa stagione. Chiedo appoggio fino alla fine, loro per noi sono importantissimi, siamo una famiglia e il loro sostegno nei momenti difficili è importantissimo per noi. Dobbiamo trovare la furbizia di fare un gol quando siamo in svantaggio: subire gol dopo un minuto ci ha mandato giù, e non dovrebbe essere così.”