Il vice oggi in panchina ha commentato la sconfitta contro l’Udinese
Il vice oggi in panchina per la giornata di stop imposta dal giudice sportivo a Maurizio Sarri, ha commentato così alle varie testate la cocente sconfitta per 1-2 della Lazio contro l’udinese. Queste le sue parole: “Quando si perde è chiaro che si riesce difficilmente a digerire le sconfitte, soprattutto per come è evoluta questa. Sembra superfluo ribadire l’importanza del fine campionato, siamo dell’idea che ci siano delle difficoltà e accettiamo qualsiasi tipo di critica. Ora c’è da mettersi l’elmetto in testa e continuare. Bisogna credere in quello che si fa, allenandosi. Poi chiaro incontri squadre che hanno obiettivi che sembrano inferiori solo sulla carta, bisogna entrare in quell’ottica: far capire ai ragazzi questo spirito. Se ci riusciamo si sentirà parlare bene – di nuovo – della lazio. Provedel l’ho visto dolorante in sala massaggi, ma non ho avuto modo di parlarci.
Non c’è una motivazione definita e precisa a questo momento, prima le cose riuscivano con più semplicità e ora no. Oggi siamo andati tante volte a concludere, ma siamo stati poco precisi. Poi dopo le sconfitte diventa complicato capire quali sono state le cause reali, siamo in questa condizione e solo noi possiamo uscirne. Ce la mettiamo tutta per fare andare le cose diversamente, speriamo di riuscirci velocemente. Non possiamo metterci a confronto con l’Udinese, veniamo da un percorso più lungo fra cui la Champions che toglie energie. Bisogna prendere spunto da quando succede questo, vedere i vantaggi delle sconfitte cercando di capire cosa fanno gli altri per arrivare alla vittoria. Oggi c’era frenesia, tanta voglia di vincere, e alla fine ci ha tagliato le gambe: nel secondo tempo siamo entrati rilassati, ci si sentiva defraudati dal risultato. Poi si era rimessa a posto, ma è nato il secondo goal che era evitabilissimo. Bisogna allenare i concetti che evitano queste cose qua.
Ai tifosi dico che ci dispiace, faremo di tutto per migliorare questo andamento. Non siamo felici e non siamo premiati. Capisco il pensiero della gente, quando si perde siamo i primi responsabili della sconfitta, ci prende il malumore.”