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DICHIARAZIONI

Martusciello: “Bisogna fare capire ai ragazzi lo spirito giusto. Ai tifosi dico che…”

Il vice oggi in panchina ha commentato la sconfitta contro l’Udinese

Il vice oggi in panchina per la giornata di stop imposta dal giudice sportivo a Maurizio Sarri, ha commentato così alle varie testate la cocente sconfitta per 1-2 della Lazio contro l’udinese. Queste le sue parole: “Quando si perde è chiaro che si riesce difficilmente a digerire le sconfitte, soprattutto per come è evoluta questa. Sembra superfluo ribadire l’importanza del fine campionato, siamo dell’idea che ci siano delle difficoltà e accettiamo qualsiasi tipo di critica. Ora c’è da mettersi l’elmetto in testa e continuare. Bisogna credere in quello che si fa, allenandosi. Poi chiaro incontri squadre che hanno obiettivi che sembrano inferiori solo sulla carta, bisogna entrare in quell’ottica: far capire ai ragazzi questo spirito. Se ci riusciamo si sentirà parlare bene – di nuovo – della lazio. Provedel l’ho visto dolorante in sala massaggi, ma non ho avuto modo di parlarci.

Non c’è una motivazione definita e precisa a questo momento, prima le cose riuscivano con più semplicità e ora no. Oggi siamo andati tante volte a concludere, ma siamo stati poco precisi. Poi dopo le sconfitte diventa complicato capire quali sono state le cause reali, siamo in questa condizione e solo noi possiamo uscirne. Ce la mettiamo tutta per fare andare le cose diversamente, speriamo di riuscirci velocemente. Non possiamo metterci a confronto con l’Udinese, veniamo da un percorso più lungo fra cui la Champions che toglie energie. Bisogna prendere spunto da quando succede questo, vedere i vantaggi delle sconfitte cercando di capire cosa fanno gli altri per arrivare alla vittoria. Oggi c’era frenesia, tanta voglia di vincere, e alla fine ci ha tagliato le gambe: nel secondo tempo siamo entrati rilassati, ci si sentiva defraudati dal risultato. Poi si era rimessa a posto, ma è nato il secondo goal che era evitabilissimo. Bisogna allenare i concetti che evitano queste cose qua.

Ai tifosi dico che ci dispiace, faremo di tutto per migliorare questo andamento. Non siamo felici e non siamo premiati. Capisco il pensiero della gente, quando si perde siamo i primi responsabili della sconfitta, ci prende il malumore.”

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SERIE A

Lazio-Udinese 1-2 (48′ Giannetti aut.; 47′ Lucca, 50′ Zarraga)

Lazio-Udinese è l’ultima chiamata per rimanere agganciati al treno europeo. Per i biancocelesti di Maurizio Sarri 5 assenze, due per infortunio (Rovella e Patric) e ben tre per squalifica, Pellegrini, Marusic e Guendouzi. Il tecnico sceglie Vecino per sostituire il francese, mentre Lazzari e Hysaj si dividono le corsie. In avanti guida Immobile, con la terza consecutiva dal 1′ per Zaccagni e la conferma di Felipe Anderson. Sponda Udinese, la zona retrocessione è pericolosamente vicina. Per Cioffi la necessità di tirarsi fuori il prima possibile dal pantano B.

PRIMO TEMPO

4′ palo di Zaccagni, destro a giro dal limite. Primo squillo della Lazio dopo un avvio pigro. Al 9′ Luis Alberto sfora il palo con un destro da fuori. Udinese schiacciata dietro, possesso della Lazio che non riesce a salire di ritmo. 30′ la Lazio continua a tenere lì i friulani, Felipe trova Zaccagni in area piccola, ma la deviazione non è fortunata. 32′ Lovric impegna Provedel, che in bagher respinge. Primo squillo bianconero. 34′ risponde Vecino dalla distanza, palla al lato. 35′ doppia Parata di Provedel, prima su Kamara e poi su Lucca. Rischia la Lazio quando si aprono gli spazi, Udinese rapida a sfruttare, viene ammonito Felipe Anderson per un contrasto con Lucca, nonostante prenda il pallone.

SECONDO TEMPO

46′ si riparte subito con Isaksen al posto di Felipe Anderson. Al 47′ Lucca porta in vantaggio l’Udinese, deviazione sul tiro di Kamara. Un minuto dopo, su cross di Zaccagni arriva l’autogol di Giannetti. Clamoroso, 3 gol in tre minuti. L’Udinese torna avanti sul ribaltamento con Zarraga. 60′ fuori Immobile e Cataldi, dentro Taty e Kamada. Lazio lunghissima in campo, solo Lazzari (che si mangia un rigore in movimento) crea qualcosa dopo il nuovo vantaggio friulano. 80′ Pedro rileva Luis Alberto.

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SERIE A

Lazio-Udinese, probabili formazioni: difesa obbligata per Sarri, Vecino mezzala. Immobile in vantaggio sul Taty

Lazio-Udinese, probabili formazioni del ventottesimo turno della Serie A 2023/24. I biancocelesti ospitano i friulani allo Stadio Olimpico di Roma, a caccia di punti per rianimare la corsa europea. La squadra di Sarri è reduce da sue sconfitte di fila contro Fiorentina e Milan. I bianconeri invece dal pareggio per 1-1 contro la Salernitana, fanalino di coda della massima serie. Nelle ultime cinque partite, entrambe le squadre hanno raccolto sei punti.

Per Maurizio Sarri c’è un’emergenza conclamata, figlia non solo dei due lungodegenti Patric e Rovella, ma anche delle scelte di Di Bello. Pellegrini, Marusic e soprattutto Guendouzi sono squalificati. Il francese, salvo miracoli, salterà anche il Frosinone. Provedel difenderà la porta, Lazzari e Hysaj saranno i terzini. Al centro, Gila e Romagnoli sono le migliori notizie di quest’ultima parte di stagione. A centrocampo il rebus per il tecnico. Luis Alberto è affaticato, ma disponibile (Kamada spera in un’occasione). Cataldi in cabina di regia e Vecino pronto alla terza gara di fila dal 1′. L’uruguaiano può sostituire Guendouzi, difficile pensarlo in ballottaggio con Luis Alberto. In avanti, solito ballottaggio Immobile-Castellanos, con Zaccagni e Felipe Anderson che agiranno ai lati del centravanti. Sarri ha programmato le ultime due sedute pre Udinese oggi e domani alle 15.

Sponda Udinese, Cioffi deve rinunciare a Walace ed Ebosele. Da sciogliere quindi il nodo regista, ruolo in cui si candida anche Roberto Pereyra all’occorrenza. Samardzic per dare qualità al cdentrocampo, Lucca come riferimento offensivo con il francese Thauvin alle sue spalle.

Lazio-Udinese, probabili formazioni

Probabile formazione Lazio, 4-3-3: Provedel; Lazzari, Gila, Romagnoli, Hysaj; Vecino, Cataldi, Luis Alberto; Felipe Anderson, Immobile, Zaccagni.

Probabile formazione Udinese, 3-5-2: Okoye; Ferreira, Giannetti, Perez; Ehizibue, Samardzic, Payero, Lovric, Zemura; Thauvin, Lucca.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gomirato “Udinese sconcertante, ha paura. Cioffi ha gli uomini contati: Samardzic in difficoltà, può tornare Pereyra” (AUDIO)

Guido Gomirato a ‘NMM’

“L’Udinese dopo aver vinto con la Juventus ha mancato due Match Ball, pareggiando con le ultime due della classifica. L’Udinese ci ha messo del suo, è in stato confusionale e ha paura, gioca bene 30 minuti dove evidenzia una buona personalità e trame di gioco, poi si spegne. Sabato scorso la Salernitana ha fatto il suo figurone rischiando anche di vincere approfittando dei regali di un’Udinese sconcertante, che sta a -1 dal precipizio. La situazione va affrontata, ci sono errori che l’Udinese non deve commettere.

Non che sia poco umile, ma ha iniziato la stagione con una falsa partenza generata dalle troppe assenze. Quando parti male è difficile riprendersi, senza Deulofeu è una squadra diversa, Lucca è bravino ma è un debuttante. Thauvin è un fantasista, non una punta autentica, manca la rotazione in un campionato lungo come questo. Punti sui giovani, ma non si può pretendere anche quantità da loro. Kristensen è un debuttante, 21 enne, non abituato alla Serie A: non si può pretendere il massimo ogni partita. Sono i senatori a dover essere sfruttati al meglio.

A sinistra le cose vanno benino con Zemura e Kamara, che mi sono piaciuti, ma a destra mancando Ehizibue e non recuperando Deulofeu è stato costretto a giocare sempre Ebosele. Sento dire sempre che sia il miglior velocista della Serie A, ma non può giocare sempre: è abituato ad un altro calcio e non ha esperienza. Per questo dico che l’Udinese non ha elementi per ruotare come dovrebbe i suoi giocatori.

Poi ci sono anche colpe, dall’Udinese è lecito pretendere di più: certi comportamenti sono sconcertanti. I risultati con le grandi ci sono stati, sotto il profilo tecnico-fisico la squadra c’è: manca a livello mentale per affrontare le piccole. Emerge la paura dalla responsabilità di fare risultato. Samardzic è il terzo anno che è in Italia, ha 22 anni non è più considerabile un giovane: sta facendo un campionato all’indietro, probabilmente la situazione di mercato lo sta ancora condizionando. E’ un giocatore che dà un contributo scarso ai bianconeri.

Pereyra aveva detto che finito il campionato avrebbe preferito andare a giocare in una squadra da Champions, non si è allenato tutto agosto, ha cambiato procuratore e poi ha accettato l’offerta dell’Udinese. Così ha iniziato la stagione come non voleva, perchè mancava di condizione fisica. Ora da qualche settimana è out per un problema, dovrebbe rientrare da convocato con la Lazio ma anche lui ha avuto un rendimento altalenante. E’ una stagione balorda per l’Udinese, per tanti motivi.

Cioffi ha gli uomini contati, l’unico dubbio riguarda la presenza o meno di Pereyra. Credo che dopo 4 turni out possa partire dalla panchina, ma non escludo il suo utilizzo nell’XI di partenza considerato che Ebosele è squalificato: non c’è un esterno quindi potrebbe essere rischiato dall’inizio. Il problema è l’assenza di Wallace, che non ha sostituto. Potrebbe essere Ehizibue o Pereyra esterno destro, Samardiz, Lovric e Pajero a centrocampo, Thauvin e Lucca davanti. Per quanto riguarda la gara dell’Olimpico, l’Udinese deve resistere i primi 30 minuti, ben sapendo che il pubblico laziale non è tenero con i suoi giocatori. La Lazio si è trovata improvvisamente ai margini, dovesse faticare nel primo tempo ci sarebbero fischi e contestazioni.”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi “Sta a Sarri ora dare le giuste motivazioni. Con l’Udinese Luis deve essere il perno” (AUDIO)

Giancarlo Oddi a ‘NMM’

“Io sono dispiaciuto della partita con il Bayern, non meritavamo il 3-0, è un po’ pesante. Dopo le cinque vittorie consecutive abbiamo fatto 4 sconfitte, le possibilità di vincere con l’Udinese ci sono. Speriamo di esserci in campo, nelle ultime partite c’eri un tempo si e l’altro no. Ora devi stare in campo 100 minuti sempre con la stessa forza e lo stesso cuore. Sarri ha capito che questa squadra se fa un tempo buono poi l’altro non entra in campo. Ora non dobbiamo pensare ai punti in sè, ma a fare il meglio possibile. Le possibilità di andare fra le prime quattro sono sparite, ma bisogna entrare in campo e dare il massimo.

Se le motivazioni non ci sono, il primo a farle avere deve essere l’allenatore. Deve farle avere lui in primis, poi chiaro anche la società e i tifosi. Anche se questi ultimi solitamente sono i primi, danno sempre una mano ma la squadra deve dimostrare che quella mano se la merita. La Lazio dovrà dare tutto e più di tutto, l’Udinese è la squadra che ha pareggiato più di tutte, è una squadra fisica e quindi devi venire fuori con classe ma devi anche lottare. L’Udinese ha perso meno della Lazio, pur stando sotto in classifica. Io mi accontenterei anche della stessa squadra vista col Bayern, ma che sia la stessa per 90 minuti. Poi dovesse perdere pazienza, ma almeno esci con la maglietta sudata. Lucca è un bel giocatore, da tenere d’occhio, farà anche più dell’Udinese e andrà in qualche squadra importante. Mi aspetto una prestazione dove si possa lottare fino alla fine.

Felipe Anderson e Zaccagni sono i titolari, non ci piove. A centrocampo metterei un trio con Luis, Vecino e Cataldi. Una squadra d’attacco, con Luis dietro le punte. Gli altri centrocampisti devono correre, se si vuole giocare all’attacco bisogna giocare così. Kamada quando ha giocato non ha fatto vedere di essere un buon giocatore. Immobile non è condizionato dal gioco di Sarri, ha sempre segnato. E’ un discorso fisico, sta ancora patendo dei problemi che ha avuto. Io con questa squadra giocherei con il 4-3-3, che a partita in corso può essere cambiato. Poi servono i giocatori che possano adattarsi. Io non mi fossilizzerei sul modulo, proverei ad avere giocatori adattabili a determinati ruoli, senza stare a guardare linee. Se uno sa giocare a calcio, deve giocare a calcio.”

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CURIOSITA'

Lazio, Udinese bestia nera di Sarri all’Olimpico

40 punti già fatti, 33 ancora quelli da potere (potenzialmente) conquistare sul campo. Di queste, sei saranno giocate sul terreno di casa dell’Olimpico. A partire proprio da lunedì prossimo contro l’Udinese di Gabriele Cioffi. Un vantaggio? Forse. Perchè i friulani, da quando Sarri siede sulla panchina biancoceleste, sono la vera bestia nera dell’Olimpico. Contro di loro, in casa, negli anni della gestione Sarri i biancocelesti non hanno mai trovato i tre punti in Serie A.

Sono due i precedenti a cui guardare: il primo risale al dicembre 2021, il primo anno di Sarri alla Lazio, quando all’Olimpico lo scontro con i bianconeri finì 4-4 con le reti di Immobile, Pedro, Milinkovic e Acerbi per i biancocelesti e l’Udinese che trovò un rocambolesco gol del pari al minuto numero 99 con Arslan. Il secondo appuntamento è stato quello dell’ottobre 2022 e questa volta con un risultato nettamente meno pirotecnico, uno 0-0 dai tratti particolarmente noiosi. Due pareggi su due occasioni, con l’unica vittoria recente della Lazio all’Olimpico che deve farsi datare alla Coppa Italia, nel gennaio 2022, quando a deciderla fu una rete di Immobile nel secondo tempo supplementare.

Lunedì all’Olimpico è una sfida particolare, come detto dallo stesso Sarri, sarà uno scontro delicato. La Lazio ha bisogno di fare punti per rilanciarsi nella corsa alle piazzole europee e dare un senso al suo campionato, l’Udinese deve dare tutto per risollevare una situazione di classifica difficile, che vede i friulani in lotta per la salvezza. Per gli scaramantici, c’è una particolarità: in panchina non siederà Sarri, squalificato, ma il vice Martusciello. Chissà che non serva anche questo per invertire il trend degli ultimi incontri.

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DICHIARAZIONI

Lazio-Udinese, Cioffi: “Concentrati e motivati. Assenze per Sarri un problema relativo…” (AUDIO)

Lazio-Udinese, Cioffi in conferenza stampa

Lazio-Udinese, Cioffi presenta la sfida in conferenza stampa a due giorni dalla gara: “Siamo concentrati, siamo motivati, vogliosi, ricerchiamo il coraggio ma la squadra ha sempre avuto coraggio. Non voglio difendere niente, ma la squadra toppa un tempo a Genova, giocando poi una ripresa di carattere con un uomo in meno. La gara con la Salernitana è condizionata da un’ingenuità, ma la squadra ha dimostrato di essere presente e lo dimostreremo lunedì. Gli episodi dei singoli non sono stati sottovalutati”.

“Pereyra si è allenato tutta la settimana, parlerò con lui e capirò come si sente. È il momento più complicato da quando sono qui ma troveremo la soluzione. L’assenza di Walace è pesante ma sono convinto che chi lo sostituirà farà una grande partita”.

“La Lazio è una squadra che gioca da tre anni assieme, con tanti ragazzi importanti come Cataldi, Kamada, hanno assenze che però per l’organico a disposizione sono relative. Le partite vanno vinte tutte, la mentalità che io voglio trasmettere è relativa al fatto che bisogna togliersi da una situazione di classifica che non ci appartiene, ma che sicuramente pesa. Andiamo in uno stadio difficile e forse questo in questo momento ci agevola, la voglia di stupire e di farci trovare pronti è diversa dal dover vincere per forza e questo forse ci agevola”.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, l’Europa può arrivare anche dalla Coppa Italia

La primavera spazzerà via i residui d’inverno, le giornate diventeranno più lunghe, le piogge meno frequenti e tornerà la Coppa Italia. Proprio quel torneo, spesso visto come secondario e poco appetibile, oggi può rappresentare per la Lazio una corsia preferenziale per arrivare all’Europa. La vittoria della Coppa significa infatti un biglietto di sola andata per l’Europa League, una competizione che – vista la situazione attuale della squadra di Maurizio Sarri – sarebbe davvero grasso che cola.

Le quattro formazioni rimaste a giocarsi la coppa non sembrano un ostacolo insormontabile. Una Juventus che – pur restando sempre la Juventus – nelle ultime settimane ha perso il tipico smalto in difesa, mentre Atalanta e Fioretina hanno già dimostrato di poter fare male alla Lazio, starà a Sarri e ai giocatori quindi analizzare cosa non è andato bene e porre rimedio, iniziando dallo scendere in campo con la dovuta voglia di giocare che si compete a chi indossa una maglia importante come quella biancoceleste.

“L’importanza di chiamarsi… Europa League”

La competizione UEFA cadettaria alla Champions porterebbe diversi vantaggi alla causa biancoceleste: introiti, in primo luogo. Ma guai a sottovalutare anche l’appeal pubblicitario che potrebbe avere in ottica sponsorizzazioni. I pro si contano anche sul lato sportivo, non solo economico: al tavolo delle trattative la partecipazione all’Europa League non vale certo quanto una Champions, ma ha il suo peso e può essere un’attrattiva in chiave mercato e rinnovi. Meglio di nulla, insomma, e guai a sottovalutarla o vederla come una “coppetta”. Gli ultimi anni parlano chiaro, dall’Europa League sono passati campioni e squadre rivelazione, può essere un palcoscenico ideale se davvero la società vorrà fare quel passo in avanti. Ed ecco perché la Coppa Italia dovrebbe essere vista come uno dei chiari obiettivi della gestione sportiva di questa stagione.

Sarri nella sua intervista di ieri ha parlato di dare priorità al campionato, e ci mancherebbe altro vista la precaria situazione di classifica: ci sono ancora 33 punti potenzialmente da poter portare a casa in Serie A. Fare bottino pieno è utopia, chiaro, e dare una scossa ad un cammino fino ad ora non alle aspettative è imperativo. Ma sarebbe un errore, grosso, sottovalutare la Coppa Italia. L’Europa che conta è un miraggio, anche se ancora la matematica non condanna nessuno: il quinto posto dista “soltanto” – si fa per dire – 7 lunghezze. E allora davvero, la Coppa Italia diventa un percorso che sarebbe sbagliato non tenere in considerazione.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano “Verso l’estate di Immobile: se resta o no dipende dalla società. Taty se gioca può dimostrare tanto” (AUDIO)

“Sarri avrà visto una squadra col morale a terra dopo Monaco, se non hanno smaltito questa delusione ha fatto bene a richiamare la squadra al dovere, dato che ci sono tante partite da giocare. Poi tra il dire e il fare… però se è qualcosa che l’allenatore ha visto è giusto che li riprenda all’impegno verso i tifosi. Con l’Udinese mi aspetto delle scelte razionali, non è il momento di fare esperimenti: quelli li fai quando va bene e c’è entusiasmo. Ora c’è bisogno di certezze, che non sono tante. Devi arrivare sereno a questa partita, l’Udinese è una buona squadra anche se non lo sta dimostrando.

Credo che davanti Sarri abbia una scelta da fare, soprattutto vedendo il comportamento dei calciatori in settimana. Abbiamo visto che le gerarchie, tranne alcuni, hanno mantenuto un certo standard. Non è da escludere che si possa andare sulla novità o mentenere Immobile. Abbiamo visto che il problema non è del giocatore ma di una squadra che non riesce a ritrovarsi in 2-3 partite di seguito.

Non conoscendo Immobile e le dinamiche è difficile sbilanciarsi: restare o meno dipende anche dai programmi della prossima stagione. E’ chiaro che all’interno della squadra servono sempre dei punti di riferimento, poi dipende da come vuoi rilanciare la squadra. Dipende anche dal giocatore, se ha richieste o meno, ha un ingaggio importante che si possono permettere solo alcuni paesi.

L’importante è che da ora in poi fino a fine stagione tutti diano il 110%, poi a stagione finita con onestà ognuno pensa al suo bene e quello della squadra. Ora è un’evoluzione continua: fai gol sei il beniamino, sennò niente. E’ una valvola impazzita, mi auguro la squadra possa ritrovare serenità. Io non posso bocciare l’acquisto di Castellanos, anche con Zirkzee sarebbe stato lo stesso. Immobile è un mostro sacro come status, così gli altri non possono realizzarsi in tutte le sue qualità: non puoi dimostrare il tuo valore in 10 minuti. Credo che sarà una cosa fra loro due, se Castellanos gioca più spesso può fare bene anche senza magari arrivare a 10 gol.

Gli si deve dare la possibilità di giocare con continuità, poi chiaro che non è Immobile. Nel nostro campionato non vedo tutti questi fenomeni superiori a lui, ha buone qualità ma per dimostrarle deve giocare, giocare e giocare. Con le occasioni da gol di 3-4 anni fa forse avrebbe segnato di più. Giocare con una squadra che costruisce poche azioni diventa complicato. Credo che non sia un problema di caratteristiche, è un problema di aver giocato poco in una stagione problematica.

Dovesse andare via Immobile cercherei un attaccante con caratteristiche più da area di rigore, poi si vedrà se sarà con Sarri o senza Sarri. Non è che se va via Immobile finisce il calcio. Poi dipende da che tipo di calcio vuoi fare Castellanos è uno che ti fa giocare bene ma in area di rigore non fa bene, a quel punto devi fare un acquisto. Ci sono da fare delle scelte, poi sta al presidente e al direttore. Non mi sembra che gli altri allenatori facciano il mercato, io non sono d’accordo che debba essere Sarri a fare il mercato.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Milan, il retroscena sul rigore non dato

Lazio-Milan può essere terminata sul rettangolo di gioco, ma fuori dal campo la partita non è mai finita, soprattutto in seno al rigore non concesso. Continuano infatti le discussioni intorno all’operato di Di Bello e degli altri direttori di gara che hanno reso più complicata la giornata per la classe arbitrale, come nel caso di Inter-Genoa (Ayroldi) e Torino-Fiorentina (Marchetti). Fatti che arrivano dopo le dichiarazioni recenti di Gravina, dove il presidente federale si è schierato a favore della classe arbitrale.

Come riporta il CdS nella sua edizione web, giovedì scorso si è tenuto in videoconferenza il classico raduno che coinvolge direttori di gara e assistenti. Il raduno è sempre un momento utile per fare il punto sull’operato degli uomini del designatore Rocchi. Nell’ultimo incontro il capo degli arbitri ha colto l’occasione per analizzare criticamente proprio gli episodi chiave dell’ultima giornata. A far discutere, fra tutti, proprio il presunto contatto da rigore fra Maignan-Castellanos nel primo tempo di Lazio-Milan che il direttore di gara non ha reputato sufficiente per fischiare la massima punizione. Da ciò che emergerebbe, in conferenza non tutti erano d’accordo con la decisione di Di Bello, e lo stesso designatore ha ribadito la sua posizione. Secondo Rocchi, infatti, se Di Bello avesse concesso il rigore non ci sarebbe stato alcun errore.

In occasione del raduno arbitrale in video-call, Rocchi ha avuto anche tempo e modo di puntualizzare la sua posizione anche sui due rossi diretti estratti a gara in corso. Entrambi erano, a suo dire, tutti evitabilissimi.