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SERIE A

Serie A, i criteri di formazione del calendario: cosa c’è da sapere

la Lega di Serie A ha diffuso i criteri meditante di formazione del calendario del campionato 2024/2025, (4 luglio alle ore 12.00).

Prevista alternanza assoluta degli incontri in casa ed in trasferta per le seguenti coppie di Società:
INTER-MILAN
LAZIO-ROMA
JUVENTUS-TORINO
EMPOLI-FIORENTINA

 Anche nella stagione sportiva 2024/2025 la sequenza delle gare nel girone di andata è diversa rispetto a quella delle gare nel girone di ritorno.

Con un minimo di 8 giornate di distanza tra le gare di andata e ritorno contro la medesima avversaria.

L’obiettivo principale raggiunto attraverso il calendario asimmetrico è di rispettare un sempre crescente numero di concomitanze legate a ragioni di ordine pubblico.

Ma anche al crescente numero di gare delle competizioni europee, alle esigenze dei Club.

Cercando di massimizzare l’audience televisiva e l’affluenza negli stadi.

I derby saranno calendarizzati in giornate diverse e non alle giornate 1 e 38 e nel turno infrasettimanale.

 le Società partecipanti alla UEFA Champions League non si incontrano con le Società partecipanti alla UEFA Europa League ed alla UEFA Europa Conference League nelle giornate 5ª, 6ª, 22ª, 25ª, 28ª, 32ª e 35ª

la giornata 10 sarà l’unico turno infrasettimanale del Campionato 24/25.

 il Campionato 24/25 dal 17 agosto 2024 al 25 maggio 2025 si interromperà solo in occasione delle 4 finestre FIFA (8 settembre, 13 ottobre, 17 novembre, 23 marzo).

Nel periodo natalizio si giocherà i weekend del 22 dicembre, del 29 dicembre e del 5 gennaio.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Tolfa: “La società manca di un sentimento vero verso la Lazio” (AUDIO)

Rocco Tolfa in collegamento a ‘NMM’

Rocco Tolfa a Radiosei: “ Grande dichiarazione pubblica quella di ieri ma gli effetti saranno pari a 0: la situazione è la stessa da anni. Dopo il secondo posto e la qualificazione in Champions sono stati fatti 5 passi indietro, dovevano essere fatti investimenti di qualità.

Penso che i tifosi non chiedano investimenti assurdi ma che vengano affrontate diversamente determinate situazioni. La mancata intesa con la società, anche da parte di Sarri è un altro punto emblematico. La Lazio ha giocato con il fuoco in Champions League e con sufficienza in campionato. Non ci sono pretese assurde, anche da parte degli allenatori ma richieste di una squadra che vuole crescere. La Lazio è tante cose, è triste trovarsi in questa situazione, fa rabbia, i tifosi si sentono come presi in giro. La rottura di questo sentimento è la cosa peggiore, soprattutto quando succedono delle cose che inficiano sulla passione dei tifosi. La critica più forte che si può fare a questa società è che questo sentimento, questa passione non ce l’ha.

Ripeto, gli investimenti fatti dopo la qualificazione in Champions non sono investimenti fatti per creare una squadra che si possa riqualificare in questa competizione, ma investimenti fatti su misura per tirare avanti economicamente per gli anni successivi”.

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APPROFONDIMENTI

Champions League, la Figc fa chiarezza sull’utilità del sesto posto

La Figc fa chiarezza sulla rincorsa alla Champions League. In giornata la Uefa ha infatti affermato che se l’Atalanta dovesse vincere l’Europa League non è detto che la sesta andrebbe in Champions League. Se i bergamaschi dovessero infatti arrivare quarti, ad approfittare del posto in più sarebbe il Portogallo. Ma dalla Figc assicurano e ribadiscono che se invece l’Atalanta dovesse arrivare quinta e vincere l’Europa League, la sesta andrebbe in Champions League. E quindi la Lazio è a un punto da una posizione che potrebbe essere valida…

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APPROFONDIMENTI

Lazio, l’Europa può arrivare anche dalla Coppa Italia

La primavera spazzerà via i residui d’inverno, le giornate diventeranno più lunghe, le piogge meno frequenti e tornerà la Coppa Italia. Proprio quel torneo, spesso visto come secondario e poco appetibile, oggi può rappresentare per la Lazio una corsia preferenziale per arrivare all’Europa. La vittoria della Coppa significa infatti un biglietto di sola andata per l’Europa League, una competizione che – vista la situazione attuale della squadra di Maurizio Sarri – sarebbe davvero grasso che cola.

Le quattro formazioni rimaste a giocarsi la coppa non sembrano un ostacolo insormontabile. Una Juventus che – pur restando sempre la Juventus – nelle ultime settimane ha perso il tipico smalto in difesa, mentre Atalanta e Fioretina hanno già dimostrato di poter fare male alla Lazio, starà a Sarri e ai giocatori quindi analizzare cosa non è andato bene e porre rimedio, iniziando dallo scendere in campo con la dovuta voglia di giocare che si compete a chi indossa una maglia importante come quella biancoceleste.

“L’importanza di chiamarsi… Europa League”

La competizione UEFA cadettaria alla Champions porterebbe diversi vantaggi alla causa biancoceleste: introiti, in primo luogo. Ma guai a sottovalutare anche l’appeal pubblicitario che potrebbe avere in ottica sponsorizzazioni. I pro si contano anche sul lato sportivo, non solo economico: al tavolo delle trattative la partecipazione all’Europa League non vale certo quanto una Champions, ma ha il suo peso e può essere un’attrattiva in chiave mercato e rinnovi. Meglio di nulla, insomma, e guai a sottovalutarla o vederla come una “coppetta”. Gli ultimi anni parlano chiaro, dall’Europa League sono passati campioni e squadre rivelazione, può essere un palcoscenico ideale se davvero la società vorrà fare quel passo in avanti. Ed ecco perché la Coppa Italia dovrebbe essere vista come uno dei chiari obiettivi della gestione sportiva di questa stagione.

Sarri nella sua intervista di ieri ha parlato di dare priorità al campionato, e ci mancherebbe altro vista la precaria situazione di classifica: ci sono ancora 33 punti potenzialmente da poter portare a casa in Serie A. Fare bottino pieno è utopia, chiaro, e dare una scossa ad un cammino fino ad ora non alle aspettative è imperativo. Ma sarebbe un errore, grosso, sottovalutare la Coppa Italia. L’Europa che conta è un miraggio, anche se ancora la matematica non condanna nessuno: il quinto posto dista “soltanto” – si fa per dire – 7 lunghezze. E allora davvero, la Coppa Italia diventa un percorso che sarebbe sbagliato non tenere in considerazione.

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APPROFONDIMENTI

Ranking Uefa, Italia: con il primo posto otto squadre in Europa

L’Europa fa bene all’Italia, soprattutto nell’ottica della prossima stagione. I risultati di questa settimana, con la sola eliminazione dei biancocelesti contro la corazzata Bayern, confermano la prima posizione nel ranking UEFA delle squadre italiane. Da vedere, chiaro, come evolverà il quadro in attesa del resto degli ottavi di Champions che la prossima settimana vedranno impegnate Napoli e Inter. Per ora la situazione appare comunque ampiamente positiva: il vantaggio sulla Germania, seconda, si è allargato e ora il tricolore domina il ranking con un vantaggio di circa 1.500 punti.

Il ranking UEFA per nazioni aggiornato

Nella sola stagione 24/24 l’Italia continua a dominare il Ranking UEFA per Federazione, mantenendo un corposo vantaggio grazie alla serie di successi maturati dalle squadre italiane fra Europa League e Conference.

1. Italia – 16.571 punti
2. Germania – 15.500 punti
3. Inghilterra – 14.625 punti
4. Francia – 14.416 punti
5. Spagna – 13.437 punti

Questo il quadro nella top 5, cui fa seguito la posizione di Repubblica Ceca (13.000 punti), Belgio (12.400) e Turchia (11.500). Molto più lontane invece Portogallo (10.166) e Olanda (10.000).

Dovesse persistere questo trend fino alla fine della stagione europea, l’Italia si troverebbe accreditati 5 pass per la prossima Champions. Le conseguenze, però, non riguarderebbero solo le prime cinque classificate, ma anche tutto il trenino di inseguitrici che al momento animano la corsa all’Europa, fra cui anche – ovviamente – la Lazio.

Chi andrebbe in Europa con le 5 squadre in Champions?

Per effetto della promozione della quinta squadra in Champions, e fermo restando il numero di partecipanti alle altre competizioni UEFA cadette, si assisterebbe ad una scalata verso il basso che darebbe modo anche all’ottava classificata di partecipare alle coppe europee. Attualmente, con 4 squadre in Champions, la quinta e la sesta classificata vanno in Europa League mentre la settima accede alla Conference.

Con la quinta squadra partecipante alla Champions, la scalata andrebbe verso il basso: la sesta e la settima classificata andrebbero in Europa League mentre sarebbe l’ottava ad arrivare in Conference League. La quota Europa si ridurrebbe, rendendo più semplice un’eventuale qualificazione. La situazione può essere un vantaggio da non sottovalutare anche in casa Lazio, che in un momento non semplice in campionato potrebbe essere una boccata d’aria fresca per ridare stimolo all’ambiente.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano “Alla Lazio manca spavalderia, così passa per squadretta. Un ottavo non può essere la partita della vita” (AUDIO)

“Si sta facendo passare la Lazio come una squadretta, quella non può essere la partita della storia. Era una partita importantissima, devi rispettare loro in quanto più forte ma una sconfitta 3-0 non può passare come se si sa fatto il nostro.

Queste situazioni danno fastidio, si fa passare qualcosa sempre come un’impresa quando dovrebbe essere la normalità per la Lazio giocare queste competizioni, anche perchè ci arrivano società come Lipsia o Copenhagen. Abbiamo battuto il Feyenoord e il Celtic, quando si parla di impresa io mi trovo contro. Queste cose sminuiscono il nome e la storia della Lazio, non lo accetto minimamente. Nel calcio non si può accettare una sconfitta 1-0, figurati 3-0. Dobbiamo giudicare le partite per quello che vediamo, i se e i ma poi sono tutti a favore nostro.

Ieri credo che la Lazio potesse fare di più. Anche il Copenhagen se va lì magare ne prende 4-5 ma crea più di noi. Sembrava ci lasciassero loro degli spazi. In Champions devi fare qualcosa, non sei in Serie B. Parti da 1-0, ti devi sentire forte e giocartela. Poi se la si fa passare come un’impresa anche i calciatori la vedono così, si fanno influenzare. Sarri ha detto che all’intervallo poi ha visto una squadra morta. Se stiamo sempre nel guscio e abbiamo paura a dire di andare lì a giocarcela, questa cosa si riflette su ambiente e calciatori.

Se togli Guendouzi e Felipe nel primo tempo non abbiamo fatto: al 16esimo loro stavano a tre tiri in porta. E’ un problema sia di valori che di approccio, parliamo del Bayern che è una delle prime cinque squadre al mondo e nessuno lo mette in discussione. Ma non si faccia passare la Lazio come una squadretta di quartiere, anche il Napoli ha vinto solo una coppa europea. Mentalmente bisogna cambiare, non possiamo avere sempre paura dell’avversario, partiamo sempre come una squadra di quartiere e mi da fastidio.

Bisogna tirare il petto il fuori, andare più spavaldi. Nemmeno la Roma ha fatto grandi competizioni, ma solo noi andiamo timorosi. Deve partire da tutti: presidente, allenatore, giocatori e chi fa comunicazione. Se passi un’ottavo non può essere una data storica, soprattutto contro un Bayern come quello di questa stagione che in difesa aveva mezzo giocatore titolare. Non puoi avere ogni anno una squadra competitiva, ma bisogna avere più considerazione di noi stessi: ogni volta che usciamo dall’Italia sembra che facciamo l’impresa. Ci vuole un po’ di sana spavalderia.”

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APPROFONDIMENTI

Lazio, il mercato lo ha fatto la Champions: ecco il dato sui guadagni in Europa

Sarri l’ha definita la sua Champions preferita da quando allena, superiore anche a quelle affrontate con Napoli e Juventus. Ma chi può sorridere, per la competizione UEFA appena conclusa per i biancocelesti, è anche la società: a conti fatti il percorso europeo della Lazio è valsa un ricco bottino da quasi 70 milioni di euro nelle casse della società.

Gli ultimi dati riportati da Calcio e Finanza, infatti, riportano come la società abbia incassato – grazie ai premi della competizione – 59,71 milioni di euro. Di questi 15,64 milioni vengono dal bonus di partecipazione, 15,9 dal ranking storico, 8,5 dai Market Pool. Altri incassi arrivano poi dai risultati sportivi: 9,33 milioni arrivano dai risultati sportivi ottenuti, 0,74 dalla quota pareggi ripartita fra le qualificate agli ottavi e 9,6 milioni arrivano – infine – proprio dall’accesso alla final-16 europea.

Ma non finisce qui: a questo bottino già ricco di suo vanno infatti aggiunti gli incassi risultanti al botteghino. Il supporto biancoceleste non è mai mancato, nè in casa nè fuori, ed il risultato si vede anche nel dato relativo al guadagno da stadio. Nel loro percorso europeo, sono circa 10 i milioni ottenuti dalla vendita dei biglietti, dei quali circa 3 solo nella sfida d’andata degli ottavi. Con ciò, il totale generale che la società di Lotito si aggiudica dal percorso in Champions League arriva poco sotto i 70 milioni di euro.

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DICHIARAZIONI

Sarri in conferenza: “Ottima Champions, ora risaliamo in campionato. Contratto? Nel calcio lasciano il tempo che trovano” (AUDIO)

Il tecnico dei biancocelesti commenta la gara dei suoi ragazzi all’Allianz Arena di Monaco di Baviera rispondendo alle domande dei giornalisti in sala stampa:

“Premesso che il divario tecnico c’è ed è palese, nel primo tempo siamo stati bene in campo. Il rammarico è per il gol al 47esimo che ci ha tolto fiducia e speranza, dato che c’era un angolo a nostro favore non concesso. Nei 180 minuti il rammarico sono gli ultimi 10 minuti della partita d’andata, il rischio era che stasera il Bayern tornasse a fare il Bayern come fanno le grande squadre. Stasera ho visto un Bayern diverso.”

Rete sbagliata da Immobile?
“Abbiamo avuto quell’opportunità, nel primo tempo ci siamo presentati 6-7 volte al limite dell’area senza andare mai alla conclusione. Nel primo tempo abbiamo dato una prestazione di livello. Negli spogliatoi mi sono accorto che il secondo gol è stata una mazzata per tutti. Poi alla fine è passata la squadra più forte.”

Eliminazione che ha ripercussioni sul resto della stagione?
“Il nostro calendario resta duro. In 7 giorni abbiamo il derby e due volte la Juve, è roba tosta. Forse chi fa il calendario non se ne rende conto, dalla poltrona è dura accorgersene. Il bilancio Champions è positivo, abbiamo fatto più vittorie che sconfitte, che è di ottimo livello. In campionato abbiamo l’obbligo di risalire la classifica.”

Come si torna in Europa nella prossima stagione?
“Mentre in Champions il potenziale ci consentiva questo, il campionato ci consente qualcosa in più di quanto fatto. E’ chiaro che ora dobbiamo concentrare tutte le forze per risalire posizioni.”

Questa partita cambia il futuro di Sarri alla Lazio?
“E’ una domanda da fare alla società, io ho ancora un contratto anche per la prossima stagione. Ma i contratti nel calcio lasciano il tempo che trovano. Che il ciclo si chiuda può essere, non abbiamo una squadra giovane. A fine anno ci sarà da far ripartire qualcosa”

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CHAMPIONS LEAGUE

Troppo Bayern, la Lazio saluta la Champions: doppietta di Kane, biancocelesti a testa alta all’Allianz

Finisce all’Allianz Arena l’avventura in Champions League della Lazio. Non basta la grande personalità mostrata nel primo tempo, fino al primo gol di Kane. I dettagli fanno la differenza, dicevano i protagonisti prima della partita e così è stato. Un gol sbagliato da Immobile e sul ribaltamento il vantaggio del Bayern. Poco da recriminare per l’atteggiamento, ma il colpo del KO, l’uno-due in poco meno di 10’ cambia l’inerzia della partita. Nella ripresa il Bayern concede ancora meno e trova il tris su un tiro di Sane deviato da Provedel, ma raccolto e trasformato in gol ancora da Kane.

Termina così la campagna europea della Lazio, che chiude da imbattuta all’Olimpico e con tante emozioni indelebili, come il gol di provveder contro l’Atletico, il colpo di testa last minute di Pedro a Glasgow e la vittoria memorabile dell’andata contro i campioni di Germania. La sensazione è che sia arrivata a toccare il proprio limite stasera. Un limite tecnico, un divario troppo importante per essere colmato nonostante un approccio perfetto alla gara. Adesso l’obbligo di rimettere in piedi il campionato e giocarsi le ultime chance di trofeo in Coppa Italia, nella doppia semifinale contro la Juventus.

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CHAMPIONS LEAGUE

Bayern-Lazio 3-0 (38′, 66′ Kane, 45′ Muller): cronaca e tabellino

Bayern-Lazio, gara valida per il ritorno degli ottavi di finale di Champions League. All’Allianz Arena i biancocelesti partono dal vantaggio di 1-0 raccolto nel match di andata, con la firma del capitano Ciro Immobile. Per la gara di ritorno Sarri ritrova Vecino e Zaccagni, entrambi dal 1′. C’è Pellegrini a sinistra, a comporre il reparto difensivo con Provedel, Marusic, Gila e Romagnoli. L’uuguagio in regia, con Guendouzi e Luis Alberto interni. In avanti, Felipe Anderson e Zaccagni accompagnano Immobile.

PRIMO TEMPO

5′ Sane sporca i guantoni di Provedel. Lazio attenta e pronta a ripartire negli spazi. Bayern pericoloso quando trova campo, provvidenziale la chiusura di Gila al 7′. Al 13′ secondo tentativo del Bayern dalla distanza: Provedel repsinge Musiala. Dopo qualche minuto di pressione dei bavaresi, la Lazio torna a mettere la testa fuori dall’area affidandosi al possesso palla. Personalità nell’approccio alla gara. 34′, Dier gira di testa, palla alta sopra la traversa. Al 38′ Kane porta in vantaggio i tendeschi. L’inglese intercetta il tocco di Guerreiro di testa. Poco prima, gigantesca palla gol per Immobile che non riesce a tuffarsi con il tempo giusto su un cross di Zaccagni. Al 45′ in pieno recupero raddoppia il Bayern con Muller, che devia un tiro da fuori di De Ligt.

SECONDO TEMPO

Si riparte senza cambi. 60′ Triplo cambio: Taty, Isaksen e Cataldi per Immobile, Zaccagni e Vecino. 66′ colpo partita, doppietta di Kane che raccoglie la respinta di Provedel e infila con un comodo tap-in. La Lazio perde fiducia e distanze in campo, il Bayern ora banchetta negli spazi. Palo di Muller al 71′. 75′ Pedro per Felipe Anderson. 80′ Kamada per Luis Alberto, ultimo cambio per Sarri. 88′ giallo per Cataldi. 94′ finisce qui. Lazio fuori dalla Champions per l’aggregato di 3-1 nel doppio confronto contro il Bayern Monaco.