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FORMELLO

Lazio, giorno di riposo prima del Nizza: Baroni prepara il turnover

Vittoria che vale un giorno di relax. La Lazio viandante si ferma per qualche ora prima di riprendere il suo cammino, che dal rigore di Firenze al 90′ ha consegnato una reazione nei risultati, con due vittorie e sei gol tra Amburgo e Torino.

Baroni riprenderà le sedute di allenamento da martedì per preparare la gara interna col Nizza di Europa League. Da capire quanto ruoterà la rosa. Sicuramente mancherà Noslin per squalifica, occasione per Tchaouna e Dele Bashiru, tra i migliori nella prima gara europea della stagione e impiegati col contagocce oggi (il nigeriano è rimasto fuori addirittura tutto il match).

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FORMELLO

FORMELLO – Niente stravolgimenti pre-derby: Sarri ne cambia 4

Le ultime da Formello, dove è andata in scena la seduta

Stravolgimenti no, turnover ragionato sì. E’ terminato l’ultimo allenamento romano della Lazio. La squadra è in procinto di raggiungere Alkmaar, dove domani sera (ore 21.00) affronterà l’AZ per il ritorno degli ottavi di finale di Conference League. In attesa della lista dei convocati, la sensazione è che Elseid Hysaj non partirà per l’Olanda. Lui e Immobile resteranno nella capitale. Le condizioni dell’albanese sono da valutare in ottica derby. Nella seduta mattutina, Sarri ha dovuto fare a meno anche di Radu. La scelta della formazione dovrebbe essere simile a quella vista a più riprese nelle competizioni europee in questa stagione.

I cambi rispetto alla formazione ‘tipo’ dovrebbero essere 3-4 senza stravolgimenti.

Un turnover nell’ordine dei 3-4 cambi. Maximiano difenderà i pali. Davanti a lui Lazzari, con Gila e Patric che si giocano una maglia da titolare. Patric è tornado ad allenarsi, a questo punto la scelta di Sarri verrà fatta sulle caratteristiche. Facile pensare che gli accoppiamenti potrebbero essere Patric-Casale o Gila-Romagnoli. E’ un piccolo rebus, in ogni caso uno fra Romagnoli e Casale schermerà Maximiano. A sinistra Marusic, che torna a disposizione dopo il turno di squalifica in Serie A. A centrocampo Marcos Antonio tornerà in regia. Cataldi non è al top. Luis Alberto dovrebbe partire dalla panchina, al suo posto Vecino, che non giocherà il derby. Milinkovic completerà la linea a 3. In avanti invece, ci potrebbe essere un’occasione per Cancellieri. Pedro dalla panchina, Felipe Anderson e Zaccagni completeranno il reparto.

Probabile formazione, 4-3-3: Maximiano; Lazzari, Gila, Romagnoli, Marusic; Milinkovic, Marcos Antonio, Vecino; Cancellieri, Felipe Anderson, Zaccagni.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “La Lazio ha incantato tutti, ora riflettori puntati sulla squadra di Sarri” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Dobbiamo capire la situazione di Luis Alberto. Se lo spagnolo si allena oggi credo che giovedì possa giocare. Ci sono delle valutazioni da fare, l’ammonizione di Milinkovic contro l’Atalanta che lo porta alla diffida potrebbe consigliare il tecnico ad utilizzarlo dall’inizio contro il Midtjylland e non con la Salernitana. Ma quella con i campani è una gara talmente importante che pensare a particolari calcoli domenica non è facile”

Incanto Lazio, ora dare seguito

Sarri dopo la grande gara di Bergamo ha subito spronato la squadra a non fermarsi, a non sottovalutare nessuno. Il segnale che la Lazio ha dato al campionato è davvero clamoroso. Tutti ne stanno parlando bene, tutti sono incantati e ci sono tanti riflettori puntati. Su quella prestazione devi costruire tutto il resto, almeno fino al mondiale in Qatar”.

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RASSEGNA STAMPA

La cura di Sarri: “Superate i vostri limiti o avrete rimorsi”

Superate le correnti gravitazionali, non dev’essere una parentesi. Via sbalzi d’umore e altri fallimenti. Solo così stavolta avrà effetto, la nuova cura Sarri. La Lazio torna a vincere e a convincere allo Zini, sale al quarto posto a 14 punti, ottiene il secondo successo consecutivo a ridosso degli impegni europei (novità rispetto agli anni passati), ma Maurizio non si fida della guarigione completa dei suoi uomini: «Non mi basta il riscatto con la Cremonese, voglio la consapevolezza degli errori commessi. Altrimenti verranno ripetuti». Subito dopo il tracollo contro il Midtjylland, il tecnico aveva pronunciato questo discorso all’interno degli spogliatoi: «Sono deluso perché dopo 14 mesi di lavoro, e dopo questo buon inizio, mi aspettavo di avervi fatto capire che, soltanto con l’applicazione e senza superficialità, si possono raggiungere grandi traguardi. Scopritelo adesso quanto siete forti: potete fare il salto di qualità superando i vostri limiti. Se darete sempre il 100%, non ci saranno più questi cali. Altrimenti vi rimarranno grandi rimorsi». Giovedì scorso lui stesso era talmente amareggiato da aver addirittura pensato alle dimissioni per non dare più alla squadra nessun alibi. Nei due giorni successivi, in ritiro a Piacenza, nessun confronto con i giocatori. Sarri gelido, muto, come un padre offeso coi propri figli. La nuova strategia stavolta ha toccato altri canali emotivi. Nessuna strigliata, l’allenatore ha lasciato che i giocatori si guardassero fra loro negli occhi e riguardassero loro stessi da spettatori: emblematica la visione intera dello scempio di Herning. Tutti si sono vergognati, in allenamento erano furiosi, soprattutto i leader Immobile e Milinkovic davanti ai tifosi. 

IL TURNOVER

Come quella di Battiato, la nuova cura di Sarri prevede il silenzio e la pazienza per eliminare i turbamenti che da oggi si incontreranno ancora nella via. Dal Molise Lotito ha già sposato la sua linea: «Questo problema di testa va risolto una volta per tutte, e Sarri resta, non va via». Bella la risposta di Cremona. Una Lazio sempre sul pezzo, concentrata in tutti i momenti cruciali della sfida. I 18 tiri della Cremonese non sortiscono nessun effetto perché i biancocelesti fanno i movimenti giusti e poi sfoggiano tutta la loro qualità. Tutti sono coinvolti in questa vittoria. Perché il nuovo metodo Sarri prevede molto più turnover con la panchina allargata: dopo 9 gare ufficiali, tutti sono partiti titolari almeno una volta. Solo i baby Cancellieri e Romero aspettano ancora una vera chance. 

I COMPLIMENTI

Specie quando gioca ogni tre giorni, è difficile reggere i ritmi forsennati di questo credo. Ma quando il calcio di Sarri è applicato in campo, dal fischio d’inizio sino al 90’, regala un secco 0-4. A fine incontro il giovane attaccante Zanimacchia (cantera Juve) si avvicina a Maurizio e gli sussurra all’orecchio: «Mister, che spettacolo le tue squadre. Se ti avessero dato tempo a Torino…». Chissà se oggi sotto la Mole rimpiangono l’allenatore dell’ultimo scudetto. Guai a commettere lo stesso errore alla Lazio. Sarri è la soluzione, bisogna dargli tempo e non dubitare della sua sinergia con questo gruppo. Pian piano farà entrare a tutti lo slogan «non mollare mai» nel cervello. E il germe rimarrà isolato. Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Sarri ribalta lo stereotipo: ora è trasformista

Ormai può cambiare tutto, Sarri è cambiato. In barba alle statistiche che lo volevano conservatore e dipendente da un unico blocco di 11 titolari (vedi il suo Napoli, in un report del Cies al primo posto), Maurizio riscopre il turnover alla Lazio, appena un anno dopo il suo sbarco. Si tratta di una svolta epocale rispetto al suo recente passato, se si escludono le parentesi al Chelsea e alla Juve, dove aveva però organici di tutt’altro calibro. La panchina allargata in estate da Lotito stavolta permette un altro atteggiamento: solo così si può davvero lottare su tre fronti, arrivare pian piano più lontano e trovare magari per la prima volta il terzo successo di seguito. Integralista nel modulo (4-3-3 indiscusso), Sarri rilancia un improvviso trasformismo. Le sue formazioni rivelano sorprese di continuo, così non ci sono più insostituibili o punti di riferimento per nessuno. Né per gli avversari né per il gruppo, tenuto sulle spine sino all’ultimo. Il tecnico infatti ormai consegna la distinta a poche ore dal fischio d’inizio, lo ha fatto addirittura sul pullman diretto all’Olimpico prima dei match di cartello. È anche un modo per tenere alta la tensione e la concentrazione di tutti all’interno di Formello. È una strategia studiata per eliminare i black out mentali dell’anno scorso, sta funzionando. Dalla vigilia di Ferragosto solo due volte Sarri non ha variato almeno un uomo titolare fra un incontro e un altro. Nelle ultime tre gare si è scatenato: tre cambi (Hysaj, Gila e Vecino) rispetto al Napoli contro il Feyenoord; sei (Lazzari, Casale, Patric, Milinkovic, Marcos Antonio e Basic) contro il Verona, tre giorni dopo.Diciannove elementi impiegati in pochi giorni, peraltro senza il secondo portiere Maximiano. Il Messaggero