Massimo Maccarone, ex attaccante dell’Empoli, a ‘NMM’: “Sarri ha avuto delle difficoltà, ma credo sia normale. Ha ereditato una squadra abituata a una filosofia di gioco completamente differente e questo – per forza di cose – ha rallentato il processo. Credo comunque, che in questa seconda parte di campionato ci possa essere un’evoluzione. Con Sarri si prendono pochi gol, non mi sorprende infatti che le maggiori difficoltà di apprendimento la Lazio le abbia riscontrate dietro, è proprio quello il reparto da tenere sott’occhio e su cui lavorare intensamente. Lazio-Empoli sarà una partita divertente: sono due squadre a cui piace giocare e nessuna delle due ha voglia di coprirsi e attendere. La ricerca spasmodica del gol, la voglia di aggredire la partita è il terreno comune. L’Empoli ha una fisionomia ben precisa e un’identità che la porta ad imporre il loro gioco senza paura e questo – a mio avviso – è il vero punto di forza. La Lazio non deve pensare che sia una passeggiata, non deve essere presuntuosa. Sarri in questo è una garanzia: riesce sempre a caricare i suoi ragazzi al meglio. Dall’eterno è difficile commentare alcuni cali di tensione da parte di un gruppo, non saprei spiegare le debacle contro Verona, Bologna o Napoli. Per certe cose bisognerebbe esser dentro lo spogliatoio. Lacune? Alla Lazio manca un playmaker di grande qualità. Jorginho, per intenderci. Difensivamente – come dicevo – con Sarri cambia il mondo e serve tempo per apprendere i nuovi dettami, il tempo è fondamentale. Io vicino alla Lazio? Sì, nel 2004, ma poi non se ne fece nulla. Mi offrirono un prestito, le condizioni erano difficili, ma avevo dato la mia parola al Parma”.
FRANCESCO PRATALI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900′: “L’Empoli è la vera sorpresa del campionato, frutto di un lavoro che non è solo di quest’anno ma di un progetto iniziato lo scorso anno con Dionisi. Dopo Sarri hanno cercato sempre allenatori con quell’idea di calcio, ognuno con le proprie idee ma con concetti simili. Hanno giovani importanti, c’è Asllani del 2002 che farà parlare molto. Ovviamente poi ci sono i Ricci, i Parisi, Bajrami che già si stanno facendo valere. Hanno qualità e la presunzione di giocare il proprio calcio a prescindere dall’avversario, non hanno paura. La Lazio? Se uno prende Sarri come tecnico deve fare un progetto triennale. Faccio sempre l’esempio del mio Empoli, dopo 9 giornate stava per essere esonerato. Capisco che in una piazza come la Lazio c’è meno tempo, ma Lotito e Tare sanno che ha bisogno di tempo per portare il suo modo di pensare. Una volta che i difensori, per esempio, riusciranno a capire cosa davvero vuole, faranno anche meno fatica. Ora per caratteristiche manca qualcosa in alcuni ruoli, penso al play-maker con un certo di tipo di qualità. Per il modo di vedere il calcio di Sarri, lì la Lazio è un po’ carente. Quel tipo di giocatori sono pochi e cari. Giovedì sarà dura per la Lazio, l’Empoli proverà a fare il proprio calcio e stessa cosa farà la Lazio. Ci saranno molte occasioni, per vincere contro la squadra di Andreazzoli serve la prestazione importante”
TOMMASO PARADISO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’: “Una volta il periodo del calciomercato era appassionante, adesso non è così. Ora sentiamo parlare più di indici di liquidità, siamo diventato promotori di nuove formule economiche applicate al calcio. Il mio sogno da tifoso malato di Lazio è quello di tenere i giocatori migliori e le riserve migliori, cercando di cedere i giocatori che non rientrano nel progetto. Penso alle voci di cessione di Lazzari o di altri giocatori forti. Lo scopo è quello di formare una rosa di 16-17 elementi dello stesso livello alto. Questa sarebbe l’apoteosi di un club che funziona, come ha fatto l’Atalanta. I nostri modelli sono questi, si può aggiungere il Napoli o la Fiorentina. se non hai qualcuno che fa relazione con gli altri e ti rinchiudi nel tuo castello, diventa difficile fare affari. Vorrei che la Lazio fosse il prototipo della società moderna che cresce costantemente. Invece, noi, ora siamo bloccati”.
MAURIZIO PISTOCCHI in collegamento a ‘QDL‘: “Insigne verso il Toronto? Sta ripetendo quello che ha fatto Giovinco qualche anno fa con un contratto molto importante. Sta facendo bene, scelta giusta al momento giusto. Alla fine della fiera conta quello che puoi fare per la tua famiglia anche dal punto di vista economico. E lo dice uno che per scelte professionali ha rinunciato a molti soldi. A distanza di tempo posso dire che è stata una scelta sbagliata. Vale la pena questa decisione. A Napoli è stato molto discusso, è molto difficile essere amati dove si è cresciuti. Tra l’altro il Napoli ha proposto una cifra molto inferiore rispetto a quella che percepisce in questo momento. Lui è un giocatore bravo ma che ha bisogno di un’organizzazione di squadra basata sulle sue qualità. Cosa che è avvenuto nel Napoli di Sarri dove i suoi movimenti erano ideali anche per le caratteristiche degli altri. Mercato Lazio? Nella Fiorentina c’è un giocatore come Amrabat che potrebbe migliorare il centrocampo di Sarri nella zona di Leiva e Cataldi. Per quanto riguarda l’attacco, l’affare lo fa chi prende Alvarez del River. Una punta importante con caratteristiche, però, non complementari a quelle di Immobile. Non credo che Lazzari non possa adattarsi alle richieste di Sarri, deve fare la fase difensiva in un certo modo con una fisicità diversa dalla sua. Lui è un ragazzo umile e disponibile, se ha voglia di imparare con Sarri può migliorare tanto. Se la Lazio riuscisse ad avere un terzino diverso, potrebbe utilizzarlo anche come esterno alto a destra”.
CHRISTIAN MANFREDINI in collegamento a ‘QDL‘: “Il 2021 è stato un anno bello per il calcio italiano. E’ cresciuto, ma siamo ancora lontani dai migliori club europei. Penso alla vittoria del Real Madrid contro l’Inter, in cui gli spagnoli hanno vinto 2-0 quasi con il minimo sforzo. Detto questo, ci sono tanti giocatori italiani che stanno crescendo, la strada è quella giusta per provare a colmare il gap. La strada intrapresa è quella di far giocare i più giovani, di avere fiducia in loro. Uno dei migliori nostri giocatori è Barella, la sua è stata una crescita esponenziale. Il girone di andata della Lazio? E’ arrivato un tecnico che insegna calcio e ha bisogno di tempo per trasmettere il proprio credo. Abbiamo visto degli alti e dei bassi, credo sia giusto dare una piena sufficienza aspettando che tutti possano assimilare i propri dettami e che il prossimo anno riesca a costruirsi la sua squadra ideale per imporsi”.
STEFANO MAURI in collegamento a ‘SVB‘: “Io credo che la società quando ha scelto Sarri ha messo in preventivo una stagione come quella che sta vivendo adesso di alti e bassi. Io credo che il tecnico abbia poco tempo per allenare visto che si allenano solo in tre giorni. Tra il riposo post partita e la preparazione per la sfida dopo c’è davvero poco tempo per lavorare. Credo che sia stato messo anche nelle mani di Sarri il destino di alcuni giocatori. Adesso sono passati quasi 6 mesi, a fine stagione Sarri avrà ben in mente quali di questi calciatori rispecchiano maggiormente il proprio gioco e quelli che hanno voglia di rimanere a Roma con l’intenzione di costruire una squadra forte in modo tale da essere anche in grado di ambire a traguardi importanti. Sarri in questo anno dovrà capire quali sono i giocatori più adatti al proprio gioco e quelli che magari che fanno fatica pe runa serie di motivi. Per questo che la società ha deciso di aspettare un anno e poi cercare nei prossimi anni di fare una squadra cucita al tecnico”. Credo che Sarri stia cercando in qualche modo di trovare il giusto equilibrio della squadra. Aldilà di Inzaghi che rispetto a Sarri hanno due modi diversi di giocare, gli equilibri nella Lazio non sono stati ancora trovati. In questo momento viene sacrificato Luis Alberto mentre quando lo vediamo che entra, a livello tecnico e di giocatore è uno che ti fa la differenza. Purtroppo Sarri vede che adesso la squadra ha pochi equilibri giocando sia con Milinkovic che con Luis. Deve sacrificarne uno dei due, e di questi è Luis Alberto. Ha sostituito anche Lucas Leiva con Cataldi e Basic al posto dello stesso centrocampista spagnolo per trovare più equilibri nella squadra. Qualche risultato in più l’ha ottenuto. Chiaro che tutti vorrebbero che giocasse Luis Alberto perché la qualità poi in campo ti cambia la partita e ti fa vincere”.
CRISTIAN BROCCHI in collegamento a ‘SVB‘: “Io vedo una Lazio che sta cercando di ingranare la mentalità e l’idea di gioco di un allenatore fortissimo. E’ normale che in giro di poco tempo si riesca a giocare un calcio al 100%. Io penso che ci sia stato un cambio proprio grande dalle richieste di Inzaghi a quelle di Sarri. Il tempo ci vuole, infatti la Lazio alterna grandissime prestazioni ad alcune difficili dove fai anche di più di quanto riesci ad ottenere. Fa parte di un percorso, di una crescita che la squadra deve avere. Sono convinto che questa sarà una squadra ci farà divertite come Sarri ci ha abituato a fare con le altre squadre. Quando vai ad allenare la Lazio sai già che avrai delle difficoltà e sai che non puoi risolvere o fare tutto proprio perché le settimane di allenamento sono poche. Dunque il tecnico dà una risposta all’esterno perché la devi dare ma sai che all’inizio dovrai affrontare un certo tipo di percorso perché fa parte di una crescita di conoscenze che la squadra deve avere e delle idee che deve immagazzinare. Non penso al fine ciclo, è sempre una questione di motivazioni e di vera voglia di volontà di stare in un posto e di indossare una maglia. Non esistono più le bandiere, al fine ciclo di credo poco, bisogna onorare la maglia. La Lazio è una delle poche società che ti dà occasioni per rimanere per diversi anni lì. Ci sono dei giocatori che sulle mie richieste fanno una fatica incredibile che non riescono ad immagazzinarle ed a tirarle fuori. Mentre con altri allenatori fanno delle cose migliori, e viceversa. La fortuna degli allenatori sono sicuramente i giocatori e lo stesso discorso vale per i calciatori. E’ un discorso di empatia. Il capire tutto non è presunzione, l’allenatore che ha una chiara idea in testa secondo me capisce subito tutto. Poi dopo deve capire se ci sono da parte del giocatore la possibilità e l’apertura di margini di rimanere in quella squadra, di indossare una maglia e di provarci. Io penso che se un allenatore vede – nonostante le difficoltà – un calciatore che si impegna al massimo, e cerca di migliorarsi, credo che non lo possa mai mettere in discussione. Può farlo quando il ragazzo dice ‘io sono questo, o mi prendi così o niente. Il giocatore deve mettersi sempre a disposizione di tutti”.
GIAMPIERO VENTURA in collegamento a ‘QDL‘: “E’ un campionato godibile, non ci sono certezze assolute, dopo tanti anni di egemonia c’è grande incertezza. Sul piano del gioco Fiorentina, Empoli e Verona sono delle sorprese positive, mentre Cagliari e Genoa sono le squadre che più stanno deludendo. Tra Lazio e Roma c’è una leggera differenza, la squadra di Sarri merita un po’ di comprensione. Dopo anni in cui hanno giocato sempre in un modo, è arrivato un passaggio epocale. L’andata è già finita, ma non ci si poteva aspettare molto di più. La Roma ha vinto una grande gara a Bergamo, ma deve avere il rammarico di qualche punto lasciato per strada. Entrambe sono nella normalità, possibile raggiungere un posto in Europa facendo meglio di quanto fatto fino ad oggi. Per quanto riguarda la qualità del gioco, ora tutti vogliono partire dal basso, è un tentativo comune a parte Torino, Verona ed Atalanta. C’è chi ha giocatori che possono farlo ed altri no, vedi la rete incassata dal Sassuolo contro il Bologna. Il tentativo è quello di coinvolgere tutti quanti, a volte è piacevole, altre è dannoso. Play-off Italia? Mi auguro con tutto il bene del mondo che la nazionale possa andare al mondiale. Ora viene visto tutto in negativo, ma abbiamo avuto la possibilità di andare direttamente. Ci sono i presupposti per farcela, farò il tifo per gli azzurri. La scelta di lasciare il calcio? La Nazionale non c’entra nulla, per fortuna ho fatto questo lavoro che mi ha dato tanta gioia per 37 anni. Ho fatto il lavoro che amavo, ora mi riconosco meno in quello che sta avvenendo in questo ultimo periodo e voglio godermi di più la mia famiglia. La Salernitana? La scelsi per riconoscenza nei confronti del presidente (Lotito, ndr). Mi auguro di aver contribuito alla costruzione della squadra”
SEBASTIANO SIVIGLIA ora in collegamento a ‘QDL‘: “Nella Lazio c’è qualcosa che non va come dovrebbe, ma in una stagione di cambiamento come questa, ci può stare questa discontinuità. C’è un insieme di fattori che preannunciano un cambiamento che sta influendo anche sulla capacità dei giocatori di recepire quello che chiede Sarri. Chi non riesce o non vuole calarsi in questa nuova parte può anche guardarsi intorno. E’ il momento di trovare soluzioni, di capire il momento, poi a fine stagione si potranno tirare le somme. E’ un momento di transizione, bisogna essere bravi a tenere la testa bassa, a lavorare evitando contrasti controproducenti. E’ normale che si devono creare dei rapporti, delle alchimie, qualcuno forse resta ancora ancorato a quello che era prima”. Caso Salernitana: “Se la Salernitana dovesse essere esclusa dalla Serie A in corso d’opera sarebbe come falsare il campionato. Quello della cessione del club doveva essere un nodo da sciogliere prima. Perderebbe di credibilità il nostro calcio in questo modo, la cosa giusta è quella di terminare il campionato con 20 squadre”.
RENZO GARLASCHELLI in collegamento a ‘QDL‘: “La Lazio balbetta, difficile dire le motivazioni. Ha perso troppe gare, Sarri deve mettere apposto un po’ la situazione. Mi è piaciuta poche volte, mi aspettavo altro. Dicono che sia una questione di tempo, aspettiamo. Non ho seguo la vicenda della cena di Natale, mi chiedo solo se comandano i giocatori o il presidente. Probabilmente si è creato qualcosa nello spogliatoio o comunque nei rapporti. Non so chi è il colpevole, probabilmente i giocatori non seguono Sarri”
SERGIO PETRELLI in collegamento a ‘QDL‘: “Non si vede un gioco fluido, la Lazio di Sarri è una squadra che solo raramente fa buone partite. Forse negli ultimi anni c’era maggiore unione. Quando si cambia allenatore di solito le cose poi vanno meglio, invece la vedo giocare e mi sembra una squadra anche un po’ molle. Ho sentito quanto avvenuto prima del discorso di Lotito nella cena di Natale, ragazzi che prendono e se ne vanno mi lascia un po’ interdetto. Lazzari? E’ un giocatore moderno, ha velocità, arriva sul fondo, ma spesso sono palle sprecate se non c’è nessuno che poi le raccoglie”