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Tasto resest, l’Europa per un Maxi rilancio…

Tasto reset, si ricomincia. Luis Maximiano pronto a prendersi il posto da titolare in Europa League contro il Feyenoord. La decisione finale spetta a Sarri, ma per il portoghese potrebbe esserci l’occasione del rilancio dopo l’esordio da incubo alla prima di campionato contro il Bologna. Dopo appena cinque minuti prende il pallone con le mani fuori dall’area: rosso e addio titolarità, tocca a Provedel. L’italiano ha risposto con grandi parate, in Serie A il titolare è lui. Gerarchie fatte.

Il lavoro di Maximiano

In silenzio, a testa bassa, lavora a Formello in attesa di un’altra occasione. Luis è fatto così: zero post social, niente interviste, solo sudore. Circondato dall’amore della sua famiglia (prima dell’esordio con la Lazio è diventato papà), aspetta il momento giusto. Dopo quel maledetto errore del 14 agosto, ecco la chance in Europa League per riprendersi la scena. Il classe ’99 è pronto, vuole stupire in positivo e dimostrare tutte le qualità. Sarri riflette, con il Feyenoord è la prima partita utile per il rilancio del portiere. Corriere dello Sport

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Cataldi, la squalifica lo conferma in Europa. Pedro sempre con problemi, attacco verso la conferma

Dagli arbitri al Giudice sportivo, continuano gli smacchi alla Lazio. Ieri a Cataldi è arrivata la squalifica dal Giudice sportivo dopo una segnalazione degli ispettori della Procura federale. La squalifica è arrivata per aver pronunciato un’espressione blasfema prima di entrare negli spogliatoi. Il calciatore si professa innocente, si potrà fare ricorso ma non d’urgenza perché non è evocabile per squalifiche di una sola giornata. Inoltre deve scontarla domenica contro il Verona e i tempi giudiziari, dunque, sono stretti.

Lo stop forzato, quindi, ha aiutato Sarri con le scelte a centrocampo. Domani con il Feyenoord giocherà di nuovo Cataldi, invece con il Verona sarà il turno di Marcos Antonio o di Vecino.  Oltre a Cataldi si sono fermati momentaneamente anche Pedro e Cancellieri, che ieri non si sono alleanati ma sembrano recuperabili. Sarri, dunque, confermerà Immobile accompagnato da Zaccagni e Felipe Anderson. In porta potrebbe tornare Maximiano e in difesa potrebbe essere il turno di Casale o Gila accanto a Patric. I terzini nelle prove erano Hysaj e Marusic, che si è allenato con una benda in testa. Milinkovic potrebbe riposare, dunque accanto a Cataldi ci sarebbero Vecino e Luis Alberto.

Corriere dello Sport 

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La Lazio con Immobile. E Sarri in Europa non ci rinuncia

Toglietemi tutto, ma non il mio Ciro. Sembra un vecchio spot di un orologio, ora è il motto dei tifosi e di Sarri alla Lazio. Bomber, dirigente, capitano, Immobile non si tocca nemmeno quando è sotto tono (appena due gol in cinque giornate di campionato) ed è reduce da una prestazione opaca col Napoli, condita da un misero tiro nello specchio. La Scarpa d’oro fa notizia quando segna a singhiozzo, figuriamoci quando c’è un conto – nemmeno in sospeso – col Fisco: «L’importo richiesto era stato già bonificato prima della pubblicazione della sentenza della Cassazione. Con affetto», scrive Ciro su Instagram, con la foto del versamento datato 24 febbraio. Una risposta relativa alla condanna del centravanti per l’evasione dell’Irpef nel 2012, ai tempi della sua cessione dalla Juventus al Genoa, nello specifico. Sono passati 10 anni, non c’entra nulla Lazio, che si schiera però al suo fianco. Immobile è il simbolo e il futuro: ha messo radici nella capitale, vuole aprire un circolo quando appenderà gli scarpini al chiodo, martedì ha cercato di accelerare le pratiche con l’assessore Onorato in Campidoglio. Non ha intenzione di farsi sporcare il curriculum sportivo.


DILEMMI D’EUROPA


Tutti alla fine ci hanno scherzato su ieri a Formello alla ripresa, sono molto più infastiditi dai richiami di un’altra giustizia. Su Sarri lunedì è stato aperto un fascicolo d’ufficio dalla Procura – stavolta federale – per le accuse rivolte gli arbitri nell’ultima giornata. Su Twitter impazza l’hastag #iostoconsarri, i tifosi vogliono dedicargli all’Olimpico uno striscione per dimostrare la loro vicinanza, ma il tecnico adesso non ci pensa. Nel giorno di riposo a Castelfranco, ha riflettuto piuttosto su come comportarsi all’esordio in Europa: è vero che la squadra avrebbe bisogno di turnover, c’è un po’ di stanchezza, ma il Feyenoord è l’avversario più tosto del girone, e batterlo in casa (13mila biglietti venduti) spianerebbe subito la strada in discesa. Sarri ha comunque deciso di rilanciare Maximiano in porta, con Patric e Marusic (Radu ha l’influenza), Gila e Hysaj in difesa. Cataldi giocherà, Vecino e Basic pronti a sostituire Milinkovic e Luis Alberto in mediana.


UN ALTRO RECORD


Davanti Felipe Anderson e Zaccagni sembrano una scelta obbligata. Perché Pedro è di nuovo out, Cancellieri non è al top, ma oggi tornerà. Non avrebbe comunque debuttato dall’inizio come prima punta. È vero, Sarri lo ha provato tutta l’estate da vice-Ciro, ma poi a Immobile non ci rinuncia. È il motivo per cui non è stato preso un autentico attaccante di scorta, nonostante i 32 anni del bomber avrebbero spinto verso questa scelta. Solo Caputo ha avuto davvero una chance. Poi la strategia condivisa dall’allenatore, Immobile e la società, è stata quella di far crescere un baby jolly per ritrovarselo maturo quando sarà. Adesso Ciro stringe i denti, non molla. Vuole riscattare l’ultima prova, vuole diventare il re indiscusso di Coppa: 20 reti in 30 partite tra Europa League e Champions, appena 2.174’ in campo eppure già in vetta alla classifica. Domani sera Ciro punta a staccare il suo ex allenatore Simone Inzaghi – anche lui arrivato a quota 20 timbri – e a laurearsi miglior marcatore europeo della Lazio nella storia. In famiglia sono scaramantici, sapevano che col Napoli sarebbe rimasto a bocca asciutta: «I premi nel pre-gara non gli portano fortuna». La Coppa è un’altra tavola, l’astinenza diventa linfa, Immobile ha ancora più fame sotto porta. Il Messaggero

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Difesa stabilizzata, ora Sarri deve ritrovare il suo attacco

Può capitare che per sistemare il lato debole si possa perdere di vista quello forte? Sembra essere proprio questa la situazione in casa Lazio. Se pronti via la difesa nonostante il ko contro il Napoli ha dato segnali positivi e giunti alla quinta giornata ha subito due gol in meno rispetto alla scorsa stagione (5 anziché 7), non si può dire lo stesso della fase offensiva. Rispetto al 2021/22 il conto dei palloni finiti nella porta avversaria è magro: 7 a 12. Il secondo miglior attacco della passata stagione con 77 centri, al momento viaggia praticamente alla metà della velocità. Si fa un errore però se si pensa che Sarri e il suo staff si siano soffermati troppo sulla tattica difensiva.

Fin dal ritiro di Auronzo di Cadore i due reparti si sono alternati nelle varie sedute, a dimostrazione che il focus sull’attacco è sempre rimasto vivo. Eppure i numeri non lo confermano. Che la manovra biancoceleste abbia subito una brusca frenata lo dimostrano anche i tiri effettuati: solo 48 (9,6 a partita), il dato peggiore tra le cosiddette “sette sorelle”. Un’anomalia per una squadra abituata a una media di due gol a gara. Il Napoli appena affrontato, doppia i biancocelesti con 98 conclusioni, 19 di que- ste scagliate verso Provedel all’Olimpico.

Sarri si è accorto dei passi indietro e anche per questo motivo negli ultimi due confronti con Samp e partenopei ha scelto la qualità di Luis Alberto anziché la sostanza di Vecino a centrocampo. È questo il grande dilemma di inizio stagione, ma le due occasioni per lo spagnolo non hanno portato i frutti sperati visto il solo punto e un gol segnato. Nonostante la possibilità di affidarsi all’estro del numero 10, la Lazio è rimasta comunque fedele all’atteggiamento più guardingo di questo inizio 2022/23 e se c’è solo da difendere il Mago va in difficoltà, chiedere ad Anguissa e Lozano per conferma. A influire sul suo utilizzo alterno c’è anche un cambiamento di fondo nello stile di gioco: Sarri non predilige più il possesso palla. Con 26’ e 3’’ solo l’Atalanta con 23’ e 35’’ fa peggio della Lazio, ma la Dea a differenza del club capitolino ha sempre fatto della profondità e dell’attacco allo spazio i suoi punti di forza.

L’evoluzione dei biancocelesti passa invece dalle caratteristiche di Immobile, meno portato al fraseggio, ma mortifero in velocità. Troppo importante Ciro per gli equilibri della squadra e per questo i soli due gol segnati finora pesano tanto (lo scorso anno era già a 6). A discolpa del capitano biancoceleste però va detto che l’impegno c’è sempre e a mancare sono i rifornimenti: o arriva palla dall’amico Milinkovic (già due assist per il numero 17), oppure sono dolori. Resta comunque lui il bomber principale, con Felipe Anderson, Zaccagni, Luis Alberto e Pedro tutti con un gol segnato. Il Messaggero

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Marcos Antonio, l’adattamento davanti la difesa è complicato

Doveva sostituire Leiva. L’ha scelto Sarri, convinto da De Zerbi: 7,5 milioni allo Shakhtar più 2 di bonus. In cinque giornate di campionato ha giocato appena 52 minuti. Tre ingressi in corsa, neppure fortunato l’ultimo a Marassi: da un suo doppio errore (passaggio sbagliato e movimento successivo non corretto, aprendo un’autostrada a Rincon) è nato il pareggio della Samp. Sabato, con il Napoli, non è entrato. Solo panchina. Per sostituire Cataldi, Sarri ha preferito Vecino, virando negli ultimi minuti verso il 4-2-3-1 con Milinkovic più vicino a Immobile. Ecco la notizia: Marcos Antonio non è sicuro di giocare giovedì al debutto in Europa League con il Feyenoord. Mai titolare e ora in ballottaggio con il centrocampista uruguaiano. Mau deciderà anche in base all’assetto degli olandesi, abituati al modulo ibrido di Arne Slot: 4-2-1-3 con il trequartista piazzato in zona centrale. Non è detto che non scelga il brasiliano, in ogni caso solo l’incertezza è un caso. Era, anzi doveva essere, il principale rinforzo estivo della Lazio con Romagnoli.

La posizione di Marcos Antonio

Ora sarebbe sbagliato discutere il valore di Marcos Antonio, le cui qualità tecniche e di palleggio sono apparse nitide e riconoscibili dalle prime amichevoli e anche nella mezz’ora con i blucerchiati, almeno sino all’errore decisivo. Si può ragionare sulla collocazione tattica e ci si può chiedere, in attesa che risponda il campo, se per caso non sia stata sbagliata la posizione per cui è stato preso. Non è solo leggero dal punto di vista fisico. Adattamento complicato a un ruolo in cui servono anche altre caratteristiche, in primis il senso della posizione e l’ordine tattico richiesto nel sistema di Sarri. Si sapeva che Cataldi, più inserito nel gioco e 19 volte su 38 titolare nello scorso campionato, avrebbe cominciato la stagione davanti. Non era preventivabile che Marcos Antonio faticasse così tanto. Un passaggio si può sbagliare. L’errore di concetto e di posizione, dopo essersi liberato della palla, hanno colpito in negativo nell’azione che ha portato al pari di Gabbiadini. Il brasiliano si è spostato dietro Milinkovic. Lo aveva già fatto in precedenza, richiamato proprio dal serbo, che lo aveva visto sbucare all’improvviso. Si muove tanto. E’ dinamico, diverso dal regista classico. Deve ancora capire il calcio della Lazio, non solo della Serie A.

Investimento sul futuro

De Zerbi aveva garantito sulle sue capacità. Sarri ci ha puntato e bisognerà aspettarlo, come è successo per tanti altri celebrati giocatori della Lazio, a partire da Luis Alberto. Dunque, sia chiaro. Nessuno mette in dubbio Marcos Antonio. E’ un fatto, però, che non stia giocando. Nello Shakhtar non si muoveva da vertice basso del centrocampo, ma era uno dei due mediani. Ha fatto in prevalenza l’interno, ha giocato anche da trequartista. Ricorda Maxime Lopez, il play del Sassuolo, per fisicità e caratteristiche tecniche. E’ un investimento sul futuro e Leiva dal Brasile gli ha dato la benedizione. L’ulteriore handicap, nel processo di inserimento, è l’abbinamento con Luis Alberto e Milinkovic, altri due fantasisti. Un terzetto forse insostenibile. “Vedremo sul campo, anche a costo di prenderci qualche rischio” ha spiegato Sarri. Certo con il Feyenoord, al debutto nel girone, non si può sbagliare. E il tecnico potrebbe anche giocare con Vecino in copertura e Marcos Antonio nel ruolo di mezzala. Le soluzioni, volendo, si trovano. 

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Turn over e debutti, in Europa iniziano le rotazioni

Giovedì la Lazio sarà impegnata nel primo impegno europeo della stagione: i biancocelesti affronteranno in casa, alle ore 21.00, il Feyenoord. Stando a quanto riporta La Gazzetta dello Sport, il tecnico Sarriopterà per un ampio turnover: contro gli olandesi infatti ci potrebbero essere novità e spazio quindi a chi in queste prime cinque giornate di campionato si è visto poco, o niente, in campo. Tra i pali dovrebbe esserci Maximiano; in difesa confermati Lazzari e Patric, con Casale ed Hysaj; possibile panchina per Milinkovic, al suo posto Basic con Marcos Antonioin regia e Vecino, o Luis Alberto, sulla sinistra; in avanti Cancellieri al posto di Felipe Anderson. Dopo il giorno di riposo concesso ieri dall’allenatore, oggi la squadra si ritroverà a Formello per il lavoro in vista della prima giornata di Europa League.laziopress.it

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Con il Feyenoord parte la campagna europea: partire bene e dare spazio anche agli “altri”, gli obiettivi di Sarri

Giovedì alle ore 21, inizierà l’Europa League della Lazio. Arriva a Roma il Feyenoord. Il calendario fitto impone rotazioni di formazione, per alcuni l’impegno europeo può rappresentare l’occasione per mettersi in mostra e rilanciare la propria candidatura. Va bene risparmiare alcuni big, ma la scorsa stagione deve servire da lezione: il ko con il Galatasaray, affrontato all’esordio in trasferta, finì per condizionare il girone chiuso poi al secondo posto proprio dietro ai turchi. Riposerà almeno uno tra Patric e RomagnoliGila e Casale scalpitano per una chance dall’inizio. Per l’ex Verona sarebbe la prima ufficiale in maglia biancoceleste. Sulle fasce maglia in arrivo per Hysaj, entrato in corsa con il Napoli e adesso pronto a dare il cambio a Lazzari o Marusic. Anche Radu spera, finora non è mai stato impiegato. L’avvicendamento, salvo sorprese, ci sarà tra i pali. Provedel tornerà con il Verona, Maximiano prepara il riscatto dopo l’errore commesso il 14 agosto contro il Bologna. Parecchi dubbi invece a centrocampo: Marcos Antonio e Basic, finora i meno utilizzati del reparto, potrebbero partire dal primo minuto insieme a uno tra Luis Alberto e VecinoMilinkovic è destinato alla panchina. Davanti dipende dalle condizioni di Pedro, rientrato in extremis tra i convocati di sabato per un problema alla caviglia. Le prove tattiche scatteranno domani, scalpita anche Cancellieri per una chance dal 1′.

Il Tempo

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Lazio nel mirino degli arbitri, il dato sui cartellini

Sarri concede un giorno e mezzo di riposo, domani la ripresa. Da sottolineare la grande prestazione di Provedel con il Napoli che tiene a galla i biancocelesti a più riprese. La vittoria del Napoli è meritata, ma spesso gli episodi possono fare la differenza. La spinta a Luis Alberto sul pareggio di Kim, considerata da Sozza regolare, eppure molto simile a quella di Petagna, al quale era stato annullato un gol – proprio contro il Napoli – al Monza. Ancor di più il rigore non concesso a Lazzarisulla gomitata di Mario Rui, senza nemmeno il consulto né l’intervento del Var. Sarri non ci sta e denuncia un retroscena: «Stiamo sui cogli… agli arbitri, è palese, e ce lo dicono pure nel sottopassaggio dopo Bologna: “Vi siete comportati male e questa è la conseguenza”». L’allusione del tecnico è a una frase che sarebbe stata pronunciata da Piccinini a Torino e poi da Valeri nell’incontro del 22 agosto a Formello, dopo le proteste del Comandante e dei suoi uomini alla prima giornata: «Pagate quello che avete fatto in casa». Ovviamente, smentiscono i vertici dell’Aia, orgogliosi della direzione di Sozza e infastiditi dalle esternazioni dell’allenatore biancoceleste. Diventa inquietante il dato dei cartellini ai nastri di partenza. E fa scattare la rabbia di Sarri, polemico sì, ma non certo ingenuo a tal punto da spingersi a farsi deferire (oggi la Procura aprirà un’inchiesta) per la sua accusa, se non per paura di un trend che rischia di compromettere l’annata. La Lazio, in queste prime cinque giornate, ha commesso 50 falli e conta 15 ammonizioni sinora. Alla squadra di Sarri vengono fischiati mediamente 10 falli a match e riceve tre cartellini a incontro. Impietoso il confronto con le altre big del campionato. L’Inter, ad esempio, ha 58 infrazioni, 8 gialli, uno ogni 7,25 falli, con una media di 1,6 ammonizioni a gara. La Lazio, quindi, numeri alla mano, per gli arbitri è la formazione più cattiva tra le big nel rapporto fra falli commessi e ammonizioni ricevute. Le squadre che hanno giocato contro i biancocelesti, nelle prime cinque giornate, hanno accumulato 66 falli e subito solo 7 ammonizioni, quindi un giallo ogni 9,4 violazioni. Clamorosa la disparità con quanto invece accade ai biancocelesti. I numeri diventano inquietanti, dopo Lazio-Bologna: gli uomini di Sarri hanno ricevuto 47 falli, con un solo giallo sbandierato a un avversario (Brozovic in Lazio-Inter, all’83’ per proteste), quindi mediamente la Lazio subisce 11,75 scorrettezze a partita, a fronte di 0,25 cartellini mostrati dai direttori agli avversari.

Il Messaggero

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Immobile-Osimhen, la notte dei bomber

“Immobile-Osimhen: notte da bomber tra Lazio e Napoli stasera all’Olimpico” è il titolo nel taglio alto della prima pagina de Il Messaggero sulla partita tra Lazio e Napoli che vedrà di fronte Immobile e Osimhen. La Lazio sogna un’altra serata magica con i due bomber che promettono gol e tanto spettacolo. Contro la Sampdoria non è bastato Immobile che ha segnato sette reti nelle ultime dieci sfide ai partenopei. Con ogni probabilità Pedro andrà in panchina. Luis Alberto e Vecino sono in ballottaggio, mentre Spalletti rilancia Victor e la sorpresa Kvaratskhelia.

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Sarri contro Spalletti, serve il cambio di tendenza. Romagnoli ok, Pedro in dubbio

Per Maurizio Sarri non sarà mai una partita come le altre. Il Napoli è l’esperienza in cui più di ogni altra è riuscito a esprimere il suo calcio. L’espressione massima di quel Sarrismo finito poi sulla Treccani. Stasera all’Olimpico la sua Lazio affronterà la squadra di Spalletti. Serve un cambio di tendenza rispetto agli anni scorsi, in cui la Lazio ha sempre sofferto molto contro il Napoli. Anche perché poi giovedì 8 settembre inizieranno gli impegni di Europa League. Il calendario inizia a essere affollato, perdere il minor numero di punti possibili è importante. Spettacolo assicurato quando si tratta dell’incrocio tra Sarri e Spalletti. Oggi un nuovo capitolo, con Sarri che spera di invertire il trend dei precedenti fino a questo momento. L’apporto dei tifosi della Lazio è sempre importante, come confermato tramite un comunicato degli Ultras Lazio«Insieme a te Camminerem! Una stagione iniziata sotto i migliori auspici con una curva maestosa sempre al fianco della nostra Lazio. Sabato ci aspetta subito un’altra battaglia. Per la partita contro il Napoli invitiamo tutti i tifosi a colorare la Nord, indossando una maglietta biancoceleste, portando con sé una bandiera e una sciarpa. La curva dovrà essere un muro colorato solo con i nostri vessilli. Perché la fede… sposta le montagne. Avanti Lazio, avanti curva nord». Finora sono stati staccati quasi 10.000 tagliandi, che si vanno ad aggiungere ai 24.917 abbonati. Ci sarà Romagnoli, uscito prima del termine della gara con la Samp per un indurimento muscolare, ma voleva esserci a tutti i costi per il big match. Vecino è il maggior indiziato per una maglia da titolare al fianco di Milinkovic e Cataldi. Ieri Pedro non si è allenato con il resto del gruppo, ma può essere convocato.

Il Tempo