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Niente terzino, una Lazio più snella. Entro mezzanotte le liste: Kamenovic rischia in Europa

Niente terzino sinistro, le speranze last minute di Sarri si sono dissolte ieri. L’unica new entry, settore Primavera, riguarda il tesseramento di Saná Eusebio Mango Fernandes, conosciuto come Saná, ala sinistra classe 2006, lo aveva scelto il diesse Tare prima della rivoluzione imposta da Lotito e che ha portato Fabiani a capo della baby Lazio. Saná faceva parte della cantera dello Sporting Lisbona, era senza contratto da professionista. Da settimane si allena con Sanderra.  

26 addii per la Lazio

Otto cessioni chiuse, è il conto dell’ultimo giorno di mercato. In tutto, da giugno in poi, la Lazio ha salutato o si è “liberata” di 26 giocatori (tra addii in prestito, a parametro zero e cessioni definitive). La maxicura dimagrante imposta da Lotito per alleggerire la rosa (e il libro paga, per quanto possibile essendo arrivati 8 giocatori) si è conclusa con cifre record. Alla fine è partito anche Acerbi, dopo che Zhang s’è convinto ad accontentare Inzaghi. Ha dato il via libera a Marotta e Ausilio, martedì glielo aveva negato. La Lazio ha comunicato la cessione del centrale «temporaneamente sino al 30 giugno 2023». L’Inter «ha un diritto di opzione per l’acquisizione a titolo definitivo delle prestazioni sportive del suddetto calciatore», è stato scritto nel comunicato. L’opzione (4 milioni) è libera, non è legata a presenze. Ha lasciato la Lazio anche Akpa Akpro, dopo aver rifiutato per giorni Lecce, Parma e Reggina. E’ stato vicino alla Cremonese, nel pomeriggio di ieri ha detto sì all’Empoli (prestito secco). Sono usciti anche Sofian Kiyine, oggi le visite al Leuven, è stato ceduto a titolo definitivo, frutta 2 milioni. Anche Patryk Dziczek (Piast Gliwice) è partito a titolo definitivo così come Djavan Anderson (Oxford United). Non ci sono guadagni immediati, gli incassi sono legati a percentuali di future rivendite o a premi. Ha salutato Durmisi (Leganes), lui si libererà a giugno, alla scadenza del prestito, era in scadenza con la Lazio. E’ uscito Alessandro Rossi (prestito al Monterosi), è stato registrato anche il trasferimento di Biagio Morrone alla Recanatese (definitivo). L’unico a non trovare sistemazione è stato Fares, reduce dall’infortunio di Torino, era invendibile non essendo ancora pronto. Si tenterà di piazzarlo a gennaio.

Le liste di Sarri

Entro mezzanotte la Lazio dovrà comunicare la lista per il campionato e la lista Uefa. In serie A il terzo portiere potrà essere Adamonis, classe 1997. In Europa no, avrebbe bruciato un posto tra gli over. Al suo posto, dietro Provedel e Maximiano, ci sarà il baby Magro della Primavera, classe 2005. Balla il nome di Kamenovic, è stato vicino alla cessione in prestito. E’ rimasto. E’ a rischio taglio in Europa. Corriere dello Sport

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Otto arrivi, ringiovanimento e la permanenza di Milinkovic. Saldo acquisti-cessioni: – 33 milioni

Un mercato come non si vedeva da tempo. La sessione estiva della Lazio si chiude con otto acquisti. Sono stati spesi 47,5 milioni (parte relativa agli eventuali bonus) e incassati 14,3 milioni. I primi ad aggregarsi al gruppo sono stati CancellieriMarcos Antonio e Casale, seguiti poi da Maximiano, Gila e Romagnoli. A chiudere la lista Vecino e Provedel. La squadra si è rinforzata in tutti i ruoli, proprio come richiesto dal tecnico, peccato per l’ultimo tassello. Quel terzino sinistro che Sarriavrebbe voluto, ma che per un motivo o per un altro non è riuscito a ricevere. Nell’ultimo giorno a disposizione la Lazio ha concluso l’operazione di Acerbi in prestito all’Inter. Tra cessioni e giocatori andati via a parametro zero, la società ha risparmiato ben 16,7 milioni di euro. La lista è lunga: si inizia con i portieri Strakosha e Reina(entrambi svincolati), così come Luiz Felipe, Leiva e Lukaku. Per non parlare degli addii di Muriqi(Maiorca) e Vavro (Copenaghen), senza dimenticare i prestiti di Escalante (Cremonese), Akpa-Akpro(Empoli), Raul Moro (Ternana), Jony (Sporting Gijon), Durmisi (Leganes), i due milioni presi dal Leuven per Kijine. Poi un gran numero di operazioni collaterali che riguardano ex calciatori della Primavera, girati a società di livello inferiore. In molti davano quasi per scontata la cessione di Milinkovic, rimasto a Roma per mancanza di offerte ritenute all’altezza da parte del patron Lotito. Nel corso delle settimane è emerso e rientrato nel giro di pochi giorni l’ennesimo caso Luis AlbertoRomagnoli mercoledì è uscito in tempo nella trasferta di Marassi, scongiurando l’infortunio. Sarà a disposizione per il match di domani con il Napoli. Così come Felipe Anderson, che ha dovuto mettersi cinque punti di sutura dopo lo scontro con Sabiri. A meno di un ricorso al mercato degli svincolati, la rosa della Lazio è completa. Ora toccherà a Sarri e alla squadra.

Il Tempo

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Beffata ma migliorata, Sarri alla squadra: “Arrabbiati per il riscatto!”

Il finale torna amaro, la morale stavolta serva da insegnamento. Mai più guardarsi allo specchio. La Lazio disperde i primi due punti a Marassi nel recupero ed è un pessimo presagio. Perché era già successo quattro volte anche l’anno scorso: addirittura sei punti gettati al vento nei supplementari in campionato fra Atalanta (2-2, De Roon), Udinese (4-4, Arslan), Milan (1-2, Tonali) e Napoli (1-2, Fabin Ruiz), il prossimo avversario. Sarri rimane soddisfatto dell’approccio e dello show contro la Samp, giusto. Ma l’1-1 sul gong di Gabbiadini aumenta il rammarico, fa salire il veleno. Nessuna strigliata ieri a Formello, il tecnico punta piuttosto a convogliare la rabbia dell’ultima beffa sul big match di domani sera all’Olimpico: «Dovete essere incazzati. Riscattiamoci subito». La Lazio è rientrata mercoledì notte in charter a Roma, ieri mattina l’immediata ripresa nel centro sportivo. Ora è inutile piangere sul latte versato, piuttosto non deve piovere sul bagnato. E per fortuna sale l’ottimismo sia per il flessore indurito di Romagnoli sia per il taglio alla caviglia di Felipe Anderson. Tutti vogliono stringere i denti come Pedro, resuscitato nonostante le caviglie immobilizzate per scongiurare il peggio. Anche Hysaj è già tornato, ma il retroscena è che si trascina dietro da sei mesi una micro-frattura al costato: il dolore si è riacutizzato dopo uno stop di petto.

MIGLIORAMENTO

Incerottata, ma con un spirito diverso. Al di là dei peccati di vanità e cattiveria, anche sotto la Lanterna la Lazio ha mostrato l’evoluzione del Sarrismo. C’è una solidità diversa rispetto al passato, migliora il gioco, sale il baricentro. Anche se alcuni nuovi rinforzi devono integrasi ancora meglio (specie Gila e Marcos Antonio) e il palleggio deve diventare meno sterile a favore di un maggior cinismo. I gol realizzati sono la metà dell’anno scorso (6 a 11), ma adesso anche le reti subite (3 a 6), perché c’è più equilibrio davanti e dietro. Dopo quattro gare, i biancocelesti sono imbattuti e hanno comunque un punto in più dell’anno scorso (8 a 7), come non accadeva dalla stagione 2017/18. Anche allora alla quinta giornata era in programma Lazio-Napoli, i ragazzi di Inzaghi incapparono in un brusco ko. Stavolta no, stavolta Sarri vuole invertire il destino e cancellare definitivamente il suo passato.Il Messaggero 

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“Mammamia Sergej”: le big dormono, Sarri se lo gode. Ora missione rinnovo (con clausola)

Un altro assist divino, senza prezzo, sempre in serbo. Dopo l’arcobaleno con l’Inter per Felipe Anderson, un tacco de Dios che manda a vuoto Colley, con la coda dell’occhio. Ancora Milinkovic da urlo: «Mamma mia, Sergio, cos’hai fatto?», grida Immobile, dopo aver trafitto sotto le gambe Audero. Un gioco da ragazzi metterla dentro, quando un bomber viene servito in questo modo. In Serie A, dall’inizio dello scorso campionato, è il nono assist per i gol di Ciro, in totale il quattordicesimo: freccia su Kimmich e Bourigeaud (a 13), nessuno in Europa ha fatto meglio. Terzo passaggio decisivo in queste prime quattro giornate, solo Neymar e Messi del Psg sono in vantaggio con sei e quattro. Come Sergej, solo Joao Felix, De Bruyne e Harrison, tutti gioielli già sull’Olimpo del calcio. Incredibile come le big invece abbiano ignorato questo fenomeno o quanto meno non abbiano fatto a botte per accaparrarselo. Peggio per loro, meglio per la Lazio. Milinkovic è arrabbiato e sfoggia ancora di più il suo genio: «Visionario», lo ha definito Sarri, al settimo cielo per averlo ancora in pugno. Averlo trattenuto per il settimo anno è il grande colpo di mercato di Lotito. Juve e United non volevano pagarlo più di 50 milioni, il presidente ha bloccato sul nascere offerte al ribasso, nonostante il rischio di perderlo a zero nel 2024. A breve il patron offrirà a Sergej il rinnovo, vuole farne il giocatore più pagato (oltre 4 milioni, ndr) della Lazio, c’è ancora uno spiraglio. Per consentire a Milinkovic di fare il salto promesso, ha chiesto comunque aiuto (nell’affare Maximiano) al superprocuratore Mendes per trovare un grande club disposto a mettere almeno 60-70 milioni sul piatto. 

SPAURACCHIO AZZURRO

Non pensateci, godetevelo. Al massimo quest’avvio di campionato e il prossimo mondiale potrebbero far schizzare il prezzo. L’agente Kezman ha assaporato per tutta l’estate l’addio, non lo ha più nascosto, ma Milinkovic non vuole andare via a parametro zero, è grato alla Lazio. Nei prossimi mesi si lavorerà di diplomazia, con una clausola Sergej potrebbe accettare di firmare il prolungamento. Adesso però pensa ad altro, vuole solo risollevare se stesso e la Lazio. A Marassi era a terra sconsolato a fine gara per la beffa del pareggio. Non è arrivato di testa sul cross di Cancellieri all’ultimo secondo, ha suonato la carica il giorno dopo: «Forza, dare sempre il massimo». La stessa delusione, Milinkovic l’aveva provata l’anno scorso, dopo il gol di Ruiz in pieno recupero. È ancora indelebile l’immagine di Sergej, che si strappa la maglia in versione Hulk al 94’. Il Napoli è uno spauracchio, il serbo non lo ha mai scacciato: in 14 confronti, appena un gol (inutile, in un 5-2) e nessun assist nel tabellino. Oltraggio, è tempo di aggiornarlo. Il Messaggero

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Sarri per cancellare il tabù Napoli. Olimpico, la vendita non decolla

Cuore bandito. Abbandonato il Vesuvio, Maurizio da ex ha quasi sempre fallito. Nelle due sfide alla guida della Juventus ha vinto a Torino per 4-3 grazie all’autogol di Koulibaly all’ultimo minuto, poi perso al Maradona per 2-1. Ancor peggiore lo score con la Lazio: due debacle, la prima in trasferta con un terribile 4-0, la seconda già menzionata all’Olimpico con il giro di Fabian Ruiz a un battito dal triplice fischio. È atteso un altro epilogo, una pozione contro il veleno in coda può essere il pubblico. Anche se le restrizioni in Curva Sud (obbligo di Tessera del tifoso) e per i residenti nelle altre regioni non stanno facendo decollare i numeri al botteghino: 8mila biglietti venduti si uniscono ai 24.900 abbonamenti, in due giorni serve un rilancio per riempire lo stadio. Servirà poi uno sforzo anche per l’esordio biancoceleste in Europa giovedì prossimo. Vietata la vendita ai tifosi del Feyenoord: lo ha deciso il prefetto di Roma Piantedosi per «preservare la città da possibili disordini», dopo quanto avvenuto nel 2015 nella sfida contro la Roma, in cui gli ultras olandesi danneggiarono la fontana della Barcaccia, in piazza di Spagna, e scatenarono il caos. 

Il Messaggero

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Mercato al gong: ultima speranza per Acerbi. Terzino sinistro verso il rinvio

La Lazio butta due punti dalla finestra dopo aver dominato la partita, errore di Cancellieri che si fa strappare il pallone da Rincon, filtrante per Gabbiadini che fa l’1-1. La Samp ha segnato proprio ieri sera il primo gol della sua stagione. Inutile la perla iniziale di Immobile su assist al bacio di Milinkovic (tacco da far vedere nelle scuole calcio), il palo di Ciro, tante occasioni potenziali sprecate per un’insana voglia di entrare nella porta di Audero con il pallone. Il gioco è stato sempre in mano ai biancocelesti ma Zaccagni ha fallito il raddoppio e anche Ciro, stavolta, è stato troppo altruista nel triangolare con i compagni in area di rigore invece di forzare il tiro. Ultimo giorno di mercato, ultima occasione per cedere Acerbi. Dopo la vittoria contro la Cremonese, Simone Inzaghi è stato molto chiaro nel chiedere a gran voce un centrale di difesa. Il trasferimento del difensore all’Inter era cosa fatta, poi il veto di Zhang che ha bloccato tutto. Oggi la verità. Ci sono molte meno chance che possa arrivare un terzino sinistro alla Lazio. Negli ultimi giorni c’era stato un nuovo sondaggio per Valeri della Cremonese: complicato che il club lombardo lo ceda. Intanto sono stati ceduti Dziczek in Polonia e Kijinein Belgio. Nessuna preoccupazione per Felipe Anderson che ha solo un taglio, neanche per le condizioni di Romagnoli, uscito per un indurimento all’adduttore della coscia sinistra, probabilmente un crampo.

Il Tempo

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Trappola Samp, vietato distrarsi per non ripetere gli errori della scorsa stagione

Ecco la prima trappola per la Lazio. La passata stagione vittoria contro l’Inter a ottobre e, poi, la settimana successiva, show di Simeone con una delle peggiori sconfitte dell’era Sarri a Verona (4-1). Il tecnico lo sa, la trasferta di oggi (ore 18.30) a Marassicontro una Samp colpita al cuore dalla batosta di Salerno e con la panchina di Giampaolo che già scricchiola, è un primo crocevia importante per capire se la Lazio riesce a non cadere spesso dopo una super prestazione. Tant’è, l’avversario è temibile per tanti motivi, soprattutto nel suo stadio dove ha perso alla prima giornata contro l’Atalanta una sfida molto equilibrata e poi ha bloccato la Juve sullo 0-0Sarri ne ha parlato ai suoi già nella pancia dell’Olimpico per lanciare l’allarme quando ancora i tifosi fuori festeggiavano il 3-1 inflitto all’ex Inzaghi: «Dobbiamo dare un seguito a questa partita e fare tutti insieme il salto di qualità. Nella scorsa stagione abbiamo sofferto i turni successivi alle partite europee e alle nostre grandi vittorie». C’è, quindi, attesa per la risposta di un gruppo che deve dare un segnale di continuità dopo tanti passaggi a vuoto quando il peggio sembrava passato. Sarri ha parlato molto con la squadra in questi giorni e si aspetta una risposta importantez l’ho. Il Tempo

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Nove certezze, due ballottaggi e Ciro: con la Samp è prova di maturità

Nove certezze, due ballottaggi a centrocampo e un unico obiettivo: battere la Sampdoria per rimanere in vetta alla classifica e dimostrare di aver superato il problema dello scorso anno. La Lazio arriva a Genova, sponda blucerchiata, con due dubbi di formazione: Marcos Antonio spera nell’esordio da titolare ma si gioca il posto con CataldiLuis Alberto vuole battere la concorrenza di Vecino(favorito) e Basic. Confermati difesa (Hysaj non convocato, contusione al costato) e attacco, con Pedro in panchina: ha recuperato dalla distorsione alla caviglia sinistraSarri pretende che non ci siano cali di tensione, è l’esame di maturità: per la Champions serve continuità, non basta battere una big. L’anno scorso, dopo il derby vinto ci fu la debacle di Bologna, dopo il successo sull’Inter il pesante ko di Verona: il copione dovrà essere diverso oggi (1200 i tifosi nel settore ospiti). A guidare l’attacco Immobile, che ha nella Samp la vittima preferita in carriera: 15 reti segnate, come al Genoa. Dal 2013 in poi nessuno ha realizzato più gol di Ciro a Marassi in A (14). Subito polemiche per il calendario: dopo la trasferta di giovedì 15 settembre in Danimarca con il Midtjylland, la Lazio giocherà domenica alle 15 a CremonaLa Repubblica

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Milinkovic, l’ag. chiude il mercato: “Lotito chiede tanto, resta alla Lazio. Ci sarà tempo per una nuova avventura”

Kezman, agente di Sergej Milinkovic-Savic, ha parlato a Il Corriere dello Sport del Sergente biancoceleste.

MILINKOVIC RESTA – «Se non avverranno miracoli in questi ultimi tre giorni resterà alla Lazio. Fino a quando lo dirà il tempo. Quest’estate nessun club è stato pronto a pagare quanto chiesto da Lotito quindi penso che la situazione non cambierà».

RISCHI A GENNAIO – «Nessuno lo sa. Tutto dipende dai Mondiali, tutto è possibile».

RINNOVO – «Restano pochi giorni di mercato e non c’è tempo per discutere del contratto. Abbiamo molto tempo davanti, c’è il Mondiale. Il futuro sarà per i colloqui».

ACCONTENTARE LOTITO – «Non è facile accontentare Lotito, dopo la grande stagione di Sergej ho pensato che al 100% sarebbe arrivato un club con un’offerta. Ma a causa del Covid e della guerra la situazione è cambiata. I club italiani ora non possono permetterselo. Quelli all’estero mostrano un grande interesse, ma quando capiscono di quanti soldi c’è bisogno questo diventa un problema. Con Sergej parliamo tutti i giorni. E’ stato informato di tutto, capisce la situazione ed è motivato nel continuare la sua vita nella Lazio. Sa che un giorno vivrà una nuova avventura, merita di provarne».

PREZZO – «Parlo spesso con Lotito, lui ci capisce, ma anche noi lo capiamo. A volte mi arrabbio per le sue decisioni. Ha investito, ha aiutato Sergej insieme a Tare e Inzaghi a diventare uno dei migliori. 100 milioni? Decide per il suo club. Parlava di circa 100 milioni e se si guarda come gioca Sergej forse aveva ragione. Ma la Lazio non ha vinto grandi trofei in Europa quindi posso dire che 100 milioni sono troppi. Ripeto, lui è il capo. Il giocatore ha un contratto top, lo rispettiamo».

SQUADRE INTERESSATE – «Manchester United? Sergej suscita tanto interesse. Ci sono stati molti discorsi in passato e di recente, ma le cose non sono successe per molte ragioni. Chelsea?A Tuchel il giocatore piace molto, ma gli serviva un centrale. Arsenal e Newcastle? Ad essere onesti Sergej e io pensiamo che queste opzioni non siano per lui. In futuro vorrà giocare ogni stagione in Champions».

JUVE – «Tutti nella Juve amano il giocatore. Ne ho parlato molto spesso in passato. Ma la realtà, in questo momento, è che il progetto Sergej è troppo costoso per loro. Sono stati chiari e corretti».

MILAN – «Lo stesso vale per il Milan. Pioli ama il giocatore, tutti nel club. Ho un grande rispetto per Maldini, prima come giocatore e ora come manager, persona onesta e schietta».

QUANTO È STATO VICINA LA PARTENZA – «Dopo la prima stagione abbiamo ricevuto la migliore offerta da un club italiano, non dico il nome. Tre anni fa un top club inglese era molto interessato, due anni fa un altro club italiano. Lotito ha sempre mostrato tanta voglia di tenerlo, di fare felici i tifosi, gli allenatori. E il giocatore con offerte top. 140 milioni rifiutati? Non so se 140 milioni, io so 98 milioni…».

TARE – «Sono sempre stato in buoni rapporti con il club, non con Tare o con Lotito. Con Tare ci capiamo bene, ha fatto cose grandiose. Con Lotito c’è rispetto reciproco». Lazionews24/Corriere dello Sport

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Lazio, Romagnoli-Patric: è già sintonia e solidità

La favola è doppia: Romagnoli a casa, Patric nuova certezza. La Lazio è rinata in difesa: ha aggiunto la seta all’acciaio, così s’è insediata in vetta. Sarri non poteva non ricostruire dalle fondamenta, l’ha fatto senza alterigia. Ha forgiato uno scudo di ferro, armando Patric e Romagnoli al centro della retroguardia. Venerdì Lukaku e Lautaro sono spariti nell’erba. Meno pressing alto, tanto lavoro sulla fase di non possesso, personalità e precisione in uscita. Dopo tre giornate la coppia sembra già rodata e perfetta. Ora si torna a Genova, lì in fondo è nata questa storia a distanza. Romagnoli (ieri a pranzo con Cristante) è esploso definitivamente nel 2015 (con due gol di testa) con la maglia blucerchiata. Dopo sette stagioni a Roma, lì l’anno scorso il primo gol biancoceleste di Patric in serie A. Punizione di Luis Alberto, schiacciata del difensore spagnolo alla sua 123esima presenza. «Il gol più importante e pesante della mia carriera», aveva giurato Gabarron lo scorso 7 maggio a fine gara. Già, perché quella rete avrebbe significato poi il quinto posto e l’Europa. Avrebbe suggellato un’annata strepitosa, in cui Patric ha dimostrato come la costanza e la tenacia possano far superare ogni limite nella vita. Sarri a gennaio ha bloccato la sua uscita (direzione Valencia), poi gli ha dato una maglia e non l’ha più tolta. Il rinnovo preteso dalla società è stato solo la ciliegina sulla torta. Il Messaggero