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Non solo Romagnoli, oggi si fa anche il futuro di Patric

[…] Tutti nomi (o quasi) del nostro campionato. Perché, al di là delle occasioni sfuggite in prestito la scorsa estate (Kepa, Loftus-Cheek e Hudson-Odoi, ora in semifinale Champions), Sarri predilige il made in Italy per la nuova Lazio. Giovani o fedelissimi pronti a dare il fritto. Anche in porta, vedi Provedel a costo zero, come secondo. E in difesa, a partire dal terzino: Emerson Palmieri più di Parisi, anche se oriundo. Al centro, Maurizio voleva a tutti i costi Casale a gennaio, insiste per giugno. Quando Acerbi dovrebbe essere sostituito da Alessio Romagnoli svincolato. Il difensore del Milan (tramite intermediari) visiona già da giorni ville all’Olgiata, ma oggi si terrà l’incontro decisivo per trovare l’intesa definitiva a poco più di 3 milioni sull’ingaggio. Il manager Raiola tratterà con Lotito anche il rinnovo quadriennale offerto a Patric per farlo rinunciare al Valencia e restare a Formello. IlmMessaggero

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Fagioli, il play che può infiammare Sarri e l’asse Lazio-Juve per Milinkovic

C’è un solo jolly che può infiammare davvero l’asse Roma-Torino per Milinkovic: Nicolò Fagioli. Per il dopo-Leiva, fra Vitinha e Maxime Lopez, spunta a sorpresa il regista classe 2001 nella lista di Sarri. Sarebbe l’unica contropartita gradita (più di Rovella del Genoa) in quel ruolo, se la Juve dovesse passare al contrattacco con almeno 60 milioni per Sergej per battere la concorrenza di United e soprattutto del favorito Psg. Pur di avere il serbo, Allegri dovrebbe rinunciare a malincuore al suo “pupillo” dell’Under 21, che anche Sarri aveva allenato in tempi prematuri. Maurizio è rimasto impressionato dalla crescita in Serie B, come l’amico Marcello Carli: «Fagioli ora vale 4/5 milioni, ma può arrivare a 30 se esplode con tutti i crismi», assicura l’ex ds dell’Empoli. Squadra da cui Sarri aveva chiesto di prelevare a gennaio il playmaker Samuele Ricci, finito poi al Torino, avversario biancoceleste all’Olimpico (appena 15mila biglietti venduti) proprio domani. Adesso Fagioli può battere la concorrenza, alla luce dei costi più contenuti. Qualcuno lo paragona a Jorginho, era il figliocco di Pjanic: «Ma io mi ispiro a Modric», ha confessato qualche settimana fa, il 21enne, insieme alla sua voglia di tornare in Serie A fra i big. Intanto è già stato convocato nello stage di Coverciano dal ct Mancini. Tecnica e personalità lampanti, Fagioli non vede il gioco come gli altri. Lo sta dimostrando in prestito alla Cremonese a suon di pennellate da stropicciarsi gli occhi. Gli uomini di Pecchia si stanno giocando la promozione grazie a talenti come lui e Carnesecchi. Guarda caso, quel portiere consigliato da Buffon (a cui Fagioli segnò all’esordio a settembre in B), che Sarri vorrebbe far strappare – complice un rinnovo in scadenza nel 2023 – all’Atalanta per appena dieci milioni. Ip Messaggero

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Lazio, si entra nel vivo per Romagnoli: ora si discute di cifre

Come riportato da Alfredo Pedullà sul proprio profilo Twitter, la Lazio continua a mostrare interesse per Romagnoli. L’apprezzamento per il giocatore – in scadenza con il Milan – risale a settembre. Ma adesso la società biancoceleste è entrata nel vivo della trattativa: il prossimo incontro, infatti, verrà sfruttato per parlare di cifre.

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Immobile, decisione presa: addio alla nazionale

Stando a quanto riportato da Giulio Cardone su La Repubblica, Ciro Immobile avrebbe deciso di lasciare la nazionale. Così il pezzo: “Ciro vive per la Biancoceleste e non ha cambiato idea sull’azzurro. La Nazionale è una ferita aperta, sta provando a chiuderla, non si farà di nuovo del male tornando a Coverciano. Ne parlerà con il ct Mancini, certo, c’è la partita con l’Argentina del 1° giugno per festeggiare il titolo europeo che è anche suo, ma al momento la scelta è quella e ripensamenti non ci sono stati: Immobile non ha più voglia di Nazionale. Quando ha detto “non mi tiro indietro” nelle interviste dopo la partita con il Genoa, si riferiva alla volontà di non sottrarsi alla sua parte di responsabilità nell’eliminazione dal Mondiale, che però è identica a quella degli altri azzurri coinvolti nel flop, staff tecnico compreso. Ma si tiene ben lontano, Ciro, dalla tentazione masochistica di infilarsi di nuovo nel tritacarne delle cattiverie”.

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Milinkovic, la verità a maggio: Kezman prepara i colloqui con Manchester e PSG

Come riportato dal Corriere dello Sport, alla fine di maggio sarà chiaro il destino del gioiello serbo. Dopo sette anni può tentare il salto verso un top club, mentre a Formello sono pronti e preparano un nuovo ciclo: interventi strutturali sul gruppo nei prossimi tre mesi, che richiederanno l’acquisto di 6-7 acquisti. Se non 8.
L’ agente di Milinkovic aveva comunicato alla società biancoceleste che l’anno corrente sarebbe stato l’ultimo del giocatore serbo alla Lazio, prima di spiccare il volo verso un grande club. Si pensa che verrà effettuata una trattativa lampo con una valutazione di 70-80 milioni, compresi bonus per il calciatore.

Intanto, restano in pole le solite società. Il PSG si era avvicinato la scorsa estate e avrebbe inserito come possibile contropartita Pablo Sarabia, 29 anni, esterno d’attacco e nazionale spagnolo, ceduto poi in prestito allo Sporting Lisbona. E’ ancora di proprietà del PSG, come Sergio Rico.
La Lazio non sa se riuscirà a trattenere Mattia Zaccagni, esterno che potrebbe essere sacrificato per realizzare il budget necessario da reinvestire sul mercato. Il prezzo del suo cartellino è almeno raddoppiato, ma andrebbe sostituito per non lasciare soli Pedro e Felipe Anderson. Sarabia e Kostic erano i top di cui si parlava l’anno scorso.
In corsa per Milinkovic c’è  anche il Manchester United, che ha in scadenza Pogba. Da Torino arrivano smentite sulle indiscrezioni girate nei giorni scorsi: la Juve non ha in numeri e la disponibilità per immaginare una trattativa con Lotito. Punterà sui parametri zero. Corriere dello Sport

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Romagnoli: in attesa dell’accordo definitivo visiona case a Formello

[…] Quello che farebbe Alessio Romagnoli a 27 anni con la squadra per cui ha sempre tifato da bambino. Il difensore del Milan, in attesa di trovare l’intesa definitiva sull’ingaggio (a 3,2 milioni), sta già visionando case intorno a Formello. Da Copenaghen, non vuole tornare Vavro: «Alla Lazio ho pensato di dire addio al calcio». Intanto Sarri deve terminare con Patric, Luiz Felipe e Acerbi questo campionato: in tre si giocano due posti in difesa col Torino. Sfida sempre particolare, finita alla ribalta per il caso tamponi per cui i medici Rodia e Pulcini ancora si difendono: ieri il Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni ha respinto il ricorso contro l’inibizione di 5 mesi, già scontata a suo tempo. Il Messaggero

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Meno fumo, più Felipe Anderson: stagione da en plein

Meno fumo, più Felipe Anderson. Stasera a mezzanotte compirà 29 anni, ma la maturazione è scattata ben prima di questo compleanno. Il brasiliano è diverso da quello partito nel 2018. Più concreto, più continuo. Non più solo quello che si catapulta in avanti a Marassi e fa volare Sirigu all’incrocio. È un esterno che si sacrifica all’indietro, quando c’è bisogno. Ieri Lotito ci ha scherzato nel suo blitz (con ospiti) a Formello. Sarri continua a coccolarselo e a sfotterlo sul suo principale difetto: «Se giocasse sempre al 100%, non sarebbe nel campionato italiano. Ha dei momenti in cui si assenta, gli dico spesso stai facendo il guardalinee, ma entro fine carriera dovrà limitare questi cali del tutto». Prima di spegnere le candeline, Felipe domani esprimerà questo desiderio. Poi organizzerà una festa coi compagni all’Olgiata, cercando di non entrare in conflitto col party di Luis Alberto. Perché ora deve pensare al Torino, contro cui all’andata arrivò solo un pareggio su rigore al 91’, Juric non lo ha scordato: «Ci hanno derubato». 

29 ANNI ED ENPLEIN

Partirà ancora dal primo minuto, Felipe Anderson. Anche perché Pedro è in forte dubbio, se non quasi out (domani provino decisivo), per una ricaduta al polpaccio. In tutta la sua carriera, il numero 7 non aveva mai giocato così tanto. Altro che assente, è l’insostituibile della Lazio: è l’unico ad aver disputato tutte le 42 partite stagionali, Milinkovic ne ha fatte 41; sono a 39 Leiva, Luis Alberto e Pedro. Precisamente, Felipe Anderson 36 volte titolare, altre 6 chance da subentrato. Solo nel 2015/16 con Pioli aveva collezionato 47 apparizioni, ma dentro c’erano la Supercoppa e i preliminari di Champions. Da quando la Serie A è tornata a 20 squadre, solo Strakosha è sceso fra i pali 38 partite su 38 (nel 2017/18 e 2019/20) in campionato con la Lazio. Per trovare un giocatore di movimento sempre presente bisogna risalire al 2002-03, quando Claudio Lopez ne disputò 34 in una stagione a 18 squadre. Se Felipe Anderson centrasse le 6 partite che mancano, sarebbe l’unico biancoceleste a non averne saltata una, fra campionato e coppe, negli ultimi 28 anni: Marchegiani e Winter gli ultimi a chiudere l’enplein nel 1993-94 con 40 partite su 40. L’olandese in quella stagione segnò 5 gol, è già a 6 Felipe Anderson: rimasto a secco per 3 mesi e mezzo dopo il destro per avviare il 2-2 a Marsiglia, si è sbloccato nelle ultime 2 partite lontano dall’Olimpico con un colpo di testa a Udine (20 febbraio) e la prodezza in dribbling a Cagliari (5 marzo). In una stagione condita anche da 7 assist in serie A, una cifra da top five del campionato, è a un passaggio decisivo da Milinkovic e Luis Alberto. Il Messaggero

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Sarri, desiderio Loftus-Cheek sempre vivo: puó essere un’opportunità di mercato

Si avvicina l’estate e con essa la programmazione per la nuova stagione, tra i tanti nomi accostati alla Lazio spunta quello di una vecchia conoscenza di mister Sarri. Secondo quando riporta il Corriere dello Sport, Loftus-Cheek è stato il primo nome fatto dal tecnico già lo scorso giugno. I due si conoscono dai tempi del Chelsea ed il giocatore proprio nell’annata con l’attuale allenatore laziale aveva disputato la miglio stagione, collezionando 10 gol in 40 presenze. L’ala 26enne finirà a giugno sul mercato, è in scadenza nel 2024 e già a gennaio era stato messo tra la lista dei calciatori pronti a lasciare il club per sfoltire la rosa. Il Chelsea inoltre è bloccato dalle restrizione e lui non avrebbe prospettive avendo giocato solo 17 partite di Premier, 9 da titolare.

Occasione

La società inglese rischia la retrocessione ed il centrocampista, che ha altre ambizioni, riabbraccerebbe volentieri Sarri. Il Chelsea se cadranno le restrizioni che bloccano ogni sua attività sul mercato, vendendo il club o con decisioni della Fifa, non potrà venderlo a cifre altissime. C’è la possibilità di chiedere un prestito iniziale: l’inglese guadagna 3,5 milioni di euro, dovrebbe accettare una riduzione. Qualora dovesse andare a rimpiazzare Milinkovic, c’è da considerare che il Sergente guadagna 3,2 milioni più bonus. Laziopress.it/corriere dello sport

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Immobile per diventare il miglior cannoniere in attività: mai successo alla Lazio

Il miglior cannoniere in attività la Lazio non l’ha mai avuto. Nemmeno Piola, che la lasciò nel 1943 dopo aver segnato 194 gol in serie A (i primi 51 con la Pro Vercelli), perché Meazza era già arrivato a 214: il sorpasso definitivo al «balilla» il mitico Silvio lo fece nel 1947 quando vestiva la maglia della JuventusImmobile, quindi, è a un passo dallo stabilire quest’altro record biancoceleste, perché gli manca solo una rete per agganciare Quagliarella: lui ne ha fatte 179, il doriano 180, sono rispettivamente al 16°e al 15° posto di una classifica all time che tenga conto anche del campionato 1945-46 a doppio girone, serie A a tutti gli effetti, un torneo che alcuni statistici non considerano ma che porta Amadei e Gabetto al di sopra di entrambi. La media gol di Ciro, che ha giocato 287 incontri, è quasi il doppio di quella di Quagliarella che ne ha disputati 5280,62reti a partita contro 0,34. Nella top 20 solo Nordahl andava più forte di Immobile con il suo 0,77. Entro il 2022 Ciro può senz’altro puntare alla top 10: dietro Amadei, che sale al  posto a quota 189 contando i 15 gol segnati con la Roma nel 1945-46 tra il girone Centro Sud e il girone finale, ci sono 3 giocatori alla pari al 10° posto con 188 reti, Del PieroGilardino e un altro ex idolo laziale, Signori. E nel 2023, continuando su queste medie, 

Immobile punterà a sfondare quota 200, un’impresa riuscita solo a 7 giocatori in oltre novant’anni di serie A: ultimo in ordine cronologico Di Natale nel 2014. Con i suoi 179 gol attuali, comunque, Ciro è già su un podio virtuale ma prestigioso, perché solo due campioni del mondo ne avevano segnati così tanti prima di arrivare ai suoi attuali 32 anniPiola ne aveva 29, il precocissimo Meazza addirittura 27 (e ne aveva già segnati 45 in 2 campionati di Divisione Nazionale prima della nascita della serie A). Ne avevano 32, ma con qualche mese in più di Ciro, anche Altafini ed Hamrin quando arrivarono a 179; e pure Totti, che segnò il 179° sul campo del Genoa il 23 agosto del 2009, poco più di un mese prima di compiere 33 anni. L’ex capitano romanista poi salì fino al  posto all time con 250 reti, dietro Piola che ne firmò 290Nordahl è  con 225. Un podio, quello vero, alla portata di quel fenomeno di Immobile. Corriere della Sera

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Mancini non cambia: Immobile a giugno in Nazionale. Atteso confronto per un sì condiviso

Ciro Immobile non si tira indietro e non ha intenzione per ora di mollare la Nazionale. Dall’altra parte, Mancini non ha mai pensato di scaricarlo e continuerà, almeno nell’immediato e salvo presa di posizione contraria, a convocarlo. Questa la notizia riportata oggi dal Corriere dello Sport. Per il ct – si legge – il dubbio su chi potrebbe giocare ad oggi al posto di Immobile (Belotti, Scamacca e Raspadori, ndr) non si pone, è questo il suo ragionamento.

Colloquio in vista. Mancini ha intenzione di confrontarsi con Ciro per sondarne l’umore, forse parleranno prima della chiusura del campionato e in tempo utile a preparare la lista per la finale di Supercoppa con l’Argentina (1 giugno) e per la Nations League, altre quattro partite di livello, di cui due con la Germania, più la rivincita con l’Inghilterra e l’Ungheria. Per quanto i prossimi impegni non possano avere la stessa valenza delle qualificazioni fallite a Qatar 2022, l’Italia non potrà ripartire male, pena un drastico ridimensionamento nel ranking Fifa, decisivo in funzione del sorteggio di ottobre per l’Europeo 2024.