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SPQR – Le maglie della Lazio con la scritta in una delle due finali con la Juventus

Dopo averla vista sulle maglie della Roma, in uno dei derby più brutti giocati dai giallorossi negli ultimi anni, la scritta SPQR dovrebbe apparire sulle divise biancocelesti. Secondo la Repubblica, il logo sarà indossato o nella finale di Coppa Italia oppure in quella di Supercoppa. Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, avrebbe avuto l’ok dal Comune (ma serve o no l'assenso se il marchio non è resistrato?, ndr), un sì arrivato dopo che ieri Virginia Raggi aveva affermato: «La scritta Spqr è e resta patrimonio del mondo, è un’espressione di uso comune e, per questo, non registrabile: tutti possono utilizzarla». Le quattro lettere, per tutti sinonimo della Città Eterna, ieri sono state al centro di un confronto dialettico in Campidoglio. Nel suo post su Facebook, la sindaca aveva rimbrottato l’opposizione per la polemica («addirittura si parla di un’interrogazione urgente in Aula, sarebbe spreco di denaro pubblico»), rivelando: «Abbiamo verificato se in passato sia mai stato registrato dall’Amministrazione Capitolina un marchio figurativo (che è cosa ben differente rispetto alla sigla Spqr) con lo scudo e la scritta. Lo faremo noi». E ancora: «Spqr è una sigla che in tutto il mondo viene associata alla città di Roma, è una espressione della quale essere orgogliosi e sulla quale non andrebbero montate strumentalizzazioni politico- sportive». Soddisfatta la Lazio: «Se la nostra iniziativa – ha sottolineato in risposta il Capo della Comunicazione, Arturo Diaconale – spinge l’amministrazione comunale a depositare un marchio e a renderlo protetto, vuole dire che abbiamo colto nel segno».

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La sorpresa Inzaghi piace alla Fiorentina, ma per la Lazio è lui il tecnico del futuro

Si allunga la lista di estimatori/corteggiatori di Simone Inzaghi. Inevitabile, visto che tra i tecnici della Serie A è lui la rivelazione dell’anno. Lo sta seguendo con attenzione la Juventus: il dg Marotta è diventato un suo fan e progetta di portarlo a Torino dal 2018, dopo un’altra stagione alla Lazio. La novità è che invece la Fiorentina pensa a Inzaghi come successore di Paulo Sousa, destinato all’addio a fine campionato. Con Di Francesco e Pioli, Simone è tra i preferiti del club viola. Che in modo indiretto ha già iniziato le manovre di avvicinamento all’allenatore biancoceleste e sarebbe pronto a offrirgli un contratto da 1,5 milioni. Si tratterebbe di un bel salto in avanti per un tecnico che ora guadagna 300mila euro. Lui, Simone, ovviamente dà la priorità a quella che è la sua società da 17 anni: «Per me allenare la Lazio è il massimo, poi nella vita non si sa mai», ha detto in una recente intervista, ed è esattamente quello che pensa.

Da parte sua, Lotito sa che Inzaghi è entrato nel mirino di altri club e presto lo incontrerà per progettare il futuro. Il presidente non ha alcuna intenzione di farselo sfuggire, anche se la trattativa per il nuovo ingaggio è tutta da impostare: il rinnovo automatico del contratto, in caso di qualificazione all’Europa League, prevede la scadenza al 2019 con stipendio raddoppiato, ma siamo sempre su cifre basse per questi livelli.
In ogni caso, Inzaghi ora è concentrato sugli obiettivi (Coppa Italia e appunto Europa League), poi ci sarà tempo per parlare di contratto. La sua idea, sabato a Marassi contro il Genoa, è tornare al 4-3-3, con la coppia titolare de Vrij-Hoedt al centro della difesa. Poi Basta e Radu sulle fasce. A centrocampo, con Parolo e Milinkovic, determinante il recupero del faro Biglia. In attacco il tridente sarà composto da Felipe Anderson, Immobile e uno tra Lulic e Keita. Il bosniaco, affaticato, è ancora in dubbio. Dopo l’inevitabile calo di tensione post-derby, Inzaghi vuole rivedere la Lazio aggressiva capace di imporsi ben 8 volte in trasferta, con 28 punti totali realizzati (26 gol segnati, 19 subiti).repubblica.it

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Quale futuro per la fascia? I capitani tormentati della Lazio

 Estate 2015. La fascia da capitano come punta dell'iceberg che fa naufragare Pioli e la sua ciurma. Promessa a Candreva in fase di rinnovo, finisce invece sul braccio di Biglia. Era l'anno in cui Mauri aveva abdicato dopo aver contribuito a portare la squadra ai preliminari di Champions. Il vice era Radu. Colui che contro la Fiorentina, sempre in quella stagione, provò a investire il giovane Cataldi di una responsabilità forse più grande di lui. Già, Danilo. Lontani quei tempi in cui lo s'immaginava come nuovo condottiero laziale. Forse sono svaniti del tutto. In quell'estate tutti vogliono comandare, ma nessuno s'impone davvero. Autogestione. Candreva rifiuta il ruolo di vice. Biglia si lega la fascia al braccio e nel corso della stagione prende le redini. Troppo tardi. La barca è già alla deriva. Lo scorso anno Lucas ad Auronzo non c'è, lotta in coppa America con il suo primo amore: l'Argentina. Tanti giovani e poche guide. Molti notano la differenza rispetto agli anni passati, quando ci si poteva alzare dalla tavola solo quando il Capitano (Mauri) dava l'ok. E allora la situazione la prende in mano Inzaghi che, forgiato dalla Lazio dello scudetto, insegna le regole dello spogliatoio, oltre che la tattica in campo. Quando torna, Biglia fa la voce grossa. Soprattutto con il ribelle Keita. Estate 2017. Sempre Lucas al centro delle cronache. Capitano, mio capitano, il viaggio è terminato, tanto per citare l'attimo fuggente. Lui, che rimproverava Balde per i suoi capricci, ora fa lo stesso. E così la Lazio si ritrova ancora una volta con una fascia da assegnare. 
TABÙAl momento Inzaghi non ne ha ancora discusso con lo spogliatoio. Simone sperava di avere ancora al suo fianco Lucas. Bisognerà nominarne in fretta un altro. Radu ha la giusta esperienza, ma probabilmente non sarà un titolarissimo. Immobile è ancora troppo giovane. I tifosi, invece, la loro scelta l'hanno già fatta da tempo: Lulic. Perché Lulic è per sempre. Ma c'è anche una strana aura intorno a quella fascia: chi la indossa alla fine è destinato ad andare via dalla Lazio. Scaramanzie a parte, a breve si conoscerà la scelta dello spogliatoio. Anche perché chi l'ha detto che c'è solo un capitano?

Il Messaggero

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Conflitti d’interesse: Lotito non può presiedere la Lega di serie B

Premessa: non c’è alcun pregiudizio contro Claudio Lotito e non c’è niente di personale in quello che stiamo per affermare. A sei giorni di distanza dall’ennesima assemblea elettiva di una Lega Serie B ormai paralizzata e a rischio commissariamento, una cosa bisogna dirla forte e chiaro: il presidente/proprietario di una società di Serie A non può fare il presidente della Lega Serie B. È un nonsenso etico e politico, sebbene le astruse norme lo consentano. Nei Paesi che invidiamo e, a parole, sogniamo di imitare, a nessuno verrebbe in testa un’idea così bizzarra. In Italia ci si è spinti oltre: Lotito si è di fatto candidato ed ha pure raccolto una decina di consensi, stoppato solo dall’opposizione di quelle società che finora non hanno consentito di raggiungere il numero legale. Ora che l’altro candidato Salvatore Gualtieri ha compiuto un passo indietro, invitiamo Lotito a fare altrettanto in modo che si possa giungere a una terza via. Ripetiamo, il problema non è Lotito in sé ma il doppio ruolo che ricoprirebbe, senza dimenticare che è pure co-proprietario della Salernitana (le cui quote dovrebbe cedere per incompatibilità). Saremmo di fronte a un gigantesco conflitto d’interessi, soprattutto considerando le implicazioni economiche tra le Leghe di A e B, in termini di mutualità e quant’altro. Non solo. La nomina del capo-azienda di una squadra del massimo campionato a presidente del secondo torneo rappresenterebbe un impoverimento per quest’ultimo, relegato a territorio di conquista, con vista sul consiglio federale. In questi anni, sotto la presidenza Abodi, la Lega di B ha tentato di indossare un abito manageriale e di dotarsi di un’autonomia gestionale. Se si ritiene la B strategica per il sistema e non mero ente da assistere, allora bisogna andare in un’altra direzione. L’intero sistema del calcio professionistico attende da tempo quelle riforme in grado di renderlo sostenibile e di agevolarne la crescita. Per farlo servono progetti, managerialità, cura del bene comune e rinuncia ai particolarismi. Da parte di tutti.

Marco Iaria, La Gazzetta dello Sport

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Badelj si offre alla Lazio. Boom delle azioni: titolo a 78 centesimi

Un nuovo profilo per il centrocampo biancoceleste. Secondo la Repubblica, il mediano della Fiorentina, Milan Badelj, sarebbe stato proposto alla Lazio. Ventotto anni compiuti il 25 febbraio, nazionale croato, il contratto in scadenza nel 2018 lo renderebbe un acquisto fattibile anche a livello economico, ma la prima scelta per i biancocelesti resta Davy Klaassen dell’Ajax, più giovane ma dal costo decisamente diverso: per il capitano dell'Ajax serviranno almeno 15 milioni, anche per battere la nutrita conocorrenza di club di Premier e Bundesliga, senza dimenticare il Napoli. Sempre Repubblica segnala un’impennata del titolo Lazio, ieri sospeso due volte per eccesso di rialzo con una variazione percentuale record del 20,15%, con 2320980 azioni scambiate, portando il valore di una singola azione a quota 0,781 euro.

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Gerson più caro di Milinkovic e Immobile

 Il talento che scopre i talenti è Igli Tare, diesse della Lazio, cercatore d’oro. Dai baby a costo zero alle intuizioni di mercato, i suoi grandi colpi hanno rilanciato la Lazio per l’ennesima volta e hanno risistemato i conti rendendo il bilancio da Champions, nuovamente virtuoso (utile da 9,5 milioni al 31 dicembre 2016, nel 2015 era in rosso). La magia sta tutta qui: nessun componente della rosa 2016-17 è costato più di 10 milioni di euro, neppure il giocatore dall’estro più lucente. Nessuna spesa folle, solo acquisti ragionati e ben pesati sotto tutti i punti di vista. In più cessioni che sono valse ricche plusvalenze. Sono stati conciliati risultati calcistici e di bilancio. Il valore dell’organico attuale si è moltiplicato in modo esponenzial

Da un costo totale di 88,6 milioni (prezzi d’acquisto presi dall’ultima semestrale) s’è passati ad un valore di mercato di 236,5 milioni di euro. A giugno si potranno progettare investimenti massicci sul mercato, si potranno sfruttare le probabili partenze di De Vrij e Keita, in scadenza nel 2018, da tempo decisi a partire. Il capolavoro derby è valso alla Lazio di Lotito l’accesso alla terza finale di Coppa Italia nelle ultime cinque edizioni, il dato rende merito al lavoro del club. La Lazio, la finale di Coppa Italia, l’ha giocata nel 2013 (vittoria sulla Roma), nel 2015 (sconfitta con la Juve) e la rigiocherà sempre all’Olimpico nel 2017. I talenti, il diesse Tare, li ha pescati senza farsi beccare, certe intuizioni riescono a chi ha l’occhio lungo.
 
MILINKOVIC – L’ultimo colpaccio di Tare si chiama Sergej Milinkovic, acquistato per 5,9 milioni, attualmente valutato 30 milioni. E’ un classe 1995, è stato l’affare più complicato della rosa di oggi: il papà del giocatore spingeva per portarlo a Firenze. Tare conosceva Milinkovic ben prima di parlarne con il suo procuratore Kezman, lo seguiva dai tempi del Vojvodina, era in età Primavera. L’ha rivisto all’opera con la maglia del Genk e ha iniziato a trattarlo durante il Mondiale under 20. La Fiorentina s’è inserita, c’erano tanti personaggi attorno al giocatore, avevano convinto il Genk e il padre a mollare la Lazio. Milinkovic, quando è sbarcato a Firenze, ha scelto la Lazio. Tare si è sempre fidato di lui. Corrieredellosport.it

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24 gare in 4 mesi: difesa sotto pressione in attesa di Caceres

L'unico vero tassello mancante di un mercato da ben oltre la sufficienza. In difesa qualcosa manca, lo sa Inzaghi, che aveva chiesto a più riprese un rinforzo all'altezza vista la dipartita di Hoedt. Niente da fare, l'unico inserimento è stato quello di Luiz Felipe, classe '97 sbarcato a Formello dopo l'esperienza alla Salernitana. Dunque con Caceres parcheggiato al Verona e richiamabile solo a gennaio, Inzaghi dovrà prescindere dai suoi fedelissimi: de Vrij, Wallace, Bastos, Radu. E con una Lazio impegnata ogni tre giorni non sarà semplice gestire un reparto che da qui a fine anno dovrà affrontare 24 gare ufficiali. Lì dietro la coperta è corta, anche perchè molti certi ritmi hanno dimostrato di non poterli reggere, si apprende dalla rassegna stampa di Radiosei. Ad Inzaghi il compito di allenarli e gestirli, cercando di limitare i danni, e contare i giorni che portano a gennaio.lalaziosiamonoi.it

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Lotito trova l’accordo con Peruzzi

Due stili d'azione diversi, ma con lo stesso fine: rispettare la promessa fatta a Inzaghi e affidargli una Lazio competitiva su tre fronti, possibilmente con l'80% della rosa già pronta per il ritiro di Auronzo di Cadore. Lotito ad esempio – che intanto ha trovato l'accordo per il rinnovo di un anno del club manager, Angelo Peruzzi – come strategia usa quella di rendere incandescente i suoi telefoni, tra una chiamata ricevuta da Keita che potrebbe "allungare la vita" del suo contratto in biancoceleste, e un'altra, in uscita, verso i dirigenti del Milan per tentare di chiudere (in un senso o nell'altro) la trattativa Biglia.

Il ds Tare invece, almeno ieri, ha preferito incontri veri e propri, per questo è volato a Milano. Si è visto prima con il procuratore del "Papu" Gomez, Giuseppe Riso, che dopo il colloquio con il dirigente della Lazio ha parlato con il presidente dell'Atalanta Percassi: "Ancora non abbiamo trovato l'accordo, ma stiamo lavorando su una cosa nuova". Potrebbe essere sia l'inserimento di qualche nuova contropartita tecnica, che il rinnovo dell'argentino e relativa permanenza a Bergamo: in ogni caso è una fumata grigia.

Tare ha poi incontrato Oscar Damiani (ha il mandato in Italia del 25enne esterno d'attacco franco-algerino Rachid Ghezzal, che tra pochi giorni si svincolerà dal Lione) e, soprattutto, Stefano Castagna. Lui è l'intermediario di vari giocatori brasiliani, tra questi anche il regista dell'Amburgo, Walace, già sondato in passato dal ds biancoceleste per l'eventuale dopo-Biglia, insieme a de Roon del Middlesbrough (gli ultimi contatti con l'olandese risalgono ormai a due settimane fa). In cabina di regia, però, i sogni al momento sono Jorginho del Napoli (il suo agente è certo che resterà al San Paolo anche la prossima stagione) e Moutinho del Monaco. Nei giorni scorsi, invece, sono stati fatti dei passi avanti per il portiere greco dell'Udinese, il 31enne Karnezis, sul quale c'è anche il Torino.repubblica

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Il piano di Inzaghi per riscrivere la storia contro la Juventus

L’occasione per riscrivere la storia. Inzaghi e la sua Lazio sono ad un passo dal poterlo fare. Con la Juventus volata a Cardiff, dove si batterà con il Real Madrid per conquistare la Champions League, la finale di Coppa Italia si giocherà mercoledì 17 maggio. Come ricorda la consueta rassegna stampa di Radiosei, i biancocelesti ci arrivano nella migliore forma di sempre e hanno ancora più tempo per prepararsi alla gara. Dieci giorni, senza inoltre avere nessuna pressione in campionato. Con la Fiorentina Inzaghi opterà per un turnover pressoché totale, in modo tale da conservare la rosa migliore per l’incontro con i bianconeri. Primi fra tutti Keita e Immobile, che potrebbero rappresentare il tandem d’attacco nel 3-5-2, modulo tramite cui la Lazio sembra aver scoperto nuovi equilibri. Come già dimostrato contro la Sampdoria, Biglia e compagni viaggiano spediti e la coppia d’attacco formata dal senegalese e dal napoletano potrebbe riuscire nell’impresa di segnare gol vincenti al portiere e alla difesa più forti del mondo.  Ciro Immobile e Keita Balde Diao saranno infatti chiamati a portare a buon fine la missione che non è riuscita a Messi e Neymar col Barcellona, a Mbappé e Falcao col Monaco. L’attaccante di Torre Annunziata, poi, ha dalla sua anche motivazioni personali. Ciro è stato nella Juve, non ha creduto in lui, la ritroverà in finale, vuole farle lo sgambetto. L’ultimo successo della Lazio risale al 2013 e l’ultima rete biancoceleste risale alla finale 2015, quando Radu segnò di testa, prima del pari di Chiellini e del raddoppio di Matri ai supplementari. Nei due anni successivi altri 6 confronti con l’en plein bianconero e la Lazio a digiuno. Il conto fa spavento: 11-0 per la Juve frazionato in sei partite. Simone Inzaghi, però, ha già rovesciato e riscritto diversi record laziali e ha già dimostrato di saper giocarsi le giuste mosse tattiche. È abbastanza scontato pensare che scenderà in campo con il 3-5-2, che attualmente è lo schieramento che più lo convince perché gli permette di accostare Keita (o Felipe) a Immobile, di accentuare gli inserimenti offensivi di Milinkovic, di aggiungere solidità alla difesa con tre centrali del livello di Wallace, De Vrij e Bastos e di sfruttare la velocità di Lukaku. La chiave della gara sarà probabilmente quella di fermare Dani Alves e Inzaghi lavorerà con i suoi in questa direzione. Un quarto posto blindato, ora l’obiettivo diventa quello di riportare in bacheca la Coppa Italia. Le chances non mancano.lalaziosiamonoi.it

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Felipe-Keita insieme: Inzaghi chiede anche i loro gol

Ben 40 giorni senza segnare. Dall’inizio del campionato in casa Lazio, un fattore decisivo in questa stagione, sono state quasi sempre le invenzioni di Felipe Anderson e Keita. Due degli uomini più temuti dagli avversari per la loro velocità, il loro estro e la capacità di superare l’uomo con facilità. Ben 4 reti e 10 assist per il brasiliano, 8 centri e 3 passaggi finali decisivi per il senegalese. Eppure come riporta la consueta rassegna stampa di Radiosei, l’ultima segnatura messa a tabellino dalle due ali di Inzaghi, risale proprio al 13 marzo, in occasione di un Lazio-Torino andato in scena all’Olimpico. In quell’occasione Keita segnò la rete del 2-1, Anderson chiuse i conti nel finale mettendo a referto anche la terza marcatura. Da quel giorno solo un assist decisivo del brasiliano per Immobile a Reggio Emilia e poi nulla più. Oggi torneranno a giocare insieme dal primo minuto. Il senegalese farà coppia davanti con Immobile, mentre a Felipe toccherà il ruolo di esterno della difesa a tre, se le scelte del tecnico piacentino venissero confermate. Un ruolo questo che lo sacrifica un po’, dovendo giocare a tutta fascia, ma al quale il brasiliano è ormai abituato e allenato. Inzaghi si aspetta una delle loro giocate per tornare a vincere in campionato, dopo le battute d’arresto contro Napoli e Genoa, ma avrà bisogno delle sue ali per continuare a volare.lalaziosiamonoi.it