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Marchetti accelera, ma il futuro è un’incognita

Ancora due-tre settimane, poi la Lazio potrebbe ritrovare Federico Marchetti tra i pali. C’è ottimismo a Formello: scongiurata l’ipotesi di un intervento chirurgico, il portiere sta superando la lesione al legamento collaterale del ginocchio destro, lo stesso infortunato il 13 febbraio durante il riscaldamento pre-partita con il Milan all’Olimpico. Da allora non ha più giocato. Marchetti cercherà di chiudere bene la stagione anche per dare dei segnali alla società e allo staff tecnico. Restano le incertezze sul suo futuro pur avendo un contratto sino al 2018. Tanti, troppi infortuni lo hanno limitato, in una stagione in cui ha accumulato appena 18 presenze.

IL MERCATO – Una riflessione sul futuro sarà obbligatoria a giugno. La società, con il ds Tare in primis, crede fortemente in Strakosha, a cui è stato appena rinnovato il contratto per restare a Formello, non per andare in prestito. Guadagnerà 450 mila euro dalla prossima stagione. Marchetti potrebbe restare per alternarsi con l’albanese o per giocarsi il posto senza essere sicuro della maglia da titolare, ma in una stagione in cui prevedibilmente si tornerà in Europa, la Lazio vuole sentirsi al sicuro e non si esclude di tornare sul mercato per coprire meglio il ruolo. I nomi che circolano sono diversi: da Perin a Neto passando per Sirigu, in uscita dal Paris Saint Germain. Corrieredellosport.it

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Wallace, il dopo-de Vrij è già suo

È partita in sordina l'avventura romana di Wallace Fortuna Dos Santos. L'arrivo a Fiumicino in estate per 8 milioni, senza troppi fari puntati, il modo migliore per lavorare senza troppe pressioni, acquistando, a piccoli passi, la fiducia di Inzaghi. Contro il Bologna, all’andata, il primo contributo alla causa, conquistando in pieno recupero un rigore generoso. Nel match del San Paolo con il Napoli poi, è riuscito anche a non far rimpiangere de Vrij al centro della difesa, strappando i consensi anche dei più scettici. Lo scivolone nel derby d’andata in campionato è stato fin qui il più grande peccato di gioventù commesso nella Capitale, subito però archiviato a suon di prestazioni. Sarà probabilmente ancora lui a sostituire l’olandese sabato contro il Sassuolo, consentendo così all’ex Feyenoord di recuperare al meglio per la stracittadina del 4 aprile, dopo la forte contusione alla tibia destra rimediata in allenamento con la nazionale. All’orizzonte, intanto, comincia a delinearsi un futuro sempre in biancoceleste e ancor più da protagonista: come ribadisce ancora oggi la consueta rassegna stampa di Radiosei, il difensore brasiliano classe ’94 è il principale candidato per ereditare il ruolo di titolare accanto a Hoedt in caso di cessione di Stefan de Vrij. Il centrale orange, infatti, è sempre più al centro di voci di mercato che lo vedono lontano da Roma per il prossimo anno, al netto di un rinnovo di contratto che non è stato neanche accennato. Wallace vuole farsi trovare pronto all'eventuale passaggio di consegne, cominciando ad accumulare il più possibile i galloni da leader. La stagione entra nella sua fase più calda, ogni gara è ormai un esame di maturità.Lalaziosiamonoi.it

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Pereirinha racconta Caicedo: “Pochi gol ma è esplosivo e aiuta la squadra”

"Caicedo? È uno che si dà molto da fare per la squadra. Corre tanto e crea molti spazi. Non ha una media gol eccezionale, è vero, ma le occasioni da rete che gli capitano non le sbaglia. È molto forte nell'uno contro uno". A parlare così è Bruno Pereirinha che ai microfoni de La Gazzetta dello Sport ha presentato il neo attaccante della Lazio. Il laterale portoghese è stato compagno dell'ecuadoregno nel 2009/10 allo Sporting Lisbona. L'ex biancoceleste ha elogiato le sue qualità: "La sua caratteristica principale è la fisicità. È molto esplosivo. Quando parte in velocità, ai difensori sembra stia andando loro addosso un treno". Pereirinha è convinto che Felipe sia l'acquisto giusto per la Lazio che verrà: "Caicedo non è il classico sudamericano tutta musica e battute. È un tipo molto riservato. Sono convinto abbia la testa giusta per la Lazio e spero faccia bene. Lo auguro a lui, alla Lazio e ovviamente ai suoi meravigliosi tifosi".Lalaziosiamonoi.it

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Immobile-Keita coppia record a rischio. Tare torna su Gnabry del Werder Brema

Ciro Immobile con la maglia della Lazio centra la sua stagione migliore. La punta di Torre Annunziata ha messo insieme 23 gol e 5 assist in campionato (3033' in 26 match), tre marcature e due assist in Coppa Italia (394' in 5 recite) numeri che avrebbero potuto essere migliori se non avesse regalato rigori sia a Biglia sia a Keita, scelta non proprio comprensibile se si pensa come entrambi potrebbero lasciare Roma per lidi milanesi. L'ex Siviglia ha saltato solo il match incredibilmente perso in casa col Chievo 1-0 lo scorso 28 gennaio, oltre al derby del 30 aprile, segno di grande affidabilità fisica. Come scrive Il Messaggero, la coppia con Keita ha fruttato 39 reti, una pin più della coppia record Signori-Casiraghi del 1996, peccato che il senegalese, inseguito, tra le altre da Milan, Monaco e Liverpool, in testa abbia solo la Juventus, scelta che potrebbe rovinare i piani di Claudio Lotito. Il ds tare giovedì scorso ha parlato col senegalese, l'offerta resta quella di 1,5 fissi netti l'anno, bottino che con i bonus arriverebbe a circa 2 milioni. Sull'erede del numero 14 ancora nubi: l'appuntamento con De Fanti, agente di Borini in forza al retrocesso Sunderland, è stato rimandato; il ds Tare sarebbe tornato sull'esterno del Werder Breama Serge Gnabry, scadenza 2020, 22 anni il prossimo 14 luglio, 11 reti e 2 assist in 27 match. L'ivoriano con passaporto tedesco, già tre reti in due gare con la nazionale maggiore dopo aver vestito le divise di tulle le altre selezioni tedescehe, ha una valutazione di circa 15 milioni.   

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Gabrielli: “Da oltre 15 anni industria calcio esposta a ingerenza malavita”

Il capo della polizia Franco Gabrielli ha parlato in Commissione Antimafia dei cosiddetti "eventi anomali" nel campo delle scommesse sportive. E' stato infatti costituito – ha spiegato nel corso di un'audizione – un gruppo interforze che dal 2013 ad oggi ha analizzato 77 episodi anomali. "Le iniziative di approfondimento hanno permesso di verificare la fondatezza di 11 di questi eventi per il 2014-2015". Attualmente sono in via di approfondimento "36 segnalazioni; 17 delle quali riguardano la stagione in corso". Gabrielli ha poi fatto sapere "che da oltre 15 anni c'è la consapevolezza che l'industria del football nazionale sia esposta a ingerenze da parte della delinquenza comune e organizzata". "Da oltre 15 anni – ha aggiunto il Capo della Polizia – c'è la consapevolezza che l'industria del football nazionale è esposta a ingerenze delinquenza comune e organizzata. Sono documentati casi di contiguità e intrecci con ambienti malavitosi in cui sono coinvolte società sportive, calciatori e indotto del calcio". "Il crimine intravede nella gol economy l'occasione per ampliare traffici illeciti e insinuarsi in modo pervasivo sul tessuto sociale", ha proseguito. "Nei 75 incontri calcio caratterizzati da scontri, queste criticità rappresentano uno dei fronti più impegnativi per l'ordine pubblico: al 31 marzo sono stati impiegati in occasione delle partite contingenti di polizia per oltre 165mila persone". Gabrielli ha poi espresso "sincera gratitudine a Governo e Parlamento per aver ripristinato istituto dell'arresto in flagranza per differita". "Negli ultimi anni la criminalità ha perseguito una articolata strategia di infiltrazione: il segmento più a rischio è il calcio minore perché si incorre in minore livello di esposizione", ha chiarito Gabrielli.

ansa.it

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Europa League: 17 punti per la matematica certezza

Dopo il pesante 0-3 subìto dal Napoli domenica sera, in casa Lazio i conti si fanno soprattutto per centrare l'obiettivo Europa League, quello inizialmente dichiarato sia dal club sia dal tecnico, Simone Inzaghi. Come riporta Il Corriere dello Sport, considerato che alla seconda manifestazione continentale accederanno tre club italiani – due direttamente, l'altra passando dai preliminari – per non mancare il bersaglio la Lazio deve arrivare a quota 76, ovvero fare 16 punti nelle sette gare che restano. Il parametro resta la classifica attuale, con l'Inter issata a quota 55, sommando 21 punti potenziali i nerazzurri arriverebbero a 76; considerando il pesante passivo dell'andata, 3-0 per Icardi&Co contro i biancocelesti, il conto è servito. Detto che il 21 maggio all'Olimpico c'è lo scontro diretto con i nerazzurri, già il prossimo turno può essere decisivo: Inter impegnata nel derby e Lazio in trasferta a Genova. Ovviamente, ogni passo falso dei meneghini comporta un vantaggio per i biancocelesti, se espugnassero Genova poi Biglia&Co incontrerebbero il Palermo in casa, con i nerazzurri in visita al Franchi, prima di affrontare il Napoli alla 34esima, mentre i romani avrebbero l'ultima stracittadina della stagione. Il destino europeo della Lazio passa dai suoi piedi, il Genoa del figliol prodigo Juric è il primo ostacolo da superare immediatamente, un altro passo falso stavolta sarebbe incomprensibile alla luce di quanto fatto finora dalla Lazio.

 

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La Juventus molla Keita: verità o strategia da affare last minute

Che siano reale intenzioni o una strategia impossibile comprenderlo fino in fondo, ma secondo il quotidiano Leggo la Juventus avrebbe deciso di mollare la presa su Keita Balde Diao. Questo almeno trapelerebbe da fonti bianconere, una scelta che, se trovasse conferma anche a Formello, aiuterebbe il presidente Claudio Lotito a provare a trattenere la punta tanto cara al tecnico Simone Inzaghi. Da mesi infatti, con tanto di virgolettati del ds Igli Tare, si dà per scontata una trattativa “clandestina” tra il senegalese e la Vecchia Signora, con l'ipotesi estrema che vedrebbe il numero 14 aspettare i Campioni d'Italia anche fino alla scadenza del contratto il prossimo giugno. Scendendo nel dettaglio, smentita pienamente dal dg Marotta la possibilità di inserire il croato Marco Pjaca nella trattativa, prestito per due stagioni senza riscatto ed un conguaglio. Infine, sull'ex canterano del Barcellona occhio all'Inter: l'amicizia tra Calenda infatti e il diesse nerazzurro Sabatini potrebbe portare ad un affondo sul calciatore, soprattutto ora che i nerazzurri hanno superato l'ostacolo Fair Play Finanziario avendo fatto 30 milioni di plusvalenze entro il 30 giugno scorso.

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Lotito vs Agnelli: se Keita non rinnova pronto lo sconto all’amico Milan?

Non si sono mai amati, e mai lo faranno… Questo il senso della relazione Claudio Lotito-Andrea Agnelli, presidenti di lazio e Juventus che stasera si giocheranno la Coppa Italia. Come ricorda la Repubblica, i due non si sono mai piaciuti. Già nel settembre 2014 quando, durante un’assemblea di Lega, tra i due si sarebbe sfiorata la rissa su multiproprietà e seconde squadre. In mezzo a questa amara dialettica spesso è finita la Figc e la sua prima poltrona, prima e dopo l’elezione di Tavecchio come presidente. La prima volta vinse Lotito, perché Agnelli all’epoca sosteneva l'outsider Demetrio Albertini, con la recente conferma al secondo mandato, Agnelli ha spinto Tavecchio, spedendo Lotito fuori dal Consiglio Federale, sgarbo che il presidente della Lazio non dimentica. Passando al prato verde, lì è un monologo: tre finali (una di Coppa Italia e due di Supercoppa), tre successi bianconeri. La battaglia potrebbe spostarsi nelle stanze del mercato, lotta più dura perché la Lazio al momento non concede la clasuola rescissoria – così la Juve ha portato via Pjanic e Higuain e Roma e Napoli – anche se su Keita pesa la scadenza al 2018. Il senegalese, con Milinkovic, è nel mirino di Allegri. Il serbo sarebbe gradito ad Allegri, anche perché gli ricorda per potenza e tecnica Pogba, ma il prezzo è già schizzato a 40 milioni; la Vecchia Signora nicchia, ma è pronta ad affondare già dal giugno 2018, nonostante l'ex Genk abbia rinnovato fino al 2022. Come detto, situazione differente per Keita: pur di non trattare con il “nemico”, i bianconeri hanno intenzione di aspettare altri 12 mesi e prenderlo a zero. La contromossa di Lotito, se il ragazzo proprio non vorrà rinnovare, è cederlo subito al Milan dell’amico Fassone per una ventina di milioni. Almeno 10 in meno del suo valore: è disposto perfino allo sconto, il presidente della Lazio, pur di non vedere il “suo” Keita nella Juve di Agnelli.

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Tulli: “Storace mi chiese di rinunciare alla Lazio: sbagliai a dire sì”

Pierino Tulli, imprenditore nel settore della Logistica, nel luglio 2004 fu l'unico vero rivale di Claudio Lotito nella corsa all'acquisto delle quote della Lazio. Il club capitolino, come è noto, fini all'imprenditore che agiva nel settore della pulizia negli ospedali, asl e altro. Settanta anni, Tulli si racconta in un'intervista al Corriere della Sera, questi i passaggi riguardanti il suo approdo sfumato alla Lazio:

Come andò la scalata alla Lazio?

«Il funzionario della Unicredit che aveva ereditato il crac di Cragnotti mi disse: “Noi a Lotito non gliela vogliamo dare, dacci 24 milioni di euro ed è tua. Fecero anche una verifica sulle mie società».

Lei aveva già avuto guai con il fisco.

«Quaranta contenziosi tutti vinti. Unicredit si convinse che avevo la liquidità necessaria. Però dovevo prendere un mutuo per circa 400mila euro al mese. Eppure ero quasi deciso per il sì. Sono laziale».

Che accadde allora?

«Mi chiamò Francesco Storace, allora era presidente della Regione. Mi disse “ritirati, sponsorizzo Lotito”».

Siamo sicuri di questa versione?

«Era la mezzanotte del 18 luglio 2004 quando squillò il telefono. Era lui. Gli dissi “va bene”. Fu uno sbaglio».

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Il decollo dell’Aquila Igli: il volo di Tare in seno alla Lazio

E' arrivato sottovoce, come direbbe Marzullo, ma ora quando parla tutti ascoltano, difficile contraddirlo soprattutto in questo momento. Come racconta La Gazzetta dello Sport, era l'estate 2008 quando Claudio Lotito si ritrovò senza direttore sportivo a causa delle dimissioni di Walter Sabatini è andato via. Dopo le solite consultazioni, l'imprenditore romano optò per la soluzione interna: Igli Tare, scarpini appena appesi, 35 anni, reduce da tre stagioni da punta con un magro profilo (54 gare e e 4 gol in A) dopo esser arrivato in Italia nel 2001, Brescia e Bologna le sue maglie. Lotito affida subito al dirigente albanese il ruolo di coordinatore della squadra, solo nel 2009, dopo aver conseguito il diploma da d.s., diventa l’uomo mercato di Formello. A Lotito piace per la sua conoscenza del calcio internazionale, dopo 5 stagioni in Germania, dove conosce la moglie Sandra, Tare parla 6 lingue, vanta contatti tra agenti ed ex compagni di squadra. Tare preferisce fidarsi in primis del suo fiuto, ore e ore a studiare partite in video, se c'è l'aria dell'affare parte dritto verso il campo a conoscere di persona il giocatore. Vuole conoscere anche l’uomo: raccoglie informazioni sul carattere, cerca di parlare con i familiari. Se pensa di aver fatto centro propone l’acquisto a Lotito, passando per le esigenze dell’allenatore. Qualcuno dice che lavora come i direttori sportivi di una volta: parole che Tare accetta come un complimento.