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TIFOSI

“Clonate Pedro, l’unico sotto la curva dopo la sconfitta”: i tifosi eleggono lo spagnolo a leader

C’è tanta delusione in casa Lazio dopo il derby perso contro la Roma. A fine partita i giocatori hanno applaudito la Curva Nord da lontano. L’unico che è arrivato fin sotto il settore è stato Pedro, che ha chiesto scusa e applaudito tutti i tifosi presenti davanti a lui. Un gesto che non è passato inosservato e poco dopo con foto e video, è finito sui social: “L’unico che ha avuto gli attributi di venire sotto ai tifosi ad applaudire e chiedere scusa. L’unico”, si legge tra i commenti dei tanti laziali. E ancora: “Cloniamo lui e mandiamo a casa tutti gli altri”. Lo spagnolo, che era grande ex della partita, non ha esitato un momento nel proseguire la sua camminata fin sotto la Nord arrivando a due passi dalle prime file. Leader anche nelle sconfitte pesanti. Corrieredellosport.it

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INFERMERIA

Le condizioni di Milinkovic: verrà visitato in nazionale

Sergej Milinkovic-Savic tra la delusione del derby perso e il naso dolorante. C’è il sospetto che la botta in area di rigore di Ibanez ai suoi danni gli abbia fratturato il setto nasale. Il Sergente in campo non ha mollato nonostante il sangue (subito fermato dai medici della Lazio) e le difficoltà nel respirare. Oggi lascerà Roma per Belgrado, la sua partenza era prevista per rispondere alla chiamata della Serbia. Sarà visitato in patria. Si sottoporrà ad accertamenti strumentali per scongiurare fratture, ieri c’era pessimismo sulle sue condizioni. Sarri incrocia le dita, spera di non perdere uno dei suoi calciatori migliori. Nel caso di frattura, Sergej dovrà sottoporsi ad intervento chirurgico.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone (La Repubblica): “Lazio presuntuosa, spirito del derby non capito”

GIULIO CARDONE (La Repubbica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

La garanzia assoluta per perdere un derby è quella di entrare in campo convinti di essere superiori. La Lazio l’ha fatto, ho indagato anche su questa mollezza totale che ha travolto la Lazio. Dobbiamo capire cosa sia accaduto ieri, quello che ho capito è che la Roma avesse il triplo della cattiveria. E’ stata presuntuosa e tutto viene confermato dall’episodio del rigore non concesso a Milinkovic. Lì c’è tutta la non preparazione della Lazio a questa partita, non è possibile non protestare minimamente. Quello era l’unico episodio che poteva cambiare la gara, poi il resto l’ha fatto anche il modo in cui la Roma l’ha preparato. La Lazio è entrata in campo con la convinzione di essere superiore alla Roma, vuol dire che non hai capito lo spirito del derby. Questo è un evento a parte, all’andata la stessa squadra l’ha interpretato bene e l’ha vinto. I giocatori della Lazio confermano che la squadra avversaria aveva più cattiveria. Zaniolo out? Uno dei motivi della vittoria della Roma, mossa tattica molto importante”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Dalla Palma (CdS): “Lazio assente, responsabilità di tutti. Mi chiedo chi sia la Lazio…”

ALBERTO DALLA PALMA (Corriere dello Sport) in collegamento a ‘QUELLI CHE...’!

“Anch’io sono rimasto molto sorpreso dal calcio di rigore non concesso. Si è visto benissimo che Milinkovic fosse subito a terra con il sangue al naso. Moviole ed ex arbitri oggi ci hanno fatto subito sapere che le smanacciate in piena area di rigore si possono dare. Sono perplesso. Detto questo, la reazione della Lazio è stata pari a zero anche in termini di proteste. In campo clamorosamente, poi anche da parte di Sarri e della società. Evidentemente la Lazio era totalmente assente. Credo che le responsabilità vadano condivise, non c’è un solo giocatore che può essere salvato. Squadra piatta, responsabilità totale da parte dell’allenatore. Se la Lazio l’ha giocato così il derby, significa che l’ha preparato male. Ora non so chi sia la Lazio, appena pensi di essere arrivato alla svolta, accade questo. Con l’esclusione delle coppe avremmo dovuto evitare questo tipo di cadute, evidentemente non è così. Mi sono allenato una settimana, ma erano gli altri ad essere indemoniati. Poi è chiaro che Mourinho l’ha studiata bene ed ha fatto la partita dell’anno. Ripeto, non capisco più chi sia la Lazio

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APPROFONDIMENTI NEWS

Lazio, ora la reazione: ecco le otto finali per credere all’Europa

“Questa è una squadra che di solito, quando subisce una sconfitta così, reagisce, questo lascia ben sperare”. Maurizio Sarri, dopo il ko nel derby, guarda avanti e punta il finale di stagione. La sfida con la Roma, diretta concorrente per un posto in Europa, era fondamentale per dare una misura ai progressi visti nell’ultimo periodo. Il 3-0 invece, è una sconfitta pesante pure per il morale. La pausa capita forse nel momento giusto. Tasto reset, poi di nuovo start per giocare al massimo le otto partite che restano.

Il calendario della Lazio

Dopo la pausa si riparte all’Olimpico, domenica 3 aprile, contro il Sassuolo. Match sicuramente insidioso. Una settimana dopo sfida al Genoa sempre immischiato nella lotta salvezza. Poi Torino e Milan in casa. Spezia in trasferta, Sampdoria all’Olimpico. Il 15 maggio c’è la Juve allo Stadium per poi finire a Roma contro il Verona. Il 22 maggio si faranno i conti. Guai a mollare, Sarri si aspetta una forte reazione da parte del gruppo. Non si può più sbagliare. Corrieredellosport

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APPROFONDIMENTI

Naufragio totale, la rabbia dei tifosi risparmia solo il giovane Romero

“È una vergogna approcciare un derby così”. I tifosi della Lazio sui social e nelle radio si infuriano e la pensano tutti allo stesso modo, condannando l’atteggiamento dei biancocelesti, sotto nel punteggio dopo 56 secondi e mai realmente in partita. Leziosi, poco umili, spocchiosi senza alcun motivo, visto che in classifica c’era solo un punto a dividere le due squadre. Mai una seconda palla recuperata, mai un contrasto vinto: un tracollo totale, nella sfida cittadina più attesa dell’anno. “Non capisci la mancata reazione, c’era tutto il tempo per recuperare invece ci siamo buttati giù”, dice Sarri. La Roma carica ha sconfitto una Lazio spenta. Eppure sarebbe dovuto essere il contrario, visto che il tecnico toscano ha potuto lavorare per una settimana intera a Formello, mentre Mourinho ha avuto l’impegno in Conference League.

Invece è accaduto l’opposto e nessun singolo biancoceleste si è salvato dal naufragio dell’Olimpico. Da Strakosha, che avrebbe potuto fare di più soprattutto sulla traiettoria da corner di Pellegrini, ad Acerbi, irriconoscibile dopo le due ultime prestazioni positive post infortunio, passando per i vari Felipe Anderson, Milinkovic, Luis Alberto, Hysaj e via dicendo. Immobile si batte e fa quel che può, lo stesso Pedro, che almeno ci prova. Unica nota positiva: l’ingresso del 2004 argentino Luka Romero, frizzante e in campo con agonismo al contrario di molti suoi compagni.

A livello di classifica, cambia poco per la Lazio, che si giocherà fino alla fine l’Europa League con Roma e Atalanta. La pesante sconfitta può però pesare sul morale e sul futuro di alcuni giocatori, che sembrano essere arrivati a fine ciclo. Tuttomercatoweb.com

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DICHIARAZIONI

Sarri: “Su Milinkovic era rigore, ma inutile parlare di un episodio…”

Al termine di Roma-Lazio, il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri è intervenuto in conferenza stampa.

“Non ho visto una squadra sfilacciata, ma purtroppo abbiamo perso troppi palloni. La partita è stata condizionata dai primo gol, c’era tempo per porre rimedio ma il contraccolpo è stato pesante. Dovevamo mano a mano rientrare nel match, invece non abbiamo avuto niente a livello emotivo. 

Peccato per il mancato rigore su Milinkovic, che era compito del VAR da segnalare. La mia sensazione è che sia stato preso con il gomito e non con la mano, come detto da Irrati. Inutile appellarsi ad un episodio però. Siamo stati frastornati per tutta la partita, spero che sia dipeso dall’approccio e che non lasci scorie. Ci dispiace per aver perso il derby, soprattutto per i tifosi. Dovremmo essere noi a trascinare la Curva, invece è successo il contrario. 

Dopo una partita sbagliata abbiamo sempre avuto reazioni di buon livello, speriamo che sia così anche questa volta. Per quanto riguarda il derby, la reazione viene fuori se prima hai la capacità di soffrire e rimanere dentro la partita. Se la squadra si spegne al primo episodio negativo vuol dire che è spenta, quindi l’aspetto tattico oggi non c’entra nulla”.

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Lazio, Di Canio è duro: “Squadra senza virilità”

Nel corso del programma “Club”, in onda su Sky, Paolo Di Canio ha parlato di Roma-Lazio, finita 3-0 per i giallorossi: “Il derby si estrapola da ogni contesto. La Roma veniva da tre partite inguardabili, le due col Vitesse e quella con l’Udinese, ma oggi fa storia a sé. Mourinho l’ha preparata bene, ha tolto un giocatore che deve diventare un crack ma gioca spesso da solo, ha messo due trequarti che sono giocatori di qualità. La partita può cambiare con un gol da calcio d’angolo, traversa, coscia, gol. E la cambia di tanto, soprattutto per una squadra che si basa su conservare per ripartire. Ti dico la verità però, una squadra è arrivata con una fame per rimettere in piedi la stagione, l’altra era arrivata con più identità, con centrocampisti che giocano con tocchi di qualità li hanno mangiati. L’immagine è Zalewski, il ragazzino che si è bevuto Felipe Anderson. Fra i biancocelesti non c’è un virile, c’è Pedrito, Felipe Anderson, Luis Alberto, Milinkovic. Non c’è nessuno, per una rissa vado da solo così muoio da eroe, se no sembra anche che ti sei portato gli amici. Acerbi? A due fa fatica, dai sottopassaggi già boccheggia. Sta giocando in un ambiente per lui non facile. Dopo lo screzio con i tifosi non ha vita facile. Era un idolo, adesso è al centro della contestazione”.

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Acerbi, Marocchi lo critica: “Non sa fare quel che chiede Sarri”

Durante il “Club”, i giornalisti e gli esperti presenti, hanno fatto il processo alla Lazio dopo il derby perso 3-0. Giancarlo Marocchi ha parlato sia della squadra che di qualche singolo: “Nessun giocatore della Lazio è nato con la cazzimma, quindi tu vai in campo per quello che sei. Sono tutti giocatori da metà campo in avanti, all’indietro un po’ meno, molto molto bravi tecnicamente, ma se non hanno 30 metri di spazio ecco che diventano troppo prevedibili. La Roma anche se non avesse segnato al primo secondo non avrebbe attaccato. Con i cinque difensori sarebbe comunque stata al limite dell’area perché Mourinho ha inculcato ai giocatori di fare intanto 0-0 poi qualche gol si fa. Perché li ha resi determinati e sporchi, anche un po’ cattivi, protestano sempre. Sono a sua immagine e somiglianza. Acerbi? Se lo dai a Gasperini diventa uno dei migliori difensori del nostro campionato. Sarri chiede cose diverse, i quattro difensori devono essere legati insieme che si disinteressano degli avversari, solo spazio e palla. E lui evidentemente questa cosa non la sa fare”.

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DICHIARAZIONI

Muriqi confessa: “Sarri incredibile e chiaro con me. Vorrei restare a Maiorca”

L’ex attaccante della Lazio Vedat Muriqiha rilasciato un’intervista ai microfoni di Radio Lig, nella quale ha spaziato fra i suoi progetti per il futuro e i suoi ultimi due anni di carriera con la maglia biancoceleste. Il kosovaro è ora in prestito il Liga al Maiorca: “Prima di venire a Maiorca avevo molta ansia, ma ho fatto molte ricerche. Sono stato molto felice di essere arrivato qui. Tifosi, città, club, tutto è bellissimo. Il club è molto organizzato. Resterò qui fino alla fine della stagione, poi prenderò la decisione migliore per la mia carriera. Se si trova l’accordo, vorrei continuare qui. Voglio usare la mia esperienza per aiutare la squadra a salvarsi. Ovviamente qui la mentalità è diversa. Tuttavia, perdere o essere retrocessi qui non è la fine del mondo, non come in Turchia. Possiamo dire che i giocatori sono un po’ più a loro agio in questo senso”. 

“Io via? Sarri sincero: non ero il suo tipo di giocatore”

“”Ho parlato con la Lazio prima di gennaio. Ho avuto un incontro con Sarri. Gli ho detto ‘Forse non ti piace il mio posizionamento in campo, oppure non sto andando bene in allenamento. Se mi parli dei miei difetti, lavorerò di conseguenza’. Lui mi ha risposto di essere molto soddisfatto del mio lavoro, ma che non rientravo nel suo sistema di calcio. Mi ha detto che voleva giocare con attaccanti bassi e veloci. In altre parole, ha detto che non sono il suo tipo di giocatore. Ho ricevuto offerte dalla Turchia durante quel periodo. Ho anche ricevuto offerte da tutti i grandi club turchi. L’importante era che la richiesta della Lazio fosse soddisfatta. Il Maiorca ha fatto del suo meglio ed è arrivata l’offerta più alta. La situazione finanziaria dei club in Turchia non era sufficiente e ho scelto il Maiorca”.

Sarri: “A nessuno interessa il calcio quanto a lui”

“Lasciatemi dire una cosa su Sarri. Penso che non ci sia nessun altro uomo al mondo a cui importi del calcio tanto quanto lui. Non è un caso che Sarri sia Sarri. Le persone leggono la sua storia e fanno commenti come “Era un banchiere e improvvisamente è diventato un maestro di calcio”. Non è affatto così. Ogni allenamento era come una partita per noi. La squadra è di un livello incredibile. C’è solo un problema secondo me. Secondo lui, tutti possono sbagliare, ma il suo sistema non può essere difettoso. Questo sistema ha funzionato al Napoli, anche alla Juventus. Se non funziona qui, è un problema. Ho lavorato con tanti allenatori che sono bravi tatticamente o emotivamente, ma Sarri è davvero incredibile. Ci diceva ‘Dovremmo giocare in avanti, non all’indietro’. Voglio dire, aveva il controllo di ogni dettaglio”.

“Lazio, quanti campioni in avanti. Ero una riserva da 20 miloni”

Ho sempre apprezzato gli allenatori che mi hanno dato la libertà in campo. Quando sento questo, provo sempre a rispondere sul campo. Quando sono andato alla Lazio sapevo che sarei andato in un club che giocava insieme da 5-6 anni e per me sarebbe stata davvero dura. Non mi aspettavo che mi acquistassero subito. Nella squadra c’erano giocatori come Caicedo, Immobile e Correa. Quell’anno, Ciro vinse la scarpa d’oro, superando Ronaldo e Messi. Tuttavia, alcuni mi chiedono ancora perché ci sono andato. Pensavo che un club come la Lazio non avrebbe dato 20 milioni a un giocatore per usarlo come sostituto. Del resto 20 milioni per la Lazio sono tanti soldi. Mi sono fidato di me stesso e di questo pensiero. Sono andato in Italia un po’ paralizzato, poi sono ho preso il covid e non era l’inizio che volevo. Quando un attaccante pagato 20 milioni non poteva dare il suo contributo… Nel secondo anno con Sarri, per quanto mi sentissi pronto, non sono riuscito a sfruttare le occasioni che mi hanno dato. Non voglio incolpare qualcun altro e trovare scuse. È stato un onore e un orgoglio per me giocare lì, ma non puoi essere felice quando non giochi”.

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