Ciro guida la Lazionale. Un segnale di svolta? Chissà. Sarebbe bello vederlo esplodere anche in azzurro. Il ct Mancini lo convocherà a settembre, lo ha appena ribadito e all’orizzonte non si vedono in Serie A altri centravanti italiani in grado di spodestarlo. Scamacca forse volerà all’estero, Belotti è ancora disoccupato. Un dato è certo. Lotito, nei suoi diciotto anni di gestione, non aveva
mai costruito una Lazio così italiana. Festeggerà il compleanno della maturità (martedì 19 luglio) salendo durante il week-end nel ritiro dolomitico di Auronzo. Sarri gli chiedeva acquisti giovani, limitando le scommesse all’estero. Il presidente lo ha accontentato. Provate a contarli. Da Immobile a Cataldi, passando per Lazzari, Romagnoli, Casale,
Zaccagni, Cancellieri e Acerbi.
Attesa per Provedel
Otto italiani in lista e anche con l’uscita dell’ex Sassuolo il contingente rimarrà inalterato. La Lazio prenderà un portiere italiano da affiancare al portoghese Maximiano. L’obiettivo era e resta Ivan
Provedel, ma l’intesa economica con lo Spezia non è stata ancora raggiunta e il ds Pecini deve identificare un sostituto. Il tempo, consegnato Maximiano a Sarri, lavora a favore della Lazio. Lotito ha raggiunto un’intesa con Provedel, in
scadenza 2023 e intenzionato (per ora) a non rinnovare con lo Spezia. La fase di stallo precederà, in un senso o nell’altro, la svolta. Corriere dello Sport