In realtà, Sarri continua a invocare Ivan Ilic, ma Lotito risponde no senza la cessione di Luis Alberto. Zielinski sarebbe il colpo ad effetto in caso di addio di Milinkovic all’estero.
TARE A ROMA
È stato speso tanto, dunque al momento si va al risparmio. L’allenatore vuole un’altra pedina a centrocampo, può tornare di moda lo “svincolato” Vecino: c’è stato un nuovo contatto, dopo la chiusura di fine maggio. Anche in porta Lotito guarda al prezzo del “secondo”: lo Spezia pretende almeno 6 milioni per Provedel, la Fiorentina 4 per Terracciano. Ne costa appena 2 Silvestri dell’Udinese e, al fotofinish, non è affatto escluso il duplice sorpasso. Sarri lo reputa un buon portiere, ma non ha le caratteristiche che chiede, come d’altronde Luis Maximiano. Nella sua gestione, vorrebbe far crescere col suo staff gli estremi difensori, come non succede ormai da tempo (vedi Strakosha) alla Lazio. Silvestri era stato proposto nei due giorni di blitz in ritiro da Tare, che è già tornato nella capitale e risalirà solo lunedì ad Auronzo. Questo weekend il ds sarà impegnato nelle uscite al telefono: Muriqi-Maiorca, l’affare va chiuso a 9 milioni ad ogni costo. Il Messaggero
Vola questa Lazio. Rimette le ali e risale ad alta quota del gol (sinora 26 in tutto) sulle Tre Cime di Lavaredo. Immobile segna, ma deve ancora tornare al meglio, nonostante un altro splendido centro di tacco nell’ultimo allenamento mattutino. Invece Felipe Anderson (ieri cena libera alla Rotonda coi nuovi Maximiano e Marcos Antonio) e Pedro sono già al top, i capocannonieri di questa prima fase del ritiro, aspettando la terza uscita contro la Triestina di domani pomeriggio alle 18, sotto lo sguardo di Lotito. Il brasiliano, fresco neosposino, si era scatenato con un poker nella prima amichevole (21-0) contro l’Auronzo. Giovedì è rimasto a secco, ma ha scartavetrato la fascia destra e sfornato – insieme a Lazzari – un cross dietro l’altro. Falso nove o esterno, ormai sa far tutto. Funambolo, ora è pure cattivo e smaliziato. Pedro invece è il solito, un trottolino indemoniato: due reti al debutto, altrettante contro il Dekani, di testa e dal dischetto. A 34 anni ha fatto un patto col diavolo, questo terribile “vecchietto”: rimane un esempio per tutto il gruppo e un beniamino per i tifosi, che lo acclamano sugli spalti dello Zandegiacomo.
LA CRESCITA DI UN TALENTO
Eccoli, in teoria, i titolari del 4-3-3 della prima gara ufficiale contro il Bologna, esordio di campionato all’Olimpico del prossimo 14 agosto. Zaccagni però non si è affatto arreso, anche se Sarri pretende da lui più incisività e meno fumo. Non può bastargli certo qualche dribbling o un rigore conquistato (e trasformato) a regalargli il posto. Invoca spazio, la pulce atomica Luka Romero. Caschetto castano e sguardo vispo, il 17enne argentino sta rubando a tutti l’occhio per i numeri che mostra sul terreno: guizzi, serpentine, tiri all’incrocio. A dispetto di quel fisico così mingherlino, Romero è intelligente, sgusciante ed esplosivo. Stavolta Sarri non potrà tenerlo fermo in panchina così tanto. Il suo talento va sfruttato, senza bruciarlo.
IL CENTRAVANTI PROMESSO
Gioventù in rampa di lancio. Sarri è sicuro che non si scotterà nemmeno il 20enne Cancellieri nel nuovo vestito. A Verona stava maturando da esterno, adesso fa le prove da vice-Immobile in attacco. Nel primo test la doppietta, due pali in rovesciata, un autentico spettacolo. Eppure c’è già chi storce il naso perché, non appena si è alzato il livello col Dakani, Matteo si è bloccato. In realtà, Sarri non è affatto preoccupato perché l’ex Verona si muove bene, può essere da centravanti il suo futuro. Certo, lo testimonia la carta privata siglata con Lotito, il tecnico avrebbe voluto un’altra pedina più esperta al centro dell’attacco (Mertens o Caputo), ma le grandi spese sostenute lo inducono ad accontentarsi del mercato già compiuto a metà luglio. Allora bisogna sempre augurare lunga vita a Immobile, che ha scongiurato l’intervento al malleolo e ieri sera ha cenato con mamma Michela e papà Antonio. Ciro crede in Cancellieri come suo alter ego, ma Matteo andrà aspettato, ci vorrà tempo: intanto paga il pranzo a tutto il gruppo, che ieri si è riunito con i fisioterapisti (senza Sarri e lo staff tecnico) all’agriturismo Malga Maraia ad Auronzo. La cena ufficiale è stata rimandata a domani sera, sia perché giovedì è cambiato il programma degli allenamenti all’ultimo, sia per aspettare Lotito. Il presidente farà un punto con Sarri, che vuole capire quale sarà la dead line sulle cessioni di Milinkovic e Luis Alberto. La Lazio ha rimesso le ali, sta costruendo un sogno Champions, non si può precipitare nell’incubo ad agosto. Il Messaggero
“La Lazio ha già fatto un passo avanti col portiere perché peggio di come stavamo lo scorso anno non può essere. L’ultimo Strakosha dava l’impressione di essere alla fine del percorso.
C’è un problema però, fino allo scorso anno c’era Leiva che dava equilibrio. Ora con Marcos Antonio sulla stessa mediana di Milinkovic e Luis Alberto e con Lazzari terzino, l’impressione è che la squadra sia piuttosto sbilanciata. Secondo me alla fine Milinkovic rimarrà, invece se dovesse partire Luis Alberto secondo me bisognerebbe prendere con quei soldi il sostituto di Leiva e mettere Marcos Antonio alla mezzala”.
“Acerbi potrebbe entrare nel giro del Napoli, che -a su volta- per uscire dalla situazione Koulibaly potrebbe aumentare la quantità – più che la qualità. Ovviamente ha desiderio di andare via, tenerlo sarebbe stato un capolavoro per la Lazio, ma non ci sono le condizioni per pensare a questo tipo di risvolto. La Lazio per la prima volta ha concluso quasi tutto, prima dell’inizio del campionato. Merito di Sarri, del suo accordo col presidente per avere i giocatori il prima possibile per lavorare ad Auronzo. Lotito ha puntato sul serio sul tecnico toscano, ormai è chiaro. Finora, questo è il mercato più convincente per vari motivi. Chiaro, poi bisogna vedere se verrà venduto il famoso ‘big’. Milinkovic sembra assolutamente sereno, credo abbia apprezzato anche lui la campagna acquisti finora. Considero ‘cessione eccellente’ anche quella di Luis Alberto. Ilic sarebbe il suo erede, è il candidato numero 1, mentre Zielinski costa caro”.
TARE
“L’ingresso di Fabiani – seppur in altro settore – ha creato del trambusto. Ci sono stati dei momenti in cui abbiamo pensato ad un divorzio immediato, ma Tare ha lavorato su quasi tutti i nomi in entrata finora. Se il Ds ha preso l’impegno di finire la sessione per poi andarsene o se invece accetterà la convivenza, lo capiremo a breve. Il suo contratto scadrà il prossimo anno, d’altronde. A settembre avremo il quadro completo”.
“Marcos Antonio da un taglio diverso al centrocampo della Lazio. Io l’ho visto giocare solo da mezz’ala ed è chiaro che il giocatore c’è, ha qualità. Sono curioso di vederlo al centro, fra i tre. Il fatto che Sarri lo stia provando con Basic, è un indizio. Sta lavorando, credo che Luis Alberto non sia ritenuto ‘indispensabile’ dal tecnico. Giustamente sta facendo delle prove per capire che forma dare al nuovo centrocampo”.
LA DIFESA
“Romagnoli è una garanzia, nonostante arrivi da una stagione non bellissima a livello personale. Ha voglia di rimettersi in gioco e non poteva scegliere piazza migliore. Casale ha giocato sempre a tre, ma la cosa non mi preoccupa. E’ un marcatore, insieme, formano una bella coppia di centrali. Sono ben assortiti. Su Maximiano non mi esprimo, non lo conosco. Credo che – ad oggi – la Lazio ha rinnovato e ringiovanito, ha fatto quello che doveva fare. Solo il campo dirà che questo fa rima con miglioramento”.
Sette anni fa il primo ritiro, ora il rinnovo. Quanto sei oroglioso?
“Vengo da una bella stagione, mi piace il gioco di Sarri. Cercherò di fare il massimo in allenamento e in partita per portare la maglia della Lazio più in alto. Sarri è fondamentale per me. Lo scorso anno ha creduto tanto in me. Mi sento bene con la società, ma devi avere stimoli, la voglia di allenarti con la cattiveria giusta. Sarri è stato molto importante, venivo da un anno in cui non stavo bene tra Covid e problemi professionali. Sono contento di fare lo sport più bello del mondo: il calcio”.
Quanto vi piace questa nuova Lazio?
“I nuovi arrivi hanno voglia di lavorare, sono bravissimi. Vogliono dare il meglio, è un piacere vedere i nuovi e i vecchi che vogliono portare con orgoglio la maglia della Lazio”.
Un giudizio sui nuovi difensori?
“Io ogni giorno faccio il meglio, è bello vivere un momento felice. Siamo in Europa, speriamo che il prossimo anno sia migliore. Romagnoli ha pubalgia, ma ha tanta voglia. Sapete quanto rappresenta per lui la Lazio, ne abbiamo parlato anche in vacanza quando ci siamo incontrati. Casale è bravo, Gila l’ho visto giocare, è giovane. Deve abituarsi al campionato italiano, ma è forte“.
Cosa ha fatto Sarri per te?
“La prima cosa: il tipo di gioco che vuole il mister ero abituato alle categorie inferiori al Barcellona. Spostare la palla, aggredire l’avversario. Certi movimenti li avevo fatti anche da piccolo. Lui mi capisce dal punto di vista mentale”.
Come migliorare la difesa?
“Da quando abbiamo iniziato sia a Natale sono stati presi tanti gol. Siamo un blocco, la difesa funziona se lavora l’attacco e centrocampo. Se saltano due linee ci attaccano in tanti e difendono in poche. Siamo in inferiorità, ma la squadra piano piano si sta impegnando. Tutti corrono tanto, speriamo sia un anno ancora migliore”.
Uno stimolo avere tanti spagnoli in rosa?
“Parliamo italiano, siamo qui in Italia. Anche per i nuovi, così tutti imparano velocemente. Con Gila meglio parlare in italiano. Pedro? Non ho parole, quando ero piccolo lo vedevo tutte le domeniche. L’ho visto crescere, stava al Barcellona B con Guardiola. I gol, la crescita: 35 anni ed ha umiltà, sembra un bambino”.
Come ti senti fisicamente?
“Ho un problema al ginocchio, una iperestensione. Adesso devo cercare di non prendere pillole e riuscire a stare meglio. Nulla di grave, ma quando faccio un passaggio mi fa male. Ho saltato un giorno, meglio così. Non sono un leader, ci sono 5 giocatori forti dietro. Mi devo guadagnare il mio posto, siamo tutti uguali“.
Obiettivi stagionali?
“Senza dubbio la nostra lotta è arrivare tra le prime quattro. Ci sono buone squadre, ma puntiamo in alto. Anche per la società è fissato l’obiettivo, siamo pronti mentalmente. Questo è l’obiettivo principale”.
AURONZO DI CADORE – Secondo test-match della preparazione archiviato e la prospettiva di un pomeriggio libero (stasera probabile cena di squadra). Questo il contesto sotto le Tre Cime di Lavaredo, ma in mezzo c’è la sessione di lavoro di questa mattina, utile per scaricare le fatiche dei 45′ giocati ieri da quasi tutti gli effettivi e per lavorare sui correttivi da apportare dopo i primi dieci giorni di lavoro. Non a caso la giornata si apre con un discorso “sarrista” al gruppo prima della fase di attivazione atletica.
Ritmo, intensità, velocità di pensiero e movimento e coralità sono i concetti più importanti sui quali Sarri sta battendo in questo avvio. Il cosiddetto “unico pensiero“. I sincronismi, poi saranno una conseguenza. Non tutti i calciatori sono allo stesso livello atletico. C’è chi è arrivato in corso d’opera ma già aveva iniziato la preparazione con altri club come Casale, chi come Marcos Antonio e Romagnoli, per motivi diversi erano in astinenza di campo.
Romagnoli ok
Debutto rinviato per l’ex Milan. Il più acclamato ma anche l’unico assente ieri con il Dekani. Ha accusato un leggero affaticamento all’adduttore, nulla di grave, strascico di un vecchio infortunio alla coscia rimediato con la maglia del Milan. Al mattino si era allenato in palestra, poi ha corso svolgendo il test di Cooper. E’ stato proprio Romagnoli l’osservato speciale oggi. E la buona notizia è il suo rientro in gruppo: mentre sul campo centrale Sarri e Martusciello hanno approfondito il lavoro con centrocampisti e attaccanti, il 13 ha effettuato allunghi e corsa con il resto dei difensori. Lavoro atletico al pari degli altri (tranne Kamenovic e Patric affaticato), poi esercitazioni tattiche al fianco di Casale (Gila con Acerbi) con Marusic e Lazzari terzini. Romagnoli c’è e con lui anche il probabile quartetto titolare.
Marcos Antonio e gli equilibri
La prima parte di lavoro tecnico-tattico, dunque, ha visto protagonisti centrocampisti ed attaccanti. Didattica pura, tempi di gioco, palleggio veloce, movimento senza pallone, scalate e costruzione della manovra innescata dai registi. Cataldi e Marcos Antonio sempre a specchio in due schieramenti opposti. L’italiano parte in vantaggio, conosce meglio gli input del tecnico. Il brasiliano studia da play, con le sue caratteristiche, rapidità e visione, ma anche con una spiccata natura offensiva che, guarda caso, sta portando Sarri a provarlo sempre in una mediana completata dalla fisicità di Basic (e oggi anche Milinkovic). Questione di apprendimento, di conoscenze, ma anche di equilibri da trovare. Luis Alberto e Marcos Antonio insieme, per essere chiari, in questa prima fase potrebbe essere un azzardo. DB Radiosei
Fiera del gol nelle amichevoli della Lazio disputate in ritiro: 26 reti totali segnate (21 all’Auronzo, 5 al Dekani). In cima alla classifica marcatori del pre-campionato ci sono Felipe Anderson e Pedro. Il brasiliano ha siglato il poker alla prima uscita, rimanendo poi a secco nella seconda. Scatenato Pedrito: due reti all’Auronzo, altre due agli sloveni. Le due ali sono già in forma in vista dell’inizio del campionato. A quota 3 gol c’è Basic, anche lui tra i più positivi in ritiro. Tanti a due gol, tutti segnati alla prima: Akpa Akpro, Cancellieri, Kiyine, Luis Alberto, Raul Moro e Luka Romero. Immobile è a quota 1 gol: non ha giocato contro l’Auronzo, ha marcato con il Dekani (sbagliando anche un rigore). Una rete pure per Zaccagni. Corriere dello Sport
Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, c’è aria di rinnovo per Zaccagni. Lotito ha intenzione di blindarlo dopo averlo acquistato a titolo definitivo dal Verona. E’ stata un’idea di Sarri dopo esser sfumato l’affare Kostic e per il mister non si discute. All’inizio dell’estate si pensava che Zaccagni potesse essere sacrificato in caso di offerta pesante, ma il mister lo ha confermato e Lotito ha già progettato il rinnovo del suo contratto, in scadenza nel 2025, ovviamente con ritocco dell’ingaggio.
Terracciano o Provedel come vice Maximiano, uno vale l’altro. Il Lecce ha superato Lazio e Spezia per Falcone e ora i liguri pretendono 6/7 milioni per Provedel, mentre la Lazio offre meno. Se non si troverà un accordo intorno ai 5, si virerà direttamente su Terracciano, anche se l’uscita di Dragowski dalla Fiorentina potrebbe complicare tutto. Tare aveva proposto Silvestri dell’Udinese, ma Sarri ha detto di no. Il ds deve piazzare anche Alia e Adamonis, ma ora è concentrato su Muriqi. L’affare con il Bruges è saltato, Lotito è furioso e ora si torna a trattare con il Maiorca per circa 9 milioni di euro. Acerbi ha detto sì al Napoli, Lotito chiede 5 milioni, bisogna solo trovare l’accordo. Il Messaggero