Una lacrima su Ciro: «Mi sono rotto tutto». Non solo il derby, sul 2022 di Immobile può calare il sipario. Si teme uno stiramento alla coscia sinistra fra il primo e il secondo grado. E pure il “vecchio” bicipite femorale destro è di nuovo malconcio. Rischia almeno un mese di stop e di saltare quindi 7 partite, fra cui Atalanta, Roma e l’ultima del 13 novembre contro la Juve a Torino. Senza considerare quella Coppa in bilico (mancano gli scontri con Midtjylland e Feyenoord), in cui Ciro si è appena sbloccato col 21esimo gol, diventando il biancoceleste più prolifico di ogni tempo. Gli esami di dopodomani mattina daranno un primo responso, ma addirittura il bomber deve scongiurare uno strappo del muscolo, il peggio. Dal 29’ di Lazio-Udinese l’Olimpico è muto. Immobile segue uno stacco di Milinkovic con uno scatto: inizia a zoppicare, ad alzarsi il pantaloncino, a piegarsi e a mettersi le mani sul volto. Piange, gelo. Il bomber mima il gesto del crac al flessore sinistro. Chiede il cambio, ma non ce la fa nemmeno a uscire, viene accompagnato nello spogliatoio. Ciro è sconfortato, lui stesso teme che stavolta l’infortunio sia davvero serio. Assiste comunque in panchina al secondo tempo, borse del ghiaccio su entrambe le coscie sotto la tuta, una smorfia infinita sul viso. Dagli spalti tutti continuano ad acclamarlo, c’è uno striscione per i suoi 188 gol. Nessuno pensa più nemmeno al pareggio, solo al futuro.
LE ALTERNATIVE
Dopodomani Immobile si sottoporrà agli accertamenti della verità. Prima sarà impossibile vedere cosa c’è sotto l’edema, lo spiega il professor Rodia: «Saranno necessarie 48/72 ore, ma almeno ai flessori sinistri non aveva mai avuto sofferenza». In realtà, Ciro si era fermato per un dolorino nella rifinitura della vigilia. Era ormai evidente la sua stanchezza. Il centravanti partenopeo era l’unico biancoceleste (escluso Provedel in porta) ad aver superato i 1000’, ad aver giocato quattro gare su quattro, compresa l’ Europa dopo la sosta. Immobile aveva saltato solo le sfide di Nations con l’Italia per una contrattura al bicipite femorale della coscia destra: anche quella è di nuovo indolenzita. E ora dove lo trova Sarri un sostituto in rosa? «Non ce l’abbiamo, ma la vedo dura avere 11 Immobile in panchina. Ha dei numeri come pochi in Europa, chiunque lo farebbe rimpiangere alla lunga. L’anno scorso Felipe Anderson lo ha sostituito per 2-3 partite e abbiamo avuto una buona vena realizzativa». Ieri il brasiliano non ha convinto da falso nueve, Pedro tornerà ad essere una prima alternativa. Da mesi a Sarri balena l’idea Luka Romero prima punta, la carriera di Cancellieri lì non decolla. Forse in estate il tecnico avrebbe dovuto insistere con la società: «Avevamo un budget, bisognava scegliere e dare delle priorità. Fosse per me, spenderei un miliardo sul mercato, ma poi bisogna fare i conti con la realtà». Il Messaggero