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Udinese, che numeri nel 2022. Conquistati appena 2 punti in meno della Juve

I risultati non sono casuali. L’Udinese è partita da lontano, crescendo gradualmente. I bianconeri che oggi scenderanno in campo all’Olimpico sono fra le prime della classe anche considerando l’anno solare. I friulani, dallo scorso gennaio, hanno conquistato 47 punti in 29 giornate, appena due in meno della Juve, tre della Roma e sei di Inter e Lazio (ma tutte hanno giocato una partita in meno). Con l’arrivo di Sottil l’Udinese è migliorata ulteriormente, ma sta semplicemente proseguendo un percorso. In particolare è riuscita a diventare più cinica. Come riportato da Opta, fino a questo momento Lazio e Udinese sono le due formazioni della Serie A attuale che hanno registrato le migliori percentuali realizzative (rispettivamente 21% e 15%). I biancocelesti, fra l’altro, guidano il campionato per percentuale di conclusioni terminate nello specchio della porta (59%). Le due statistiche, sommate, fanno sì che la squadra di Sarri vanti il secondo miglior attacco con 21 gol segnati (solo il Napoli ha fatto meglio con 22). L’Udinese non può però esser sottovalutata per quel che riguarda la capacità offensiva: nel 2022 i bianconeri hanno segnato in cinque occasioni 4 o più gol (esattamente come la squadra di Sarri). L’anno scorso (era ancora il 2021) calarono il poker anche contro la Lazio all’Olimpico. In Serie A gli ultimi a farne 4 ai biancocelesti sono proprio stati i friulani. Come stile di gioco, inoltre, i ragazzi di Sottil ricordano molto formazioni europee per ritmo e intensità. Caratteristiche che Sarri ha ammesso che i suoi calciatori soffrono particolarmente. La sfida con l’Udinese però mette di fronte anche due mentalità completamente opposte. In estate la Lazio ha cercato di italianizzare la rosa, prendendo Romagnoli, Provedel, Cancellieri e Casale. Giocatori di età diverse, con status differenti, uniti solo dalla nazionalità. Il club di Formello, d’altronde, negli ultimi anni ha dimostrato di fare fatica a individuare giocatori adatti se presi dall’estero (da Muriqi a Vavro, fino ad arrivare a Basic, chi non veniva dalla Serie A spesso ha inciso poco), mentre già un anno fa, con gli acquisti di Pedro, Zaccagni, Felipe Anderson e Hysaj, Lotito ha cercato di invertire la tendenza (riuscendoci). La rosa dell’Udinese, al contrario, è quella con più stranieri dell’intera Serie A: sono 22 su 26, vale a dire l’84%. Italiani sono solo i tre portieri e Udogie, nato a Verona da genitori nigeriani. L’organico della Lazio di stranieri ne ha invece 17 su 26, cioè il 65,4%, ma appunto ormai molti fra questi sono stati acquistati da altre società nostrane. Filosofie diverse, che per il momento stanno però portando a risultati simili: 20 punti in 9 giornate. Due pareggi nei precedenti della passata stagione (più lo 0-0 al 90′ in Coppa Italia, poi risolto ai supplementari da Immobile). Attenzione quindi a pensare che i risultati dell’Udinese siano casuali…

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Zaccheroni avverte la Lazio. “La classifica dell’Udinese non è casuale. Sarri fenomenale con Luis Alberto”

Un miglioramento continuo. Per molti sorprendente, ma in realtà voluto e cercato. L’Udinese arriva all’Olimpico da terza della classe, avendo conquistato gli stessi punti di Lazio e Milan. Sono ben 20 in 9 giornate, vale a dire più di due di media a partita. La squadra di Sottil ricorda quella che fu di Zaccheroni, che con i bianconeri arrivò, fra il 1996 e il 1998, undicesimo, quinto e terzo. “Solo chi valutava l’Udinese basandosi sui posizionamenti delle stagioni scorse può essere sorpreso dal campionato che sta facendo – ha spiegato il tecnico al Corriere della Sera -. L’organico però è da alta classifica. La squadra doveva solo essere più ambiziosa. Negli ultimi anni sembrava accontentarsi, in campo era troppo bassa”. Zaccheroni ha allenato anche la Lazio (2001-2002): le cose per lui non andarono bene come in Friuli, ma ciononostante si sente legato al club biancoceleste. “Ma non mi fate parlare di quel campionato, meglio sorvolare”.

A cosa deve stare attenta la Lazio?

“L’Udinese ha fisicità, gamba, mantiene le distanze, ha personalità e qualità ed è quindi difficile da affrontare. I giocatori a disposizione di Sottil meritano tutti di arrivare a top club europei. L’Udinese mi piace veramente tanto”.

C’è qualcosa che le ricorda la sua Udinese?

“Sono giocatori che non sono famosissimi a livello internazionale, ma hanno capito che l’Udinese per loro è una vetrina da sfruttare. Mi aspetto trasferimenti importanti per tutti, tranne magari per uno come Deulofeu che a Udine può fare il leader e aiutare i più giovani a crescere. Ma restare sarebbe una sua decisione perché per come sta giocando adesso può far comodo a chiunque”.

Qual è il punto di forza dell’Udinese?

“La capacità di tenere bene il campo, tatticamente è molto preparata. Se Sottil riesce a trasmettere ambizione, la squadra può competere per le coppe”.

Della Lazio cosa le piace?

“Sarri. Il suo lavoro è sotto gli occhi di tutti. Riesce a far coesistere qualità e quantità, ha rinforzato la difesa dandole solidità. La squadra ha qualità e si esprime in velocità. E la gestione di Luis Alberto è strepitosa”.

Si spieghi…

“Gli ha fatto capire che nel calcio moderno partire dalla panchina non è meno importante. Spesso anche si è decisivi. E infatti Luis Alberto sta segnando tanto e spesso fa anche gol pesanti. E pur non conoscendolo credo che lo spagnolo non sia un calciatore facile da gestire”.

Però in Europa la Lazio fatica…

“Credo sia un problema di approccio alle due competizioni. Probabilmente per il momento la priorità dei biancocelesti è il campionato”.

In che modo sta cambiando il calcio negli anni?

“Si cerca molto più il gol rispetto a prima. Oggi c’è più coraggio. Prima si giocava per non perdere. Il lavoro più difficile all’Udinese fu quello di convincere i giocatori ad attaccare prima che difendere. Le squadre così crescono in autostima e il pubblico si diverte di più. Anche se la qualità è inferiore. Prima lo 0-0 era visto come un risultato positivo, oggi lo accettano in pochi”.

Corriere della Sera

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Lazio-Udinese, sfida della qualità per la Champions

“Alta qualità”. Questa è l’apertura delle pagine sportive de Il Messaggero di oggi, in riferimento alla sfida fra la Lazio e l’Udinese. Da una parte c’è Immobile, dall’altra Beto. Poi Deulofeu sfida Sergej Milinkovic-Savic. “Guai a farsi ingannare dal nome. Lazio-Udinese stavolta è una sfida da alta classifica e lo show sarà assicurato: dopo Napoli e Atalanta ci sono loro, a pari punti, venti, con il Milan. A dirla tutta, lo spettacolo, non sarebbe nemmeno una novità visto che lo scorso anno nella Capitale finì 4-4 con il gol di Arslan al 99′” si legge. 

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DICHIARAZIONI

Tare: “Roma, Inter e Juve sono tecnicamente fallite, tenete in vita per interesse del sistema”

Duro attacco alle big di Serie A da parte di Igli Tare, ds della Lazio. Il dirigente ieri ha tenuto una lectio all’università Luiss di Roma: “Sono rimaste quattro proprietà familiari, Udinese, Atalanta, Lazio e Napoli. Io sono più per questa gestione, le multinazionali hanno solo interesse commerciale e si perde il bello del calcio: la passione, l’amore. Quei fondi lavorano con gli algoritmi e non vogliono più sapere della storia della squadra e della città. Io sono un fan della vecchia scuola. Cosa manca? Dei dirigenti aziendalisti, per il fatto che la durata dei contratti varia troppo. Prendete me, sono uno dei dirigenti più anziano in attività in serie A, questo è il mio quindicesimo anno alla Lazio. Ho la fortuna di lavorare con una società con una gestione virtuosa. Oggi ci sono società, anche di prima fascia, come Juve, Roma, Milan, Inter, che tecnicamente sono fallite ma vengono tenute in vita dal fatto che il sistema ne ha bisogno. È molto importante avere nella società una gestione di lungo termine con progetti importanti per vedere il bene della società”, le parole riportate da salernitananews.it.

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TIFOSI

Lazio-Udinese: superata quota 43.000 spettatori

Quasi 17.000 biglietti venduti per il match di domenica 16 ottobre alle ore 15.00. Saranno quindi oltre 43.000 gli spettatori di Lazio-Udinese e il dato, è ancora in crescita. 43.000 è anche la media delle presenze in campionato allo Stadio Olimpico, per quanto riguarda il club biancoceleste.

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SERIE A

Lazio-Udinese, probabili formazioni

Le probabili scelte di Sarri e Sottil. Il tecnico biancoceleste dovrebbe operare 5 cambi rispetto alla gara di giovedì contro lo Sturm Graz. Il friulano invece, ha recuperato Walace e Becao, che dovrebbero essere regolarmente in campo.

Lazio (4-3-3): Provedel; Lazzari, Patric, Romagnoli, Marusic; Milinkovic, Cataldi, Vecino; Felipe Anderson, Immobile, Zaccagni. All.: Sarri

Udinese (3-5-2): Silvestri; Becao, Bijol, Perez; Pereyra, Lovric, Walace, Makengo, Udogie; Deulofeu, Beto. All.: Sottil

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PRIMAVERA

Fernandes e Crespi sbancano Reggio: la Primavera torna alla vittoria

Sana Fernandes al 35′ e Crespi, al minuto 85 decidono la trasferta biancoceleste a Reggio Calabria. Reggina al tappeto e Lazio che raccoglie la seconda vittoria stagionale. 7 punti, sesto posto nel girone. Per la Primavera di Sandrra una bella boccata d’ossigeno e l’occasione di rimanere agganciati al trano di testa.

Il tabellino:

REGGINA-LAZIO 0-2

Marcatori: 35′ Sana Fernandes, 85′ Crespi


REGGINA: 
Lagonigro, Romeo, Malara (84′ Saba), Passarelli (78′ Attici), Paura, Magri (72′ Latella), Farcomeni (84′ Cecere), Zucco, Monteleone (72′ Pagni), Perri, Palumbo.

A disp.: Zampaglione, Maressa, Magliano, Polimeni, Lofaro.

All.: Francesco Ferraro

LAZIO: Magro, Floriani Mussolini (78′ Marinacci), Bedini (90′ Kane), Jurczak, Dutu, Ruggeri, Napolitano, Colistra, Crespi, Fernandes (82′ Brasili), Di Tommaso (82′ Troise).

A disp.: Morsa, Martinelli, Akwasingi, Bigonzoni, Castigliani.

All.: Stefano Sanderra

Arbitro: Michele Giordano (sez. Novara)

Assistenti: Belisanti – Bonomo

Ammoniti: 32′ Romeo (R), 40′ Colistra (R), 50′ Bedini (L), 52′ Sana Fernandes (L), 59′ Magri (R), 85′ Crespi (L).

Recupero: 1′ pt, 5′ st.

Campionato Primavera 2 | 5ª giornata

Sabato 15 ottobre 2022, ore 11:00

Centro Sportivo S. Agata (RC)

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Lotito gongola: “Roma come hai fatto a scaricare un campione come Pedro?!”

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, intervistato dal quotidiano romano, ha parlato anche di Pedro pungendo la Roma: “Io non capisco come la Roma lo abbia scaricato. E’ un mostro, un campione vero“.

(Il Messaggero)

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L’Europa stanca anche Provedel. Ed anche Maximiano non è al meglio

Giovedì sera Provedel non sembrava lui. Meno reattivo rispetto a ciò a cui ci ha abituati, specialmente sui due gol dello Sturm. Anche Maximiano non sta bene, si sta portando dietro una pesante borsite all’anca e non potrebbe dargli il cambio. Oggi ultima rifinitura prima dell’Udinese, Provedel potrebbe essere gestito. Domani tornerà Milinkovic dal primo minuto, forse insieme a Vecino. Per quanto riguarda Luis Alberto, lo spagnolo rischia di accomodarsi di nuovo in panchina. Inoltre, il suo entourage è sbarcato a Roma per parlare con Lotito.

Il Messaggero 

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Lazio, hai due volti. Quanta fatica (da anni…) in Europa

Difficoltà oggettive. La Lazio in Europa continua a mostrare due volti diversi fra campionato ed Europa League. Specie per quel che riguarda la solidità difensiva. In Italia, infatti, i biancocelesti sono i meno perforati del campionato (al pari dell’Atalanta), con 5 gol subiti in 9 partite. Vale a dire poco più di mezza rete subita a gara di media. In campo internazionale i gol incassati sono invece 9 in 4 uscite. Vale a dire poco più di due di media a incontro. Non solo: la squadra di Sarri ha la peggior difesa del proprio girone ed è la 30esima più perforata fra le 32 che compongono la fase a gironi. Più della Lazio hanno preso gol solo Nantes (10) e Zurigo (14), per il resto dal Nicosia (9), al Larnaca (6), fino allo Sheriff (7) e il Qarabag (5), anche squadre molto meno blasonate stanno incassando meno. Dopo la trasferta in Austria di una settimana fa Sarri ha ammesso che la squadra soffre il ritmo, più alto in Europa League che non in Serie A. Non un caso che dal 2017 (quando la Lazio vinse il girone con Nizza, Zulte Waregem e Vitesse), Immobile e compagni non siano mai riusciti a finire primi nel proprio gruppo. Nella passata stagione arrivò dietro al Galatasaray, nel 2020 (in Champions) al Dortmund, nel 2019 venne perfino eliminata da Celtic e Cluj, mentre nel 2018 arrivò seconda a -9 dall’Eintracht primo. Quando, nella fase a eliminazione diretta, si incontrano rivali blasonati (Porto, Bayern, Siviglia, solo per citare gli ultimi) l’eliminazione è quasi automatica. Tanto che contro tutti gli avversari citati i biancocelesti hanno subito gol sia all’andata che al ritorno. Palesando difficoltà che in Italia quest’anno non sembra più avere…

Corriere della Sera