Molto più di un ripiego. Mattia Zaccagni sta ripagando la fiducia che la Lazio gli ha dato un anno fa. Di più: a volerlo è stato infatti il presidente Lotito in persona, sceso in campo nell’ultimo giorno del mercato estivo del 2021 per sbloccare la trattativa con il Verona, scelto dopo che era saltato l’affare Kostic. L’esterno biancoceleste ha vissuto la prima stagione fra alti e bassi, ma ora sta finalmente incidendo con maggiore continuità. Lo ha fatto anche giovedì, nella partita con lo Sturm Graz, prendendosi il rigore che ha permesso alla Lazio di sbloccare la partita e a Immobile di diventare (anche) il miglior marcatore europeo della storia del club. In realtà nelle ultime otto partite giocate fra campionato ed Europa League, Zaccagni sta dando un contributo sempre maggiore. Si registrano infatti ben tre assist (contro Verona, Spezia e Fiorentina) e tre gol (ha colpito Napoli, Spezia e Fiorentina), oltre al rigore con gli austriaci. E pensare che prima di questo filotto l’ex Verona stava un po’ arrancando. Nella prima giornata di campionato ha causato il rigore segnato da Arnautovic, prima che la Lazio riuscisse a ribaltare il Bologna con l’autorete di De Silvestri e il 2-1 di Immobile. Contro l’Inter aveva commesso un fallo identico, ma Lukaku era in fuorigioco e in quel caso non è stata quindi concessa la massima punizione. Erano inoltre 15 partite di fila (compreso lo scorso campionato) che non riusciva a segnare o a servire ai compagni il passaggio decisivo. Tante, troppe. Il periodo negativo era indubbiamente dovuto anche a un po’ di sfortuna (palo nella trasferta con lo Spezia nel finale della scorsa stagione, per esempio), ma il digiuno è stato troppo lungo. Proprio questo deve frenare gli entusiasmi. Pure nel 2021-22 Zaccagni ha concentrato gol e assist in un lasso di tempo piuttosto breve: dal 25 novembre (Lokomotiv-Lazio) al 20 febbraio (trasferta a Udine), fece registrare 7 assist e 5 gol in 16 presenze. Un buon rendimento, non confermato nel tempo. In questi mesi però il numero 20 biancoceleste ha trovato maggiore equilibrio anche fuori dal campo. A novembre nascerà il figlio che, insieme alla compagna Chiara Nasti, ha deciso di chiamare Thiago. Si tratta di un omaggio a Messi, da sempre idolo di Zaccagni, che ha dato proprio quel nome a uno dei suoi tre bambini. Nel 2023, inoltre, il giocatore della Lazio convolerà a nozze. La serenità trovata nella vita privata può permettergli di rendere meglio anche in campo. Inoltre le indicazioni di Sarri, che gli chiede di attaccare la porta (si veda il gol con lo Spezia, in cui l’ex Verona chiude l’azione tagliando sul cross dell’altro esterno Felipe Anderson), lo stanno facendo maturare, rendendolo più pericoloso sotto porta. E i numeri lo dimostrano. Ora però Zaccagni dovrà trovare continuità nel corso della stagione, evitando di evaporare come successo in passato. E dimostrando di essere molto più di un ripiego. Ma una freccia nell’arco di Sarri.
Corriere della Sera