Mercato di gennaio inesistente, STEFANO MATTEI in diretta a ‘QUELLI CHE…’
“Il giochetto da Lotito è scoperto da 20 anni. L’unico mercato di gennaio mai fatto è stato quando si rischiava di andare in serie B perché il Presidente avrebbe perso i diritti televisivi.
La volontà è di non acquistare e infatti si offre 20 se ne chiedono 30, se ne offrono 10 se se ne chiedono 20. L’obiettivo è farsi dire di no, per dare l’impressione che si vuole acquistare, ma in realtà non lo si vuole fare.
Faccio un esempio: se ci sono 15 milioni per Clarke, perché non ce ne sono 15 per Cambiaghi? La risposta che darebbero è perché per la Lazio Cambiaghi vale 8, affinché possano dire di no alla proposta.
Ma sono risposte di facciata: non c’è alcuna volontà per acquistare e si vuole dare fumo negli occhi per far vedere di non aver lasciato nulla di intentato. Ormai il giochino è arcinoto.
Valeri è la dimostrazione che non si acquistano giocatori per motivi tecnici, ma per occasioni di mercato. Così però non si costruisce una squadra, si fa solo numero. Un giocatore della Cremonese come Valeri non aggiungerebbe nulla dal punto di vista tecnico perché è un giocatore scarso. Temo che la Lazio non conosca i giocatori che tratta o che dovrebbe trattare.
Il problema da giugno in poi sarà che la Lazio deve acquistare tre o quattro giocatori perché Pedro e Anderson se ne andranno, su Immobile non ci si può contare e sentendo il procuratore di Zaccagni non sarei troppo tranquillo. Senza parlare di Isaksen che per ora è un giovane di belle speranze e di Castellanos che è un combattente, ma non vede la porta”.
GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“Il direttore sportivo Angelo Fabiani è stato abbastanza perentoriosul fatto che hanno provato a prendere i due giocatori inglesi, ma non c’è stato nulla da fare. In queste ultime ore di mercato, al massimo potrà arrivare un giovane classe 2000, 2001, 2002, un talento di prospettiva per il futuro. Da quello che ha detto lui e sappiamo noi, non ci aspettiamo l’arrivo di profili particolarmente pronti. Non verranno presi, si punta su questo organico, la rosa resterà questa con la possibile aggiunta di un giovane, appunto. Per Clarke e Whittaker sono state respinte le offerte fatte dal club biancoceleste. L’obiettivo numero uno era il primo, l’esterno del Sunderland. E’ stato seguito per molto tempo, ma la cifra richiesta era altissima. Questa è la scelta della società.
Su Valeri bisogna dire che alla Cremonese non giocava perché ha scelto di non rinnovare il contratto in scadenza. Gli è stata prospettata la possibilità di andare alla Lazio a parametro zero ed il club lombardo l’ha tenuto ai margini. Ora è passato per sei mesi al Frosinone, ma il suo destino a giugno è nella sua squadra del cuore”.
Sarri dovrà cavarsela con l’organico attualmente a disposizione, gli ultimi due giorni di mercato non comporteranno scossoni in casa biancoceleste. La conferma arriva direttamente dal DS Angelo Fabiani raggiunto dal Corriere dello Sport. Confermati anche i tentativi per Clarke ed Whittaker: “Parliamo di giovani, che ci sono stati segnalati o che studiamo, ma non partono e non li vendono. Lo dico da mesi, non da ora. Il mercato non dorme mai, valutiamo tutto, ma l’organico costruito in estate è completo, sei giocatori di movimento acquistati e l’unica cessione di Milinkovic. Se capita l’occasione giusta e funzionale non ci tiriamo indietro, ma penso sia complicato nelle ultime 48 ore. Certo deve essere un’operazione di prospettiva, in stile Mandas, rivolta al futuro. Classe 2001, 2002 o 2003. Ai trentenni non pensiamo, ora non alteriamo gli equilibri del gruppo. Ci può interessare solo un giovane di qualità e di talento da mettere dentro senza cessioni”.
In casa Lazio tiene banco la situazione di Daichi Kamada. Sostituito nell’intervallo del match di Udine datato 7 gennaio, il giapponese ha poi vissuto in panchina la successive 4 partite. Sarri non lo vede e la dirigenza, che aveva auspicato un suo rilancio nella seconda parte di stagione, storce il naso per tutte queste esclusioni.
Come riporta Il Messaggero, nonostante abbia un’opzione per altri tre anni in biancoceleste, verrà perso con tutta probabilità a giugno a parametro zero. Già a gennaio, prima che Lotito ne parlasse in modo positivo sperando che venisse utilizzato di più da Sarri, era stato riproposto al Milan (che lo aveva cercato in estate) ma con scarsi risultati). Il Marsiglia lo monitora per giugno come svincolato, ma il suo sogno è la Liga (con Valencia e Real Societad in agguato).
A meno di clamorosi colpi di scena, dunque, l’esperienza di Kamada a Roma si chiuderà al termine di questa stagione. Davvero un peccato soprattutto perché, non essendo stato messo in mostra a gennaio da Sarri, non ha attirato potenziali acquirenti che avrebbero permesso alla Lazio di rientrare quantomeno dei 5 milioni di commissioni pagati in estate per assicurarselo. Resta la sua annata flop (oltre al suo ingaggio da 3 milioni di euro).
“Fare confronti con le stagioni precedenti è un errore, cambiano gruppi, persone, equilibri e risultati. La Lazio può avere l’attenuante della Champions che toglie moltissime energie. Il Napoli invece ad esempio con 20 punti in meno ha perso tantissimo, non gioca più come l’anno scorso dopo aver perso Spalletti che garantiva type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ identità alla squadra. Penso che la Lazio possa avere molte attenuanti, la Champions l’ha fatta bene e il derby di coppa è stato vinto meritatamente. La Lazio troverà un’Atalanta molto fisica, con uno Scamacca in più ed un centrocampo fortissimo che fa la differenza. Gasperini in attacco ha l’imbarazzo della scelta e ha ritrovato solidità difensiva: se la Lazio vuole un risultato positivo dovrà fare una grande partita. Ma anche l’Inter dovrà fare grande attenzione contro l’Atalanta.
Per il quarto posto se la giocano Atalanta, Lazio e Napoli. Penso che queste tre abbiano qualcosa in più rispetto alla Roma, se la giocheranno fino alla fine. Nella Roma il cambiamento più netto è il modulo, costruisce in maniera diversa con quattro difensori e l’attacco a 3 che si abbassa: è una squadra che attende e riparte. Rispetto a prima tiene di più la palla e la ricerca del terzo uomo, ma non penso che possa risolvere tutti i problemi che aveva in passato. Fare due finali era il massimo per le possibilità di questa squadra: poi i tifosi spesso sono meno razionali, ma in questi anni hanno fatto il massimo che potevano.
La Lazio si sa benissimo come gioca, penso che le squadre avversarie già conoscano i vari punti di forza: soprattutto gli esterni tutti abili nell’uno contro uno. Anche la punta centrale ha sempre bisogno del sostegno della mezzala che riempie l’area di rigore: con Milinkovic Savic questo riusciva molto bene, oggi hai giocatori con caratteristiche diverse. In alcuni momenti sbloccare una partita contro una squadra bassa come il Napoli non è semplice. Il dato delle reti su palla inattiva (uno soltanto, ndr.) è importante: ci sono giocatori che hanno cattiveria e sono decisivi in queste situazioni.
Penso che Gila stia andando molto bene, ha avuto un impatto positivo.
Lui è veloce e potente, un marcatore semplice sempre cattivo e concentrato. Accanto a Romagnoli ha trovato il partner che si sposa bene con le sue caratteristiche. In difesa credo che la solidità difensiva sia uno dei punti da cui ripartire. Non dimentichiamoci che la Lazio è una squadra forte, ma può sempre incontrare difficoltà: tutte tranne l’Inter hanno fatica ad avere continuità nonostante le grandi qualità.
Parlando come allenatore che allena nei dilettanti, penso che da Sarri alla Lazio ci sia tanto da imparare sul campo: è un maestro di calcio. Ha dei principi che ammiro, con una difesa molto alta e che fa del possesso palla la sua arma principale. Ha dato type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ identità a tutte le squadre in cui ha allenato. Abbiamo sfidato spesso l’Empoli di Sarri e si vedevano gli stessi principi. L’unica cosa che farei è, dentro la partita, provare a cambiare qualcosa. Il suo modo di essere gli ha concesso di vincere lo scudetto con la Juve, fare il miglior calcio d’Italia a Napoli e arrivare ad essere Sarri anche alla Lazio. A volte l’imprevedibilità potrebbe anche essere un’arma migliore, ma i risultati ed il bel gioco sono tutti dalla sua parte.
Messo fuori rosa perché non ha accettato di rinnovare il proprio contratto con la Cremonese, Emanuele Valeri in questa stagione non ha ancora mai giocato. Per questo nel mercato di gennaio cercava una soluzione per ricominciare a farlo. Ora il terzino da sempre tifoso della Lazio ha accettato il trasferimento al Frosinone. Poi, a luglio, passerà alla Lazio a parametro zero. A comunicarlo è Gianluca Di Marzio, esperto di mercato. Resta aggiornata sulla Lazio seguendo le notizie su Radiosei.it.
L’ Empoli di Maccarone e Tavano, Mchedlidze e Verdi, Pucciarelli e Saponara. La Lazio di Immobile e Castellanos, Felipe Anderson e Zaccagni, Pedro e Isaksen. Cos’hanno in comune? Nella squadra toscana, in quel 2014-15, c’erano Vecino, Hysaj e Sepe; nella Lazio attuale pure. Lì c’era Sarri, all’esordio in serie A, ora il Comandante è alla terza stagione sulla panchina biancoceleste. E da 9 anni, da quell’Empoli che chiuse il campionato al 15° posto, una sua squadra non segnava così poco. Con gli ultimi due «zeri» nel tabellino, contro l’Inter in Supercoppa e il Napoli in serie A, la Lazio è rimasta a 33 gol nei primi 30 incontri stagionali; esattamente quanti ne fecero i toscani. La media è di appena 1,1 a partita, nettamente inferiore a quella tenuta nelle prime 2 stagioni a Roma: 1,8 nel 2021- 22 (con 54 reti) e 1,56 nel 2022-23 (con 47). Il bilancio attuale diventa ancora più striminzito confrontandolo con quello delle altre squadre di Sarri, che partì col botto a Napoli nel 2015-16 (75 gol in 30 incontri, esattamente 2,5 di media) e poi continuò, al San Paolo, con 63 e 61 reti nelle due stagioni successive; il suo Chelsea ne fece 56; la Juventus 60, sempre considerando le prime 30 partite. La Lazio del Comandante era già rimasta a secco per 2 partite di fila solo nel settembre 2021 (con Milan e Galatasaray) e nel dicembre 2023 (con Atletico Madrid e Inter). Domenica a Bergamo, in uno scontro diretto fondamentale in chiave 4° posto, dovrà evitare un tris di «zeri» che a Sarri non capita dal gennaio 2015, ancora con quell’Empoli. Che, a proposito, nella trentunesima partita stagionale segnò 3 gol al Sassuolo. E rischia di passare in vantaggio nel confronto a distanza con la Lazio.
“Dallo scorso anno tanti passi indietro, manca la voglia di vincere rischiando” Giancarlo Oddi a ‘NMM’…
“Abbiamo agevolato molto la tattica del Napoli, noi abbiamo giocato poco dentro l’area. Si fa fatica a vincere così, ma era scritto fosse una partita del genere, anche se c’è stato un bel gol in fuorigioco. Una partita non bella, il punto però fa bene più a noi che a loro. Se si analizza la partita che hanno fatto con noi è la stessa fatta con l’Inter in Supercoppa: davanti non hanno punte, un po’ come noi, hanno provato a fare una partita di rimesse e compatti. Non siamo riusciti a sfaldare questa squadra, in questo momento oltre Immobile ci mancano gli esterni che non riescono a replicare quello che hanno fatto l’anno scorso.
Di Casale nella Lazio poi non si sa niente, e non è poco: io credo che tutta la squadra stia dando meno dell’anno scorso. Siamo partiti male ed ero convinto avessimo recuperato e preso morale, invece ci siamo ributtati indietro. Io dicevo che la rosa di quest’anno fosse migliore dello scorso anno, invece ora Kamada sembra messo lì per caso e non sta dimostrando di essere un buon giocatore. Ora l’importante è arrivare nelle prime quattro. Già prima di iniziare il campionato avevamo problemi in attacco, ora senza Immobile mi aspettavo Taty che gioca bene con la squadra ma non è un goleador. Quello che manca a questa squadra forse è la voglia di vincere a tutti i costi, anche rischiando: quella era una partita già piatta ed è finita ancora più piatta.”
La notizia dell’ultima ora per i tifosi biancocelesti non può che essere questa: Morgan Whittaker, al momento, non andrà alla Lazio. Chiare, in tal senso, le dichiarazioni di Neil Dewsnip: il manager del Plymouth Argyle, club di Championship inglese dove milita l’esterno destro d’attacco finito sul taccuino del DS Fabiani.
“La scorsa notte abbiamo ricevuto un’offerta ufficiale dalla per Morgan Whittaker dalla Lazio. Dopo aver discusso la questione internamente e con gli agenti del ragazzo, l’offerta è stata immediatamente rispedita al mittente. Morgan è molto felice al Plymouth Argyle e restiamo sulla nostra posizione iniziale: il ragazzo non è in vendita”
Negli ultimi giorni si erano susseguite voci circa una richiesta iniziale degli inglesi pari a circa 20 milioni di euro per liberarsi del proprio talentino. Offerta che sarebbe potuta diminuire in caso di una cessione a titolo definitivo ma con prestito agli inglesi fino a fine stagione. Non basta, quindi, l’offerta della Lazio stimata intorno alla decina di milioni di euro.
Lotito e Fabiani sono convinti che rosa vada bene, ALBERTO ABBATE in diretta a ‘QUELLI CHE…’
“Conosciamo questa società da 20 anni e sappiamo che non è rapida a intervenire sul mercato. Ma la narrazione è sbagliata: Lotito e Fabiani sono convinti che la rosa vada bene così e solo se capita un’occasione per un giovane verrà preso. Altrimenti no. La Lazio pensa di non aver bisogno di rinforzi e la pensa in maniera diversa dai tifosi. Capisco che la maggioranza la pensi diversamente, ma loro la pensano così.
Io sono dell’idea invece che servano rinforzi, ma il modus operandi ti fa capire che la linea non cambierà: no a Candreva, no a El Ghazi, no a Rafa Silva (per ingaggio eccessivo). Solo se prevarranno le richieste di Sarri e si troverà il prospetto giovane compatibile, allora forse in chiusura si farà qualcosa. Ecco perché Sarri continua a parlare di miracolo per il quarto posto e io sono d’accordo con lui.
Anche se in questa seconda parte di stagione si dovessero riprendere tutti i giocatori che sono stati fin qui sottotono, penso che comunque per provare a raggiungere il quarto posto bisognerebbe fare qualcosa entro la fine del mercato. E anche in quel caso sarebbe molto dura.
Abbiamo Immobile e Castellanos con enormi difficoltà a segnare, Pedro sul viale del tramonto, Anderson che ha reso pochissimo, Luis Alberto che si accende 5 minuti e per il resto della partita tutti devono correre per lui… non mi sembra che la Lazio stia bene così per un traguardo così difficile come il quarto posto”.