“Ho il cancro. Mi resta un anno di vita”. È l’annuncio shock di Sven-Goran Eriksson ad una radio svedese. L’ex allenatore della Lazio, con la quale ha vinto lo Scudetto nel 2000, due Coppe Italia e due Supercoppe italiane, ha parlato apertamente delle sue condizioni di salute, spiegando la prognosi che ha ricevuto dai dottori. Proprio lo scorso anno Eriksson si era dimesso dal ruolo di direttore sportivo del Karlstad Football per problemi di salute.
“Tutti avevano capito che non stavo bene – le parole di Eriksson, 75 anni -, immaginavano fosse cancro e lo è. Devo lottare finché potrò. Nel migliore dei casi un anno o anche di più, nel peggiore anche meno. In realtà nessuno può esserne sicuro con certezza, è meglio non pensarci. Puoi in qualche modo ingannare il tuo cervello, pensare positivo e vedere le cose nella maniera migliore, non perderti nelle avversità, perché questa ovviamente è la più grande di tutte, ma ricavarne comunque qualcosa di buono da questa esperienza. Sono collassato improvvisamente mentre facevo una corsa di cinque chilometri, dopo un consulto medico ho scoperto di avere avuto in ictus e che avevo già un tumore. Non so da quanto tempo, forse un mese, forse un anno”.
La Lazio vince ancora il derby in Coppa Italia contro la Roma, ma il contorno è tutto da dimenticare. Prima dell’inizio della partita tra Distinti Sud e Tevere laterale romanisti e laziali si lancianoi fumogeni e petardi dando vita ad uno spettacolo deplorevole. Così come deplorevole è la bottiglia scagliata dalle tribune sul collo di Bove, uscito a bordocampo. Il clima da guerriglia s’è respirato di continuo, anche in campo con la rissa finale. E poi è proseguito fuori dall’Olimpico con scontri, arresti e feriti. A fine partita un gruppo di romanisti ha cercato di raggiungere Ponte Milvio, zona laziale, per rovinare la festa biancoceleste: i poliziotti hanno fermato 3 ultrà giallorossi. Poco dopo mezzanotte invece 4 o 5 tifosi laziali, coi volti coperti e armati di bastoni, hanno fatto irruzione in un pub del quartiere Prati, non molto distante dall’Olimpico, per sorprendere alcuni sostenitori della Roma: è scoppiata la rissa e uno di questi ultimi è stato accoltellato al petto, finendo in codice rosso all’ospedale Santo Spirito.
E’ festa Lazio. Al triplice fischio tutti si abbracciano, ballano, cantano. Addirittura Lotito è sceso in campo per andare sotto la Curva a festeggiare. “Abbiamo dimostrato ancora di essere la prima squadra della Capitale, è un regalo bellissimo per i 124 anni della Lazio. Sono orgoglioso della determinazione che ha messo il gruppo e dei tifosi che hanno rappresentato il dodicesimo uomo in campo. Felice anche per il compleanno di Sarri, non solo uomo-derby, ma uomo legato a un progetto che inizia a prendere forme concrete, soprattutto per quel che riguarda il presente e il futuro. Ora dobbiamo dimostrare di poter lottare alla pari con tutti e riprendere il nostro cammino in campionato per tornare in Champions”, ha detto il Presidente nel post partita. Il Messaggero
Il derby di Coppa s’è fermato al 26 maggio, è infinito per i laziali, è interminabile per i romanisti. Superpotenza, la Lazio-derby. Invincibile, invulnerabile, inattaccabile. Assoluta supremazia cittadina, si è spalancata una voragine nei numeri, nelle vittorie, nei gol fatti e subiti, nel distacco. Va letto così il trionfo di oggi, sulla scia della storia passata e recente. Il gol di Zaccagni, il secondo vincente dopo quello del 19 marzo, condanna la Roma alla sesta sconfitta negli ultimi 11 derby, una sola la vittoria, tre i pareggi. Quattro, la Lazio, li ha vinti con Sarri, che ha pareggiato Eriksson (poker centrato alla sesta sfida). E per quattro volte consecutive ha chiuso la sua porta, zero gol concessi ai giallorossi, non succedeva dal 1995-1996 (periodo vissuto con Carlo Mazzone e Carlos Bianchi). I 124 anni della Lazio, il compleanno di Sarri (65 anni oggi), la semifinale di Coppa Italia (contro la vincente di Juve-Frosinone). Tutto e di più.
Lazio, Sarri il vero Special derby. La maturità. La testa, il cuore, i muscoli, le gambe. Gente che difende, che lotta, che sfreccia, gente che punge. La Lazio è tornata solidissima. E’ matura, sa quando dev’essere prudente e quando spregiudicata. In difesa, tutto fila liscio. Chiunque giochi. Alla Roma non ha lasciato che briciole di tiri, alcuni improbabili. E’ stata brava a non sporgersi, a equilibrare il pressing, ad alzarsi a fine primo tempo, a martellare e stuzzicare fino alla fine. Sarri ha scelto una gestione oculata, la partita non è mai stata caotica, sofferta. Ha lavorato sulla personalità, sulla continuità, sulle teste dei suoi uomini. Giocano tutti nella stessa partita e tra una e l’altra. Giovani e non. E’ stata una Lazio ordinata, vibrante e palpitante sul piano agonistico, affiatata e versatile. Ringrazia Zaccagni e benedice un altro piccolo grande eroe. Christos Mandas, 22 anni, il portiere greco, da terzo a titolare nel derby al posto di Provedel. Con la parata su Belotti, al minuto 86′, l’unica parata sull’unico vero tiro della Roma, è assurto allo stato di mito davanti agli occhi attoniti di Mou, ko quattro volte contro Mau. Il vero Special derby. Corriere dello Sport
La Lazio vince il derby contro la Roma 1-0 e vola in semifinale di Coppa Italia. La conferenza stampa di Sarri all’Olimpico.
Quanto le danno fastidio le parole di Mourinho, che non ha apprezzato il rigore… “Per l’immagine che ho visto io il rigore è netto. Un colpo netto, senza andare neanche vicino al pallone. Tanto che Orsato ci è rimasto 8 secondi al monitor. Però l’episodio mi interessa fino a un certo punto. Escluso 3-4 minuti nel recupero, le palle gol della Roma sono state 0. I venti minuti dopo il gol è una bestemmia non aver raddoppiato. A livello complessivo, l’1-0 non è legittimo ma è stretto”.
Che sapore le lascia questa vittoria? “La prestazione dà soddisfazione. Della qualificazione in Coppa Italia non mi importava nulla. Nel derby non contano neanche i tre punti in campionato. Queste partite vanno giocate per la gente che vive per te, per loro. Quindi siamo contenti aver dato gioia al popolo laziale. Poi passare una sera di compleanno avendo perso un derby era triste. Come festeggio? Me lo gusto, anche da solo.”
Come ha preparato il derby con i tanti problemi di formazione? “Siamo usciti acciaccati da Udine. Ieri abbiamo perso Provedel. Ci è mancato qualche giorno per recuperare Luis Alberto. In questo momento la mia soddisfazione è che c’è un’energia in uno spogliatoio diversa. Chiunque chiami in causa risponde in maniera positiva”.
Come è nata la scelta di Mandas? “Ci ha dato delle grandi indicazioni in allenamento. Poi essendo nostro e non in prestito, c’era la necessità di vederlo all’opera in una partita vera. All’inizio era teso, dopo mi sembra sia andato molto bene e ci abbia confermato le buone sensazioni dell’allenamento”.
Hai ritrovato la sua Lazio? “In questo momento sì, ma ogni tanto questa squadra ha dei momenti diversi. Ci sono squadre più attrezzate di noi in campionato, lo sappiamo, abbiamo fatto un percorso più lungo per tanti motivi: infortuni in più, calo di rendimento di alcuni giocatori che l’anno scorso Bisogna ringraziare i nuovi arrivati che a un certo punto ci hanno tenuto a galla e ora se l’atmosfera nel gruppo è questa potrebbe essere l’occasione per recuperare un po’ tutto”.
Come si prepara la gara con il Lecce? “Per noi per il Lecce è importantissimo, oltre che per i punti, soprattutto dal punto di vista mentale, se superiamo questa gara vuol dire che abbiamo fatto davvero un passo in avanti. Recuperare dopo i derby non è facile, in passato alcune volte non ci siamo riusciti, sarà un bel momento di verifica”.
Esiste un paragone tra lei ed Eriksson e Mastrelli? I numeri dicono di sì… “Mi sembra un po’ troppo, loro hanno vinto uno scudetto. In questo momento il mio pensiero è alla gara di domenica contro il Lecce. Un derby è sempre una partita sfibrante dal punto delle energie nervose e durante la settimana è ancora più tosta. Anzi dico grazie alla Lega che ci farà giocare domenica alle 12.30, tra l’altro contro una squadra che noi abbiamo sempre sofferto. Chi ha giocato ieri giocherà lunedì, chi gioca domani lo farà martedì. Noi invece prima di tutti”.
La Lazio non subisce gol da 9 tempi consecutivi contro la Roma. “Quando perdi un derby vedi la sofferenza delle persone che ti stanno intorno e ti rendi conto che non è una partita normale. Io mi vergognai il giorno dopo anche di entrare a Formello (quando la Lazio perse 3-0, ndr), tre schiaffi servono per capire quello che rappresenta il derby per il popolo che è fuori a soffrire. Speriamo siano serviti in modo definitivo”
Il derby è della Lazio. Zaccagni decide su calcio di rigore e la Roma va ko in Coppa Italia. Al termine del match, proprio il numero 20 è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio per commentare la grande vittoria biancoceleste. Queste le sue parole: “È un’emozione grande come il derby dell’anno scorso. È una partita particolare, quando la vinci è qualcosa di magico e di magnifico. Poi con l’atmosfera che hanno creato i nostri tifosi è ancora più bello”.
“Rigore? Ho cercato di isolarmi e di concentrarmi al massimo. Ho fatto la scelta giusta e sono contentissimo. Mandas? Partiamo dal presupposto che è un ragazzo d’oro, lavora veramente tanto al campo e vive per il calcio. È una serata che si merita a pieno”.
“Ho avuto un problema al piede, fino a poco prima della partita eravamo incerti se dovessi giocare o meno. Prima nel riscaldamento avevo una fasciatura al piede che era troppo stretta e l’ho levata quasi tutta. Però comunque è andata bene. Quest’anno abbiamo una rosa importante e competitiva. Chi gioca può dare tanto”.
Un esordio col botto quello di Mandas che, ai microfoni di Lazio Style Channel, ha commentato così le emozioni provate nel derby e soprattutto dopo la vittoria. Queste le parole del portiere biancoceleste:”Che notte è stata? Mi sento molto felice per il mio debutto, era veramente importante vincere e ora sono molto felice di aver giocato e vinto questo derby. Voglio ringraziare i tifosi, mister Sarri e Nenci per avermi fatto giocare. Quando ho saputo che avrei giocato? Nella riunione di oggi, alle 16. Io sono sempre pronto a cogliere le occasioni e sono veramente contento di lavorare con Ivan Provedel e Sepe.A chi dedico la vittoria? È per i nostri tifosi perché so che il derby è molto importante per loro e per la mia squadra”.
Il presidente della Lazio Claudio Lotito, intervenuto ai microfoni di Mediaset, ha parlato dopo il derby contro la Roma vinto 1-0 e valido per i quarti di finale di Coppa Italia. Stracittadina decisa da un gol di Zaccagni su rigore.
Il più bel regalo che la Lazio potesse farsi per i suoi 124 anni. “Manco da tanto in televisione, mi hanno chiesto di rappresentare il club nella consapevolezza di aver meritato la vittoria. Sul rigore l’arbitro ha fischiato, rivedendo alla moviola un fatto evidente. Rivendichiamo la vittoria: abbiamo trovato un gruppo che ha fatto gioco e ha portato a casa il risultato”.
Cosa è cambiato rispetto ad inizio di stagione? “E’ cambiata la consapevolezza nei propri mezzi all’interno del gruppo. Ognuno deve rispettare i suoi ruoli. I nuovi hanno avuto un periodo di adattamento e si sono inseriti molto bene. Oggi ha vinto il gruppo e la Lazio ha dimostrato di essere un gruppo determinato e unito. Abbiamo la coscienza di aver vinto meritatamente e di aver tracciato un percorso di prospettiva a questo gruppo. La tifoseria è presente e questo è un altro segnale. Si vince e si perde tutti insieme e concorrono alle vittorie anche i tifosi e tutti coloro che partecipano al progetto”.
Le parole di Maurizio Sarri al termine del match, ai microfoni di Lazio Style: “Il regalo me l’hanno fatto i giocatori. Prestazione bella tosta, un tempo di grande attenzione e grande apprensione. Secondo tempo in cui penso il risultato ci sta stretto. Abbiamo concesso veramente poco, anche nel secondo tempo abbiamo concesso un tiro alto dispiace aver vanificato situazioni in ripartenza. Io volevo ringraziare il pubblico, l’atmosfera allo stadio stupenda. Sono contento più per loro che per la qualificazione. Non male, i ragazzi mi hanno fatto anche un regalo perché passare il compleanno con una sconfitta sarebbe stata triste. Grazie a ragazzi e ai tifosi. Quando vinci un derby ti sembra sempre il più bello, ma per me sono stati tutti così”.
Zaccagni manda la Lazio alle semifinali di Coppa Italia. Decisivo il suo calcio di rigore, in un derby ad altissima tensione. La ‘corrida’ giallorossa non produce altro che un tiro in porta in quasi 100′, ben parato dall’esordiente Mandas. Alla Lazio, perfino il rimpianto di non averla chiusa prima, in quei 5′ dopo il vantaggio dove ha avuto due colossali occasioni da gol. Una Lazio tenace, volitiva, in una parola: squadra. Attenta, aggressiva e compatta nel momento di mettersi in trincea. Decide ancora Zaccagni, come nel derby di ritorno della scorsa stagione. Nel finale, espulso Pedro per i biancocelesti e la coppia Azmoun-Mancini nella Roma, in preda al nervosismo per la sconfitta che stava maturando. Ora la vincente di Juventus-Frosinone, ora, soprattutto, si festeggia il quarto derby vinto con Sarri in panchina su sei confronti. Buon compleanno Lazio, buon compleanno mister!