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RASSEGNA STAMPA STATISTICHE

Lazio, vietato segnare in trasferta: il tabù continua, non accadeva da Petkovic

La Lazio ha un evidente problema realizzativo. Con l’assenza di Castellanos, tutto il peso dell’attacco è ricaduto su Dia, ma i gol non arrivano. Ecco i dati che rimandano inesorabilmente alla Serie B. I dati però preoccupano, perché l’1-0 contro il Milan evidenzia ancora di più il problema in zona gol. Come riporta il Corriere dello sport, la Lazio non segna da quattro partite esterne consecutive. Non accadeva da ottobre e dicembre 2012, c’era Petkovic in panchina. Quell’anno si concluse con la vittoria della Coppa Italia in finale contro la Roma.

Il problema però riguarda tutta la squadra e soprattutto in trasferta. Un vero e proprio tabù che vede i biancocelesti con una sola rete all’attivo nelle ultime sei trasferte in questo campionato. Numeri incredibili che, come riporta Il Messaggero, non si vedevano dal 1984, anno in cui la Lazio allenata da Juan Carlos Lorenzo scese in Serie B.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Arbitro Milan-Lazio, Rambaudi: ” Situazione vergognosa. Silenzio stampa? Serviva un dirigente che ci mettesse la faccia” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“A me la Lazio è piaciuta a Milano, la squadra ha fatto bene, ha giocato un buon calcio, con qualità, contro una squadra chiusa. Abbiamo avuto occasioni, non abbiamo subito. Il gol lo hai preso anche per bravura degli avversari, ci sta in casa del Milan.

Decisioni arbitrali? Non ne parlo mai ma stavolta il tutto è vergognoso per com’è andata; lo paragono un po’ al gol non dato a Rovella col Parma: dopo svariato tempo annulli la rete. Vergognoso.

Silenzio stampa? Avrei preferito che un dirigente ci mettesse la faccia. Ci sono degli allenatori e delle società che hanno delle strategie chiare, Allegri è stato bravissimo a fare il suo: ha condizionato l’arbitro. Ha preso in giro gli arbitri. Ci vuole quindi una personalità, riconosciuta nel calcio, che si lamenti e si faccia ascoltare. Io sono sempre calmo e razionale nel commentare gli arbitri, questo errore invece non lo accetto: se non pensi che sia rigore non lo richiami al Var.

Ad ogni modo ora è giusto arrabbiarsi senza però piangersi addosso. Mi prendo la prestazione, l’atteggiamento: hai imposto il tuo gioco nella loro metà campo. Zaccagni sempre top nel ruolo, Castellanos è entrato bene: viene troppo criticato; ci sono dei valori tecnici in questa squadra che non sono eccelsi ma funzionali. Da Isaksen voglio e pretendo di più, come anche da Guendouzi”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, un boccone ancora più amaro ingoiato in silenzio. I tifosi chiedono altro…

La Lazio ha scelto il silenzio stampa dopo il disastro arbitrale andato in scena nei minuti finali del match contro il Milan. Non ha parlato alcun tesserato, si è presa la strada dell’ammutinamento collettivo. Ora, però, serve una reazione forte: i tifosi la chiedono.

Come riporta il Corriere dello Sport questa mattina, la Lazio ritiene uno scippo il rigore negato a Milano, degno di entrare nella top five degli episodi arbitrali che fanno casistica insieme al rigore negato a Immobile e alla seguente espulsione col Torino nel 2017 dopo il contatto con Burdisso, al gol di gomito di Cutrone nel 2018, alla palla di McKennie prima del gol di Vlahovic a Torino contro la Juve nel 2024.

Per la Lazio, l’epoca del Var, sembra essere davvero poco fortunata. Lo è stata fin dall’inizio, al punto da spingere la società a protestare più volte. Con Lotito, con l’ex Ds Tare, con l’attuale Ds Fabiani che l’anno scorso urlò “abolitelo!”. Dopo San Siro, questa volta, la società ha scelto la strada del silenzio facendo parlare per loro solo le immagini di campo. Il silenzio stampa è proseguito anche ieri, si è lasciato spazio alle riflessioni e a una polemica ragionata e ponderata con le istituzioni arbitrali.

Non è escluso, però, che nelle prossime ore potrebbe arrivare una presa di posizione da parte del club. Non è stato facile per la Lazio non dare subito sfogo alla rabbia, ma forse non lo si è fatto per evitare di incorrere in provvedimenti disciplinari e deferimenti. Forse anche alla luce delle esternazioni di Sarri nel postpartita di Inter-Lazio. Fatalità, due partite dopo il club si è trovato costretto a ingoiare un boccone ancora più amaro.