Il 5 aprile è stato il trigesimo dalla morte del capitano Pino Wilson.
Lo ricordiamo con questa foto, nella tomba Maestrelli a Prima Porta assieme ai suoi compagni di sempre.
Alessio Buzzanca
Il 5 aprile è stato il trigesimo dalla morte del capitano Pino Wilson.
Lo ricordiamo con questa foto, nella tomba Maestrelli a Prima Porta assieme ai suoi compagni di sempre.
Alessio Buzzanca
“Avevamo diversi punti all’ordine del giorno. Innanzitutto ho ringraziato l’Atalanta per il lavoro nell’identificazione di chi si era reso responsabile dei cori da sanzionare, ci impegniamo sempre per combattere il razzismo che fa male al calcio. Le società poi stanno attuando il nuovo protocollo FIGC. Il presidente Gravina ha chiesto la costituzione di una task force che vedrà le componenti federali attivarsi per la riforma del calcio italiano e non solo sulla Nazionale: abbiamo avviato una discussione, in tal senso, e sono emersi alcuni punti, quali il lavoro e la proposta di riforma sul settore giovanile e sulle seconde squadre e c’è l’aspettativa che questa proposta venga perfezionata. Ovvio che per lavorare su questo verrà costituito un gruppo di lavoro permanente interno alla Lega e che andrà oltre la Nazionale. Il problema è dell’intero sistema calcio, sui giovani che arrivano nelle prime squadre attraverso la formazione. Noi siamo disponibili comunque a mettere i calciatori a novembre a disposizione del CT Roberto Mancini, anche senza mondiale. Si è discusso per questo delle finestre FIFA da rivedere con le altre leghe per ciò che riguarda il loro posizionamento nel corso della stagione. Tema questo da trattare con attenzione. Stiamo poi per fare un documento che ha a che fare con il funzionamento della Lega stessa. A breve inizierà il mio tour in visita delle venti società e parleremo anche di sostenibilità e sanità del nostro calcio. In Parlamento sono tuttora in discussione gli slittamenti delle imposte di tutte le società sportive. La pandemia, in tal senso, si fa ancora molto sentire, perciò serve un sistema finanziariamente ancora più sostenibile. Statuto? Sono in costante contatto con la FIGC, l’obiettivo è arrivare al Consiglio Federale del 20 aprile con il discorso chiuso. Conflitto in Ucraina? Imagine cantata prima di Juventus-Inter ha raggiunto il suo obiettivo, ma è stata bloccata in Russia. Stiamo discutendo sulla linea da tenere nelle partite trasmesse sul territorio russo dove è stata anche oscurata Milan-Cagliari. Parlando direttamente con l’Ucraina, non è semplice capire quale potrebbe essere la scelta migliore. Hanno bloccato diverse gare, la Lega ha deciso di monitorare la situazione, per adesso si è convenuto che la trasmissione è strumentale per la pace anche attraverso le iniziative e le donazioni dirette”
Quando nascerà e secondo quali criteri il gruppo di lavoro?
“Criteri multipli come la segnalazione di diverse società che vogliono prenderne parte. Chiaro che la questione delle seconde squadre è reale, solo la Juve si è mossa in tal senso. Una squadra come il Sassuolo che ha diversi italiani porta esperienza. Insomma, chi può portare esperienze e case history, attenzione maggiore alle problematiche, sarà preso in considerazione”
Come sta lavorando la Federcalcio in questo senso?
“Se il calcio italiano vuole ripartire non può prescindere dalla voglia comune di conseguire obiettivi. Noi ci mettiamo tutto l’impegno possibile, litigando non si può fare nulla”
Qual è per lei il problema più imminente da affrontare?
“E’ emerso il tema delle seconde squadre, un problema urgente. E’ una priorità le cui soluzioni vanno trovate insieme. C’è una aspettativa che le proposte vengano considerate in modo adeguato. I giovani in Italia ci sono, poi però si crea il gap per impiego e utilizzo come dovrebbero essere utilizzati. I numeri sono impietosi. Poi si deve investire sui centri, sulla formazione per rendere il percorso all’altezza. Le altre leghe si sono mosse quando noi eravamo fermi, quindi ora bisogna sedersi al tavolo con la Lega Pro e consentire a un numero più ampio possibile di club di strutturarsi, anche per ciò che riguarda il calcio femminile”
Cosa ne pensa della modifica sul decreto crescita?
“Ho chiesto a tutti i club di presentare una posizione. Il decreto non è nato per il calcio, questo va sottolineato. La possibilità di avere un forte beneficio per portare gli stranieri è stato certamente colto, ma se favorisce eccessivamente una contrattualizzazione degli stranieri e basta, non va bene. Servono aggiustamenti e modifiche, l’ho chiesto espressamente ai presidenti che adesso presenteranno dei correttivi. L’eliminazione totale avrebbe ovviamente un effetto negativo. Il problema non è l’uso, ma l’abuso”
Secondo lei la task force risolverà i soliti problemi di governance della Lega?
“Ingeneroso parlare di ingovernabilità, credo bisognerebbe cambiare il modo di guardare alla Serie A. I problemi oggettivi ci sono, la Lega riproduce le cose più belle dei venti club, ma anche le contraddizioni che il Paese Italia può esprimere, con le dialettiche Nord e Sud che si scontrano, i budget. Poi ci sono le proprietà straniere, ma tutti si stanno impegnando nel trovare le priorità e nel concentrarsi tutti su queste. Fondi? Possono essere utili, ma possono creare divisioni perché il modello non è chiaro”
Ci sono novità sulla media company della Lega? – “Il bilancio dell’anno scorso proietta già la media company per il futuro, sono stati fatti investimenti a Lissone, ma è prematuro oggi fare valutazioni su questo. La Serie A deve volersi bene, chiedersi dove vuole andare, poi se la soluzione è il fondo o più fondi ben venga”
Se Liga e Bundesliga dovessero decidere di interrompere le trasmissioni in Russia, voi in quel caso che farete?
“Prossima assemblea ne parleremo, non abbiamo deciso di stoppare, ma continueremo per il dichiarato fine di promuovere la pace. Poi ci sono questioni difficili da risolvere e ne stiamo parlando”
Che tasso di difficoltà ha trovato nella gestione della Lega?
“Tutti i nuovi lavori hanno un tasso di difficoltà più o meno elevato, si sottovaluta quello che esiste in alcune istituzioni. Qui c’è un lavoro da fare sull’intero sistema, bisogna impegnarsi in maniera massiva”
Sulla questione stadi avete avuto modo di discutere?
“E’ un tema sempre presente, conosciamo lo stato generale degli impianti, si parla molto di condivisione e di social e poi magari allo stadio il telefono non riesce a produrre come dovrebbe senza le giuste apparecchiature. Se tutti non capiamo che il problema è nazionale e non di una singola squadra, non si può mai risolvere. Ci sono però società virtuose, abbiamo quattro impianti di proprietà”
Cosa pensate del possibile inserimento dei playoff in Serie A?
“Può essere interessante, porta valore e chi guarda l’NBA lo sa. Non ne abbiamo ancora approfondito i dettagli”
Cosa pensa di fare nei primi cento giorni di lavoro per dare una sterzata al movimento calcio italiano?
“Non amo fare proclami, c’è da raccogliere le priorità e mettersi al lavoro. Il calcio fa parte delle nostre vite, è stato interessante relazionarsi con le imprenditorialità e le istituzioni. Ho capito perché il mio profilo può essere utile alla Lega. Lo stage di novembre è un primo passo. Non ci sono mai state battaglie su questo, la Serie A ritiene che sia giusto mantenere quella disponibilità anche senza la partecipazione al Mondiale”
Alessio Buzzanca
“Immobile ha qualità incredibili, poi non so cosa accada quando va in Nazionale. Con la Lazio gli vedo fare cose pazzesche anche dal punto di vista tecnico. Poi va in Nazionale e non si ripete, Onestamente non so darmi spiegazioni.
A Sarri deve essere dato tempo e la società si deve adeguare all’allenatore se vuole raggiungere certi obiettivi. Ma Tare è bravissimo e sono sicuro farà bene”.
Alessio Buzzanca
“Quella contro il Sassuolo era una partita delicata, sia per il momento della Lazio, sia perché i neroverdi sono un’ottima squadra.
Se prendi Sarri dopo tanti anni di Simone Inzaghi, un po’ di tempo ci vuole. La Lazio è una squadra che va rinnovata, sia negli uomini che nella mentalià. Se migliorata, secondo me è una squadra che il prossimo anno può puntare alla Champions. Quest’anno, già l’Europa league sarebbe un grande traguardo.
Immobile è stato preso un po’ di mira dopo l’eliminazione dal Mondiale, ma in realtà dovrebbero essere presi di mira tutti. Il problema di Immobile è secondario, il vero cruccio è il ritardo nei ricambi. Se nelle giovanili giocano il 30% di italiani, se le strutture sono quelle che sono, non è un problema di oggi. Sono trent’anni che sento parlare di riforme, ma non si fa nulla. Quando abbiamo vinto l’Europeo, abbiamo parlato di riforme, di strutture e di giovani italiani che non giocano?”
Alessio Buzzanca
Lazio (4-3-3): Strakosha; Lazzari, Patric, Acerbi, Marusic; Milinkovic-Savic (dall’85’ Basic), Leiva (dal 79′ Cataldi), Luis Alberto (dal 93′ Akpa Akpro); Zaccagni, Immobile, Felipe Anderson. Non entrati: Reina, Adamonis, Hysaj, Kamenovic, Luka Romero, Raul Moro, Cabral. All.: Sarri.
Sassuolo (4-3-3): Consigli; Muldur (dal 74′ Toljan), Ayhan, Ferrari, Kiriakopoulos (dal 46′ Rogerio); Frattesi (dal 74′ Harroui), Henrique, Defrel (dall’85’ Oddei), Raspadori, Traore, Scamacca. Non entrati: Vitale, Pegolo, Magnanelli, Ciervo, Peluso, Chiriches, Samele, Tressoldi. All. Dionisi
Marcatori: 17′ Lazzari, 51′ Milinkovic-Savic, 94′ Traore
Ammoniti: 5′ Kyriakopoulos, 7′ Felipe Anderson, 32′ Frattesi, 84′ Harroui
Recuperi: 0′ nel primo tempo e 5′ nel secondo tempo.
Note: Gol di Milinkovic-Savic convalidato dopo lungo silent check per possibile fuorigioco.
Arbitro: Antonio Rapuano (sez. Rimini)
Assistenti: Luigi Rossi- Orlando Pagnotta
IV uomo: Manuel Volpi
V.A.R.: Daniele Orsato
A.V.A.R.: Giorgio Peretti
Alessio Buzzanca
“Nel derby non siamo proprio entrati in campo. Dovevamo rispondere e riscattarci con una squadra che palleggia benissimo. Sono bravi, giovani e freschi. Se gli lasci il tempo di ragionare ti tirano in porta. Continuiamo così perché è molto difficile”
Alessio Buzzanca
Dopo un buon inizio della Lazio, arrivano due occasioni per Traore al 4′ (esterno della rete) e per Scamacca al 6′ (super Strakosha evita il gol con una parata in uscita bassa).
La Lazio si scuote e le occasioni fioccano: dopo un gol mangiato in società da Zaccagni e Lazzari, è proprio il secondo a realizzare un gran gol. Palla rubata a centrocampo, solita folata di 30 metri e gran tiro su cui Consigli non può nulla.
Dal vantaggio in poi è un monologo biancoceleste: Zaccagni non trova la porta, poi Marusic con un tiro a giro respinto da Consigli, poi ancora Zaccagni e Immobile di testa e di piede, non regalano il doppio vantaggio alla Lazio.
Quando le squadre sono pronte per andare negli spogliatoi ad asciugarsi dal diluvio, arriva come un fulmine a ciel sereno il palo di Frattesi di testa che avrebbe dato un pareggio assolutamente immeritato ai neroverdi.
Alessio Buzzanca
“Abbiamo avuto un giorno solo di colloquio con la squadra per via della sosta, quell’incontro però è stato severo e importante, spero che la squadra abbia capito che appena si abbassa la guardia succede quello che è successo nel derby. Stasera possiamo tornare alla vittoria. Immobile capro espiatorio della Nazionale? È una vergogna metterlo in discussione, la storia dice che negli ultimi 10 o 15 anni è l’attaccante italiano più forte che c’è, lo dicono i numeri. Ciro non ha bisogno di essere difeso, le aspettative su di lui sono importanti ma anche su tutta l’Italia. È stata un sconfitta per tutto il movimento italiano, Immobile capro espiatorio è una sconfitta per tutto il calcio italiano”
Alessio Buzzanca
Lazio (4-3-3): Strakosha; Lazzari, Patric, Acerbi, Marusic; Milinkovic-Savic, Lucas Leiva, Luis Alberto; Zaccagni, Immobile, Felipe Anderson. A disp.: Reina, Adamonis, Hysaj, Kamenovic, Akpa Akpro, Cataldi, Basic, Luka Romero, Raul Moro, Cabral. All.: Sarri.
Sassuolo (4-3-3): Consigli; Muldur, Ayhan, Ferrari, Kiriakopoulos; Frattesi, Henrique, Defrel, Raspadori, Traore, Scamacca. A disp.: Vitale, Pegolo, Magnanelli, Rogerio, Oddei, Ciervo, Peluso, Harroui, Chiriches, Toljan, Samele, Tressoldi. All. Dionisi
Alessio Buzzanca
Girone A: Qatar, Olanda, Senegal, Ecuador.
Girone B: Inghilterra, Stati Uniti, Iran, vincente playoff europeo (Galles-Ucraina/Scozia).
Girone C: Argentina, Messico, Polonia, Arabia Saudita
Girone D: Francia, Danimarca, Tunisia, vincente primo playoff (Perù-Australia/Emirati Arabi Uniti).
Girone E: Spagna, Germania, Giappone, vincente secondo playoff (Costa Rica-Nuova Zelanda).
Girone F: Belgio, Croazia, Marocco, Canada.
Girone G: Brasile, Svizzera, Serbia, Camerun.
Girone H: Portogallo, Uruguay, Corea del Sud, Ghana
Alessio Buzzanca