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DICHIARAZIONI

Lotito: “Sono laziale da quando avevo 5 anni. Derby del 26 maggio indimenticbile. In futuro toccherà a mio figlio”

Alciato intervista Lotito per la Serie A

Ai microfoni di Radio Serie A, il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha rilasciato una lunga intervista al giornalista Alessandro Alciato.

Queste le sue parole: “Ho solo tre cellulari, sono legati alle varie attività: calcio, aziende e vita privata. I rompiscatole invece chiamano a tutte le ore del giorno e della notte. Ormai sono abituato, anche se ricevo minacce di morte e altre cose sgradevoli. Sono 20 anni… A una persona normale incutono timore, io sono abituato. Più fanno così e più io divento una persona che vuole far valere il rispetto delle norme e dell’istituzione. Io sono un combattente, quando sono entrato in questo mondo ho visto situazioni assurde vissute come se fossero normali. Il tifoso può criticare, ma a mio parere mai infamare. Questo denota una pochezza della qualità delle persone. Noi dobbiamo recuperare la vera cultura sportiva”.

Continua Lotito: “La scorta? Ci si abitua. Ti comporta delle limitazioni alla privacy, ma fa parte del mio ruolo. Mi sono abituato. Mi adatto sempre alle varie situazioni. Come usare un linguaggio diverso rispetto a chi hai davanti. Bisognerebbe fare prevenzione ed educare i giovani alla legalità, come sto facendo io con la squadra. Lo sport ai tempi dei greci era un bene supremo. Si fermavano le guerre durante le Olimpiadi. Questi valori si sono persi nel nostro mondo. Quando uno conosce la propria qualità della persona e sa misurare i propri limiti sa anche avere un comportamento razionale. Ultimamente sono venute meno le norme etiche. È un problema che parte dalla famiglia e passa dalla scuola. Ai miei tempi, le famiglie si rivolgevano con rispetto al maestro, autorizzato anche a bacchettare il proprio figlio. Oggi è tutto al contrario. Tutto questo ha determinato un bagaglio per i miei coetanei. I giovani di oggi non hanno la capacità di relazionarsi a causa dei cellulari, non sanno più emozionarsi. I telefoni sono freddi. I ragazzi di oggi non sanno più dialogare, sono poco empatici. È tutto un fatto squisitamente asettico che ha determinato la scomparsa del fattore emozionale. Il tifoso di una volta era legato al colore di una maglia, sposava una posizione a vita. Oggi è tutto un apparire e basta”.

Poi Prosegue: “Io non ho internet né WhatsApp. Ho un telefono vecchio, io non sono tecnologico. Il telefono è solo un mezzo di comunicazione, non può sostituire al rapporto umano. La cultura è una serie di nozioni che uno acquisisce che fanno si che tu sia in una maniera e non in un altro. Io potente? Sono conoscente di persone che mi consentono di avere considerazione in certi ambienti. Io provo grande affetto per queste persone. Penso di essere apprezzato per questo. Ho la capacità di convincere le persone ad approdare a un fatto obiettivo e razionale. Il comportamento di una persona deve essere coerente con il proprio atteggiamento. Le type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee che porta avanti devono rispettare l’interesse della collettività”.

“Innanzitutto, io sono sempre stato tifoso della Lazio, da quando avevo cinque anni. In quel periodo la Lazio non navigava in acque tranquille. Questo è stato un elemento trainante quando mi fu proposta questa sfida dal presidente Berlusconi, per il quale ho sempre provato affetto e stima. È stato un genio, dove è intervenuto ha portato risultati. In quel periodo, lui era Premier e noi eravamo molto amici. Lui mi chiamò e mi disse che ero l’unico che poteva risolvere i problemi della Lazio. Nel 2004, il club aveva una fotografia contabile spaventosa. Aveva 550 milioni di debiti. Per tutti era considerata una sfida impossibile. Per me era una sfida al limite, che mi intrigava. Alla fine l’ho accettata”. Lui si è interessato alla Lazio per un problema di ordine pubblico, ci furono diverse situazioni pesanti. La tifoseria biancoceleste si faceva sentire con metodi non conformi al vivere civile. Questo mi ha permesso di entrare in un mondo particolare. C’erano persone che perdevano milioni, io da imprenditore ero abituato a circondarmi di persone in grado di produrre reddito. Per me sarebbe stato più facile prenderla dal fallimento, io mi sono caricato di tutti i debiti invece. Anche quello con l’Agenzia delle Entrate. Feci applicare una legge dello Stato, che non fu ad hoc fatta per me, ma esisteva dal 2002 e non era mai stata applicata. Se un’azienda fallisce è meglio prendere quello che si può prendere che non prendere nulla. Chi ha fatto fallire la società ha fatto gravare sullo Stato tutto quello che non ha pagato. A me hanno dato una dilazione. La possibilità di pagare il debito in 23 anni. Io ho sempre pagato 6 milioni l’anno circa. Adesso mancano solamente quattro anni. E devo dire che io pago sempre in anticipo. Scade ad aprile e io pago spesso a ottobre-novembre. È giusto perché sono soldi della collettività. Nessuno mi ha regalato nulla, c’era una legge dello Stato che ho fatto applicare. Quei milioni il Fisco li avrebbe persi e invece li ha guadagnati con gli interessi. Quei debiti non li ha accumulati il sottoscritto, nel 2027 conto di chiudere definitivamente questa pratica. Credo di aver fatto un favore alla società”.

In questi anni il mondo del calcio è cambiato. Io ho cercato di coniugare una sana gestione economica a quella sportiva. La Lazio ha un patrimonio di diversi milioni, una rosa di diversi milioni. La Lazio, dal punto di vista dei trofei, ha vinto più di tutti. La società dal punto di vista civilistico da riferimento alla mia persona, ma essendo quotata c’è un azionariato diffuso. Io questo ruolo lo esprimo tenendo conto di una cosa. Io coltivo sentimenti e passioni di un’intera comunità: ho l’obbligo di mantenere e preservare questa passione. Quando sono entrato io, ho imposto l’obbligo dei pagamenti di stipendi con un bonifico bancario per tutte le squadre. Incluse imposte e tasse. Senza questi requisiti non ti iscrivi al campionato

Affari è un termine improprio, io dalla Lazio non ho tratto alcun vantaggio. Quando sono subentrato alla guida della società, pagavo il leasing di un fabbricato che oggi è nostro. Per riscattarlo serviva un milione e mezzo. Lo potevo riscattare io, risparmiando diversi milioni. Io dissi no, perché era un bene della Lazio e spettava alla Lazio. Per la Lazio ci ho rimesso molto. 50 miliardi di lire è quello che ho messo nella società quando sono entrato. 550 milioni di debiti per prendermi la Lazio. Io ci metto tanto sentimento. Faccio calcio puntando sull’aspetto umano e valoriale. Io non utilizzo il metodo della cicala, perché ho visto tante società scomparire a causa di questo metodo di gestione. Io gli investimenti li ho fatti a livello infrastrutturale. Io ho patrimonializzato la società perché voglio tramandarla a mio figlio, che è un laziale appassionato. Oggi Enrico è entrato nel sistema, si occupa del settore giovanile. E’ un ragazzo appassionato con tanta voglia. Si è laureato in Giurisprudenza, fra poco diventerà avvocato, anche se non eserciterà. Non dobbiamo legare lo sport all’interesse materiale.

In questi 19 anni ho speso tanto. Alcuni comportamenti di persone, che hanno valutato in modo superficiale i principi di iscrizione, mi riferisco all’indice di liquidità, mi hanno costretto a mettere diversi milioni ogni anno che ho preso dal mio conto personale. Sono soldi che non mi hanno prodotto nulla e che non posso neanche recuperare. L’indice di liquidità testa nell’arco dell’anno quali sono ricavi e uscite. Quell’indice, se è frutto di investimenti, rileva la salute di una società. Io su Formello ho investito tanto. Quando è venuto Infantino è rimasto stupito dal centro. Dal punto di vista sanitario è qualcosa di strepitoso. Abbiamo una serie di situazioni funzionali al quotidiano. Ora abbiamo ultimato l’arredo della parte femminile. Mio figlio oggi segue sia la Primavera che la parte femminile. Da quando abbiamo ristrutturato tutto, le cose sembra che inizino ad andare meglio. Se avessero rispettato tutti i parametri, la Lazio Femminile ora sarebbe in Serie A. Purtroppo nel campionato c’erano diverse squadre che non rispettavano i criteri d’iscrizione. Vedasi la questione Pomigliano. A causa di questo è stata falsata la Serie A e la Serie B. Nello sport servono innanzitutto le risorse, altrimenti non puoi fare nulla.

“La fede? Ho un rapporto importante, ho una visione escatologica della vita. io penso che al di sopra di noi c’è sempre stato un qualcuno che ha tracciato un perocrso per ognuno di noi, dedico una parte anche se limitata del mio tempo alla preghiera. non ho mai saltato una messa in 66 anni, anche in posti dove non ci sono chiese cattoliche. a riyadh ho organizzato una messa nell’ambasciata con un prete francese, era pericoloso, c’era la carcerazione a quei tempi. ma l’ho fatto. cerco di professare i valori dle vangelo nella vita quotidiana. vivo con i piedi per terra ma cerco di coniugare questi valori”.

“Immobile dovrebbe parlare del suo futuro, la società confida molto su Ciro. Ho un rapporto famigliare con lui, non c’è nessuna intenzione di mandarlo via. Rimango sorpreso che possa andare in Arabia, ho un contratto con lui, si dovrebbe conciliare anche la volontà del club. Ciro è una persona di famiglia, ho un grande affetto nei suoi confronti, poi nel calcio capitano i momenti non positivi. sono convinto che tornerà ad essere fondamentale”.

“Luis Alberto è una persona particolarissima dal punto di vista caratteriale. Ha una posizione collaborativa ora come ora. Quando è andato via Milinkovic, lui aveva un’offerta dall’Arabia, ho ritenuto che potesse incarnare lo spirito dello spogliatoio. Mandando via Milinkovic è salito di un gradino. Poi ultimamente ci mette determinazione, passione, spirito di sacrificio”.

“Felipe Anderson è un ragazzo d’oro a cui sono legato, abbiamo un’affinità, lui è molto religioso. È una persona con la quale abbiamo un bel rapporto, non c’è rottura, c’è disponibilità al rinnovo. ora dobbiamo trovare un punto d’incontro”.

“Cataldi è cresciuto nel settore giovanile, poiché aveva un fisico poco sviluppato, allora l’abbiamo mandato a giocare in una squadra satellite nostra, ha fatto bene e l’abbiamo ripreso. poi ha fatto il percorso che meritava di fare. romagnoli anche è laziale, è voluto venire alla Lazio perché ci teneva. è un ragazzo di Nettuno che ha quei valori sani della provincia, ha fatto una scelta di cuore con noi, di appartenenza e di lazialità. con noi si è creato un bell’equilibrio, ha un bel profilo e un ruolo. io ho il concetto dell’ecclesia, assemblea. la Lazio è un gruppo, una grande famiglia dove tutti svolgono il proprio ruolo senza sminuire gli altri. il calcio è uno sport di gruppo, se stecca uno poi diventa un problema per tutti. sta a loro dimostrare il loro valore e il ruolo che vogliono ricoprire all’interno della famiglia. l’importante è creare un’armonia tra tutti e creare una linea comune. le scelte dei giocatori ultimi li ho fatti sulla base della qualità anche e soprattutto morale”.

“Io il tumulto durante le partite ce l’ho interiore. Per noi il derby è un campionato nel campionato, è una partita importante, spero che la squadra ritrovi quell’unità d’intenti e lo spirito di compattezza per dare grandi soddisfazioni ai nostri tifosi che meritano un comportamento del genere”.

“La Lazio deve migliorare in tante cose a partire dal suo presidente. Ci dobbiamo adoperare tutti per migliorare, bisogna avere coscienza dei propri mezzi ed essere in grado di poterli esprimere. essendo cosciente dei mezzi che ha a disposizione. la squadra deve unirsi e combattere per l’obiettivo prefissato. La squadra deve sapere che ha un obiettivo, che è quello di raggiungere i risultati. Contribuiscono tutti nella società, ma loro vanno in campo e devono trovare l’alchimia per poter esprimere al 100% le loro potenzialità. Le partite le vince il gruppo, non il singolo. Le vittorie sono di tutti”.

“Sarri è un grande insegnante di calcio, maestro. È una persona caratterialmente particolare, che con me va d’accordo. Abbiamo dei confronti, non abbiamo mai litigato. Io sono un presidente che fa il presidente, che dopo 20 anni è in grado di capire quali sono le esigenze della squadra. Io ho preso la Salernitana che stava in eccellenza, pagando 350 mila euro a fondo perduto e l’ho fatta ripescare in serie d. L’ho portata fino in serie b e mi sono fermato. Poi l’ho lasciata andare e l’ho portata in serie a, la piazza era insofferente. La Salernitana è stata svenduta, a me mancano ancora dei soldi. una società che valeva 70/80 milioni è stata venduta a 10″.

“Con Sarri ci confrontiamo, anche in modo accesso, lui è integralista, ma credo che abbia stima della mia persona. Lui nel mercato di quest’anno chiedeva Ricci e Berardi. Io ho tentato di raggiungere questi obiettivi, ho ricevuto richieste fuori di qualsiasi logica, sia economica che in relazione all’età. Abbiamo preso Rovella che non credo sia inferiore a Ricci. Non penso che i giocatori che abbiamo preso siano inferiori a Zielinski che è ancora sul mercato e non ha compratori. E’ un lavoro che richiede maggiore impegno da parte sua. Il paradosso è che la squadra ha vinto con le squadre importanti e perso con le piccole. La mentalità la devi dimostrare, quello che conta, oltre le qualità, è la tenuta mentale, il campione è quello che riesce ad esprimere sempre le proprie potenzialità”.

“Questo gli rimprovero, se non ci metti la determinazione e la combattività è inutile. Gli altri non si spostano. Il derby a cui sono più legato è quello del 26 maggio, è stato un evento particolarissimo, in città si vive e si soffre. L’altra fazione enfatizza di più le situazioni, i laziali sembrano meno coinvolti, soffrono in silenzio. Invece l’altra sponda è più caciarona e se non raggiunge l’obiettivo sparisce. Due grandi risultati l’anno scorso, la tifoseria si è legata alla squadra. Il derby rimane sempre la partita nella partita. L’anno scorso siamo stati ampiamente soddisfatti per quello che abbiamo ottenuto”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Molti dubbi a centrocampo. Sarri potrebbe confermare quello di campionato. Sbaglia chi stasera non va allo stadio” (AUDIO)

Indicazioni sul centrocampo, ALBERTO ABBATE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Ieri Sarri ci ha dato alcune indicazioni sul centrocampo: se giocherà Kamada mezzala destra, ci sarà Vecino davanti alla difesa e Luis Alberto mezzala sinistra. Mi rimangono molti dubbi comunque. E’ possibile che il Mister lasci Guendouzi e Rovella titolari per avere maggiore palleggio, cosa che è mancata moltissimo nel match di andata.

E’ chiaro che Kamada non è contento dello scarso utilizzo e che a fine stagione farà le sue valutazioni, ma è fuori discussione un suo eventuale ‘taglio’ a gennaio.

Gli unici giocatori che attaccano la profondità sono Kamada, Immobile e pochi altri. Va fatta una riflessione se insistere su questa strada o cambiare tatticamente.

Sono d’accordo che il discorso del prezzo dei biglietti abbia il suo peso, so bene che viviamo in un periodo di crisi, ma ce l’ho anche coi tifosi che si lamentano e poi non vanno allo stadio, il tutto senza un reale motivo.

Mi spiace, ma non penso sia un discorso di prezzi, ma di risultato. E’ pieno di tifosi che vanno allo stadio solo se le cose vanno bene e questo mi dispiace.

La Lazio ha sempre sofferto il doppio impegno settimanale, ma ora la rosa è più lunga e tutto grazie al piazzamento in Champions. Ecco perché ha ragione Sarri a dire che servirà tornare anche quest’anno in Champions e che la priorità è proprio il campionato. Perché grazie ai piazzamenti, la squadra cresce di livello”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Stasera Hysaj al posto di Marusic. Possibile Luis Alberto in campo con Kamada e Vecino. Chance per Immobile” (AUDIO)

Marusic non ce la farà a giocare, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Marusic non ce la farà a giocare perché ieri aveva ancora la caviglia gonfia, quindi ci saranno Lazzari e Hysaj con Romagnoli e Patric. A centrocampo ci sono i dubbi maggiori, proprio per le caratteristiche dell’avversario. Giocherà Luis Alberto sicuramente e poi Kamada mezzala e Vecino davanti alla difesa.

Stasera ci sarà Marciniak ad arbitrare che è uno abituato a lasciar molto correre e giocare. Quindi anche la Lazio dovrà adeguarsi ai ritmi degli olandesi ed essere aggressiva.

Sull’impiego di Luis Alberto dopo le recenti prestazioni, ho qualche perplessità. Ci sta che ogni tanto possa riposare anche lui come accade con gli altri.

Questa sera dobbiamo rimanere concentrati e in partita per tutti i 90 minuti, senza quei blackout che spesso ci hanno afflitto.

Davanti dovrebbe giocare Immobile dall’inizio con Anderson a destra e Zaccagni a sinistra. Io onestamente non rinuncerei mai a Pedro in match come questi.

Mi sono molto piaciute le dichiarazioni di Sarri alla vigilia di una partita importante come quella di questa sera.

Parlando dello stato fisico della rosa, oggi Marusic proverà comunque a vedere la situazione della caviglia, ma il suo impiego rimane molto improbabile anche in vista del derby. Casale sta smaltendo i problemi agli adduttori e vedremo se spunterà una convocazione per il derby. Romagnoli è semplicemente un po’ in affanno per il sovra utilizzo, ma non ha problemi veri e propri. Si deve gestire”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Feyenoord squadra importante. Serve pressing e Guendouzi deve giocare” (AUDIO)

Spero che la gente vada allo stadio, BRUNO GIORDANO in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Per stasera spero che la gente che vada allo stadio e metta da parte la partita contro il Bologna e le arrabbiature e tifi aiutando i ragazzi nei 90 minuti. Serve sostegno. La Lazio dal canto suo dovrà fare una partita fisicamente gagliarda a cui aggiungere una tecnica migliore della loro. Serve furore agonistico, vincere i duelli individuali e portare a casa la partita. Loro hanno 4 o 5 individualità di alto livello che il prossimo anno sicuramente andranno a giocare in grandi club europei. E’ una squadra importante.

In questo momento l’unico giocatore a cui non rinuncerei mai è Guendouzi. Sta bene, sa dettare i tempi del pressing, ha gamba. Mi sembrerebbe assurdo non schierarlo stasera.

La Lazio deve trovare un equilibrio: puoi essere aggressivo e molto alto o essere aggressivo e più corto, magari ai 40 metri.

Se questa sera ci sarà Immobile titolare, sarà la scelta giusta. In partite come questa bisogna andare sul sicuro. Ci sono comunque 5 sostituzioni per cambiare qualcosa nel caso in cui servisse. Darei qualche chance in più a Isaksen perché mi sembra dotato di fisico e di tecnica più di quanto sia stato impiegato”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Assurdo non chiudere in vantaggio il primo tempo a Bologna. Attendo la Lazio a due punte” (AUDIO)

Non ho visto grande partita del Bologna, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Tutta questa leggenda del Bologna di Thiago Motta non l’ho vista. Ho visto una squadra con tutti in area di rigore a difendere. La Lazio doveva vincere: dopo quel primo tempo e tutto quello sforzo non puoi andare al riposo in parità. E anche non aver visto un minimo di reazione dopo lo schiaffo di Ferguson, è preoccupante. Probabilmente lì Sarri avrebbe dovuto fare qualcosa, cambiare qualcosa.

Per quanto riguarda domani sera ci sono molti dubbi di formazione. Marusic ad esempio ha rimediato una fortissima contusione alla caviglia al punto che si temeva potesse esserci frattura. Fortunatamente gli esami sono stati negativi e vedremo se sarà in campo.

A centrocampo ci sono molti dubbi: Kamada reclama un posto, mentre Guendouzi è piaciuto molto a Bologna e non credo che Sarri farà a meno del francese. Vecino e Luis Alberto mi sembrano insostituibili in coppa e secondo me saranno in campo con Guendouzi, ma con la possibilità che al posto di Guendouzi possa esserci Kamada.

Davanti ci dovrebbero essere Zaccagni e Felipe Anderson con Castellanos, mentre al derby secondo me ci sarà la staffetta, con Immobile che partirà titolare. Attendo sempre che in alcune circostanze di partita, Sarri possa decidere di schierare Castellanos e Immobile simultaneamente”.

Alessio Buzzanca

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Cipriani: “Preoccupato per il meteo a Bologna. Spero che la Lazio non sprechi il solito primo tempo” (AUDIO)

La rosa è più profonda, GIANNI CIPRIANI in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“La cosa bella rispetto agli anni passati è che possiamo permetterci dubbi di formazione perché la rosa è più profonda. In vista della Champions sicuramente si faranno ragionamenti.

Aspetto con fiducia anche il contributo che potrà dare Isaksen che secondo me è un ottimo prospetto e si ritaglierà spazi nel corso della stagione.

Se giocherà Gila sono comunque convinto che farà una buona partita, mentre Kamada sembra ormai il sostituto di Luis Alberto e in quel ruolo quando è entrato ha sempre fatto bene.

Sono un po’ preoccupato per il tempo: vento forte, pioggia, sono sicuramente condizioni che danneggiano di più la Lazio che il Bologna.

La Lazio è una squadra da montagne russe e alterna momenti top a down terribili. Dopo la vittoria contro la Fiorentina auspico abbiano acquisito un po’ di consapevolezza. Spero che oggi la Lazio non sprechi il primo tempo come ha fatto con la Fiorentina. Ovviamente anche i cambi possono aiutare molto. Se la Lazio gioca da Lazio, anche contro questo ottimo Bologna con molti giocatori che possono dare fastidio, è decisamente più forte.

Stasera – parafrasando Sarri – ci vorrebbe una Lazio con la faccia da c… che una Lazio intimidita. In Champions questa cosa ha purtroppo fatto la differenza. Difficile stabilire cosa scatti, ma purtroppo la Lazio a volte subisce la partita più per carattere che per motivi tecnici.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Romagnoli non è infortunato. Solo riposo precauzionale. Ballottaggio Alberto-Kamada” (AUDIO)

Problemini Romagnoli, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“A me non risultano problemini di Romagnoli, ma risulta solo il fatto che debba riposare in vista di partite importanti. E’ semplicemente affaticato, non ha infortuni veri e propri.

Al centro della difesa ci sarà l’esordio ufficiale di Gila in questa stagione. Probabilmente lo spagnolo essendo un marcatore vero e proprio sarebbe stato meglio vederlo su un giocatore come Gimenez che su uno di manovra come Zirkzee, comunque vedremo. Sui terzini non ho certezze: ci potrebbe essere turnazione pensando che Marusic le ha giocate tutte, ma non saprei.

A centrocampo ci sarà Rovella e poi il ballottaggio Luis Alberto-Kamada. Faccio fatica a pensare che Sarri rinunci a Luis Alberto, ma il dubbio è concreto e al momento siamo 55% contro 45%..

Il Bologna è una squadra che gioca a calcio e quindi qualche spazio in più rispetto ad altre avversarie la Lazio lo avrà. Si muovono benissimo in campo e davanti hanno questo Zirkzee che è davvero pericoloso. C’è Ferguson che si muove dietro gli attaccanti e la Lazio soffre i giocatori che galleggiano tra le linee.

Immobile ha lavorato molto bene in questi giorni e anche i compagni sono più tranquilli se lui sta bene”.

Alessio Buzzanca

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CHAMPIONS LEAGUE

Nove milioni di euro per la Lazio in arrivo dalla Uefa

Soldi freschi in arrivo per le squadre impegnate nell’edizione 2023/24 della Champions. Secondo Calcio e Finanza, venerdì l’Uefa verserà ai 32 club partecipanti un totale di 284,55 milioni di euro: 134,4 milioni di euro per i bonus risultati delle prime tre giornate del torneo e 150,15 milioni per la prima parte del market pool. Per quanto riguarda le italiane, Napoli, Inter, Milan e Lazio riceveranno in totale 34,7 milioni di euro che potrebbero tornare molto utili già per il mercato di gennaio.

Nel dettaglio ai partenopei verranno bonificati 12,4 milioni di euro di soldi freschi, grazie due vittorie e a un pareggio, miglior percorso finora tra le italiane. L’Inter potrà invece contare su un bonus da 9,93 milioni di euro. Subito dopo si piazza la Lazio, in grado di guadagnarsi 8,83 milioni di euro dall’Uefa tra market pool (oltre 5 milioni di euro) e risultati ottenuti finora (una vittoria, un pareggio e una sconfitta). Chiude la fila dei ricavi infine il Milan con soli 3,56 milioni di euro. Nel dettaglio, i rossoneri pagano sia il quarto posto in Serie A della passata stagione, sia il percorso in Champions fino a questo punto con due pareggi e una sconfitta non proprio esaltante.

Alessio Buzzanca

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SERIE A

Bologna-Lazio, probabili formazioni

Dopo la vittoria interna contro la Fiorentina, la Lazio torna in campo questa sera contro il Bologna alle 20:45. Immobile tornerà titolare, dubbio in attacco tra Zaccagni e Pedro. In difesa poca scelta per Sarri che potrebbe riproporre la linea a quattro che ha tenuto la porta inviolata contro la Fiorentina. L’unico dubbio riguarda Romagnoli che dovrebbe tirare il fiato dopo un avvio di stagione da stakanovista. Gila si scalda, per lo spagnolo si tratterebbe dell’esordio in Serie A dal primo minuto in carriera. A centrocampo Guendouzi e Luis Alberto favoriti come mezzali, mentre in cabina di regia ballottaggio tra Rovella e Cataldi.

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Posch, Beukema, Calafiori, Lykogiannis; Aebischer, Freuler; Orsolini, Ferguson, Saelemaekers; Zirkzee. All.: Thiago Motta

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Patric, Romagnoli, Marusic; Guendouzi, Rovella, Luis Alberto; Felipe Anderson, Immobile, Pedro. A disp.: Sepe, Mandas, Hysaj, Gila, Pellegrini, Kamada, Cataldi, Vecino, Isaksen, Castellanos, Zaccagni. All.: Sarri. 

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Immobile non pronto all’utilizzo part time. Con il Bologna titolare” (AUDIO)

Patric è l’emblema, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Patric è l’emblema del giocatore che con l’applicazione può migliorare e arrivare a livelli inimmaginabili. All’inizio non si poteva nemmeno considerare un centrale. Una delle sue doti migliori è proprio la concentrazione.

Per domani mi aspetto una partita equilibrata. Sicuramente la vittoria contro la Fiorentina porterà beneficio dal punto di vista psicologico. Sono anche curioso di capire la scelta di Sarri su Luis Alberto. Con la Viola mi ha dato l’impressione di essere stanco fisicamente e se non riposa domani contro il Bologna, non ho type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idea di quando potrà farlo.

Guendouzi in questa fase le sta giocando praticamente tutte e quando chiesi a Sarri se avremmo mai visto il francese con Kamada, lui mi rispose che sarebbe accaduto solo in caso di calo fisico di Luis Alberto. Quindi penso che questo sia esattamente il momento adatto.

In attacco Immobile non si sente pronto all’utilizzo part time alla Altafini. Si sente ancora king Ciro. Penso che domani sarà lui a partire titolare con Castellanos pronto a subentrare dalla panchina. Il problema vero è che Zaccagni e Anderson non stanno segnando. Mancano terribilmente i loro gol e il bottino di uno a testa in campionato è davvero insufficiente. Spero che da loro arrivino segnali importanti”.

Alessio Buzzanca