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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “A Como ci sono soldi e idee, alla Lazio le idee sono state tutt’altro che brillanti” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio lo dicevo ad inizio anno che era da questa posizione di classifica. Ora verranno ceduti i pochi che hanno mercato, l’obiettivo è fare cassa e diminuire il tetto degli ingaggi. Arriveranno calciatori sconosciuti, sempre per lo stesso motivo: non spendere e risparmiare. Questa sarà l’estate che dovranno vivere i tifosi della Lazio. La storia non cambia.

Ieri Fabregas ha detto che lo scorso anno hanno puntato sui giovani, ma ora in Champions servono calciatori pronti. La linea, cara Lazio, non la detta la società, ma il tecnico che dovrebbe essere accontentato. A Como ci sono soldi e idee, alla Lazio le idee non sono state brillanti”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, senza i tifosi ecco quanti soldi potrebbe perdere Lotito

Se dovesse continuare la contestazione, difficilmente ci saranno 30mila abbonati per la prossima stagione.

Protesta a oltranza e tifosi fuori dall’Olimpico da fine gennaio. Il distacco dalla società ormai è netto e la frattura, ad oggi, appare impossibile da sanare. Come riporta Il Messaggero, qualora la contestazione dovesse proseguire nella prossima campagna abbonamenti, 7,5 milioni potrebbero venire meno (erano quasi 30mila gli abbonamenti sottoscritti nel 2025) della Lazio. Economicamente parlando sarebbe un danno importante per una società che fatica ad andare avanti anche dal punto di vista finanziario. Vedremo gli sviluppi in estate ma al momento è difficile ipotizzare che i tifosi possano tornare in massa allo stadio.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “La Lazio perde incassi, futuro preoccupante. Inevitabile ridimensionamento tecnico. Su Sogliano e Sarri…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ormai mancano due partite o una partita e mezza, il derby conta solo per la rivalità cittadina. Il risultato col Parma avrebbe cambiato poco. Il presente si guarda qualche apprensione, il futuro preoccupa di più.

Trattenere Gila è vederlo andare via a zero, non è una bella notizia. Basic potrebbe andare via a parameto zero tra tre mesi. Poi oltre a Gila ce ne sono tanti, da Romagnoli a Provedel, Patric e diversi altri. Sono 10 giocatori in tutto in scadenza: perderne 10 a parametro zero sarebbe una follia, ma anche solo ne perdessi 3 o 4 come li rimpiazzeresti? La Lazio non ha soldi per acquistare, prenderebbe i soliti sconosciuti che sono scommesse: il discorso andrebbe bene, ma vedi poi Przyborek o Ratkov.

La conoscenza di Sogliano è da metà classifica, è il target che è sbagliato. Vuoi migliorarti? Con tutto il rispetto per lui e Fabiani, io cerco di prendere Sartori.

Già questo finale di stagione ha portato ad un calo di incassi, a partire dalla semifinale senza i tifosi; a questo calo aggiungiamo i prossimi abbonamenti. La Lazio perde incassi, abbassa il monte ingaggi e il ridimensionamento economico porta ad un, inevitabile, ridimensionamento tecnico.

Credo che Sarri resterà. Il punto è che se gli dai dei giovani lui può lavorarci sopra, ma intanto la stagione va avanti. Il problema di fondo è che non ci sono i soldi, il problema c’è e resta”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “In casa Lazio il bilancio parla chiaro e senza soldi non si scala la classifica” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Oggi pomeriggio il pre-consiglio e Gravina si accorgerà di non avere più il 98% dell’appoggio. Poi settimana prossima ci sarà il consiglio, con annesse dimissioni e saluti anche per Gattuso.

In casa Lazio il bilancio parla chiaro: si cerca di andare avanti, ci sarebbe la necessità di fare un aumento di capitale ma non viene fatto, quindi la Lazio scende sempre di più, vedi l’ottavo posto. Senza soldi non si scala la classifica.

Del ritorno allo stadio dei tifosi hanno parlato tutti, l’unico che non si pronunciato è Lotito, colui che dovrebbe fare qualcosa.

Per me Lotito non lo cerca un partner, al più vorrebbe qualcuno che mette i soldi ma che rimane in disparte. Della serie ‘mi dai i soldi e io comando’. Nel frattempo la Lazio fuori dalle coppe sta diventando la normalità, come l’Italia fuori dai Mondiali”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “La Lazio ha bisogno di soldi e non sa dove e come trovarli. Cancellieri? Ora serve continuità” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ormai credo sia evidente e lampante che la Lazio abbia bisogno di soldi e non sa dove e come trovarli. Se parlassimo con Lotito direbbe che è tutto ok e i conti vanno bene.

Cancellieri? Primo gol molto bello, ha dato via al secondo e poi ha messo lo zampino anche sul terzo. Serve continuità da parte sua e della squadra. Tuttavia la risorsa-Isaksen va recuperata perché c’è bisogno di tutti. Potrebbe essere uno stimolo reciproco il ballottaggio tra i due, sana concorrenza.

La Lazio al momento ha due certezze a centrocampo, Rovella e Guendouzi: se il primo tra un mese dovesse operarsi, scatterebbe l’emergenza perché gli altri non sono sullo stesso livello”.

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CHAMPIONS LEAGUE

Nove milioni di euro per la Lazio in arrivo dalla Uefa

Soldi freschi in arrivo per le squadre impegnate nell’edizione 2023/24 della Champions. Secondo Calcio e Finanza, venerdì l’Uefa verserà ai 32 club partecipanti un totale di 284,55 milioni di euro: 134,4 milioni di euro per i bonus risultati delle prime tre giornate del torneo e 150,15 milioni per la prima parte del market pool. Per quanto riguarda le italiane, Napoli, Inter, Milan e Lazio riceveranno in totale 34,7 milioni di euro che potrebbero tornare molto utili già per il mercato di gennaio.

Nel dettaglio ai partenopei verranno bonificati 12,4 milioni di euro di soldi freschi, grazie due vittorie e a un pareggio, miglior percorso finora tra le italiane. L’Inter potrà invece contare su un bonus da 9,93 milioni di euro. Subito dopo si piazza la Lazio, in grado di guadagnarsi 8,83 milioni di euro dall’Uefa tra market pool (oltre 5 milioni di euro) e risultati ottenuti finora (una vittoria, un pareggio e una sconfitta). Chiude la fila dei ricavi infine il Milan con soli 3,56 milioni di euro. Nel dettaglio, i rossoneri pagano sia il quarto posto in Serie A della passata stagione, sia il percorso in Champions fino a questo punto con due pareggi e una sconfitta non proprio esaltante.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Soldi dell’autofinanziamento finiti proprio con un tecnico top: Lotito al bivio epocale

La sconfitta nel derby, la nona in questo campionato e la quinta senza dare segni di esistenza in campo (Milan, Bologna, Verona, Napoli e – appunto – Roma), oltre alle immediate eliminazioni dalla Coppa Italia (altro ko contro Pioli senza alcun tentativo di entrare in competizione) e dall’Europa League (firmata più dal Galatasaray, in picchiata nel campionato turco, che dal Porto dell’ex Conceicao), impongono un’attenta riflessione su quello che sta accadendo nella Lazio senza che il presidente Lotito e i suoi principali collaboratori lancino un segnale, se non altro in difesa del club e del suo allenatore, Maurizio Sarri. Il mutismo biancoceleste è stato assordante anche dopo la clamorosa “smanacciata” con cui Ibanez ha quasi rotto il naso a Milinkovic Savic in piena area: un eventuale rigore, subito dopo l’1-0 di Abraham, avrebbe forse rivitalizzato una squadra completamente assente anche quando avrebbe dovuto alzare il livello delle proteste, mentre Sergej perdeva sangue dal naso e chiedeva il sostegno dei medici. Un dettaglio, certo, in un derby straperso davanti a Mou, ma capace di far capire quanto la Lazio, intesa come entità e non come squadra, sia completamente lontana dalle normali attività di gestione.

Se Lotito si vanta, nel corso della sua estenuante battaglia con il presidente federale Gravina, di aver favorito l’elezione del suo candidato, Lorenzo Casini, alla presidenza della Lega, i tifosi e, forse, lo stesso Sarri, si aspetterebbero qualcosa di diverso a sostegno della Lazio. Magari un mercato più intelligente e competitivo di quello realizzato a gennaio, quando sono stati acquistati due giocatori poco graditi al tecnico (Kamenovic, mai utilizzato, e Cabral, una comparsata a Udine), oppure una difesa degli interessi della squadra dopo il derby, per quel fallo da rigore su Milinkovic; oppure ancora prima, quando il calendario aveva costretto i biancocelesti a giocare alle 12.30 della domenica dopo una partita di Europa League di giovedì notte, salvo essere dirottata al lunedì sera (contro il Venezia) quando dalla Coppa erano già stati sbattuti fuori. La sensazione è che il presidente viaggi da quasi un anno su un percorso diverso da quello della Lazio e, soprattutto, di Maurizio Sarri, che con grande ambizione aveva scelto per sostituire Simone Inzaghi. Abituato a gestire tutto con il fai da te, vivendo alla giornata e senza fare alcuna programmazione, Lotito sembra essere arrivato ad un bivio epocale perché proprio nel momento in cui si è affidato ad un allenatore top, ha finito i soldi dell’autofinanziamento, tanto da essere stato costretto a combattere con l’indice di liquidità prima ad agosto e poi a gennaio. Per dirla molto semplicemente, non c’è più cassa in grado di sostenere una gestione ambiziosa a causa delle operazioni, assolutamente nefaste, realizzate nei mercati precedenti (almeno due) dal ds Tare, che secondo alcune indiscrezioni starebbe addirittura firmando un nuovo contratto pluriennale. Inutile, poi, ricordare quanti giocatori se ne andranno a parametro zero (tra cui titolari come Luiz Felipe e Strakosha) perché il club non li ha accontentati e quanti sono stati prima acquistati a caro prezzo e dopo piazzati in prestito in giro per l’Europa senza alcun futuro: rientreranno tutti a Formello, molti anche con una retrocessione sul groppone, e diventeranno di nuovo esuberi pesantissimi dal punto di vista economico.

Sarri, che sta cercando faticosamente di trasformare una squadra poco adatta alle sue idee (l’anno scorso di questi tempi la Lazio aveva 55 punti e una partita da recuperare, mentre adesso ne ha solo 49 e le rivali per l’Europa sono aumentate), ha bisogno di essere sostenuto in tutto e per tutto. O ci credi o non ci credi, questo deve capire Lotito, che nella cena di Natale sventolò davanti alla squadra un nuovo contratto per Mau che non esisteva e di cui non ha più parlato, almeno fino ad oggi. Tanto da far riflettere Sarri sull’ipotesi di una separazione alla fine della stagione: con che garanzie può ripartire il tecnico, se nemmeno la dolorosa e inevitabile cessione di Milinkovic Savic al miglior offerente potrà sanare i conti, garantendo l’iscrizione al campionato ma anche un mercato di alto livello? Non c’è più solo una questione tecnica da affrontare, quindi vendere talenti come il serbo, Luis Alberto e forse lo stesso Zaccagni per sostituirli con giocatori altrettanto bravi, ma anche economica: se Lotito non può supportare Sarri, lo liberi il prima possibile, per il bene di Mau e della stessa Lazio, che di fronte a un ridimensionamento non può più insistere su un allenatore così esigente.

Alberto Dalla Palma-Corriere dello Sport