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ARBITRI NEWS

Sarà Manganiello l’arbitro di Lazio-Salernitana. I precedenti

La designazione arbitrale per la dodicesima giornata di Serie A TIM ha assegnato la gara Lazio-Salernitana al signor Gianluca Manganiello della sezione di Pinerolo.

Il direttore di gara piemontese ha arbitrato i biancocelesti in otto circostanze: la prima risale al 15 maggio del 2016, giorno nel quale la Prima squadra della Capitale sfidò la Fiorentina allo Stadio Olimpico in occasione dell’ultima giornata della Serie A TIM 2015/16. I Viola si imposero per 2-4.

Manganiello, inoltre, ha arbitrato il 27 agosto 2017 la seconda giornata di campionato della formazione biancoceleste. In quest’ultima occasione i biancocelesti espugnarono il Marcantonio Bentegodi di Verona battendo il Chievo per 2-1. Manganiello ha poi diretto la Lazio il 25 febbraio 2018, giorno in cui i biancocelesti superarono il Sassuolo in trasferta per 3-0.

Ha diretto anche Lazio-Venezia del 14 marzo 2022, gara vinta dai biancocelesti per 1-0 grazie al rigore realizzato da Immobile. L’ultimo precedente risale invece allo scorso 10 aprile, giorno dell’1-4 biancoceleste in casa del Genoa. Settimo precedente infine con la Salernitana: 2 vittorie, 3 pareggi e una sconfitta il bilancio.

Ecco la designazione completa:

La 12ª giornata di Serie A TIM Lazio-Salernitana, in programma domenica 30 ottobre 2022 alle ore 18:00 allo Stadio Olimpico di Roma, sarà diretta dal signor Gianluca Manganiello (sez. Pinerolo). 

Assistenti: Alessio- Bottegoni

IV ufficiale: Mariani

V.A.R.: Di Bello

A.V.A.R.: Longo

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FORMELLO

FORMELLO – C’è Luis Alberto. Tutti in campo tranne Ciro

Seduta pomeridiana per gli uomini di Sarri alle prese con la preparazione alla rivincita contro il Mitdjylland di giovedì alle 18:45 all’Olimpico.

Dopo una prima fase di attivazione atletica, i biancocelesti hanno effettuato un ampio lavoro di carattere tattico seguito da alcune esercitazioni dedicate alle palle inattive.

Subito in gruppo Luis Alberto che ha superato la contusione al fianco che lo aveva costretto ai box negli scorsi giorni. Unico assente Ciro Immobile che sta recuperando dallo stiramento di grado medio con esercizi specifici in acqua.

Sarri sembrerebbe orientato a confermare il tridente di domenica (Zaccagni, Pedro, Anderson), ma con qualche chance di debutto dal primo minuto per Cancellieri. Dietro mancherà Lazzari per squalifica, quindi spazio a Hysaj e Marusic esterni con Patric e Gila coppia centrale europea. A centrocampo è ancora presto per fare congetture, ma Milinkovic dovrebbe partire titolare.

Domani oltre alla seduta di allenamento, conferenza stampa di Sarri e di un giocatore e poi consueta sgambata all’Olimpico aperta ai media.

Alessio Buzzanca

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ARBITRI

Designazioni, Lazio-Midtjylland a Stefanski: i precedenti

Lazio-Midtjylland, sfida valida per la quinta giornata del Girone F di UEFA Europa League, in programma giovedì 27 ottobre 2022 alle ore 18:45 allo Stadio Olimpico di Roma, sarà diretta dal signor Daniel Stefanski (POL).

Con l’arbitro polacco c’è un unico precedente per i biancocelesti: risale al 19 settembre 2019 quando la Lazio fu sconfitta per 2-1 in Romania contro il Cluj.

Ecco la designazione completa:

Ass.: Dawid Golis (POL) – Michal Obukowicz (POL)

IV ufficiale: Damian Sylwestrzak (POL)

V.A.R.: Tomasz Kwiatkowski (POL)

A.V.A.R.: Bastian Dankert (GER)

Alessio Buzzanca

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FORMELLO

FORMELLO – La ripresa senza Luis Alberto. Lazzari out per squalifica in Europa

Dopo la stratosferica prestazione contro l’Atalanta, i giocatori si sono ritrovati oggi alle 11 per l’allenamento agli ordini di Sarri. Gruppo come sempre diviso in due: da una parte quelli che erano in campo a Bergamo, dall’altra chi è entrato in campo nel secondo tempo o non ha giocato. Tra questi ultimi, però, alle 11 non si è visto Luis Alberto, che in settimana ha subito una violenta botta al fianco in allenamento. Lo spagnolo stamattina è stato risparmiato, potrebbe rivedersi coi compagni domani, quando inizieranno le prime prove tattiche anti-Midtjylland.

Oltre a Immobile, giovedì non ci sarà Lazzari, squalificato per il rosso rimediato contro lo Stum Graz. Il terzino laziale è uscito con una caviglia malconcia dal Gewiss e una settimana di riposo sarà certamente di aiuto.

Alessio Buzzanca

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STATISTICHE

Provedel scala la storia: é a 37 minuti da Pulici

Cinque gol subiti in sole undici giornate. Numeri impressionanti che fanno la storia: erano 48 anni che la Lazio non raggiungeva questa solidità e l’ultima volta accadde nella stagione 1973/74…

Capitolo Provedel: il friulano è arrivato a 569 minuti di imbattibilità ed è a soli 37 minuti dal terzo posto di Pulici nella graduatoria totale. Al primo posto c’è Marchegiani con 745 minuti e al secondo Orsi con 724.

La graduatoria non tiene conto dei minuti di recupero.

Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI

Boban: “All’Italia serviranno 15 anni per tornare al top”

Ai microfoni di Rai Radio 1 il responsabile del calcio Uefa ed ex milanista Boban tuona sullo stato del calcio italiano: “Dopo Pirlo l’Italia non ha avuto più un grandissimo talento. Sono passati vent’anni, è stato ucciso il talento italiano nei vivai. Per l’Italia ci vogliono 10-15 anni per tornare al top, al livello dell’Inghilterra. Poi – aggiunge Boban – bisogna cercare di fare questi stadi che sono ormai imprescindibili”.

Alessio Buzzanca

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NEWS

E’ Nato Andrea Immobile: ecco il post di Ciro

“La famiglia si allarga in una giornata piena di emozioni il regalo più bello me lo hai fatto tu @jessicamelena vera campionessa!!! Benvenuto Andrea, ti amiamo”. E’ con questo post su Instagram che Ciro Immobile ha informato tutti della nascita del suo quartogenito.

Auguri da tutta Radiosei!

Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI

Milos Vazura (GM Partizan): “Nel 2020 avevamo venduto Pavlovic alla Lazio, poi…”

La Juventus è a caccia di difensori e per farlo ha puntato gli occhi su un ex obiettivo della Lazio: Strahinja Pavlovic. Il ventunenne difensore centrale classe 2001 – oggi al Salisburgo – fu trattato dalla Lazio nel 2020 quando era ancora al Partizan Belgrado, squadra che lo ha lanciato nel professionismo. Le due società erano addirittura arrivate a un accordo, come racconta il general manager del club serbo Milos Vazura ai microfoni della Gazzetta, prima che il tutto saltasse al momento del suo arrivo in Paideia. Di seguito le parole.

“Lo voleva la Roma, poi lo avevamo venduto alla Lazio per 5 milioni, ma ci sono stati problemi nelle visite mediche. Poco male perché tre mesi dopo lo abbiamo ceduto al Monaco per 10. Adesso Pavlovic gioca la Champions con il Salisburgo e in un paio di anni al massimo sarà in un top club della Premier”.

Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI

Sarri a nudo: a RSI racconta la sua vita, il calcio, il ciclismo e… Bukowski

Maurizio Sarri senza veli. In un’intervista a tutto tondo resa alla radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RSI), l’allenatore della Lazio si racconta e racconta dalla sua infanzia all’attualità.

Ecco il testo:

Per me quello con il calcio è un innamoramento avuto fin da piccolo. Penso che derivi dal fatto che è uno sport di squadra, anche se negli ultimi anni a livello mediatico viene dato più peso all’individualità. Solo il rugby penso abbia le stesse caratteristiche di organizzazione del calcio, perché si gioca in un campo con delle dimensioni estremamente ampie e con tanti giocatori. Razionalizzare i movimenti dei giocatori è una grandissima passione, ma mi sono divertito anche a giocare. Il calcio è un gioco apparentemente semplice, soprattutto per i singoli, anche se coordinare 11 giocatori su un terreno non è proprio semplicissimo. La vittoria è sicuramente importante per dare vigore alle idee. Ritengo però che se si ha il piacere di giocare in un modo bello da vedersi questo sia più appagante e porta di conseguenza, alla lunga, anche migliori risultati“.

IL CALCIO DI OGGI – “Nel calcio degli ultimi anni, per vincere bisogna andare in determinate squadre. I giocatori di livello possono ancora fare, e fanno, la differenza. Prima le disponibilità economiche delle squadre erano di qualche miliardo di lire, oggi di qualche centinaia di milione di euro, questa differenza porta a vincere sempre le stesse squadre. Si vede un po’ in tutti i campionati europei. La cultura italiana è particolare, si fa più tifo contro che a favore, cosa che in Inghilterra non ho visto, lì puoi andare in trasferta con tifosi di altre squadre. Qui a livello culturale-sportivo non siamo messi benissimo. Parlare di allenatore come educate in questo mondo non è il caso, se ne parliamo a livelli giovanili posso essere d’accordo. Ai nostri livelli hai a che fare con aziende individuali, quasi tutte di fatturato milionario, quindi è difficile essere un educatore. Si cerca di far passaggi messaggi e dei valori, fondamentali nello sport di squadra, continuamente I soldi? nel calcio e nella vita aiutano, ma la felicità è un’altra cosa. Certe cifre nel calcio sono immorali? Come lo è il mondo. Se un attore guadagna 30 milioni di euro per un film è immorale, ma probabilmente c’è un ritorno economico che lo giustifica. Io lo ritengo ingiusto, però anche questo fa parte del mondo di oggi”.

LA LETTURA – “I novanta minuti che passi in campo sono una parodia della vita. Ci sono momenti esaltanti o difficili, in cui si può vincere o perdere, come nell’arco della vita, quindi conoscerla ti aiuta anche nel calcio. Cosa cerco nella lettura? Prima di tutto il piacere personale. Io devo ringraziare gli insegnanti che ho avuto, mi hanno permesso di fare percorsi diversi da quelli classici della scuola. In classe mi annoiavo, loro mi hanno spinto verso letture che mi appassionavano. Leggere è un momento di svago, ma anche di forte arricchimento. Mi serve anche per il mio lavoro: la facilità di linguaggio che ti può dare leggere molto, penso possa essere incidente anche nella professione. Il calcio va salvato dalla bellezza? Il calcio deve essere salvato da se stesso, si sta andando su una strada nella quale è impossibile mostrare la bellezza. Dover giocare 60 o 70 partite all’anno porta i giocatori ad allenarsi di meno e a produrre uno spettacolo meno bello. Siamo in una fase in cui lo sport è diventato un business”

LA TUTA – “Bukowski diceva di non fidarsi di chi va in giro in tuta? Dalle sue poche foto che ho visto, ho notato che era messo peggio (ride, ndr). Io ho un’ammirazione talmente grande per questo scrittore che gli perdono tutto. Spesso vedo partite della Primavera giocate in campi improponibili con gli allenatori in divisa sociale e mi vien da ridere. Noi facciamo un lavoro da campo, non vedo che ci sia di male nel lavorarci in tuta. Quando lavoravo nella Finanza andavo in giacca e cravatta. Il mondo è andato verso una direzione in cui conta più l’apparenza ed è ridicolo. Io dico sempre che i manager che guardano il calcio in un altro mondo lavorativo sarebbero licenziati. Il mio lavoro precedente mi ha aiutato: il doverti scannare per aprirti una strada è utile”.

CALCIO E SARRISMO – “Cerco sempre di innescare un modo di giocare a calcio che permetta il contatto con la palla molto spesso, perché questo è il motivo per cui abbiamo iniziato. Il rapporto palla-uomo è eterno, è quello che ci dà questo senso di divertimento, quindi cerco di trovare un modo di giocare che non spenga nel calciatore questo entusiasmo. Cosa ho pensato quanto ‘Sarrismo’ è entrato nella Treccani? Che abbiamo tutti perso la testa (ride, ndr). Io non mi accontento mai. Noi abbiamo vinto 4-0 in trasferta e sono andato a letto inferocito, ma penso sia giusto così. Se ci diamo obiettivi troppo facili ci si accontenta facilmente, l’obiettivo dev’essere impossibile, un’utopia. Solo se è così vai a letto con un lieve giramento e quindi cerchi di migliorarti tutti i giorni. Non c’è un episodio che mi ha dato più soddisfazione in carriera. L’errore che fa la gente, solitamente, è quello di abbinare la mediaticità dell’evento a quello che realmente l’evento rappresenta per te. Io sono uno che cerca di migliorarsi tutti i giorni e cerco di adattare le mie idee in base ai giocatori che dispongo in quel momento, mi ritengo più un trasformista che un’integralista, avendo utilizzato tutti i moduli nella mia carriera”. 

CICLISMO – “Se dovessi scegliere tra la finale di Champions League e la Parigi-Roubaix, guarderei sicuramente il ciclismoE’ uno sport vero. Anche lì, seppur resti uno sport individuale, noto che la squadra sta contando molto di più dei singoli. Quelli forti sono sette o otto e più di questi è importante la squadra. E’ uno sport di grande fatica che richiede una passione veramente feroce. A differenza del calcio, poi, i grandi stipendi sono riservati ai pochi veramente forti, gli altri gareggiano per uno stipendio normale. Ho veramente un grande rispetto per chi pratica questo sport, vederlo mi dà grande soddisfazione. Io, tra l’altro, vengo da una famiglia di ciclisti”

Alessio Buzzanca

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RICONOSCIMENTI

Pallone d’oro: è la sera di Benzema

Questa sera verrà assegnato il Pallone d’oro 2022 e l’esito sembra scontato: sarà Benzema a fregiarsene e a lui dovrebbero accodarsi, in ordine per ora sparso, il serial bomber Lewandowski, l’altro madridista Vinicius, con i Reds Mané e Salah, puniti dal Real Madrid in finale di Champions League.

Non saranno probabilmente presenti alla cerimonia Messi e Neymar (fuori dai 30) e Mbappè (fuori dai primi 5). La stessa cosa dovrebbe fare il presidente Nasser Al Khelaifi, per non dare soddisfazione all’odiato rivale Florentino Perez. A sorpresa delle lista dei 30 farà ancora parte Cristiano Ronaldo.

Questa la suddivisione per nazione della lista dei 30: (FRA, 4) Benzema, Mbappé, Nkunku e Maignan; (POR, 4) Cristiano Ronaldo, Bernardo Silva, Joao Cancelo e Rafa Leao. Seguono a 3 Inghilterra (Alexander-Arnold, Kane e Foden) e Brasile (Vinicius, Casemiro e Fabinho), quindi Belgio (De Bruyne e Courtois) e Germania (Kimmich e Rudiger) con 2. Con un solo rappresentante invece Croazia (Modric), Algeria (Mahrez), Norvegia (Haaland), Costa d’Avorio (Haller), Senegal (Mané), Colombia (Luis Dias), Polonia (Lewandowski), Uruguay (Darwin Nunez), Egitto (Salah), Olanda (Van Dijk), Serbia (Vlahovic) e Corea del Sud (Son).

Nessun italiano in lista, mentre sono tre i rappresentanti che giocano nel nostro campionato: Maignan, Leao e Vlahovic.

Alessio Buzzanca