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CALCIOMERCATO

Lazio-Baroni, accordo d’addio: salta il terzo tecnico in 15 mesi

Si è presa ancora qualche ora di tempo la Lazio prima di comunicare una decisione che ormai è stata presa. Le strade tra i biancocelesti e Marco Baroni si divideranno e sarà una separazione consensuale visto che anche il tecnico è pronto a una nuova esperienza. Sull’ex tecnico di Verona e Lecce è forte il Torino, che presto saluterà Vanoli e Cairo è pronto a ripartire proprio da Baroni, offrendogli un contratto triennale. Per questo la Lazio non andrà con l’esonero, si troverà un accordo per risolvere il contratto in essere fino al 2026 così da poter dare il via libera al nuovo corso. Ieri sono state ore frenetiche a Formello, con il direttore sportivo Angelo Fabiani e il club manager Alberto Bianchi al lavoro e il presidente Lotito che è stato in continuo contatto per dare il via a quello che sarà il progetto 2.0 della Lazio dopo il tentativo (fallito) con Baroni.

Un fallimento non tanto per Baroni in sé, alla fine il suo lo ha anche fatto ottenendo quattro punti in più rispetto allo scorso anno con una squadra con meno esperienza, meno personalità, meno qualità e con un monte ingaggi decisamente inferiore. Ha pareggiato il piazzamento dello scorso anno, la sfortuna ha voluto che lo scorso anno il settimo posto valeva l’Europa League, quest’anno ti esclude dalle coppe. Sfortuna che però la Lazio si è cercata, come dimostra la sola vittoria casalinga nel girone di ritorno e gli undici punti raccolti nelle 12 partite interne giocate da dicembre in poi. Troppo poco se vuoi lottare per obiettivi importanti. Finisce così con il terzo cambio di allenatore in 15 mesi, con una separazione consensuale dopo due dimissioni e il miglior modo per cancellare tutto, secondo la società, è ritornare proprio a 15 mesi fa. Fabiani infatti spinge per il ritorno a Formello di Maurizio Sarri.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Sarri, ritorno kolossal. La chiamata di Lotito: “Ora puoi fare il tuo calcio”. Ma c’è anche la Dea…

Il grande ritorno, sarebbe da kolossal. La Lazio e Sarri tra sogno e realtà. Un amore da sogno finito a marzo 2024, un sogno d’amore che può ricominciare. Difficile da immaginare fino a ieri, più credibile che mai oggi. Di Fabiani l’idea, condivisa con Lotito. Congedato o quasi Baroni, il diesse ha sondato il Comandante. E ieri sera Lotito lo ha chiamato. Per adesso è titubante, ma anche tentennante. Sarri è rimasto legato alla Lazio, andò via per un’incredibile congiunzione di fattori contrari: le sconnessioni di gioco e spirito della squadra dopo il secondo posto da record, dopo un mercato carente e divergente. C’era lo spogliatoio bollente, i senatori ribelli remavano contro, vicende familiari dolorose avevano colpito Mau dentro. Pesi insostenibili che lo spinsero a dimettersi il 12 marzo 2024, reduce dal ko interno con l’Udinese. Sarri è libero, ma da mesi il suo nome vortica nel mercato degli allenatori. Prima il Milan, poi la Roma, anche Bologna Fiorentina, fino all’AtalantaGasperini è vicino ai giallorossi e la Dea può pensare al Comandante. Il diesse D’Amico lo teneva in corsa per portarlo al Milan, poi è stato scelto Tare. C’è un legame forte con Sarri, una reciproca stima. Mau vuole aspettare di capire cosa succederà a Bergamo, con un occhio segue le vicende del Bologna, ma Italiano è già blindato sulla parola, si aspettano le firme. Vuole riflettere e decidere bene. Lotito e Fabiani non molleranno la presa, proveranno a convincerlo a tornare confermando lo stipendio da 4 milioni netti, con i bonus, percepito l’ultimo anno. Si è aperto un casting clamoroso, mai il presidente aveva pensato ad un cavallo di ritorno. Nonostante ripetute punzecchiature non s’era lasciato da nemico con il Comandante e questo lo ha convinto a proporgli il ritorno.  

Corriere dello Sport

Poche parole per provare a convincerlo: “Ho ripulito lo spogliatoio dopo il tuo addio, ora puoi fare il tuo calcio”, come riportato da Il Messaggero. Il presidente della Lazio ha iniziato a pressare il tecnico per un suo clamoroso ritorno, l’addio di Baroni ormai è scritto. È già pronta l’offerta: proposto un biennale (con opzione fino al 2028) a tre milioni, esclusi però gli ingaggi del suo vecchio staff tecnico a cui andrebbero aggiunti 1-2 elementi, come scrive il quotidiano. Il Comandante aspetta ancora ad accettare definitivamente, in ballo ci sono le panchine di Atalanta e Bologna. Ma il patron vuole avere un sostituto pronto. E Mau si è detto disponibile a ripartire dai giovani con un nuovo ciclo dopo le dimissioni date a marzo 2024.Non si esclude il ritorno. Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Sarri, suggestione ritorno: Fabiani spinge, ha già sondato lo spogliatoio. Ma Lotito…

Dal sogno Champions all’inferno in un attimo: Caporetto in casa contro il Lecce e addio all’Europa dopo otto stagioni di seguito. Il finale da incubo rischia di non lasciare scampo a un altro triste epilogo fuori dal campo. Scende il gelo fra Baroni e la Lazio: «La società sa se mi deve esonerare oppure no. Dovremo vederci e decidere il futuro», le ultime parole del tecnico, sondato dalla Fiorentina (ma ora Palladino è in Conference al suo posto) e altrettanto incerto sulla sua volontà di restare a Formello. Domani e giovedì ci sarebbero due slot liberi da impegni per fissare l’incontro, ma non è escluso possa slittare alla prossima settimana per prendere tempo. Infatti, da ieri Lotito e Fabiani giurano in coro: «Stiamo metabolizzando lo choc di una debacle, che ha dilaniato una stagione più o meno positiva. Le riflessioni sono in corso». Tradotto: sono già alla ricerca di un eventuale sostituto. Chiamatele pure prove di divorzio da Baroni, perché prima va valutato cosa offre il mercato. È questo il vero nodo, mica i miseri 1,3 milioni d’ingaggio rimanenti sino al 2026, il contratto per un solo altro anno. Dopo due settimi posti consecutivi (senza Coppe, l’ultimo è un fallimento), la Lazio non può permettersi altre scommesse con allenatori emergenti come Vieira, Klose, Almeyda, Vanoli, Farioli o Gilardino. Italiano piace tanto, ma sembra destinato a rimanere a Bologna, se non dovesse raggiungere Tare a Milanello.

A proposito: nella lista di gradimento c’è l’ex Sergio Conceição, ma soprattutto Thiago Motta, in cerca di rilancio dopo i flop sulle panchine di Milan e Juventus. Lotito pensa in grande, addirittura all’amico Allegri, vicino al Napoli e pura utopia considerate le ambizioni e lo stipendio. In realtà, basterebbe che il patron dimenticasse gli ultimi attriti sul mercato dopo il secondo posto, mettesse da parte l’orgoglio e andasse a Castelfranco a richiamare Sarri per placare la rabbia di un popolo ripiombato nella contestazione e nello sconforto. Il progetto del Comandante si era bruscamente interrotto, ma ora anche lui andrebbe convinto a risposarlo, soprattutto prima che arrivino offerte più allettanti da altre piazze, già sullo sfondo. Lotito non ama i cavalli di ritorno, sa che dovrebbe offrire a Maurizio garanzie, ma Fabiani spinge da mesi per questa soluzione, a tal punto da aver già sondato in gran segreto anche gli umori dello spogliatoio.

Un clamoroso e romantico ritorno di Sarri potrebbe infatti essere propedeutico alla permanenza di tanti big (vedi Romagnoli e Guendouzi) già con le valigie in mano e a un mercato, che seguirà ancora la linea dello svecchiamento, a maggior ragione senza nemmeno i minimi introiti della Conference a bilancio. Mau aveva detto di essere pronto a lanciare i giovani in un nuovo ciclo, prima di essere costretto alle dimissioni a marzo 2024. Fabiani è convinto che il Comandante avrebbe valorizzato questo organico e potrebbe farlo – a maggior ragione senza Coppe – il prossimo anno. Senza assumersi chissà quali responsabilità sugli ultimi acquisti, infatti, la società non è da tempo soddisfatta di Baroni per la gestione della rosa, la stessa che sino a gennaio aveva invece vinto in lungo e in largo, dominato in Europa prima di perdersi fra troppi gol presi, sconfitte e pareggi amari all’Olimpico. Secondo il club non c’entrano i giocatori (sempre gli stessi, spremuti), ma la guida che non ha saputo gestire il successo, ha smesso di incidere e ha perso il controllo del gruppo. La debacle contro il Lecce all’ultima giornata è stata solo la ciliegina sul disastro, come espressamente enunciato in un comunicato: «Chiediamo scusa ai tifosi per questo finale di stagione che ha compromesso, irrimediabilmente, quanto di buono era stato costruito». Lotito però non vuole prendere ancora decisioni affrettate, preferisce avere un quadro più chiaro prima di vedere Baroni e mettere un punto. Se la Lazio non avrà nulla di meglio in pugno, occhio all’improvviso dietrofront. Il Messaggero

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RITIRO ESTIVO

UFFICIALE – La Lazio saluta Auronzo: “Ci siamo sentiti a casa, è un arrivederci”

La Lazio saluta Auronzo di Cadore attraverso una nota ufficiale: “La S.S. Lazio desidera esprimere il proprio ringraziamento alle diverse amministrazioni comunali che si sono succedute ad Auronzo di Cadore in questi anni, per aver sempre sostenuto e facilitato con professionalità e grande collaborazione l’organizzazione del ritiro estivo della nostra squadra. Un grazie particolare va alla Media Sport Event per aver coordinato, con passione e competenza, ogni singola edizione.

Esprimiamo inoltre sincera gratitudine all’intera comunità di Auronzo di Cadore per l’affetto, la disponibilità e l’accoglienza riservata alla nostra squadra e ai numerosi tifosi biancocelesti che, estate dopo estate, hanno raggiunto questo meraviglioso territorio per sostenerci con passione ed entusiasmo.

Ad Auronzo ci siamo sentiti a casa, accolti come parte integrante della vostra splendida comunità, costruendo insieme ricordi indelebili e un legame autentico che porteremo sempre nel cuore.

Questo non è un addio, ma un arrivederci a presto, con la promessa di ritrovarci ancora, uniti dalla nostra grande passione.

Grazie di cuore, Auronzo!”

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SOCIAL

Lazio, la nostalgia Sarri ora è virale anche sui social

Dopo l’ultima sconfitta della Lazio contro il Lecce e l’uscita dalla corsa alle coppe europee, sui social network è tornata a farsi sentire una profonda nostalgia per Maurizio Sarri. Negli ultimi giorni, il suo nome è tornato a circolare con forza tra i tifosi della Lazio, non come sfogo passeggero, ma come richiamo a un progetto calcistico che, pur con i suoi limiti, aveva dato alla squadra una nuova identità tattica. Molti commenti online testimoniano questo sentimento: “Manchi, ma non per i risultati. Manchi per l’illusione di un calcio diverso”.

I sostenitori biancocelesti ricordano con malinconia il periodo di Sarri, convinti che l’allenatore avesse costruito un qualcosa di importante, poi compromesso da scelte esterne alla squadra. “Era l’ultimo treno, eppure l’hai preso”, scrive un tifoso, sintetizzando quel senso di rimpianto che cresce, soprattutto in relazione alle attuali incertezze tecniche.

In un momento di forte incertezza sul futuro tecnico della Lazio, il cosiddetto “fattore Sarri” torna a farsi sentire. Non è più soltanto nostalgia, ma un possibile spunto di riflessione per la società, alla ricerca di un’identità chiara e di una direzione strategica concreta. Questa emozione condivisa tra i tifosi potrebbe trasformarsi presto in una proposta concreta per rilanciare la Lazio e riportarla a competere ai massimi livelli, riportando il club a sognare in grande.

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CALCIOMERCATO

Lazio, dall’arrivo invernale al futuro: Provstgaard e Belahyane, scommesse rinnovate

Non si può dire che il mercato di gennaio abbia apportato granché all’organico della Lazio. I minutaggi che Baroni ha riservato a Ibrahimovic, Provstgaard e Belahyane sono stati quasi irrisori. Solo l’ultimo dei tre ha totalizzato almeno 5 presenze e 194 minuti totali in campo. Gli altri due, sommati insieme arrivano ad appena 40 minuti in A. Con l’addio ormai molto probabile di Baroni però lo scenario futuro può cambiare. Questi mesi sono serviti da adattamento e non è escluso quindi che possano comunque essere confermati. Almeno due di loro.

Ibrahimovic è quello più indiziato per tornare alla base, al Bayern Monaco, da cui era stato prelevato in prestito con diritto di riscatto. L’opzione difficilmente sarà esercitata dai biancocelesti visti anche i mancati introiti dalle coppe. Per il difensore danese e il centrocampista franco-marocchino invece, secondo quanto scrive oggi il Corriere dello Sportci sarebbe già la decisione di confermarli per l’anno prossimo, dando loro una seconda chance per affermarsi in biancoceleste. D’altronde il loro acquisto nell’ultima sessione invernale era stato presentato dallo stesso ds Fabiani come una scelta per anticipare alcuni investimenti che comunque sarebbero stati fatti in estate, per portare avanti per percorso di ringiovanimento e rinnovamento della rosa.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Baroni? Ma non era ‘straordinario’?. Si cambiano gli allenatori per non cambiare nulla” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

«In attesa dell’incontro tra Baroni e la società, io mi aspetto ben poco. Abbiamo capito che il problema qui non è mai stato l’allenatore ma il mercato dei giocatori. Il tecnico è un micro-problema, il macro è la squadra. Do poco peso alle dichiarazioni di Fabiani e Lotito, Baroni veniva definito straordinario. Un conto è ciò che si dice, un conto è ciò che c’è dietro. Non mi interessa del cambio di allenatore, i cambi che dovrebbero esserci sono altri, in campo i calciatori e in società. Si cambiano gli allenatori per non cambiare nulla. Lotito parlò e disse di aver mandato via i mercenari e aver tenuto uomini veri. Adesso si parla di giocatori che non hanno onorato l’ultimo impegno contro il Lecce. Addio? Non credo sia stata decisiva l’ultima, la pentola bolliva da molto tempo»

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio-Baroni, addio consensuale. Sarri ipotesi in piedi, opportunità Conceiçao” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Vi confermo quanto già detto, sarà divorzio tra Baroni e la Lazio. Si va verso una separazione consensuale, credo domani ci sarà l’incontro. Mi piaceva l’idea di aprire dei cicli lunghi ed importanti con dei tecnici, ma da un po’ di tempo questo a Formello non si riesce più a fare. Anche su questo bisogna riflettere. Tendo a pensare che l’allenatore lo consiglia il direttore sportivo, ma il parere vincolante è quello di Lotito. Non credo che questa tendenza dipenda esclusivamente dal passaggio da Tare a Fabiani. E’ da gennaio che facciamo riferimento al corto-circuito tra Baroni ed il direttore sportivo, sono state le stesse dichiarazioni di quest’ultimo dell’epoca a sottolineare le avvisaglie.

Le parole di Baroni dopo il Lecce? Il suo riferimento alla motivazione di alcuni giocatori ha dato molto fastidio all’interno dello spogliatoio. Poi è un problema che non si pone a livello di rapporti visto che dal giorno dopo c’è stato il rompete le righe. Lui è convinto che alcuni fossero già in ferie, un’accusa molto grave alla professionalità dei giocatori. Il probabile addio, però, non è assolutamente da addebitare a questa vicenda. La divergenza riguarda la gestione di alcuni momenti e giocatori, oltre che questioni di natura tattica.

Successore di Baroni? In attesa delle notizie, il mio preferito in assoluto è Conceiçao. La sua lazialità è forte, è un tecnico bravo, ha carisma e personalità, non costa tantissimo. Al Milan non ha funzionato nulla, qualsiasi altro tecnico in questa stagione avrebbe fallito. Il ritorno di Sarri non è assolutamente fantascienza, è un’ipotesi in piedi, una pista che non va trascurata”.

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Lazio, gli ultimi giorni di Baroni: il Torino prepara un triennale

Un summit per dirsi addio, forse entro giovedì. Tra la Lazio e Baroni è finita la luna di miele dopo un solo anno dal suo arrivo nella Capitale. Come riportato da La Repubblica sul mister fiorentino c’è il forte pressing del Torino di Urbano Cairo anche lui intenzionato a dire addio a Vanoli. Il Torino sarebbe pronto ad offrire un contratto triennale a Baroni, che nel corso di questi mesi ha maturato, come la società, la decisione di separarsi da Lotito e Fabiani. Servirà qualche settimana per conoscere il suo sostituto con Lotito già al lavoro per regalare alla piazza un allenatore di livello.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, un altro punto ed a capo: Baroni verso l’addio, girandola di ipotesi da Motta agli ex

L’addio sembra quasi inevitabile. Nonostante un contratto fino al 2026, la mancata qualificazione all’Europa è una macchia indelebile. La Lazio si prepara a salutare Baroni, come riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport. Nelle prossime 72 ore, gli Stati Generali biancocelesti si riuniranno per sciogliere le riserve e decidere.

I rapporti con Baroni si erano guastati già nel corso di gennaio, al termine di un mercato di riparazione ritenuto insufficiente. E che infatti ha minato il cammino europeo e in campionato della Lazio. Il casting per il nuovo allenatore partirà dopo la separazione con l’ex Verona, ma prima bisognerà mettere un punto all’attuale gestione tecnica.

Lazio, i nomi per il nuovo allenatore

La girandola di nomi, intanto, è già impazzita. La suggestione Sarri esiste, soprattutto ora che lo spogliatoio è stato epurato dai ribelli. Thiago Motta piace ed è a caccia di avventure, sebbene sia ancora sotto contratto con la Juve. Poi c’è la batteria degli ex: Conceiçao, Almeyda e Klose sono nomi che ritornano. Più defilati e senza troppe conferme, invece, i nomi di Vieira e Gilardino.