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RASSEGNA STAMPA

La Lazio al Flaminio, arriva la svolta: ecco cosa potrebbe succedere

Claudio Lotito sta lavorando sottotraccia per capire se davvero lo stadio Flaminio può diventare la nuova casa della Lazio. Vicenda dalla infinite sfumature ma che a breve potrebbe registrare uno snodo fondamentale.

Come rivela Repubblica, il Flaminio – che dal 2018 è tutelato dalla Soprintendenza Speciale delle Belle arti di Roma – è stato sottoposto ad una perizia per valutare la salute della struttura. L’opera di Nervi infatti sarà oggetto di uno studio di fattibilità da parte di un apposito ufficio della Lega Calcio, così come voluto dal presidente biancoceleste.

La Lazio, ad agosto 2022, ha effettuato un accesso agli atti presso gli appositi uffici del Campidoglio, avviando così ufficialmente l’iter per entrare in possesso del Flaminio. Mancano ancora le risultanze della perizia, ma il cemento è pieno di crepe, spalti piene di infiltrazioni, per non parlare delle erbacce presenti ovunque.

Se l’approfondimento tecnico dovesse evidenziare instabilità importanti, tali da determinare un rischio del crollo del catino capitolino, allora prenderebbe quota l’ipotesi abbattimento. Se così fosse, paradossalmente, per la Lazio e Lotito la strada sarebbe più semplice. A quel punto, i nodi resterebbero due: la copertura del “nuovo” Flaminio; la capienza che Lotito vorrebbe almeno di 45.000 posti.

Futuro del Flaminio: ecco le altre ipotesi in campo

Il Campidoglio attende il progetto della Lazio, in seconda fila resta l’ipotesi di un affondo della Cassa Depositi e Prestiti. Si tratterebbe di lasciare il Flaminio a quota 30.000 spettatori per destinarlo alla Federazione Rugby. Ipotesi però che fa sorgere una domanda: perché la palla ovale dovrebbe tornare al Flaminio lasciato 10 anni fa proprio per la ridotta capienza?

Infine, quale extrema ratio, ci sarebbe la volontà del Campidoglio, con l’aiuto del Governo, di riqualificare lo stadio. A quale prezzo? Dopo oltre un decennio di abbandono servirebbero tra i 60 e i 100 milioni euro, cifra importante che peserebbe sulla collettività.

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STATISTICHE

Patric e Gila, coppia spagnola: col Bologna si cerca il filotto

Contro il Bologna Maurizio Sarri soffrirà un’emergenza in due reparti. A centrocampo, quale vertice basso, avrà a disposizione solo Danilo Cataldi. Matias Vecino infatti è squalificato, mentre Nicolò Rovella è out a causa della pubalgia.

L’altra zona a corto di fiato riguarda i centrali davanti a Ivan Provedel. Alessio Romagnoli è squalificato, mentre Nicolò Casale, come ricorda Il Corriere della Sera, negli ultimi 4 mesi è sceso in campo solo cinque volte,  con lo score di un pareggio e quattro sconfitte.

Proprio per questo motivo, i guardiani di Zirkzee dovrebbero essere Patric e Gila. L’ex Barca, sostituendo col Bayern Monaco il suo connazionale, ha disputato la gara numero 200 in maglia Lazio. La seconda stagione di Gila invece ha avuto un’inversione decisamente inattesa.

Arrivato nel 2022 a Roma, nel suo primo anno a Formello Gila non è mai stato titolare. Il 25 novembre scorso invece, nella prestazione collettiva terribile dell’Arechi, ha giocato dall’inizio, proprio insieme a Patric.

Dopo quel ko per 2-1, i due iberici hanno giocato da titolare in coppia altre sette volte, sempre vincenti, subendo solo due gol. Questo il Settebello: Lazio-Celtic 2-0; 1-0 in casa col Cagliari; ancora 1-0 al Genoa; 2-0 in trasferta ad Empoli; 3-1 domestico al Frosinone; corsari 2-1 con l’Udinese. Infine, 1-0 all’Olimpico con il  Lecce.

Tornando a Gila, dal ko di Salerno ha giocato 15 match, saltando solo il derby di Coppa Italia. Come ricorda la stessa fonte, primo dello sbarco nella Capitale, Patric aveva giocato 22 minuti in Champions col Barcellona, pesando sul bilancio solo 500.000 euro per l’intermediazione. Un po’ più caro Gila, costato 6.308.000 euro con soli 22 minuti in Liga.  

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ESCLUSIVE

“SVB” – Burreddu: “Ferguson piace alla Lazio? Top player, ecco cosa ne pensa Motta” (AUDIO)

Il giornalista del Corriere dello Sport, Giorgio Burreddu, è intervenuto ai microfoni di “Sei Volte Buongiorno” per presentare Lazio-Bologna.

“Il Bologna sta facendo una stagione straordinaria, merito di Motta e di tutto il club, dal presidente Saputo al ds Sartori. Anche il pubblico sta rispondendo, seguendo la gara in trasferta. All’Olimpico saranno in 1000, presenza non abituale. Saputo più presente? Sì, è vero. Anche perché si è preso un anno sabbatico, il figlio gioca nelle giovanili del Bologna e ha deciso di seguirlo”.

“Thiago Motta mette le squadra in campo in modo quasi matematico. Tutti sanno cosa fare, l’importante è coprire le posizioni a prescindere dal ruolo di competenza. Una squadra cresciuta in modo impressionante. Aebischer è un esempio in tal senso anche se il giocatore più elogiato da Motta resta Ferguson”.

“Lo scozzese piace alla Lazio? Giocatore straordinario, non sbaglia mai un passaggio. Con Motta gioca trequartista dietro Zirkzee, ma si è già sia mosso sia da mezzala sia da regista basso. Giocatore davvero importante, anche per la capacità di lettura e per la personalità”.

“Il futuro di Motta? Le parti stanno parlando, lui è in scadenza e quando gli viene fatta la domanda risponde sempre allo stesso modo. Restare a Bologna? Entrare in Champions potrebbe essere determinate in tal senso anche se parliamo di un tecnico che ha una visione moderna e di livello importante”.

“La formazione anti Lazio? In porta credo tocchi ancora a Ravaglia, preferito per la sua capacità di giocare con i piedi. In difesa Posch, Beukema, Calafiori e Christensen. Al posto dello squalificato Freuler vedo favorito Fabbian, con Aebischer a completare la linea dei due interni. In attacco, dietro Zirkzee, Orsini, Ferguson e Saelemaekers”.

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