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SERIE A

Atalanta-Lazio, i convocati di Sarri: finalmente Vecino, Zac e Dia recuperati, Pellegrini no

Archiviata la sosta, è tempo di tornare in campo. La Lazio è attesa questo pomeriggio alle ore 18:00 alla New Balance Arena di Bergamo, dove sfiderà l’Atalanta di Juric in una gara valida per la settima giornata del campionato di Serie A Enilive. Il mister biancoceleste Maurizio Sarri ha diramato la lista dei convocati che prenderanno parte a questa complicata trasferta. Come preannunciato nei giorni scorsi, recuperano Vecino, Marusic, Dia e Zaccagni. Out invece Pellegrini, oltre ai lungodegenti Rovella, Dele-Bashiru, Castellanos e Gigot.
Di seguito l’elenco:

Portieri: Furlanetto, Mandas, Provedel;

Difensori: Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Nuno Tavares, Patric, Provstgaard, Romagnoli;

Centrocampisti: Basic, Belahyane, Cataldi, Guendouzi, Vecino;

Attaccanti: Cancellieri, Dia, Isaksen, Noslin, Pedro, Zaccagni.

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DICHIARAZIONI

Sarri: “Umili nelle difficoltà. La forza non mi ha abbandonato, qui solo perché è la Lazio. Mercato? Fabiani mi ha detto…” – (AUDIO)

Alla vigilia del match tra Atalanta e Lazio, il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri è intervenuto in conferenza stampa per presentare la sfida:

Che peso ha la gara di domani per voi? Quanto è diversa l’Atalanta di Juric da quella di Gasperini?

«La Lazio attuale è una Lazio che è dipendente dai giocatori a disposizione. Siamo andati a Genova e con il Torino senza otto giocatori. Una situazione difficile specie dopo un’estate come quella che abbiamo passato noi. Sappiamo che valenza avrà domani. Dovremo essere umili come tutto l’ambiente, che è più difficile. L’Atalanta di Juric è simile a quella di Gasperini, con minime differenze»

Come stanno gli infortunati?

«Sono tutte situazioni al limite, sono ragazzi che con noi hanno fatto allenamento stamani. Non ci rendiamo conto nemmeno di che tipo di minutaggio possano avere, hanno fatto un allenamento poco pesante dal punto di vista fisico. Qualcuno lo dovremo mettere dentro, alcuni saranno a disposizione. Dia ha un problema alla caviglia che torna, Pellegrini ha un infortunio traumatico. Gli infortuni muscolari sono tutti in distretti muscolari diversi, quello di Marusic è un riacutizzarsi di un vecchio problema. Zac viene da un’estate difficile. È una situazione difficile.»

Ha parlato con la società riguardo il mercato di gennaio?

«Al momento non ho indicazioni di questo tipo. Il direttore mi dice che a gennaio potremo fare mercato e ci dovremo organizzare in questo senso, ma non ho un’ufficialità»

Due anni fa si è visto il manifesto della Lazio di Sarri a Bergamo. 

«Posso chiedere una parte delle qualità, non posso entrare in uno spogliatoio e chiedere qualità. Quella squadra lì aveva qualcosa in più, ma come qualità tecniche meno. Abbiamo perso giocatori di altissimo livello. È chiaro che io parlo di umiltà perché la nostra situazione sta diventando sempre più difficile nel tempo. Quando si parla di umiltà non bisogna confonderla con l’accettazione della sconfitta. Giochiamo con una squadra molto più forte di noi dovremo essere bravi a non dar loro punti di riferimento. Cataldi? Giocatore estremamente affidabile, non è una sorpresa per me»

La vedo triste. Cancellieri è forse la nota positiva di questo momento

«Sono contento invece, una squadra con tutte le nostre problematiche che gioca così un derby, vince a Genova e riprende la sfida col Torino è un bel segnale. Cancellieri? Penso che abbia cominciato a giocare sfruttando le sue qualità, fa parte dell’evoluzione sua come giocatore e persona. Deve muovere palla velocemente e attaccare gli spazi, se si intestardisce in azioni individuali si perde. Abbiamo la sfortuna/fortuna di avere un Isaksen in crescita e spesso dovremo fare una scelta tra i due sperando che uno dei due possa essere incisivo anche dall’altra parte»

Come sta Dele-Bashiru? A che punto è Isaksen?

«È ancora sotto la supervisione dello staff medico, potrebbe passare ancora un po’ prima che torni con noi. Isaksen ha fatto due spezzoni in Nazionale. È tornato con dei valori che non ci piacevano, ha lavorato con dei carichi. Stamani ha fatto un allenamento di buon livello, lo vedo più reattivo rispetto a quindici giorni fa. Ha avuto una malattia subdola»

Lei ha parlato spesso delle motivazioni che lo portano avanti. Sente che il progetto la attrae anche dal punto di vista tecnico?

«A gennaio e a giugno prossimo te lo saprò dire. Quello che ho fatto per questa squadra non lo avrei fatto per nessun altra, questa forza non mi sta abbandonando. Ho la ferma convinzione di tirare fuori da questo gruppo dei giocatori che possano giocare in una squadra competitiva»

Può esserci una complicità della situazione campo e ritiro per gli infortuni? Come sta Castellanos?

«Che un giocatore possa avere un problema muscolare per il ritiro mi sembra strano, abbiamo avuto un problema campo per una decina di giorni. Ora sono pronti due campi di buon livello, probabilmente in quei dieci giorni qualcosa può aver inciso. Sono difficoltà momentanee che capitano a tutte le squadre. Se c’era un errore di programmazione i problemi sarebbero venuti a tutti nello stesso distretto. Castellanos è ancora sotto i medici, si parlava almeno 4-5 settimane, siamo ancora lontani»

Tavares può giocare anche come esterno nel 4-4-2?

«Le difficoltà sue mi sembra che hanno una storia un po’ più lunga, non penso siano tattiche. Non può giocare in mezzo al campo, non ha una gestione della palla da fermo di altissimo livello, se riceve palla più avanti perde la percussione palla al piede partendo da lontano. Deve solo ritrovarsi dal punto della fiducia in sè stesso. Ha qualità enormi è evidente, deve solo tirarle fuori»

C’è un giocatore che la sta stupendo per applicazione?

«Con questi ragazzi il percorso è lungo, abbiamo in squadra tanti ragazzi che giocano per istinto e la mia capacità di incidere diventa minore. Prediligo un calcio più ragionato e faccio fatica a farli crescere, per caratteristiche mentali sono così. Vedo l’evoluzione nel modo di porsi e la disponibilità è crescente, piano piano sono convinto che qualche giocatore crescerà in maniera forte. Adesso faccio fatica a farli giocare come vorrei io, ma se continuano con l’applicazione dell’ultimo mese si va dove voglio io»

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SERIE A

Atalanta-Lazio, probabili formazioni

Atalanta-Lazio: le probabili formazioni del posticipo pomeridiano della 7^ giornata in programma alla New Balance Arena di Bergamo domenica 19 Ottobre alle 18,00:

Atalanta (3-4-1-2): Carnesecchi; Djimsiti. Hien, Ahanor; Zappacosta, Ederson, De Roon, Zalewski; Pasalic; Lookman, De Ketelaere. Allenatore: Juric.

Lazio (4-4-2): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares; Cancellieri, Guendouzi, Cataldi, Basic; Pedro, Dia. Allenatore: Sarri.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, punto sui recuperi ed i segnali di vitalità pre-sosta. In ballo c’è…” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Il possibile recupero di giocatori come Marusic e Zaccagni sono elementi confortanti. Certo, non saranno al massimo, ma si intravede una Lazio già migliore. Sarà una trasferta difficile, di fronte ci sarà una squadra in salute con possibilità di cambiare anche le partite inserendo dalla panchina dei titolari. In ballo c’è la necessità di evitare un ulteriore scoramento in caso di risultato negativo. Io riparto dalle ultime partite della Lazio in cui ho visto segnali di vitalità. Ha dimostrato di esserci, un minimo di speranza c’è.

Zaccagni? Lo rischierei dalla panchina, magari per l’ultima mezzora. Considero guarito un giocatore dopo aver giocato anche pochi minuti in partita, ossia dopo aver superato quella fase in cui pensa troppo alle proprie condizioni. Senza di lui 4-4-2 con Basic esterno e Pedro con Dia in avanti? Saresti meno pericoloso a livello offensivo, magari con più imprevedibilità tra le linee alle spalle di De Roon e Ederson. Con Zaccagni è un attacco meno pericoloso. E penso che Juric si augura certamente di affrontare una Lazio senza quest’ultimo”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci presenta Atalanta-Lazio: “L’elemento dominante saranno le transizioni. Zac? Non basta guarire clinicamente…” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’

“Atalanta-Lazio ha un grande interesse tattico. Si confronteranno due scuole di pensiero, sono interessato a capire come la squadra di Sarri saprà difendere. Sarà fondamentale non dare tanto campo alla loro qualità e velocità. Servirà precisione nelle scalate per arginarli sulle corsie, per poi essere bravi a rubare palla e fargli male in transizione. La Lazio avrà l’opportunità di essere pericolosa dopo aver recuperato il pallone, questo è l’elemento dominante. Bisognerà leggere necessariamente i momenti della partita, ci saranno momenti in cui la palla dovrà tenerla e ci sono pochi elementi che ti permettono di farlo bene. Se sfondano sulle catene laterali diventa un problema, sono abili a rimpire l’area con tanti uomini.

Zaccagni? Non basta smaltire clinicamente un problema muscolare. Sarri dovrà capire rischi e le sensazioni del ragazzo. Altrimenti c’è il rischio di perderlo per un mese e mezzo”.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, mese verità: risalire nonostante calendario ed assenze. Sarri cerca l’impresa…

Con sette punti fatti nelle prime sei giornate di campionato, il cammino della Lazio non può certo definirsi dei più esaltanti. Soprattutto, se si considera che il pareggio contro il Torino ottenuto nell’ultimo turno prima della sosta è arrivato in extremis con il rigore di Cataldi (3-3 finale). Insomma, Maurizio Sarri da questa domenica in poi avrà il compito di provare a dare continuità ai risultati, il tutto nonostante un inizio sulla carta in salita. Il menù della settima giornata infatti prevede una trasferta ostica, a Bergamo contro l’Atalanta di Juric. Una settimana dopo, il 26 ottobre, ecco all’Olimpico arrivare la Juventus (in quella che per Sarri è una vera e propria gara da ex). Neanche il tempo di respirare che subito arriva il turno infrasettimanale (di giovedì) con la neopromossa Pisa, per poi ospitare il Cagliari e andare a San Siro contro l’Inter. Il tutto, giusto ricordarlo, senza Castellanos per la totalità di queste gare.

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AVVERSARIO

Atalanta, Juric: “Lazio forte, Sarri si sta adattando alle caratteristiche dei suoi giocatori”

L’allenatore dell‘Atalanta Ivan Juric, a pochi giorni dalla ripresa del campionato e dalla gara contro la Lazio, ha parlato ai microfoni di SportMediaset e di SkySport in riferimento all’inizio di stagione e alla prossima partita proprio contro i biancocelesti. Di seguito le sue parole.

L’allenatore dell‘Atalanta Ivan Juric, a pochi giorni dalla ripresa del campionato e dalla gara contro la Lazio, ha parlato ai microfoni di SportMediaset e di SkySport in riferimento all’inizio di stagione e alla prossima partita proprio contro i biancocelesti.

“Abbiamo 7 partite in 20 giorni, giocheranno tutti e tutti devono essere pronti. Se vuoi ottenere risultati, credo che devi utilizzare tutti. Siamo contenti delle prestazioni e di come la squadra sta andando. Meritavamo più punti, quello mi brucia un po’. Non è facile, però fino ad adesso sta andando bene, il gruppo è estremamente intelligente e vuole lavorare bene.

Lazio? Sono fortissimi nelle ripartenze per le caratteristiche che hanno, con Dia, Tavares, Cancellieri… Le partite che hanno vinto lo hanno fatto così. Sarà una gara difficilissima, vedo una Lazio sempre buona nel palleggio. Hanno giocatori tecnici e quest’anno anche di grandissima gamba, le partite che hanno vinto sono stati successi di ripartenza, hanno giocatori dalle caratteristiche diverse rispetto alle squadre di Sarri che siamo abituati a vedere.

Sosta? Non è facile ripartire perché quelli che sono rimasti hanno lavorato bene, mentre gli altri vivono emozioni particolari, spendono tante energie emotive perché giocare per il proprio Paese è speciale. Bisogna raddrizzarli subito, mettergli in testa che l’Atalanta è ciò che conta e partire subito forte. In attacco ne abbiamo tanti. Tutti aspettiamo ancora che Scamacca torni quello del passato per avere due punte centrali di spessore. Finora stiamo andando bene, possiamo fare ancora meglio, ma va bene”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri e i conti in sospeso con l’Atalanta. Serve l’impresa contro una rosa che vale quasi il doppio

Sarri oggi, riporta Il Messaggero, poteva essere al posto di Juric, se solo Percassi e Pagliuca avessero ascoltato D’Amico. Il ds dell’Atalanta nutre una stima infinita per Maurizio: dopo averci parlato più volte di mercato, a maggio era pronto a trascinarlo al Milan, prima d’essere bloccato lui stesso dal club lombardo; poi ha provato a portarlo alla Dea, ma ai piani alti volevano un allenatore che proseguisse la tradizione di Gasperini per non dover stravolgere l’assetto tattico e quindi l’organico. Dopodomani pomeriggio affronterà proprio l’Atalanta con la Lazio, e per forza farà un pensiero a ciò che sarebbe potuto essere e
non è stato.


Il costo della rosa della Dea, si legge, ammonta a 460 milioni, quasi 200 in più della Lazio (266), che domenica avrà nella formazione titolare appena due calciatori pagati più di 10 milioni (Guendouzi e Dia), complici le probabili panchine di Isaksen e Noslin, più le assenze di Rovella e Castellanos. Nel club orobico tutti raggiungono la doppia cifra nel cartellino, tranne Carnesecchi e Bernasconi (cresciuti in casa) e Djimsiti, arrivato a zero dallo Zurigo. Dopo un decennio di equilibrio, ormai l’Atalanta ha spiccato il volo, mentre la società biancoceleste sta vivendo un momento di ridimensionamento.

Ora, conclude il quotidiano, l’obiettivo di Sarri è centrare un’altra impresa per far pentire gli orobici di non averlo ingaggiato e per rilanciare le ambizioni della Lazio.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Lazio, contro l’Atalanta non devi essere prevedibile. Pedro e Basic…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Situazione sempre un po’ precaria, ma se dovesse recuperare Zaccagni sarebbe un’ottima soluzione anche se non sarà al 100% . Tavares, se fa ciò che sa fare, può essere un valore aggiunto, basta che sia concentrato. C’è da capire come la squadra e lo staff risponderanno a questa sosta complicata. Le prossime due gare indirizzeranno la stagione

Voglio una prestazione da squadra, umile e compatta.

Se Zaccagni è arruolabile e in condizione, se gioca mezz’ora o un’ora cambia poco rispetto all’infortunio.

L’Atalanta ha una sua identità, Samardzic è più trequarti, Lookman e Sulemana più centravanti. Krstovic potrebbe alternarsi con Scamacca. Io credo che per la qualità che ha e per l’avversario che affronterà, Juric giocherà con Lookman perché quando rubano palla con lui la transizione è forte, rapida, di qualità. Per me giocherà con i due davanti, farà Lookman da prima punta, per non dare riferimento ai difensori laziali.

In fase di non possesso Pedro rientrerà a sinistra, Basic si accentrerà e Cataldi andrà a chiudere la linea. Poi Pedro diventa un sotto punta e a sinistra lascia lo spazio a Basic, oppure il croato resta in copertura ne caso si perda palla. L’importante sarà non essere prevedibili, sfruttando anche un cambio gioco imprevedibile”.

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RASSEGNA STAMPA

La Lazio anti-Atalanta prende forma: 4-4-2 con Dia-Pedro. Pellegrini out, fascia a Tavares

Sarà una Lazio rimaneggiata quella che mister Sarri schiererà domenica 19 ottobre a Bergamo contro l’Atalanta. A sinistra rigiocherà Tavares, senza ballottaggi. Pellegrini è ancora out, il dolore al ginocchio è ancora forte. Il modulo di partenza dovrebbe essere un4-4-1-1, con Pedro e Dia a fare reparto offensivo.

Come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, contro l’Atalanta Nuno Tavares avrà un’altra occasione di partire titolare e giocarsi le sue carte. Il portoghese torna a disposizione dopo la parentesi con la sua Nazionale, non proprio felicissima. A Bergamo sarà un nuovo banco di prova, l’occasione per lasciarsi alle spalle le amnesie e ritrovare quel ritmo che aveva fatto scorgere la passata stagione.

Davanti alla difesa, composta da Gila e Romagnoli centrali più Tavares e Marusic sulle due corsie esterne, il quadro è molto meno chiaro e più aperto. Il ko di Castellanos e i fastidi alla caviglia di Dia hanno obbligato Sarri a ridisegnare nuovamente la struttura di centrocampo e attacco. Al momento in ballottaggio ci sono due moduli, il 4-3-3 e il 4-4-1-1. Il primo sarebbe l’opzione nel caso in cui il senegalese non riuscisse a garantire 90 minuti. In quel caso ci sarebbe Pedro nel ruolo di “falso nueve”, con Noslin largo a sinistra e Cancellieri a destra. In mezzo, invece, il trio formato da Cataldi, Guendouzi e Basic.

Tuttavia le condizioni di Dia continuano a migliorare e lo scenario più plausibile sembra essere quello del 4-4-1-1, con Basic spostato più avanti da esterno sinistro. Cancellieri confermato sull’altra fascia e Pedo alle spalle del senegalese.