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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lazio, Rambaudi: “Impresa Atalanta, mi sarebbe piaciuto affrontarla oggi. E su Palladino…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“L’Atalanta ieri ha fatto un ‘impresa e ha vinto meritatamente. La Juve ha fatto bene, lì manca sempre la punta; comunque anche 10 contro 11 la gara mi ha emozionato ma gli arbitri non sono di un livello basso sono da noi, il rosso ai danni dei bianconeri è assolutamente ingiusto.

A me Palladino piace, come Grosso. Hanno idee e coraggio. Trasmettono, entrano nella pancia e nella testa dei calciatori. Anche quando giocano male, a ritmi bassi, l’idea resta sempre la stessa.

Incontrare oggi l’Atalanta, dopo il dispendio fisico e mentale, perché queste gare tolgono tanto, mi sarebbe piaciuto. Detto questo, immagino che le scelte di Palladino domenica in campionato saranno diverse”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri e i conti in sospeso con l’Atalanta. Serve l’impresa contro una rosa che vale quasi il doppio

Sarri oggi, riporta Il Messaggero, poteva essere al posto di Juric, se solo Percassi e Pagliuca avessero ascoltato D’Amico. Il ds dell’Atalanta nutre una stima infinita per Maurizio: dopo averci parlato più volte di mercato, a maggio era pronto a trascinarlo al Milan, prima d’essere bloccato lui stesso dal club lombardo; poi ha provato a portarlo alla Dea, ma ai piani alti volevano un allenatore che proseguisse la tradizione di Gasperini per non dover stravolgere l’assetto tattico e quindi l’organico. Dopodomani pomeriggio affronterà proprio l’Atalanta con la Lazio, e per forza farà un pensiero a ciò che sarebbe potuto essere e
non è stato.


Il costo della rosa della Dea, si legge, ammonta a 460 milioni, quasi 200 in più della Lazio (266), che domenica avrà nella formazione titolare appena due calciatori pagati più di 10 milioni (Guendouzi e Dia), complici le probabili panchine di Isaksen e Noslin, più le assenze di Rovella e Castellanos. Nel club orobico tutti raggiungono la doppia cifra nel cartellino, tranne Carnesecchi e Bernasconi (cresciuti in casa) e Djimsiti, arrivato a zero dallo Zurigo. Dopo un decennio di equilibrio, ormai l’Atalanta ha spiccato il volo, mentre la società biancoceleste sta vivendo un momento di ridimensionamento.

Ora, conclude il quotidiano, l’obiettivo di Sarri è centrare un’altra impresa per far pentire gli orobici di non averlo ingaggiato e per rilanciare le ambizioni della Lazio.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, rosa decima per costo ma Sarri ha già fatto l’impresa

I biancocelesti potranno competere con le big che spendono? Il tecnico ci prova ancora.

Il mercato bloccato di certo non agevola il ritorno di Sarri nella Capitale: il tecnico sperava in qualche innesto funzionale per il suo gioco ma dovrà andare avanti, almeno fino a gennaio, con la rosa dello scorso anno.

Come sottolinea il Corriere della Sera, la Lazio è decima per quel che riguarda il costo della rosa per spesa dei cartellini. Il presidente Lotito per i giocatori attualmente a disposizione di Sarri ha speso (o si è impegnato a farlo, considerando le rate ancora da saldare) 168 milioni complessivi. La Juventus ha investito circa quattro volte tanto (656), il Napoli quasi il triplo (490), Milan (375) e Inter (343) più del doppio. Più della Lazio, si legge, hanno speso però pure Atalanta (322), Roma (239), Fiorentina (207), Como (198) e Bologna (169): tutte società che, a differenza del club di Formello, in questa finestra di mercato possono ancora spendere e rinforzarsi.

Non è detto quindi che la Lazio possa effettivamente competere a grandi livelli ma il Comandante, conclude il quotidiano, è già riuscito una volta a far accadere un miracolo: nel 2022-23 quando i biancocelesti arrivarono secondi in A dietro al Napoli, con una rosa che era la settima per valore patrimoniale.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Bodo, obiettivo rimonta: tutte le volte in cui è riuscita l’impresa

È vigilia di Europa League in casa Lazio. Domani alle 21.00 all’Olimpico il fischio d’inizio della gara contro il Bodo/Glimt, valida per il ritorno dei quarti di finale. I biancocelesti ripartono dal ko per 2-0 rimedito in Norvegia e cercano quindi l’impresa per passare il turno.

La prima rimonta laziale in Europa risale quasi alla notte dei tempi: come riporta Il Tempo, era il 1975, Corsini aveva sostituito Maestrelli sulla panchina della Lazio, e la squadra aveva perso la sfida di andata nel primo turno di Coppa Uefa a Odessa per 1-0 contro il Chernomoretz, limitando passivo grazie a un’eccellente prova di Felice Pulici. Il ritorno è una sfida a senso unico: segna Chinaglia su rigore a un minuto dal novantesimo, si va ai supplementari e Long John impallina il portiere altre due volte.

Due anni dopo, i biancocelesti di Vinicio nel primo turno di Coppa Uefa perdono a Oporto contro il Boavista. Al ritorno la prestazione della Lazio è fiammante, come la maglia rossa che indossa per l’occasione; Garlaschelli, Giordano, Garlaschelli: la Lazio segna tre gol nei primi venti minuti, trascinata da un Vincenzo D’Amico inarrestabile. Nella ripresa Giordano segna altri due gol.

Nell’età dell’oro di Sergio Cragnotti, la Lazio di Zoff si trova a dover rimontare contro il Copenaghen per accedere alla fase a gironi della Champions League. La sconfitta di misura dell’andata rimediata in Danimarca viene ribaltata con un rotondo 4-1 nel ritorno; doppietta di Crespo, Claudio Lopez e Fiore: gli assist, strano a dirsi, sono tutti di Gaizka Mendieta.

La rimonta più recente, si legge, porta la firma del bomber della storia Ciro Immobile: stagione 2017-2018, la Lazio di Inzaghi perde in trasferta nei sedicesimi di Europa League per 1-0 contro la Steaua Bucarest. Ma all’Olimpico non c’è storia: tripletta di Immobile gol di Bastos e Felipe Anderson. Finisce cinque a uno.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Bezzi: “Fiducia per il ritorno col Bayern. Partita tatticamente perfetta” (AUDIO)

Grandissima partita ieri della Lazio, GIANNI BEZZI (Rai Sport) in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Grandissima partita ieri della Lazio e addirittura il rammarico di non aver reso più pingue il risultato. Non so cosa potrà succedere i prossimi giorni in casa Bayern, la crisi è piuttosto importante e l’allenatore è in bilico. La Lazio dovrà andare a giocarsi la partita di ritorno con una certa fiducia, pur conoscendo il valore degli avversari.

La chiave di lettura della partita è stata quella di aspettare il Bayern e approfittare della loro difesa alta per ripartire e creare problemi. Non sono d’accordo sul fatto che i tedeschi non abbiano tirato in porta: lo hanno fatto in un paio di ocasioni molto pericolose, ma non l’hanno inquadrata.

Non mi è piaciuto Luis Alberto che a parte un paio di giocate ha sofferto la fisicità degli avversari. Non mi piacciono nemmeno gli atteggiamenti in campo: si sbraccia, protesta, si lamenta… sono tutte cose che fanno giocatori che si rendono conto di non essere dentro il match. Tra l’altro ha avuto un’occasione importante e non è riuscito a inquadrare la porta.

Anche Pedro quando ha calciato in porta tra le braccia del portiere, aveva Kamada completamente libero che non è stato servito. Cosa che accade spesso al giapponese.

Anderson e Immobile mi sono piaciuti moltissimo. Diciamo che un gol in più la Lazio lo avrebbe meritato e avrebbe fatto molto comodo in ottica passaggio del turno”.

Alessio Buzzanca