Ciro Immobile è lì a contendersi il trono di miglior bomber d’Europa dell’anno 2022. La speciale classifica vede Kylian Mbappé leader con 24 reti da inizio anno. Media incredibile: 1.09 gol a partita. Al secondo posto c’è Karim Benzema con 24 centri (1.04 gol per match), al terzo Robert Lewandowski (20 gol, 0.95 a partita). Quarta piazza occupata da Georgios Giakoumakis (Celtic, 12 reti, 0.86 a partita) e poi Ciro Immobile, che da gennaio ha siglato 16 gol con una media di 0.84 a partita (15 in campionato, 1 in Coppa Italia). Il bottino poteva essere anche più ricco, peccato lo stop per quell’infortunio alla caviglia che lo ha tenuto fuori per le ultime due partite della stagione. La media gol di Immobile, bomber intramontabile, è la stessa della stella Darwin Nunez, appena passato dal Benfica al Liverpool per una cifra super di 100 milioni di euro. Corrieredellosport.it
Immobile – contro il Torino – ha raggiunto quota 25 gol in Serie A e di conseguenza il secondo posto nella classifica della Scarpa d’Oro 2022. Al primo c’è Lewandowski con 32 reti. Ciro è in compagnia di Benzema, ed entrambi hanno 50 punti nella speciale classifica dei bomber. Per quanto riguarda la sola Serie A, il prossimo giocatore nel mirino è Batistuta (184 gol). Ciro ne ha messi a segno 180 ed ha raggiunto Quagliarella al quindicesimo posto della classifica all-time.
“Ieri è stata la serata del talento, poteva accadere di tutto. Più che svarioni, ci sono state tante prodezze con un pizzico di tattica. I grandi campioni sanno far male, sanno leggere la partita in modo diverso rispetto ai giocatori ‘normali’. Al Bernabeu c’è stato il calcio, poteva essere una finale di un Mondiale. Messi sottotono, Modric senza tempo. Ero sicuro che il Real avrebbe tirato fuori qualcosa, la Champions ce l’hanno nelle vene, è la loro coppa. Ancelotti? Non si è mai scomposto, ha dato freschezza con le sostituzioni e letto perfettamente la partita. Benzema è il più grande centravanti in Europa, anche più di Lewandowski. Ti fa giocare bene la squadra, sa leggere i momenti e come ha colpito sul terzo gol. E’ un gol di un intuito straordinario, da giocatore superiore, la bellezza del calcio. Il PSG ha avuto il classico braccetto della squadra che non ha la stessa tradizione del Real. Dopo il primo gol si sono disuniti, è subentrata l’ansia da prestazione”.
LAZIO-VENEZIA: MOTIVAZIONI E DIFFIDATI
“Senza battere il Venezia il derby varrebbe solo per i tifosi e non per la classifica. Il pericolo è sempre dietro l’angolo, sulla carta la Lazio dovrebbe vincerne tante di partite vista la qualità di alcune squadre, ma le cose sono diverse nel girone di ritorno. Mai pensare che si possano vincere le partite negli spogliatoi. La Lazio ha annichilito il Cagliari perché è scesa in campo con un tipo di aggressività diverso dal solito ed è quella la chiave per affrontare squadre più deboli, ma motivate. Diffidati? Sceglierei Felipe Anderson con una staffetta Zaccagni-Pedro. Dietro farei giocare Luiz Felipe, al massimo ci sarebbe Patric. Penso sempre alla gara più vicina: vincere col Venezia è semplicemente fondamentale, abbiamo poco margine d’errore.
AUTOMATISMI MIGLIORATI
“Vedo una Lazio più sicura, come se avessero trovato quello che cercavano con Sarri. Consapevolezza di poter fare ciò che è nelle loro corde, soprattutto saper gestire i momenti della partita nel momento in cui non puoi dominare le partite sempre per 90 minuti. Ecco, la Lazio da l’idea di esser diventata una montagna quasi insormontabile per alcuni avversari, quando scende in campo come a Cagliari. Come ho detto, è impossibile dominare per tutta la partita, ma se giochi col Venezia puoi dominarla per 70′. Contro il Milan, sarebbe certamente diverso. Le prestazioni vanno giudicate anche in base all’avversario”.
ROMAGNOLI
“Sarebbe il gemello di Acerbi. Se la Lazio va veramente su Romagnoli faccio fatica a pensare che Acerbi resti, sono due giocatori di livello ovviamente, ma forse non troppo compatibili. Casale? Non lo so, è un giocatore che sta facendo bene, ma sta giocando a tre”.