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GIUSTIZIA SPORTIVA

“Juventus, la UEFA non aspetta: il club potrebbe uscire dall’Europa”

L’edizione di oggi de La Gazzetta dello Sport fa il punto sull’inchiesta aperta dalla UEFA nei confronti della Juventus, per le possibili violazioni del fair play finanziario. A livello di sanzioni ci potrebbe essere una semplice multa ma, nel caso in cui a Nyon accertassero manovre portate avanti dal club bianconero con l’obiettivo di non far figurare passivi troppo alti e aggirare così il fari play finanziario, la pena massima potrebbe essere l’esclusione dalle coppe. Tutto dipenderà dal fascicolo che la UEFA riceverà dalla Procura di Torino: da lì le semplici ipotesi diventeranno più o meno concrete.

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POLITICA SPORTIVA

Adesso è ufficiale, cambia il financial fair play: e spunta il salary cap

Cambia il financial fair play, arriva una prima forma di salary cap. Il comitato esecutivo dell’Uefa ha approvato a Nyon il nuovo regolamento riguardante le licenze per club e la sostenibilità finanziaria, prima grande riforma alla normativa in materia dalla sua introduzione nel 2010. “L’evoluzione dell’industria del calcio, insieme con gli inevitabili effetti finanziari della pandemia, ha evidenziato la necessità di una riforma completa e di nuove norme sulla sostenibilità finanziaria”, ha sottolineato il presidente dell’Uefa, Aleksander Ceferin.

Il n.1 dell’Uefa è entrato così nel dettaglio

“Questi norme, che entreranno in vigore nel prossimo giugno per andare a pieno regime in tre anni, ci aiuteranno a proteggere e preparare il calcio a qualsiasi potenziale shock, incoraggiando al contempo a fare investimenti razionali e a costruire un futuro più sostenibile per l’intero comparto. L’obiettivo si potrà raggiungere attraverso tre pilastri: solvibilità, stabilità e controllo dei costi. La prima assicurerà una tutela migliore dei creditori, attraverso controlli trimestrali e minor tolleranza verso i morosi. I nuovi requisiti sui ricavi sono un’evoluzione degli attuali requisiti di pareggio di bilancio, e porteranno una maggiore capacità alle finanze dei club”.

SALARY CAP

Ancora Ceferin: “La più grande innovazione è la norma che regolarizza i costi di gestione della squadra, al fine di portare un migliore controllo delle spese in relazione ai salari dei giocatori e ai costi per i trasferimenti. La normativa limita la spesa per gli stipendi, per i trasferimenti e per le commissioni degli agenti al 70% delle entrate del club. Le valutazioni saranno eseguite su base tempestiva e le violazioni comporteranno sanzioni finanziarie predefinite e misure sportive”. Il 70% entrerà a regime nel 2025, con una progressione: 90% per il 2023-24, 80% per il 2024-25 e 70% per il 2025-26.

gazzetta.it

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INDISCREZIONI

Superlega, secondo tentativo: 40 squadre e due serie

Sarà un progetto diverso – nei contenuti – quello della ‘nuova’ Superlega. Il secondo tentativo di Agnelli e soci, dovrebbe prevedere anche una formula diversa. Il presidente della Juventus illustrerà i dettagli in un congresso organizzato dal Financial Times, al quale dovrebbe partecipare anche l’acerrimo nemico Ceferin. Le indiscrezioni raccontano di un torneo diviso in due serie (A e B) ciascuna composta da 20 squadre. Un modo per ‘aprire’ una formula altrimenti ‘chiusa’, lontana dallo sport europeo. Sul sistema di inclusione per i club, c’è ancora incertezza. Il ranking, il posizionamento in campionato: ogni ipotesi è plausibile, ma creando due fasce – con relative promozioni e retrocessioni – ci sarebbe più spazio per la competizione anche di club minori. Si attendono sviluppi.

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DICHIARAZIONI

Superlega 2.0, Ceferin: “Dopo la pandemia, usano la guerra. No a competizioni UEFA”

Il progetto Superlega “non è così intelligente”, “non riguarda il calcio” e chi lo propone “dimostra ancora di vivere in un mondo parallelo”. Il presidente dell’UEFA Aleksander Ceferin, intervistato durante il FT Business of Football Summit, torna all’attacco del progetto Superlega.

“Non è calcio, ma parliamone comunque. Sono stanco di questo progetto non calcistico. La prima volta lo hanno lanciato nel mezzo della pandemia, ora durante la guerra: vivono in un mondo parallelo. Mentre noi lavoriamo per salvare giocatori in questa situazione, loro vogliono rilanciare questo progetto. Possono pagare chiunque per dire che è un bel progetto, ma resta una idea senza senso. Tra l’altro, uno dei dirigenti che ora è tornato a spingere per questo progetto mi ha chiamato per scusarsi, però ora comunque tira dritto”, le parole di Ceferin.

Per loro i tifosi sono consumatori, per noi i tifosi sono tifosi. La cosa interessante, inoltre, è che criticano Uefa ed Eca, ma uno di loro era presidente dell’Eca (il riferimento è ad Andrea Agnelli, ndr) e una settimana prima del lancio della Superlega lodava il sistema presente. Possono giocare le loro competizioni, nessuno glielo vieta. Ma se vorranno giocare le loro competizioni, non potranno giocare le nostre”.

La nuova Champions è in stile Superlega? No, è qualcosa di completamente diverso. Ci sono cose ancora da chiarire, per questo la decisione finale non c’è ancora. Chiunque compari le due cose non è serio. Oggi abbiamo 32 squadre in Champions, ne avremo 36 ma dobbiamo ancora capire come aggiungere quattro posti. Ci saranno più posti per medie e piccole leghe. E non confronterei la situazione Superlega con quella con la Fifa, con la Fifa discutiamo ogni giorni. Il mondiale biennalòe è un progetto che nessuno vuole. Ne abbiamo discusso con Infantino e stiamo discutendo per altre opzioni, ma sono sicuro che troveremo soluzione”.