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APPROFONDIMENTI

Fair Play finanziario, il Times: “Uefa pronta a punire Juve, Inter e Roma”

Juventus, Inter e Roma sarebbero tra le squadre a rischio sanzioni Uefa per il Fair Play finanziario, con nerazzurri e giallorossi che oltre ad una multa verrebbero punite anche con restrizioni al mercato. Lo riporta il quotidiano Times, secondo il quale il governo del calcio europeo dovrebbe annunciare a settembre una serie di provvedimenti che riguarderebbero 20 club in tutto, tra cui anche Psg, Barcellona e Arsenal.

LE ITALIANE

Secondo il Times, le sanzioni per Inter e Roma riguarderebbero la stagione 2020-21. Nerazzurri e giallorossi sarebbero già state allertate dall’Uefa, con cui avrebbero aperto un negoziato per ridurre i provvedimenti, che includerebbero comunque una multa e delle limitazioni al mercato. Secondo le attuali regole Uefa (destinate a cambiare alla fine di questa stagione), una squadra può avere solo 30 milioni di euro di perdite nell’arco di tre stagioni, anche se spese intelligenti come per giovanili e squadra femminile non vanno conteggiate. Nel mirino della Uefa per la stagione 2020-21 ci sarebbe anche la Juventus, ma la posizione dei bianconeri è complicata dalla battaglia legale ancora in atto per la Super Lega: sia i bianconeri che il Barcellona, altra big nel mirino, si rifiuterebbero di entrare in una negoziazione con la Uefa per ridurre l’entità delle sanzioni.

LE ALTRE 

Oltre al Barcellona, problemi anche per l’Arsenal, relativi però alla stagione 2021-22. L’Uefa per l’anno appena concluso sta ancora aspettando i documenti completi dalle squadre e aprirebbe, come fatto con Inter e Roma, un negoziato col club. Per la stagione 2020-21 sarebbero 10 in totale le squadre a rischio sanzione: oltre a Inter, Juve e Roma, nel mirino ci sarebbero anche Psg e Marsiglia, ma le due francesi se la caverebbero con una multa. Gazzetta.it

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POLITICA SPORTIVA

Adesso è ufficiale, cambia il financial fair play: e spunta il salary cap

Cambia il financial fair play, arriva una prima forma di salary cap. Il comitato esecutivo dell’Uefa ha approvato a Nyon il nuovo regolamento riguardante le licenze per club e la sostenibilità finanziaria, prima grande riforma alla normativa in materia dalla sua introduzione nel 2010. “L’evoluzione dell’industria del calcio, insieme con gli inevitabili effetti finanziari della pandemia, ha evidenziato la necessità di una riforma completa e di nuove norme sulla sostenibilità finanziaria”, ha sottolineato il presidente dell’Uefa, Aleksander Ceferin.

Il n.1 dell’Uefa è entrato così nel dettaglio

“Questi norme, che entreranno in vigore nel prossimo giugno per andare a pieno regime in tre anni, ci aiuteranno a proteggere e preparare il calcio a qualsiasi potenziale shock, incoraggiando al contempo a fare investimenti razionali e a costruire un futuro più sostenibile per l’intero comparto. L’obiettivo si potrà raggiungere attraverso tre pilastri: solvibilità, stabilità e controllo dei costi. La prima assicurerà una tutela migliore dei creditori, attraverso controlli trimestrali e minor tolleranza verso i morosi. I nuovi requisiti sui ricavi sono un’evoluzione degli attuali requisiti di pareggio di bilancio, e porteranno una maggiore capacità alle finanze dei club”.

SALARY CAP

Ancora Ceferin: “La più grande innovazione è la norma che regolarizza i costi di gestione della squadra, al fine di portare un migliore controllo delle spese in relazione ai salari dei giocatori e ai costi per i trasferimenti. La normativa limita la spesa per gli stipendi, per i trasferimenti e per le commissioni degli agenti al 70% delle entrate del club. Le valutazioni saranno eseguite su base tempestiva e le violazioni comporteranno sanzioni finanziarie predefinite e misure sportive”. Il 70% entrerà a regime nel 2025, con una progressione: 90% per il 2023-24, 80% per il 2024-25 e 70% per il 2025-26.

gazzetta.it

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ALTRE

La Uefa scrive a Inter, Roma e Milan: “Fairplay finanziario non rispettato”

Non è mica scomparso, il fair play finanziario. Cambierà, certo: le regole saranno riscritte entro il mese di maggio ed entreranno in vigore più avanti, con ogni probabilità dalla stagione 2024-25. Nell’attesa, però, la Uefa ha messo gli occhi sui bilanci dei club di mezza Europa, evidentemente colpiti dal Covid. Risultato? Circa 30 club non sono riusciti a rispettare i parametri di Nyon. Tra questi ci sono l’Inter, il Milan e la Roma, che hanno già ricevuto una comunicazione scritta in tal senso. Ed è probabile che a breve si accoderà anche la Juve.

Il Covid, si diceva. La Uefa, nel 2020, ha già adattato i parametri di monitoraggio: in pratica il triennio per rispettare il disavanzo di 30 milioni complessivi (al netto delle cosiddette perdite “virtuose”) è diventato un quadriennio, accorpando il 2020 e il 2021, dando dunque ai club la possibilità di spalmare le perdite. Non è stato sufficiente. L’Inter ha ufficializzato il “carteggio” con la Uefa ieri, in occasione della presentazione della semestrale, una comunicazione dovuta anche agli investitori del bond. “Il 17 dicembre 2021 la Uefa ha comunicato ufficialmente che la revisione dei requisiti di pareggio da noi fornite – ha scritto l’Inter nel suo documento – ha evidenziato un significativo disavanzo aggregato per il periodo di monitoraggio che copre i periodi di rendicontazione 2018, 2019, 2020 e 2021”. A far saltare il banco, in casa Inter, è stato l’ultimo passivo di 245 milioni: senza l’ultimo bilancio i parametri sarebbero stati rispettati. Il club di Zhang ha comunque fornito indicazioni alla Uefa relative al bilancio in corso e ai piani futuri fino al 2024-25. Da lì si è arrivati alla comunicazione – datata 14 febbraio – dell’apertura di un procedimento: l’audizione ci sarà a metà marzo (quella del Milan tra la fine del mese e l’inizio di aprile). Cosa accadrà ora? I club italiani si aspettano che le società vengano accompagnate nel periodo transitorio che porterà alle nuove regole. Non si aspettano sanzioni, ma è vero che a oggi non è possibile escluderle. Piuttosto, è il numero dei club coinvolti a rassicurare: può la Uefa sanzionare così tante società?