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APPROFONDIMENTI

Roma-Lazio, numeri e curiosità: classifiche migliorate, ma quanti ‘rossi’

Tra le prime sette squadre dell’attuale classifica, la squadra più migliorata rispetto alle prime 12 giornate del campionato 21/22 in termini di punti è la Roma di Mourinho: sei punti in più rispetto a un anno fa (25 vs 19). Anche la Lazio ha fatto meglio finora, con tre punti in più (24 vs 21). Nell’era dei tre punti a vittoria, la sfida tra Roma e Lazio è quella che ha visto più cartellini rossi in Serie A: 35 espulsioni in 56 incontri – tuttavia c’è stato un solo rosso nelle sei più recenti, ricevuto da Acerbi il 15 maggio 2021.

Dati: OPTA

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Verso il derby: Luis e Ciro, i dubbi di Sarri

Sarri ha preferito fermarsi nella città olandese e rinviare la partenza nella tarda mattinata di oggi. Un allenamento a ranghi incompleti – perché gli undici titolari del De Kuip si riposeranno – è previsto a Formello nel pomeriggio, subito dopo il rientro a Fiumicino; invece, per sabato ha programmato una doppia seduta di lavoro, dal punto di vista tattico. Un dubbio per il tecnico è legato a Luis Alberto, ieri neanche entrato, che potrebbe dare il cambio a Milinkovic, squalificato dal giudice sportivo.

Immobile. La lesione media – così definita dal bollettino medico – è stata riassorbita. Manca la condizione al centravanti della Lazio, ma Sarri attende la risposta dei medici per portarlo in panchina.

Corriere dello Sport

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Immobile: miraggio derby, Juve possibile

Non vuole lasciare niente di intentato Ciro. Fisioterapia e palestra, palestra e fisioterapia. Come riporta l’edizione odierne de Il Tempo, sta provando a bruciare tutte le tappe, ieri è addirittura tornato a correre sul prato di Formello. Dal tunnel degli spogliatoi è apparsa anche la sagoma di Immobile. Il capitano non ha perso il sorriso, come se sapesse qualcosa che gli altri non sanno. Chiamatela speranza, chiamatela voglia di tornare. Lui non si arrende e continua a lavorare. Gli esami svolti lunedìin Paideia hanno confermato la presenza dell’edema e la cicatrizzazione incompleta della lesione. Ma questo non gli impedisce di lottare per la convocazione in vista del derby. A oggi sembra un miraggio, ma il centravanti della Lazio verrà monitorato quotidianamente per valutare i progressi. È attesa un’altra risonanza tra domani e dopodomanidopodiché si prenderà una decisione definitiva. Al momento lo scenario più probabile è un ritorno per la sfida con la Juventusdel 13 novembre, l’ultima del 2022 prima della sosta per i Mondiali. Eppure Ciro non si arrende, corre verso il rientro.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Il Feyenoord sposta tanto, il derby non deve essere preso in considerazione” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’!

“La Lazio è costretta a vincere la gara se vuole evitare una delle retrocesse dalla Champions. Sulla carta è molto più semplice la gara di domani sera con il Feyenoord. Per questo la partita di domani me la giocherei alla grande senza pensare a fare troppo turnover. In questa partita c’è tanto in ballo e vale lo stesso anche per la gara della Roma con il Ludogoretz. Il discorso del derby in questo momento non lo prenderei assolutamente in considerazione. Arrivare alla partita con la Roma da qualificati sposterebbe molto in termini di stimoli e di calendario futuro. Poi da metà novembre in poi c’è tutto il tempo per recuperare energie e condizione”.

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Sarri e “la partita che entra un pò nell’anima”

Altro che i 16 gradi con rovesci di Rotterdam. Nonostante il prossimo impegno sia contro il Feyenoord, Sarri è già in clima derby e ancora se ne rammarica. Il Comandante ci ha provato a resistere, ma alla fine non ce l’ha fatta e per pensare troppo alla stracittadina ha pure perso Milinkovic. «Tornassi indietro lo metterei titolare. Ogni volta che ho provato a fare i calcoli alla fine è sempre venuto fuori un casino», questa l’ammissione in conferenza del tecnico della Lazio che rimbomba tuttora a Formello. Se anche un allenatore concentrato al dettaglio su ogni singolo avversario si mette a pensare così in anticipo al derby, allora si tratta dav- vero di una partita differente: «Raramente avevo fatto scelte di questo tipo, ma questa gara ti entra un po’ nell’anima».

CONDIZIONATO

Sarri ci ha sempre provato a prendere le distanze dall’euforia cittadina dichiarandolo anche pubblicamente: «Arrivare prima della Roma in classifica? Questa città merita due squadre forti. Basta con questo approccio provinciale. Il derby sarà sempre sentito, è la partita dell’anno, ma bisogna iniziare a pensare in maniera diversa». Un messaggio chiaro quello dello scorso 7 maggio, ma allo stesso un tempo un bluff svelato una settimana dopo con la certezza di aver chiuso davanti ai giallo- rossi al quinto posto: «Io rappresento un popolo e gli devo rispetto». Pensieri contrastanti per un tecnico che ormai alla Lazio ci si è legato fino a ragionare più col cuore che la testa, ma solo raramente. A Formello ha ritrovato il divertimento di allenare, primo tassello per puntare a quell’«utopia» che gli permette sempre di migliorarsi, ma adesso è il momento di fare sul serio. Il ko con la Salernitana è arrivato nel modo peggiore. La squadra stava dimostrando di riuscire a vincere anche senza Immobile, ma con i granata anziché spiccare il volo c’è stato un passo indietro con l’aggravante della squalifica di Milinkovic per il derby, ufficializzata ieri dal Giudice Sportivo.

Un forfait da incubo nella mente del Comandante, rimasto sconvolto dai precedenti senza Sergej e Ciro. In sette gare la Lazio ha portato a casa solamente una vittoria e un pareggio a fronte di cinque sconfitte, quattro delle quali in Europa League. L’insegnamento di domenica però è quello di non guardare troppo avanti, anche perché almeno il serbo domani ci sarà a Rotterdam e proprio da lì dovrà ripartire la corsa della Lazio. Con la strigliata dell’Olimpico il Comandante ha voluto stimolare i suoi calciatori perché adesso in ballo ci sarà una larga fetta di stagione. Guai perciò a gettare al vento quanto di buono fatto finora. Il Messaggero

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Feyenoord-Roma, crocevia Lazio: Sarri valuta il ritiro a Formello

Aria tesa in casa Lazio, dopo la sconfitta casalinga in casa con la Salernitana. Sarri ha strigliato la squadra e valutato l’ipotesi del ritiro, ma l’imperativo sarà solo uno: vietato portarsi dietro gli strascichi di domenica. Anche per questo il comandante sta valutando se tenere la squadra in ritiro a Formello dopo il ritorno da Rotterdam, previsto direttamente per venerdì pomeriggio. A riportarlo è Il Messaggero.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “L’AIA non considera un errore l’ammonizione di Milinkovic. Giusto che Sarri chieda lo stesso trattamento della Roma” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Lazio-Salernitana ha dato tanti spunti, compreso le dichiarazioni di Sarri che ha chiesto lo stesso trattamento arbitrale riservato alla Roma. Vi dico che secondo l’AIA non è considerato un errore il giallo di ieri a Milinkovic da parte di Manganiello. Siamo al surreale, non si pronunciano sull’ammonizione, ma non è una decisione tale da fermare il direttore di gara per la prossima gara. Si fa fatica ad andare avanti ed a credere in questo calcio. Detto questo, la Lazio ha le sue responsabilità per la sconfitta di ieri con la Salernitana. L’amonizione di Milinkovic è arrivata sul 2-1 per i granata che hanno giocato una gara sorprendente. Gridano vendetta gli errori di Vecino sotto porta ed è stato completamente sbagliato l’approccio al secondo tempo.

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INFERMERIA

PAIDEIA – Esami decisivi per Immobile: “Spero nel derby”. All’uscita: “Buone sensazioni”

AGGIORNAMENTO – Una volta terminati gli accertamenti, alle 9:30 circa il calciatore ha lasciato la Paideia per affrontare un altro giorno di terapie e lavoro di recupero a Formello. Nelle prossime ore si capirà di più sulle tempistiche di rientro, ma Immobile ha confermato la sua serenità ai cronisti presenti: «Ancora non mi hanno detto niente perché non c’era il dottor Rodia, ma le mie sensazioni sono buone». Lo riporta il Messaggero.it

@paideia_international_hospital @ciroimmobile17 in clinica per svolgere gli esami strumentali che sveleranno i reali tempi di recupero. A 15 giorni dalla lesione muscolare di secondo grado accusata con l’Udinese, il bomber di Sarri si augura di poter rientrare prima dello stop del campionato per il mondiale in Qatar. “Sto bene, spero di potercela fare per il derby”, ha detto prima degli esami.

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Ora tocca alla fantasia di Luis Alberto trascinare la Lazio

Il danno è stato quasi peggiore del risultato che inchioda la Lazio a quota 24 punti, raggiunta dall’Inter, staccata di nuovo dall’Atalanta e con il possibile sorpasso della Roma. Milinkovic salterà il derby. Un bel problema per Sarri considerando lo spessore, la personalità e la fisicità del gioiello serbo, in grado di orientare il destino della Lazio ancora più di Immobile. Sergej giocherà a Rotterdam con il Feyenoord, ma avrebbe giocato lo stesso in Europa League: a maggior ragione non ci saranno dubbi sul suo impiego nella partita decisiva del girone. Il tecnico semmai dovrà riflettere su come sostituirlo con la Roma. Non ci sono incertezze sull’utilizzo di Vecino e Cataldi. Luis Alberto, è probabile, completerà la linea mediana e bisognerà aggrapparsi alla sua fantasia, ai suoi colpi, alla voglia di tornare a correre e sprintare come non gli riesce da qualche settimana. Ieri è stato decisivo, lanciando a rete Zaccagni, per il gol dell’illusione: 49 assist in Serie A, il migliore in Italia dal 2016/17 (era appena arrivato), eguagliando Papu Gomez, ex Atalanta. Il Mago non giocava dallo 0-0 con l’Udinese, quando era entrato in corsa: due panchine con Atalanta e Midtjylland. Si era allenato poco e male, frenato da una contusione all’anca. Avrà una settimana di tempo per prepararsi bene e trascinare la Lazio nel derby. Corriere dello Sport

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Milinkovic, la frase rubata in campo spiega tutto

Milinkovic voleva giocare dall’inizio. Non è abituato a entrare dalla panchina, fa fatica a trovare il ritmo giusto. Sarri, invece, si è pentito della scelta iniziale. Tornando indietro, non lo lascerebbe fuori dai titolari. «Tanto quello che decidi a tavolino viene stravolto dal campo» ha bofonchiato nella notte dell’Olimpico senza trovare conforto o giustificazione. Lo aveva spiegato più volte in relazione al turnover. Guai farsi condizionare dai calcoli. Neppure ha sposato l’idea che sarebbe stato meglio tenere il gioiello serbo fuori per 90 minuti. Un discorso senza senso. Sotto di un gol, doveva entrare per forza nel tentativo di riequilibrare il risultato. Nessuno peraltro poteva mettere nel conto cosa sarebbe successo in campo, a meno che non si vogliano tirare fuori altri ragionamenti e allora bisognerebbe cambiare mestiere. Il cartellino giallo, guardando e riguardando le immagini, è assurdo. Non trova alibi e attenuanti, perché Sergej era in possesso di palla e il movimento congruo rispetto all’intervento di Bronn. Stava correndo, cercava un naturale appoggio a terra, non voleva schiacciare il piede del difensore tunisino, ex Metz.

Le proteste

Manganiello neppure ha fatto finire l’azione: ha cercato Sergej e ha sventolato l’ammonizione, immaginando di aver visto un intervento volontario (neanche nei film) e con il piede a martello. Il Var non poteva intervenire per ribaltare la decisione arbitrale. Addio derby. L’Olimpico si è imbelvito all’istante, come tutta la Lazio. Milinkovic si è avvicinato all’arbitro, ha protestato, come se non stesse aspettando altro e solo il primo contatto per ammonirlo. Si è interpretato meglio il labiale quando Sergej ne stava parlando con Candreva. «Avevo io il pallone, come fa a essere fallo?» ha chiesto all’ex laziale, eversore di Provedel e autore di un pallonetto che ha cambiato la partita oltre a lanciare la Salernitana verso la tripletta. Corriere dello Sport