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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “È partita la macchina del fango per spingere Sarri alle dimissioni” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Due considerazioni: ieri avevo sollevato l’attenzione sulle due frasi di Sarri che mi avevano colpito, ‘squadra triste’ e ‘giocatori che vedono un futuro nebuloso’. In conferenza oggi gli chiederei quindi cosa intende con quello che ha detto sul futuro e poi se teme l’esonero.

Ora è partita la macchina del fango, per spingere il tecnico alle dimissioni. Vi ricordo che quando lo scorso anno la Lazio stava andando bene è uscita un’intervista del ds Fabiani che ha portato poi ai saluti Baroni a fine stagione. Stanno cercando di fare la stessa cosa adesso, sperando di far dimettere Sarri per risparmiare i soldi.

La partita di Torino era una trappola e sono certo che domani vedremo una Lazio diversa, motivata. Basterà? Sarà all’altezza contro l’Atalanta? La classifica ci dice chiaramente qual è la squadra più forte.

L’Atalanta col Sassuolo ha fatto ciò che ha fatto la Lazio: ha pensato alla Coppa Italia, che anche per loro potrebbe rappresentare l’unica possibilità di tornare in Europa. Nel doppio confronto è ovvio che sono favoriti, ma domani non mi aspetto una Lazio ‘triste'”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, ci risiamo: Sarri convinto che la società voglia spingerlo alle dimissioni…

Le dimissioni non sono contemplate nella testa di Maurizio Sarri, ma l’esonero da parte di Lotito se le cose dovessero precipitare non sarebbe poi così impensabile. Lui è convinto che la società voglia spingerlo all’addio, forzandone le dimissioni. Come scrive Il Messaggero, il tecnico della Lazio non rassegnerà alcuna dimissione questa volta ma, anzi, attenderà che sia la società a esonerarlo. La speranza di Lotito, di contro, è che Mau trovi un’altra squadra, Bologna e Fiorentina su tutte, è che firmi poi consensualmente la risoluzione del contratto. Lotito e Fabiani, da come stanno lavorando, sembra che stiano programmando la prossima stagione per un altro allenatore.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Fabiani a ruota libera: “Dimissioni, mercato, contestazione, Romagnoli e Lotito. Ecco la situazione…” (AUDIO)

La seconda parte dell’intervento del direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei nuovi acquisti Maldini, Przyborel e Motta:

“Ho quasi 65 anni, lo faccio per passione e non per un discorso economico. Il presidente mi ha detto di adeguare il contratto, in C prendono più di me, posso dire di farlo per amore e dedizione. E non prendo per in giro nessuno. Basta fare i capopopoli, i tifosi capiscono. Il popolo è vulnerabile, ti lascia quando si accorge che lo stai prendendo in giro. Spero che il messaggio arrivi all’esterno e all’interno. Nessuno sfrutterà la Lazio finché ci sarò qui io”.

La dimensione vera della Lazio – “La costituzione ci consente di manifestare in piazza, massimo rispetto. Per avere delle ambizioni bisogna avere delle basi solide, che non sono sul denaro. Oggi potrei bearmi delle plusvalenze, ma non funziona così. Castellanos l’ho venduto a 30 ma l’ho pagato 15, così come Guendouzi. Ci sono gli ammortamenti e tutto un meccanismo che ci si porta dietro da anni. Non tutte le responsabilità sono su Lotito, se mi devo incazzare con lui lo faccio, ma non mi ha mai imposto nulla. Sta all’onestà di chi lavora agire per il bene superiore, cioè della Lazio. I soldi non ce li siamo messi in tasca, abbiamo ancora delle quote da pagare. Le basi solide per partire da zero queste sono le azioni necessarie. L’Atalanta ha fatto 600 milioni di plusvalenze partendo da zero, il Como grazie a un programma sui giovani si sta togliendo delle soddisfazioni. Questo è quello che ho inteso fare io in accordo con tutti. I periodi passano, la storia va avanti. Per ricostruire ci vuole tempo, anche per privarsi di un giocatore. Abbiamo fatto una plusvalenze reale, ma per cosa? Tutto quello che si sta facendo e per creare delle basi solide durature nel tempo. Con l’avvento di questi fondi non si capisce nulla. La Lazio oggi gode di ottima salute dal punto di vista economico. Non voglio parlare di numeri di altre squadre, mi viene da rabbrividire. Lo scorso anno questi stessi giocatori sono arrivati primi nel girone in Europa o no? L’ultima di campionato competevano per l’Europa o no? Poi perdi con il Lecce e rimani fuori, il bello del calcio è anche questo. Baroni giocava in un certo modo, c’è stata un’interruzione. Torniamo su Sarri, stimato tanto da me e Lotito. È un allenatore importante che ha il suo credo, devi rimescolare un po’ di situazioni. Ci vuole del tempo per dargli giocatori funzionali. Il mercato non è come al supermercato, ci sono delle complessità. C’è chi viene, chi è disposto. C’è tutto un studio, questo è programmare. Dei giocatori li abbiamo bloccati, come Noslin, Tavares, Rovella. Ci sono anche calciatori che stanno qui da anni e che hanno un contratto, quando si dicono le cose bisogna farlo con dati oggettivi. C’è gente che non sa come funziona una società. Il tifoso vuole sognare, ha ragione. Riportiamo tutti su un binario di tranquillità e trasparenza, se volete vi faccio vedere i contratti di Romagnoli firmati. Avevo fatto una forzatura andando anche contro il comunicato, mi prendo io la responsabilità. Se l’operazione non è andata in porto non è colpa di qualcuno, ne risponderanno davanti a un magistrato. Il tempo dei telegrafi e dei fax è finito, bastava una firma. Gli fa onore a Romagnoli, non c’è stata nessuna scazzottata, ci sono sorrisi, si divertono. Questa vicenda fa onore solo a Romagnoli”.

“Anno zero? Sono punti di vista. È il campo che giudicherà. Ho un grande rapporto con Guendouzi, il giorno dopo è diventato un discepolo di Maria Goretti. Dentro la Lazio si fa buttare fuori, fa come gli pare. Quella non è obiettività. Guendouzi è andato via perché l’ha deciso e voluto lui, io non trattengo nessuno così come Romagnoli. Non ho messo sul mercato Castellanos, lui mi ha detto di andare via. Se poi c’è stata un po’ di abilità di fare qualche milioncino, sono stati reinvestiti. Ci sono state parecchie interruzioni, ma bisogna vedere chi ha spinto l’interruttore. Io avevo puntato su Baroni, aveva due anni di contratto. Mai discusso con lui, prima della partita con il Lecce a bordo piscina mi comunica la sua volontà di andare via. Quello che si dice e che si può dire lascia il tempo che trova. I fatti documentati sono questi. Si deve ripartire, quante volte succederà. A volte ci sono delle esigenze. Sono andato da Sarri a prenderlo. Lui dopo la partita contro l’Udinese, per problematiche famigliari serie, non ce l’ha fatta e ha fatto un passo indietro. Il primo allenatore contattato è stato Sarri, so perfettamente che bisogna costruire una squadra per lui, ma ci vuole pazienza, verrà fatto. Ha un contratto di tre anni, firmati. Se li merita tutti. Bisogna avere pazienza e fiducia. Rompere un giocattolo ci vuole poco, costruirlo di più.

40mila firme sulla petizione – “Saremmo arroganti a chiuderci qui. Petizioni e non petizioni, la costituzione ci garantisce di manifestare in piazza, di dissentire. Bisogna anche avere un grado di capire fino in fondo le cose come stanno. Fare autocritica, dobbiamo essere i primi. Mi verrebbe da dire che se le regole ce lo consentono, di promuovere una sorta di class action con tutti, sederci di fronte a un tavolo e discutere delle problematiche reali per un confronto costruttivo, non distruttivo. Noi abbiamo anche regole stringenti a livello federale, tutto viene strumentalizzato. Forse è arrivato il momento di sederci e discutere di questo malessere non malessere, non tutto può essere ascrivibile a Fabiani. Ognuno di noi si deve prendere un po’ di responsabilità per il bene superiore che è la Lazio in quanto società importante, che ha migliaia di cuori pulsanti. Questo è quello che farò con un po’ più di tempo libero”.

C’è un risultato sportivo negativo che la spingerebbe a dimettersi? “La Serie A l’ho fatta anche a Messina, sono arrivato ottavo e non era il Real Madrid. Comunque il campionato l’ho lasciato perché non avevo più stimoli. Il mio lavoro non lo deve valutare nessuno se non io, devo essere apposto con la mia coscienza. Tolto Milinkovic, Luis Alberto, Immobile e pochi altri, non c’era gran che a livello di patrimonio di giocatori. Se per il lavoro fatto giorno e notte, togliendo tempo alla mia famiglia, Transfermarkt attesta il valore della rosa sui 250-300 milioni, vorrà dire qualcosa? Verrò giudicato per quello, quello mi dirà se la strada è giusta, sul progetto che mi inizia a dare delle basi solide. Qui bisogna dare stabilità e sono abituato a programmare. La mia carriera dice che ho preso società fallite, retrocesse e riportate in alto. Questo è stato sempre il mio credo calcistico. Quando potevo rimanere al Messina in A, potevo divertirmi, prendere soldi. Ma non sono fatto così. Io sono un uomo del popolo, vengo dal nulla. Non mi ha regalato niente nessuno, non ci sono presidenti che mi dicono quello che devo fare. L’appello a tutti voi è di portare tutto sui giusti binari. A volte l’istituto delle scuse potrebbe essere molto importante, se qualcuno lo conosce. Io sì”.

Cosa ha spinto Sarri a dire che alla Lazio sembra sempre l’anno zero? Cosa spinge Baroni ad andare via e passare al Torino? “Con Baroni all’Ancona, tanti anni fa, c’ero io e gli avevo dato una panchina. L’abbiamo incontrato tante volte, avevo pensato di fare un progetto con lui, e non avevo torto, c’era già il Baronismo. Poi si è rotto qualcosa. Non so i motivi per cui è andato via, prima del Lecce mi ha comunicato l’addio. Mi ha chiesto di non dirlo a nessuno perché non l’aveva comunicato ai collaboratori. Quindi io sono ripartito, non l’ho trattenuto. Tutto quello che è negativo non sempre è da assegnare alla società. Ora stiamo ripartendo con Sarri. Serviva uno come Raspadori? Abbiamo preso Maldini. Loftus-Cheek? Io non l’ho fatto saltare, nemmeno Samardzic. Io sono andato dai carabinieri per difendere la Lazio e i suoi tifosi, voi tutti. Non si dica che non siamo andati sui giocatori. Fare mercato ora è diventato impossibile, le cose si riescono a fare solo mantenendo il segreto perché ci sono gruppi che si inseriscono nelle trattative. Ma questo è un altro tema”.

Romagnoli, rinunciare a un trasferimento per qualche mensilità – “Il principio gli fa onore, non se ha rifiutato. Ci sono prove documentate dell’addio di Romagnoli, lui per principio non ha accettato il trasferimento per tre stipendi. Non gliel’ho imposto. Vecino ad esempio è andato via e ha preso fino all’ultimo giorno. Chi stava facendo l’operazione, non noi, ci dice che quello che rinuncia qui lo prende dall’altra parte, speriamo che mi stia sentendo Raiola, da un milione e mezzo di prestito lo porto a un milione, significa che avete parlato con Romagnoli e non gli avete detto nulla, avete sbagliato voi. Quando faccio le cose le faccio sempre con cognizione di causa. Mandas è venuto da me e piangeva, i procuratori gli hanno detto di rinunciare alle mensilità e lui è andato via senza prendere gli ultimi mesi di stipendio. I procuratori hanno rinunciato anche alla commissione. Da qui a dire che è tutta colpa della Lazio… le cose non stanno così. Fatevi dare dei documenti a supporto”.

Romagnoli centrato “Centralissimo, ha capito perché è un ragazzo estremamente intelligente. Ci abbiamo parlato, la delusione in lui traspariva. Lui mi dice: ?Io questa cosa non la sapevo?. Io credo in lui. Si è allenato anche durante i giorni di riposo. Alessio è un professionista serio, poi la formazione non la faccio io.

Sarri anche dopo giugno – “Me lo auguro, altrimenti sarei un folle. Io lo chiamo ‘toscanaccio’, ridiamo insieme, il mister ha la battuta facile, bisogna saperlo decodificare. Io so che lui è attaccato alla società, ai calciatori, ai tifosi. Poi è un brontolone, ma guai se non lo fosse. Significherebbe per lui non avere più stimoli. Giusto che ci solleciti. Lui viene dai campi di strada come me, sa che a volte le operazioni vanno in porto e a volte noi. Lui è una garanzia per tutti i tifosi. Lasciamo perdere le battute. Ho sentito Conte dire: ‘Lo faccio per passione e non per soldi’. Lui è un altro burlone, di una bontà illimitata. A volta non conta ciò che dice, ma ciò che uno pensa. Io sono convinto che lui voglia onorare e dare continuità al progetto che abbiamo detto essere all’anno zero.

Merato – “Non penso che la Lazio si sia indebolita. Penso che abbia preso ottimi elementi; è il 64esimo mercato che faccio, qualche operazione c’è sempre che non va purtroppo in porto. Avevamo individuato un ragazzo dell’Inter (Frattesi, ndr), la Lazio poteva sostenere un prestito con diritto, poi ogni società fa le sue strategie. L’importante è non fare marchette. Qua non si fanno. Si prendono solo giocatori funzionali. Poi lo dirà il campo. Qualsiasi cosa fatta, è stata fatta in buona fede”.

Basic – “Lui e Marusic sono stati convocati dal sottoscritto. Marusic ha accettato e firmato seduta stante, il secondo ha preso un po’ di giorni per valutare le condizioni. Nel frattempo si prendono anche altri impegni, per cui si è andati avanti con altri. Per me non è un problema, al pari di Pedro e Vecino l’anno scorso. Quando sarà il momento vedremo se è nelle condizioni di rinnovare con la Lazio o meno. Quando parlo di esigenze, parlo di una visione totale di numeri. Mi sembra stia giocando con continuità”.

Ha pensato alle dimissioni? – “Stai dicendo che tutto questo disastro l’ha combinato Fabiani? La rosa più vecchia non l’ha creata Fabiani. Quando parli devi pesare le parole. Una volta siamo arrivati settimi e non siamo arrivati in Europa, un’altra volta sì. Alcuni giocatori, come Hysaj, non l’ha portati Fabiani. Fabiani ha preso Gigot. Così passa un messaggio che non è corretto. Se mi devo prendere le mie responsabilità, me le prendo. Dal mio avvento la Lazio è passata da 0 euro a 300 di parco giocatori. Se vai su Transfermarkt vedi cosa ha fatto la Primavera e la Women. Fatevele spiegare bene le cose”.

Fuori dal mondo Lazio c’è un caos incredibile: c’è un motivo per cui si è arrivati a questo? “Ho un ruolo ben preciso. Forse è giunto il momento di abbassare tutti i toni, è arrivato il momento di fare una class action e parlare. Anche con i tifosi. Non si può dire che qui c’è chi ha ragione assoluta e uno che ha torto. A me dispiace che questi ragazzi senza i tifosi ma non voglio entrare in questo meccanismo, ne sto fuori. Mi farò promotore con Lotito. Penso che c’è tutta la volontà di arrivare a una soluzione, non so quale possa essere”.

Consigli a Lotito? “Questa situazione non piace a nessuno, nemmeno a Lotito. Ho chiesto aiuto, cerchiamo di ricompattare, a partire da me. Se c’è un punto d’incontro”.

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STATISTICHE

Lazio, partenza preoccupante per Sarri: l’analogia con la stagione delle dimissioni…

Una partenza preoccupante per la Lazio di Maurizio Sarri. Tuttavia, non è la prima volta che i biancocelesti e il Comandante cominciano la stagione in modo negativo. Nella stagione 2023/2024, a metà della quale il tecnico diede le sue dimissioni, era iniziata nello stesso modo. Una sconfitta a Lecce, la caduta in casa contro il Genoa, il trionfo per 1-2 a Napoli, grazie alle reti di Luis Alberto e Kamada, e una dolorosa sconfitta per 3-1 contro la Juventus, era cominciata così quella stagione e non aveva trovato il lieto fine nemmeno al termine, infatti, la Lazio si era collocata al 7° posto con 61 punti, in seguito a 18 vittorie7 pareggi e 13 sconfitte e una media di 49 gol realizzati, 39 subiti e 13 clean sheet.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri: “Ecco perché ho lasciato e sono tornato… ora mi ritrovo senza mercato”

Sta per iniziare il Sarri bis: domani la conferenza, poi le visite e lunedì il ritiro.

Il suo ritorno alla Lazio è stata una scelta d’amore: lo ha ribadito più volte Maurizio Sarri. Ieri il direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni, attraverso i social, ha rimarcato questo concetto rivelando ciò che gli detto il tecnico toscano durante il Premio Sportilia 2025: “Non potevo lasciare il popolo laziale, il percorso non era stato completato”.

Sempre durante il Premio Sportilia 2025, riporta ancora il quotidiano, Sarri ha spiegato anche perché ha lasciato la Lazio a marzo: “Avevo problemi personali che non mi permettevano di dare tutto. Ora so di poterlo fare”. In quel periodo purtroppo il tecnico è stato colpito da importanti lutti e si è rifugiato nella famiglia prima di ricominciare a studiare. E proprio su questo Sarri scherza: “Negli ultimi due/tre mesi ho visto mille partite e studiato mille giocatori, ora mi ritrovo col mercato bloccato”.

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CALCIOMERCATO

Lazio-Tudor, titoli di coda: “Probabili dimissioni, la Lazio attende comunicazioni ufficiali”

 Igor Tudor e la Lazio si diranno addio. L’allenatore ha deciso di non proseguire la sua avventura a Roma, sponda biancocelste. Tante e troppe le divergenze in chiave mercato che si sono venute a creare con il presidente Lotito e il direttore sportivo Fabiani. La mancata conferma di Kamada è stata probabilmente la ciliegina sulla torta. Il croato, infatti, voleva il giapponese nella rosa del futuro. La Lazio, inoltre, non ha intenzione di smantellare la squadra fatta con Sarri, mentre Tudor voleva giocatori funzionali alla sua idea di calcio. Alla fine le parti non andranno avanti insieme. 

Lazio-Tudor, titoli di coda. Alberto Abbate del Messaggero ai microfoni di Radiosei: “La Lazio non ha ancora ricevuto nulla, non escludo la risoluzione. Igor Tudor sta valutando le dimissioni, ma ripeto, la Lazio non ha ancora ricevuto nulla. Notizia trapelata tramite l’entourage del tecnico. Sicuramente, a minuti, ci saranno novità. La Lazio e il tecnico viaggiavano su binari differenti, troppo. Così non si poteva continuare. Si dovrebbe voltare pagina a breve ed iniziare a pensare al sostituto”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri a Roma per le ultime firme dell’addio: Napoli e Fiorentina interessate

Avanti e indietro. Domenica Sarri era tornato a Castelfranco, oggi sarà di nuovo a Roma, ma per chiudere definitivamente il capitolo Lazio. Mau si è rinchiuso a riflettere in silenzio da quando si è dimesso. Martedì scorso aveva deciso di rinunciare a tutto (5,5 milioni netti) pur di andar via dopo il “tradimento”. La Lazio ha voluto riconoscergli comunque lo stipendio rimanente sino a giugno per ringraziarlo. Solo Martusciello è stato sollevato dall’incarico automaticamente con l’inserimento del nuovo secondo (Javorcic) di Tudor: quindi percepirà 400mila euro (compreso il 2025), a differenza del resto dello staff tecnico, pagato solo per i prossimi tre mesi (oltre i vecchi premi) dopo aver forzatamente rescisso. Sarri ha ringraziato i suoi cinque collaboratori (e non l’ex vice) per averlo seguito e oggi sarà con tutti loro all’ispettorato del lavoro per firmare l’ultimo foglio relativo agli accordi con la Lazio. C’è un manager americano che sta lavorando sul suo futuro: le strade di Mau portano al Napoli e alla Fiorentina, il Milan e l’Arabia restano sfumati, il Barcellona è il sogno.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano: “Dimissioni Sarri inaspettate, forse la situazione gli era sfuggita di mano. Contano sempre più i giocatori, spero nella Coppa Italia” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’

Bruno Giordano a Radiosei: “Dimissioni inaspettate, la separazione a fine stagione era lo scenario più gettonato. L’allenatore forse ha visto che gli era sfuggita la situazione di mano e si è fatto da parte. E’ chiaro che i problemi vengono da lontano, forse dall’anno scorso, quando ha dato la sensazione di essere insofferente ad alcune situazioni. Non so se sia perché abbia rilasciato alcune dichiarazioni o se perché arrivati al terzo anno, la sua gestione possa pesare sulla testa dei giocatori. E’ difficile in Italia avere cicli lunghi, sembra un po’ la situazione che si era venuta a creare a Napoli. E’ strano Gasperini che sta lì da 7 anni, è un’eccezione. Se la Lazio avesse 50 punti certamente sarebbe stata un’altra cosa. E’ una mia deduzione, posso pensare che il rapporto sia stato pesante. Martusciello? Non lo so, non ho avuto neanche il tempo di analizzare la situazione. Da lontano ho letto dei nomi che mi fanno anche male sinceramente. Andiamo avanti sperando che questi calciatori, cui do sempre più valore in positivo e in negativo, possano tirare fuori qualcosa di positivo”.

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FORMELLO

Lazio, Sarri saluta Formello: Lotito accetta le dimissioni, Rocchi in pole per la sostituzione

AGGIORNAMENTO 17,00 – Maurizio Sarri ha lasciato il centro sportivo di Formello con la sua macchina, si è dimesso da allenatore della Lazio. Fatale il ko di lunedì sera contro l’Udinese. Ultime ore tormentate all’interno della società biancoceleste, poi la decisione del tecnico comunicata alla squadra nel primo pomeriggio. La società ha accettato le sue dimissioni. Ora si attende il comunicato ufficiale. Klose, Rocchi e Tudor prime type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee per il sostituto.

La società pronta ad accettare le dimissioni. In pole c’è Tommaso Rocchi, defilato Klose.

Sembra ormai una storia orientata a chiudersi quella fra Sarri e la Lazio, con la dirigenza biancoceleste intenzionata ad accettare le dimissioni presentate oggi dal tecnico toscane. Il prossimo passo, con una stagione da portare a termine, è trovare un traghettatore che possa accompagnare la squadra fino a giugno. La società ha comunque bisogno di trovare un nome in fretta: qualcuno che conosca l’ambiente Lazio e sia una figura riconoscibile che accetti il ruolo di traghettatore.

Al momento tutti gli indizi portano a Tommaso Rocchi, l’ex bomber biancoceleste è attualmente impegnato con l’under 14 della Lazio. Si tratterebbe di una figura apprezzata all’interno dell’ambiente, già vicina a Lotito. Stando alle ultime indiscrezioni, Rocchi sarebbe atteso nel pomeriggio per un primo incontro con Lotito. Resta più defilata la figura di Miro Klose, che si direbbe disposto ad accettare un contratto fino a giugno ma ad ora non è ancora stato contattato.

Il profilo di Tommaso Rocchi

292 presenze e 105 reti in maglia biancoceleste, Tommaso Rocchi è un monumento nella storia recente della Lazio. Rientrato a Formello nel 2016/17 come allenatore della formazione dei Giovanissimi Provinciali è oggi sulla panchina della formazione U14 dei capitolini. Le sue aquile stanno volando alto questa stagione, con un primo posto ben saldo nel Girone C nel campionato di categoria. Il tutto è frutto di 22 vittorie e 4 pareggi in 26 partite, con la migliore differenza reti del torneo e indirizzati verso un trofeo che manca dal 2019.

Certo, il salto in prima squadra significherebbe fare i conti con un livello di gestione infinitamente più complesso e fare paragoni partendo da un campionato giovanile sarebbe inutile. Ma Rocchi, dalla sua, ha un chiaro vantaggio sugli altri nomi: alla Lazio è a casa sua. Una scelta alla “Inzaghi”, insomma, che venne promosso alla prima squadra proprio dal settore giovanile.

Da sciogliere poi anche l’eventuale nodo intorno al modello di gioco: Rocchi nella sua esperienza nelle giovanili ha usato spesso il 4-2-3-1. Si tratta di un modulo che la Lazio di Sarri non ha mai provato se non raramente. Anche qui da capire se Rocchi – nel caso in cui venisse appuntato come tecnico della prima squadra – porterà sul tavolo le sue type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee o deciderà di continuare sul solco tattico di Sarri per non snaturare i già magri equilibri presenti nell’undici di campo.

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SOCIAL

Dimissioni Sarri, tifosi della Lazio scatenati sui social: le reazioni

Una notizia che ha scosso il mondo Lazio quella delle dimissioni di Maurizio Sarri, con il popolo biancoceleste che si è diviso sui social. Se in molti ringraziano il tecnico per le emozioni vissute e i risultati ottenuti nelle sue prime due stagioni alla guida della squadra e per il cammino di quest’anno in Champions League, c’è anche chi è convinto che questa sia la soluzione migliore per invertire la tendenza e ridare linfa a una squadra ormai in piena crisi.

Lazio, tantissimi i tifosi dalla parte di Sarri

“Scusaci tutti mister. Volevi fare grande la Lazio, portarla dove merita. Nessuno ti ha capito. Ti battiamo le mani. Noi tifosi tutti in piedi, perché è così che si fa con i veri Laziali. Grazie per sempre”scrive un tifoso sui social dove sono numerosi i messaggi di questo tenore. Si va da “Grazie mister. Non ti meritavamo” fino a “È stato un onore averti avuto come allenatore. Grazie di tutto”, passando per “Sarri si dimostra fino alla fine persona di altra categoria”. Tantissimi quelli che sottolineano la “signorilità” del gesto compiuto dimettendosi e rinunciando dunque ai soldi garantiti da un contratto in scadenza nel 2025.

Una parte dei sostenitori critica il tecnico

Molti dunque i sostenitori biancocelesti che difendono il suo operato stigmatizzando invece quello del presidente Claudio Lotito, ma non mancano (anche se in minoranza) i tifosi critici nei confronti dell’allenatore toscano“La squadra lo ha abbandonato, la società pure. Non credo avesse altra scelta. Le colpe non sono sono le sue, ma anche le sue” scrive uno di questi sui social, mentre c’è chi sottolinea come “La storia tra Sarri e la Lazio era arrivata al capolinea. Rapporti gelidi, involuzione nel gioco e risultati sempre più deludenti: possono sorprendere le modalità con cui si arriverà alla separazione, non l’epilogo”.