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SERIE A

Svolta Lazio, espugnato il Gewiss: attenzione ed Isaksen mandano ko la Dea. E’ rilancio Champions (AUDIO)

Al Gewiss Stadium finisce 1-0 per la Lazio la gara valida per la 31esima giornata di Serie A: Isaksen manda ko l’Atalanta.

PRIMO TEMPO

Assenza e alternanze. Baroni a Bergamo comincia con Mandas tra i pali, Lazzari a destra, la coppia Gila-Gigot al centro e Tavares che si riprende la corsia sinistra; Belahyane dal 1′ sostituisce lo squalificato Guenoduzi al fianco di Rovella; sulla trequarti confermati gli uomini dell’andata: Tchaouna, Dele-Bashiru e Zacagni con Dia davanti. Poche emozioni e altrettante occasioni nei primi 45′: i padroni di casa si affidano a Lookman, i biancocelesti arginano i bergamaschi. Tegola poi al 34′ per i capitolini: Nuno Tavares, appena rientrato da uno stop, si ferma ancora; spazio quindi a Pellegrini. Scialbo primo tempo.

SECONDO TEMPO

La ripresa comincia con un cambio per Baroni: entra Isaksen, esce Tchaouna. Il primo squillo della partita è dell’Atalanta: provvidenziale Mandas sulla conclusione a botta sicura di Retegui. Dopo qualche minuto di sofferenza la Lazio fa l’1-0: Mandas serve direttamente Dele-Bashiru che fa l’assist per Isaksen. La Dea prova a farsi pericolosa, i biancocelesti rispondono bene soprattutto con Gila. Al 68′ altre due sostituzioni per Baroni: esordio per Provstgaard e spazio anche a Noslin, mentre lasciano il campo Gigot e Zaccagni. All’84’ fuori Dia, e spazio a Vecino per mettere in cassaforte il risultato. Nel finale l’Atalanta tenta il tutto per tutto ma la Lazio risponde presente ed espugna il Gewiss Stadium: vittoria di misura, preziosa per la classifica.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – L’assessore Valesini: “Così abbiamo realizzato il sogno della Gewiss Arena. Lazio al Flaminio? Giusto investire ma serve la volontà politica” – (AUDIO)

Francesco Valesini, assessore del Comune di Bergamo alla rigenerazione urbana, pianificazione urbanistica, edilizia privata, patrimonio, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei per parlare della realizzazione della Gewiss Arena.

 

“E’ stato un parto lungo e travagliato ma con soddisfazione, risultato per nulla scontato se pensiamo al dramma del Covid. E l’abbiamo fatto grazie alla coincidenza di volontà tra l’amministrazione, con la continuità elettorale della giunta e tra la proprietà. Ci sono state modifiche di natura urbanistica, come la doppia variante urbanistica, sia l’alienazione dello stadio”.

 

“Abbiamo riqualificato lo stadio, dando luce a spazi esterni che prima erano di fatto abbandonati. Abbiamo iniziato ad occuparcene nel 2015-2016, abbiamo voluto sempre giocare a Bergamo, tranne nel primo intervento nel 2019 quando siamo emigrati per qualche gara a Reggio Emilia. Le difficoltà sono di tipo amministrativo perché siamo stati i primi a cedere un impianto comunale. Il bando lo abbiamo realizzato nel 2017, cui aveva partecipato anche l’Albinoleffe. Nel bando abbiamo inserito un disciplinare che garantisse la continuità degli investimenti nell’impianto”.

“Dalla cessione abbiamo incassato, come Comune, 8,7 milioni di euro. Abbiamo preferito venderlo perché mantenendo il diritto di superficie avremmo incassato 45000 euro l’anno. La Gewiss è un valore aggiunto per la città. Lo meritano anche la squadra e i suoi tifosi. Bergamo sta crescendo, basti pensare anche al contributo dato dall’aeroporto. Io vidi lo stadio nel 2014, l’ultimo grande intervento fu del 1992. Ricordo lo spogliatoio, sembrava da campo d’oratorio”.

“Il Flaminio alla Lazio? Siamo su terreni diverso ma anche a Bergamo c’erano dei vincoli a abbiamo dovuto vincere diverse rincorsi. Prima abbiamo demianalizzato lo stadio, poi ogni Comune fa i suoi calcoli. Per quanto avvenuto negli ultimi anni, anche se Roma fa un po’ a sé,  gli impianti hanno bisogno di risorse di privati. Per ottenere il risultato però serve in primis la volontà politica. Poi a Bergamo la Giunta non ha cambiato colore e questo ha aiutato perché bisogna rispettare norme e procedure che per essere soddisfatte necessitano di tempo”.