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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Giudice: “Lazio e indice liquidità: ecco cosa si può fare” – (AUDIO)

L’esperto di economia, Alessandro Francesco Giudice, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei per parlare di indice di liquidità e delle sue conseguenze per il mercato della Lazio.

“L’indice di liquidità (IDL) misura la capacità di una società di far fronte e necessità economico nel periodo di 12 mesi. Per quest’anno il parametro è 0,7, per diventare 0,8 l’anno prossimo”.

“L’azionista può intervenire investendo capitale personale. Diversamente un club può comprare per la cifra che incassa. Sul parametro zero vale la stessa regola? In linea di massima credo si possa fare perché la norma non ga specifico riferimento al solo ingaggio”.

“L’indice di liquidità viene comunicato alla Co.Vi.Soc a fine maggio e a fine novembre. Sulla base di questo si decide se poi una società può fare liberamente mercato o meno”.

“L’aumento di capitale comporta sempre un investimento dell’azionista di maggioranza. Diversamente un’azionista può effettuare un finanziamento soci, ovvero un prestito. Quindi è rischioso per un presidente investire personalmente. I parametri economici FIGC sono tra i più blandi in Europa, soprattutto in Premier i controlli preventivi sono più rigidi. In Spagna la Liga vige una sorta di Salary Cap. La verità è che in Italia le sanzioni non ci sono e in ogni caso non hanno incidenza sull’iscrizione ai campionati”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Lotito rassicura sull’indice di liquidità e si difende: “Casi ad arte per delegittimarmi. Lo sponsor…”

[…] Il problema dell’indice di liquidità è già stato risolto, così Lotito: «Il 31 maggio vi accorgerete quanto sta bene la Lazio, in attivo di 35 milioni. Quello è un paletto stupido inserito dalla Figc. Tutti i lavori dell’Academy a Formello sono stati già pagati e coperti con i soldi della società, non facendo mutui o debiti come fanno altri club. Ecco perché si è abbassato l’indice di liquidità, un limite provvisorio che dura 8 mesi, a cui ho sempre posto rimedio di tasca mia per pagare stipendi e tutto il resto. Chi invece accumula debiti per 10 anni – e c’è chi ne ha per 550 milioni – non intacca la contabilità e paga solo multe, quando nemmeno si dovrebbe iscrivere al campionato. Un paradosso assoluto».

La realtà è spesso diversa da ciò che appare all’esterno: «È stato fatto girare un video in Parlamento dove sembrava che io dormissi. In realtà avevo solo gli occhi chiusi mentre parlava De Laurentiis. Guarda caso appena finito il discorso, ho preso parola e sono intervenuto contro la Giustizia Sportiva. Vengono creati casi ad arte per delegittimarmi, perché da anni porto avanti le battaglie nel calcio. Si parla tanto dello sponsor per aumentare ricavi, ma non dimenticate che la Lazio lo aveva trovato prima che arrivasse il veto sulle agenzie del Betting ed è il caso di tornare indietro». Il Messaggero

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SERIE A

Indice liquidità: depositata anche la documentazione della Lazio

AGGIORNAMENTO – In perfetto stile Lazio (sul filo di lana) ma regolarmente depositata in federazione tutta la documentazione per dare vita alla verifica dell’indicatore finanziario utile all’iscrizione dei prossimi campionati. Ora la situazione patrimoniale al 31 marzo 2022 sará oggetto di analisi da parte della Covisoc ed in caso di “irregolarità” nel rapporto tra attività correnti e passività ci sarà un ultimo step da rispettare per la seconda consegna.

A poco più di tre ore dalla scadenza, prevista per mezzanotte – a quanto apprende l’Ansa -, tutte le società di A, tranne la Lazio, hanno depositato la documentazione richiesta per la verifica del contestato indice di liquidità (rapporto tra attività disponibili e debiti a breve termine), calcolato sulla base della situazione patrimoniale al 31 marzo 2022.

L’indice è stato introdotto dall’ultimo Consiglio Federale come “primo impegno – aveva dichiarato Gravina – di un programma pluriennale verso il risanamento del calcio italiano” ed è condizione necessaria per l’iscrizione al prossimo campionato.Nonostante il ricorso inoltrato dal presidente della Lega di Serie A, Lorenzo Casini, quindi, la quasi totalità dei club ha ottemperato a quanto richiesto dalla Figc. (ANSA).