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SERIE A

Lega, Lorenzo Casini è il nuovo presidente

Lorenzo Casini è il nuovo presidente della Lega Serie A. Nella votazione avvenuta nella mattinata di oggi, il capo di gabinetto del ministero della Cultura ha ottenuto 11 voti, 8 contrari e un astenuto. Dopo le tre fumate nere nelle scorse settimane, finalmente è arrivata quella bianca. A breve il neo presidente della Lega Serie A Casini rilascerà le prime dichiarazioni.

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POLITICA SPORTIVA

Lega di A: manovre pericolose con vista sul commissariamento

Venerdì 11 marzo potrebbe essere il D-Day per il nuovo presidente della Lega di A, ma all’orizzonte si addensano nubi di tempesta. Non il solito bailamme sulla scelta del papabile (che c’è eccome), ma grossi problemi di ordine giuridico che pesano sulle spalle dei due nomi sui quali nelle ultime ore sembrano essersi polarizzati e coagulati gli interessi dei 20 potenti di A.

Parliamo di Lorenzo Casini e Andrea Abodi. Al di là delle competenze in materia di pallone evidentemente sbilanciate a favore di Abodi grazie ai 7 ottimi anni di presidenza di Lega di B, per entrambi ci sono problemi di eleggibilità.

Problemi ovviamente da valutare e non aprioristicamente ostativi, ma decisamente rilevanti.

L’art. 53, comma 16-ter introdotto nel Decreto Legislativo n. 165/01 ad opera della legge n. 190 del 2012 (c.d. legge anticorruzione) introduce il concetto di pantouflage nell’ordinamento italiano. In buona sostanza i dipendenti che negli ultimi tre anni di servizio hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni, non possono svolgere nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell’attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri.

Andrea Abodi è presidente dell’Istituto di credito sportivo, banca di diritto pubblico di proprietà all’80% del MEF.

Lorenzo Casini è capo di gabinetto al MIBACT. Entrambi dunque lavorano per la pubblica amministrazione con incarichi di primo piano.

Se per il primo il pantouflage sarebbe evidente perché l’Ics serve proprio a finanziare società sportive come quelle di serie A, che infatti ne hanno già beneficiato, per il secondo la situazione è leggermente più sfumata, seppur critica. Critica comunque, perché è vero che tra MIBACT e serie A non c’è rapporto diretto automatico, ma ci sono molti ambiti nei quali i soggetti privati (le squadre di A) potrebbero essere destinatari positivi delle attività del MIBACT stesso.

La situazione è piuttosto ingarbugliata anche perché la norma appena analizzata presenta profili ancora dibattuti. Ad esempio essa non esplicita quale sia l’ente col potere di irrogare la sanzione in caso di violazione.

Davanti a questo scenario, chi si frega le mani in attesa del giorno del giudizio è il presidente della Figc Gravina.

Nel caso in cui dovesse essere impugnata e sospesa l’elezione di uno dei due nomi proprio per le incompatibilità succitate, o se dovesse ritirarsi dalla corsa Abodi e non essere eletto Casini proprio per gli stessi timori, il commissariamento da parte della Figc sarebbe quasi automatico, con Gravina stesso nella veste di commissario.

Qualcuno ha voglia di scommettere un centesimo?

Alessio Buzzanca

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SERIE A

Lega, votazione rimandata: i dettagli

La Lega Serie A ha deciso di prendere ulteriore tempo per scegliere il nuovo presidente. I club riuniti in assemblea hanno rinviato il voto, la data concordata è quella del 24 marzo, per eleggere il nuovo presidente, 45 giorni dopo la prima assemblea elettiva. Nel caso in cui non si dovesse arrivare all’elezione, la Figc nominerà un commissario straordinario. Sono tre i candidati: Lorenzo Casini (capo di Gabinetto del Ministero della Cultura), Mauro Masi (ex DG della Rai) e Lorenzo Bini Smaghi (economista). Oggi – in sede – si è presentato il solo Casini. Nulla di fatto, la Lega resta momentaneamente senza Presidente.

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POLITICA SPORTIVA

Assemblea elettiva di Lega: altra fumata nera

Ancora nulla di fatto per l’elezione del presidente della Lega di A.

I presidenti delle società della massima serie hanno appena votato per decidere il successore del dimissionario Dal Pino, ma il risultato è stato di 19 schede bianche e una per il presidente di Confindustria, Bonomi.

Bisognerà attendere ancora due settimane per capire chi guiderà la Serie A, ma già nei prossimi giorni le società cercheranno di convergere su un nome da portare alla prossima assemblea elettiva.

Alessio Buzzanca

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POLITICA SPORTIVA SERIE A SOCIETA'

Lega di A: fumata nera per il nuovo presidente

La prima assemblea elettiva andata in onda oggi a Milano è finita con un nulla di fatto. Ancora non maturi i tempi per l’elezione del nuovo presidente in sostituzione del dimissionario Dal Pino, emigrato negli Usa. Diciassette schede bianche su venti hanno tumulato la seduta odierna.

Ciò che emerge è che i presidenti stiano cercando un profilo più politico che manageriale per la guida della Lega (che sia d’immagine, ma senza disturbare troppo), mentre Gravina gradirebbe di più un manager che rispondesse ai suoi input. I nomi caldi sono quelli di Casini (che ha declinato), Veltroni, Alfano.

Lotito all’uscita dell’assemblea si schermisce: “Se nominiamo il nuovo presidente? Non lo so, va chiesto a chi comanda. Io non comando, non decido niente”.

Il secondo round non andrà in scena prima di sette giorni.

L’unica cosa certa è che i ritardi stanno facendo alzare i battiti del presidente della Figc Gabriele Gravina che già con Dal Pino ancora in sella, aveva dato l’ultimatum alla Lega di A per l’adeguamento dello statuto (osteggiato e respinto dalla Lega stessa). “O si allineano o si va al commissariamento” aveva tuonato. Con all’orizzonte la data della preconvocazione del Consiglio federale del 16 febbraio come linea di confine prima della decapitazione.

Ora, senza una guida, la Lega appare indebolita e facile preda per le faide esterne e interne.

Alessio Buzzanca

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SERIE A

Lega, Dal Pino si dimette

Il presidente della Lega di Serie A, Paolo Dal Pino, si dimetterà oggi, secondo quanto ha appreso l’Ansa. Dal Pino, che è negli Stati Uniti dalle vacanze natalizie, ha preso la sua decisione e la ufficializzerà in giornata con una lettera. Alla base della scelta di Dal Pino, che è alla guida della Lega da due anni, la sua volontà di trasferirsi definitivamente con la famiglia a vivere negli Usa.


TEMPISTICA— Dal Pino avrebbe maturato la scelta a inizio gennaio, ma ha deciso di procrastinare l’addio di qualche settimana per gestire la difficile fase di inizio anno con le partite rinviate per Covid e la riduzione della capienza degli stadi a 5 mila spettatori.
Gazzetta.it

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POLITICA SPORTIVA

Polemica Lega di A-Figc: Gravina minaccia il commissariamento

Velenosa risposta di Gravina alla missiva dell’Ad della Lega di A De Siervo che certifica lo stato di guerra fredda tra la Federazione e la Lega: “Devo evidenziare l’imbarazzo e lo sconcerto – tuona Gravina – con la quale questa Federazione è venuta a conoscenza che nella giornata di sabato 29 gennaio 2022 è stata inviata dalla Lega Serie A alla sottosegretaria allo sport e al presidente del Coni una nota avente ad oggetto ‘Modifica dei principi informatori degli statuti e delle Leghe’ che riportava in calce i nomi delle venti società appartenenti alla Lega di A ma non la sottoscrizione dei relativi rappresentanti delle stesse”.

Gravina continua lamentando che così facendo è stata data “alle massime autorità governative e sportive l’immagine di un’evidente lacerazione nel nostro sistema. Lacerazione che non giova alle iniziative della Federazione nell’interesse del sistema calcio e della Lega”. 

Nella missiva inviata dalla Lega di A al sottosegretario allo sport Valentina Vezzali e al presidente del Coni Malagò, la proposta della Figc viene definitiva come “non conforme al diritto”.

La Lega inoltre asserisce di non poter ricevere limitazioni alla propria autonomia “se non in presenza di motivi d’interesse pubblico”.

Alessio Buzzanca

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GIUSTIZIA SPORTIVA POLITICA SPORTIVA SOCIETA'

La Lega vince: Salernitana, Udinese e Torino in campo

La Lega di Serie A ha vinto tre dei quattro ricorsi al Tar presentati contro i provvedimenti delle Asl locali. Campania, Friuli Venezia Giulia e Piemonte hanno dunque liberato dalla quarantena i giocatori di Salernitana, Udinese e Torino. Confermata invece la quarantena per il Bologna dal Tar dell’Emilia che domani non potrà giocare in casa del Cagliari. Solo 2-3 giocatori più Mihajlovic avrebbero fatto la terza dose, e due avrebbero ricevuto la prima la scorsa settimana.

Alessio Buzzanca