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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri unico top alla portata: mossa ideale per la piazza e per un mercato con pochi soldi


(…) Lunedì il ds ha fatto preparare ai suoi collaboratori un resoconto di numeri e statistiche per dimostrare come Baroni avrebbe potuto fare meglio con l’organico in mano: lo ha presentato nell’incontro con Lotito per convincerlo a richiamare Sarri, nonostante gli ultimi attriti (soprattutto sul mercato estivo) prima dell’addio. Dopo due settimi posti consecutivi (senza Europa, l’ultimo è un fallimento), la Lazio non può permettersi altre scommesse con allenatori emergenti come Vieira, Klose, Almeyda, Farioli o Gilardino. Non convince del tutto l’ex Conceicao, dopo il flop a Milano. Fabiani ha preso informazioni su Thiago Motta e teme il suo carattere rigido. Sarri è l’unico tecnico top alla portata della Lazio: richiamarlo è la mossa perfetta per placare la rabbia di un popolo ripiombato nella contestazione e nello sconforto. È bastato infatti paventare il suo ritorno per riaccendere sigarette sui social e tanto entusiasmo. Fumo denso per i tifosi, ma anche per le tasche vuote della Lazio. Un romantico dietrofront di Sarri sarebbe propedeutico alla permanenza di tanti big scontenti e al 4-3-3 collaudato: nei piani del club, non comporterebbe chissà quale esborso su un mercato che sarà problematico, senza i minimi introiti della Conference a bilancio. Mau si era detto disponibile a ripartire dai giovani in un nuovo ciclo. Conosce il resto della squadra e, senza Coppe, sarebbe l’allenatore ideale per il rilancio il prossimo anno e per placare il malcontento di una piazza che teme un ulteriore ridimensionamento (…). Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, dubito che Sarri si faccia convincere dalle nuove promesse di Lotito” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Quello che sta accadendo nella Lazio l’ho anticipato da mesi. La Lazio del senatore Lotito è ferma, chi ti stava davanti si è ulteriormente allontanato, chi ti stava dietro ti ha sorpassato o affiancato. C’è un caos disorganizzato in questa società. Quando si parla di Sarri, la prima cosa che mi viene in mente è se accetterebbe di non fare un ritiro in montagna, ma a Formello. Spogliatoio ripulito? Si, ma i risultati dicono che da un settimo posto sei passato ad un altro settimo posto. Su Sarri sono molto scettico, un conto è avere Immobile, un altro è avere Tchaouna. Ho dei dubbi sul fatto che possa accettare, non so se si farà convincere. La cosa fondamentale sono i giocatori, il problema più grande è trovare i soldi per rifare la squadra.

Sarri è rimasto scottato da certe promesse non mantenute, ora non so cosa potrà pensare o se crederà alle promesse di oggi. Dal punto di vista tecnico, il centrocampo della Lazio non mi sembra molto calibrato per lui. Manca palleggio ed elementi a lui ideali. La difesa è rimasta la stessa che già aveva e non so quanto Dia possa rendere da centravanti puro. Certo che il suo ritorno mi piacerebbe, vorrebbe dire che qualche garanzia tecnica c’è”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, iniziata la trattativa con Sarri con l’ostacolo Atalanta. Il tecnico ha preso atto e tempo. Alternative Gattuso e Scaloni” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Adesso la Lazio è concentrata su Maurizio Sarri. Prima c’è da fare un passaggio fondamentale, la separazione con Baroni che ha un contratto fino al 30 giugno 2026. Prima si chiuderà questo capitolo con l’incontro tra Baroni e Lotito tra oggi e domani, nel frattempo il presidente ha chiamato Sarri dopo che i rapporti erano già stati riavviati da Fabiani. In questo momento è lui la scelta, le restanti sarebbero alternative. I presupposti per un suo ritorno ci sono, poi è chiaro che in un eventuale incontro tra le parti ci sarebbe da chiudere i conti con il passato e trovare convergenze per il futuro.

Il grande ostacolo è l’Atalanta. Ho contezza della stima, della passione del direttore sportivo della Dea, D’Amico, per Sarri. Gasperini andrà via da Bergamo, quello che deve decidere Percassi, ora, è se dare continuità al progetto tecnico di Gasperini con un allenatore simile o se assecondare la stima del proprio direttore nei confronti del toscano. Sarri ha preso atto con felicità della volontà di Lotito, ha preso atto ma prende tempo per capire come si svilupperà il domino delle panchine.

Le alternative principali, in caso di ‘no’ di Sarri, sarebbero Gattuso e Scaloni. Adesso il lavoro è su Sarri, ma Lotito e Fabiani sanno benissimo che il suo ok non è scontato. E’ normale lavorare su più tavoli. Fino a ieri mattina, l’entourage di Sarri non era al corrente di questa concreta intenzione da Formello. Quello che sapeva era legato all’Atalanta, poi nella serata di ieri è iniziata la trattativa con la Lazio“.

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CALCIOMERCATO

Lazio-Baroni, accordo d’addio: salta il terzo tecnico in 15 mesi

Si è presa ancora qualche ora di tempo la Lazio prima di comunicare una decisione che ormai è stata presa. Le strade tra i biancocelesti e Marco Baroni si divideranno e sarà una separazione consensuale visto che anche il tecnico è pronto a una nuova esperienza. Sull’ex tecnico di Verona e Lecce è forte il Torino, che presto saluterà Vanoli e Cairo è pronto a ripartire proprio da Baroni, offrendogli un contratto triennale. Per questo la Lazio non andrà con l’esonero, si troverà un accordo per risolvere il contratto in essere fino al 2026 così da poter dare il via libera al nuovo corso. Ieri sono state ore frenetiche a Formello, con il direttore sportivo Angelo Fabiani e il club manager Alberto Bianchi al lavoro e il presidente Lotito che è stato in continuo contatto per dare il via a quello che sarà il progetto 2.0 della Lazio dopo il tentativo (fallito) con Baroni.

Un fallimento non tanto per Baroni in sé, alla fine il suo lo ha anche fatto ottenendo quattro punti in più rispetto allo scorso anno con una squadra con meno esperienza, meno personalità, meno qualità e con un monte ingaggi decisamente inferiore. Ha pareggiato il piazzamento dello scorso anno, la sfortuna ha voluto che lo scorso anno il settimo posto valeva l’Europa League, quest’anno ti esclude dalle coppe. Sfortuna che però la Lazio si è cercata, come dimostra la sola vittoria casalinga nel girone di ritorno e gli undici punti raccolti nelle 12 partite interne giocate da dicembre in poi. Troppo poco se vuoi lottare per obiettivi importanti. Finisce così con il terzo cambio di allenatore in 15 mesi, con una separazione consensuale dopo due dimissioni e il miglior modo per cancellare tutto, secondo la società, è ritornare proprio a 15 mesi fa. Fabiani infatti spinge per il ritorno a Formello di Maurizio Sarri.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Sarri, ritorno kolossal. La chiamata di Lotito: “Ora puoi fare il tuo calcio”. Ma c’è anche la Dea…

Il grande ritorno, sarebbe da kolossal. La Lazio e Sarri tra sogno e realtà. Un amore da sogno finito a marzo 2024, un sogno d’amore che può ricominciare. Difficile da immaginare fino a ieri, più credibile che mai oggi. Di Fabiani l’idea, condivisa con Lotito. Congedato o quasi Baroni, il diesse ha sondato il Comandante. E ieri sera Lotito lo ha chiamato. Per adesso è titubante, ma anche tentennante. Sarri è rimasto legato alla Lazio, andò via per un’incredibile congiunzione di fattori contrari: le sconnessioni di gioco e spirito della squadra dopo il secondo posto da record, dopo un mercato carente e divergente. C’era lo spogliatoio bollente, i senatori ribelli remavano contro, vicende familiari dolorose avevano colpito Mau dentro. Pesi insostenibili che lo spinsero a dimettersi il 12 marzo 2024, reduce dal ko interno con l’Udinese. Sarri è libero, ma da mesi il suo nome vortica nel mercato degli allenatori. Prima il Milan, poi la Roma, anche Bologna Fiorentina, fino all’AtalantaGasperini è vicino ai giallorossi e la Dea può pensare al Comandante. Il diesse D’Amico lo teneva in corsa per portarlo al Milan, poi è stato scelto Tare. C’è un legame forte con Sarri, una reciproca stima. Mau vuole aspettare di capire cosa succederà a Bergamo, con un occhio segue le vicende del Bologna, ma Italiano è già blindato sulla parola, si aspettano le firme. Vuole riflettere e decidere bene. Lotito e Fabiani non molleranno la presa, proveranno a convincerlo a tornare confermando lo stipendio da 4 milioni netti, con i bonus, percepito l’ultimo anno. Si è aperto un casting clamoroso, mai il presidente aveva pensato ad un cavallo di ritorno. Nonostante ripetute punzecchiature non s’era lasciato da nemico con il Comandante e questo lo ha convinto a proporgli il ritorno.  

Corriere dello Sport

Poche parole per provare a convincerlo: “Ho ripulito lo spogliatoio dopo il tuo addio, ora puoi fare il tuo calcio”, come riportato da Il Messaggero. Il presidente della Lazio ha iniziato a pressare il tecnico per un suo clamoroso ritorno, l’addio di Baroni ormai è scritto. È già pronta l’offerta: proposto un biennale (con opzione fino al 2028) a tre milioni, esclusi però gli ingaggi del suo vecchio staff tecnico a cui andrebbero aggiunti 1-2 elementi, come scrive il quotidiano. Il Comandante aspetta ancora ad accettare definitivamente, in ballo ci sono le panchine di Atalanta e Bologna. Ma il patron vuole avere un sostituto pronto. E Mau si è detto disponibile a ripartire dai giovani con un nuovo ciclo dopo le dimissioni date a marzo 2024.Non si esclude il ritorno. Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Sarri, suggestione ritorno: Fabiani spinge, ha già sondato lo spogliatoio. Ma Lotito…

Dal sogno Champions all’inferno in un attimo: Caporetto in casa contro il Lecce e addio all’Europa dopo otto stagioni di seguito. Il finale da incubo rischia di non lasciare scampo a un altro triste epilogo fuori dal campo. Scende il gelo fra Baroni e la Lazio: «La società sa se mi deve esonerare oppure no. Dovremo vederci e decidere il futuro», le ultime parole del tecnico, sondato dalla Fiorentina (ma ora Palladino è in Conference al suo posto) e altrettanto incerto sulla sua volontà di restare a Formello. Domani e giovedì ci sarebbero due slot liberi da impegni per fissare l’incontro, ma non è escluso possa slittare alla prossima settimana per prendere tempo. Infatti, da ieri Lotito e Fabiani giurano in coro: «Stiamo metabolizzando lo choc di una debacle, che ha dilaniato una stagione più o meno positiva. Le riflessioni sono in corso». Tradotto: sono già alla ricerca di un eventuale sostituto. Chiamatele pure prove di divorzio da Baroni, perché prima va valutato cosa offre il mercato. È questo il vero nodo, mica i miseri 1,3 milioni d’ingaggio rimanenti sino al 2026, il contratto per un solo altro anno. Dopo due settimi posti consecutivi (senza Coppe, l’ultimo è un fallimento), la Lazio non può permettersi altre scommesse con allenatori emergenti come Vieira, Klose, Almeyda, Vanoli, Farioli o Gilardino. Italiano piace tanto, ma sembra destinato a rimanere a Bologna, se non dovesse raggiungere Tare a Milanello.

A proposito: nella lista di gradimento c’è l’ex Sergio Conceição, ma soprattutto Thiago Motta, in cerca di rilancio dopo i flop sulle panchine di Milan e Juventus. Lotito pensa in grande, addirittura all’amico Allegri, vicino al Napoli e pura utopia considerate le ambizioni e lo stipendio. In realtà, basterebbe che il patron dimenticasse gli ultimi attriti sul mercato dopo il secondo posto, mettesse da parte l’orgoglio e andasse a Castelfranco a richiamare Sarri per placare la rabbia di un popolo ripiombato nella contestazione e nello sconforto. Il progetto del Comandante si era bruscamente interrotto, ma ora anche lui andrebbe convinto a risposarlo, soprattutto prima che arrivino offerte più allettanti da altre piazze, già sullo sfondo. Lotito non ama i cavalli di ritorno, sa che dovrebbe offrire a Maurizio garanzie, ma Fabiani spinge da mesi per questa soluzione, a tal punto da aver già sondato in gran segreto anche gli umori dello spogliatoio.

Un clamoroso e romantico ritorno di Sarri potrebbe infatti essere propedeutico alla permanenza di tanti big (vedi Romagnoli e Guendouzi) già con le valigie in mano e a un mercato, che seguirà ancora la linea dello svecchiamento, a maggior ragione senza nemmeno i minimi introiti della Conference a bilancio. Mau aveva detto di essere pronto a lanciare i giovani in un nuovo ciclo, prima di essere costretto alle dimissioni a marzo 2024. Fabiani è convinto che il Comandante avrebbe valorizzato questo organico e potrebbe farlo – a maggior ragione senza Coppe – il prossimo anno. Senza assumersi chissà quali responsabilità sugli ultimi acquisti, infatti, la società non è da tempo soddisfatta di Baroni per la gestione della rosa, la stessa che sino a gennaio aveva invece vinto in lungo e in largo, dominato in Europa prima di perdersi fra troppi gol presi, sconfitte e pareggi amari all’Olimpico. Secondo il club non c’entrano i giocatori (sempre gli stessi, spremuti), ma la guida che non ha saputo gestire il successo, ha smesso di incidere e ha perso il controllo del gruppo. La debacle contro il Lecce all’ultima giornata è stata solo la ciliegina sul disastro, come espressamente enunciato in un comunicato: «Chiediamo scusa ai tifosi per questo finale di stagione che ha compromesso, irrimediabilmente, quanto di buono era stato costruito». Lotito però non vuole prendere ancora decisioni affrettate, preferisce avere un quadro più chiaro prima di vedere Baroni e mettere un punto. Se la Lazio non avrà nulla di meglio in pugno, occhio all’improvviso dietrofront. Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Baroni? Ma non era ‘straordinario’?. Si cambiano gli allenatori per non cambiare nulla” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

«In attesa dell’incontro tra Baroni e la società, io mi aspetto ben poco. Abbiamo capito che il problema qui non è mai stato l’allenatore ma il mercato dei giocatori. Il tecnico è un micro-problema, il macro è la squadra. Do poco peso alle dichiarazioni di Fabiani e Lotito, Baroni veniva definito straordinario. Un conto è ciò che si dice, un conto è ciò che c’è dietro. Non mi interessa del cambio di allenatore, i cambi che dovrebbero esserci sono altri, in campo i calciatori e in società. Si cambiano gli allenatori per non cambiare nulla. Lotito parlò e disse di aver mandato via i mercenari e aver tenuto uomini veri. Adesso si parla di giocatori che non hanno onorato l’ultimo impegno contro il Lecce. Addio? Non credo sia stata decisiva l’ultima, la pentola bolliva da molto tempo»

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio-Baroni, addio consensuale. Sarri ipotesi in piedi, opportunità Conceiçao” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Vi confermo quanto già detto, sarà divorzio tra Baroni e la Lazio. Si va verso una separazione consensuale, credo domani ci sarà l’incontro. Mi piaceva l’idea di aprire dei cicli lunghi ed importanti con dei tecnici, ma da un po’ di tempo questo a Formello non si riesce più a fare. Anche su questo bisogna riflettere. Tendo a pensare che l’allenatore lo consiglia il direttore sportivo, ma il parere vincolante è quello di Lotito. Non credo che questa tendenza dipenda esclusivamente dal passaggio da Tare a Fabiani. E’ da gennaio che facciamo riferimento al corto-circuito tra Baroni ed il direttore sportivo, sono state le stesse dichiarazioni di quest’ultimo dell’epoca a sottolineare le avvisaglie.

Le parole di Baroni dopo il Lecce? Il suo riferimento alla motivazione di alcuni giocatori ha dato molto fastidio all’interno dello spogliatoio. Poi è un problema che non si pone a livello di rapporti visto che dal giorno dopo c’è stato il rompete le righe. Lui è convinto che alcuni fossero già in ferie, un’accusa molto grave alla professionalità dei giocatori. Il probabile addio, però, non è assolutamente da addebitare a questa vicenda. La divergenza riguarda la gestione di alcuni momenti e giocatori, oltre che questioni di natura tattica.

Successore di Baroni? In attesa delle notizie, il mio preferito in assoluto è Conceiçao. La sua lazialità è forte, è un tecnico bravo, ha carisma e personalità, non costa tantissimo. Al Milan non ha funzionato nulla, qualsiasi altro tecnico in questa stagione avrebbe fallito. Il ritorno di Sarri non è assolutamente fantascienza, è un’ipotesi in piedi, una pista che non va trascurata”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Lotito ottimo imprenditore, ma deve diventare tifoso. E sul possibile ritorno di Sarri…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Calo di rendimento per la qualità della rosa, per gli infortuni, la condizione fisica, l’atteggiamento mentale: ci sono tante concause per questo finale deludente.

A gennaio non hai rinforzato, nel tempo non hai fatto lo step di crescita: il presidente è un ottimo imprenditore, con i conti ok, ma dovrebbe essere più tifoso altrimenti si arriva alla rovina dell’ambiente. Un investimento va fatto per la funzionalità, per l’ambiente stesso.

Presidente Lotito, diventi un po’ più tifoso! Il rischio d’impresa c’è ovunque, ma on si piò non rischiare mai nulla.

Il ritorno di Sarri? Sarebbe un po’ come ‘tappare un buco’, ma andrebbe bene, purché cambi il modo di cominciare e non dia alibi a tutti. Come allenatore è bravo”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, caro Lotito serve una società all’altezza non parole” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La partita con il Lecce è stata sbagliata dall’inizio, c’è stata in campo una squadra svogliata. I nodi sono venuti al pettine, il padrone della verità è il tempo. La Lazio che doveva arrivare tra il sesto e l’ottavo posto ha chiuso al settimo posto, ma l’ha fatto nel peggiore dei modi. La gente dimentica, ma ci sono delle massime di Lotito e Fabiani che tornano. Alcuni esempi, ‘se i tifosi vogliono Greenwood mettano i soldi, abbiamo un nome dieci volte più forte. Io parlo di calcio e non di pallone, sto costruendo l’Accademy ed una chiesa, io sono il più bravo di tutti, il mercato lo faccio io, a gennaio ho preso tre giocatori ed ora nessuno parla, io parlo di calcio e voi di pallone, ho mandato via i mercenari e preso uomini veri’. Caro presidente, se vuole una squadra vincente deve creare una struttura societaria all’altezza, deve fare investimenti veri e mettere i soldi. Le squadre vincenti si fanno con gli investimenti, non con le idee che neanche sono buone. La politica dei tecnici e del mercato non cambierà, inutile illuderci. Quello che conta è capire cosa sta davvero accadendo alla Lazio”.