“Non è scritto da nessuna parte che una piccola perda con una squadra più forte. L’Italia con la Macedonia è un esempio calzante. La Lazio ha giocato molto bene, ha sfruttato molto le fasce laterali, ha preso subito in mano il gioco. Ciro è tornato al gol, così ha zittito tanti chiacchieroni che sono in giro. La Lazio ha vinto meritatamente, ha fatto davvero una bella partita. Marusic ha fatto un grande gol, tecnico e potenza fisica. Quando vedo giocare la Lazio, da tecnico la prima cosa che mi viene in mente è come riesce a trovare spunti sulle corsie esterne. Bene anche nell’atteggiamento, la lezione del derby per il momento è servita“.
“Favini – grande maestro di calcio e dei settori giovanili – mi ha sempre detto una cosa: bisogna partire dalla tecnica, non dalla tattica. La ricerca dei giovani talenti, la selezione dev’esser fatta sotto il punto di vista squisitamente tecnico, perché è così che crescono i giocatori: divertendosi. Oggi vediamo ragazzini che imparano il 4-4-2 prima di saper trattare il pallone, abbiamo perso qualche passaggio fondamentale che – invece – dovrebbe essere il vero nocciolo della questione”.
GENOA-LAZIO
“Partita difficile da pronosticare. La Lazio è estremamente superiore, guardando le formazioni non ci sarebbe storia. Il Genoa di Blessin però ha cambiato marcia, soprattutto nell’esposizione del gioco. I rossoblù sono riusciti a mettere in difficoltà formazioni importanti e tutto parte da un pressing asfissiante, continuo. A Genova c’è un entusiasmo particolare, come se domenica fosse una finale di Champions. I nuovi proprietari hanno anticipato novità importanti per la squadra nel futuro prossimo e questo ha riacceso qualcosa nella piazza. L’ultimo mercato ha portato volti nuovi che si stanno integrando bene. Ostigard è un prospetto interessante, può essere l’antidoto a Milinkovic nel gioco aereo. Amiri tecnicamente molto dotato, ha motivazioni forti perché negli ultimi anni non ha fatto bene, dopo esser stato vicino alla Nazionale maggiore tedesca. Sono giocatori che si stanno mettendo in mostra e hanno potato una miglioria tecnica al Genoa”.
BLESSIN
“E’ stato bravo a mettere mano alla fase difensiva con successo, mentre offensivamente vediamo un Genoa più propositivo, anche se ci sono stati pochi gol. Molto dipende dalle qualità dei singoli, è chiaro che avere uno come Immobile è fondamentale per concretizzare tutte le occasioni che vengono prodotte. Destro ha fatto 9 gol nel girone d’andata, poi si è un po’ spento. Sarri? Bisogna tenerselo stretto, è un rivoluzionario in un calcio malato e può portare la Lazio ai livelli che merita”.
“La difficoltà della prossima gara della Lazio sarà tattica, il Genoa subisce poco, hanno solo Badelj a metà campo che costruisce. Sarà così fino alla fine contro le squadre che devono salvarsi. Non esalterei il lavoro di Blessin. Sento sopravvalutare gente che non si conosce, per poi ridimensionare il lavoro dei nostri allenatori. Secondo me restano i migliori. Il Genoa ha 22 punti come il Venezia”.
“Luis Alberto out? Lo spagnolo i fa preferire a Basic, anche perché la Lazio ama ribaltare il campo e i suoi passaggi sono spesso decisivi. Sarà una partita più fisica del solito ‘però, quindi la robustezza di Basic è un elemento importante. A me lui piace, è strutturato, ma se gioca poco è difficile che prenda il ritmo e che assimili quegli automatismi necessari per giocare al meglio. Si intravedono spunti interessanti per la sua crescita, anche se finora non abbiamo avuto modo di farci un’idea completa su di lui. Gioca troppo poco per valutare anche la personalità, a mio avviso. Quando entri a gara in corso e vuoi dimostrare tanto è difficile rendere al meglio, ma va detto che quando è entrato non ha mai fatto danni. Ha buone geometrie e senso dell’inserimento, ma visto con continuità. A volte giudichiamo troppo presto dei giocatori, mi ricordo i commenti su Lulic dopo la prima partita, a San Siro. Detto questo il paragone con Milinkovic non regge, è un giocatore completamente diverso”.
GENOA-LAZIO
“In attacco darei continuità a Felipe Anderson e Zaccagni, anche perché Pedro mi da garanzie a gara in corso, sa entrare bene in partita e può darti personalità e giocate”.
GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“Questa squadra ha dei problemi di motivazione e mentalità. Il derby è stato un esempio, Sarri ha provato a prepararlo togliendo pressione alla squadra, evidentemente non è riuscito nell’intento. E’ vero anche che lui prima della gara ha parlato di necessità di giocarlo con lucida tensione, parliamo di un difetto che fa parte della mentalità di alcuni calciatori di questo gruppo da tempo. Nel derby sono stati alcuni dei calciatori più importanti a mancare da questo punto di vista”
“Genoa-Lazio banco di provaper capire se la Lazio ha imparato la lezione? Ce lo chiediamo spesso, la realtà è che questo gruppo ha un problema che riguarda la continuità di rendimento mentale. Non abbiamo risolto i problemi vincendo con una buona squadra come il Sassuolo che faceva a meno di Berardi e Lopes. La Lazio ha giocato bene, con le giuste motivazioni, ma abbiamo anche rischiato di prendere qualche gol. Il problema non è superato dopo questa vittoria, i giudizi vanno dati sempre a lunga scadenza. Qui si passa da un eccesso all’altro nel giro di novanta minuti. La storia dice che la flessione è sempre dietro l’angolo. Ora c’è il Genoa, da quando è arrivato Blessin è diventata una squadra da battaglia. E’ un piccolo Hellas”.
Flessione Atalanta
“L’Atalanta è in flessione perché il calcio è sempre in evoluzioni e le altre ti prendono le misure. Vale per tutti. Inoltre Gasperini ha sempre fatto a meno di calciatori importanti per infortunio e non ha più Gosens. Credo sia stata un po’ affrettata la cessione a gennaio, potevano tranquillamente l’estate. E’ un insieme di cose, ha condizionato anche l’impegno in Champions“.
L’ex capitano della Lazio, Stefano Mauri, ospite in studio a ‘Non Mollare Mai’ nel pomeriggio di Radiosei: guarda il video ed ascolta l’audio integrale!
“C’è stata una bella reazione con il Sassuolo, non si può dire nulla sulla prestazione della Lazio. Purtroppo hanno vinto anche le altre concorrenti per la zona europea, bisognerà combattere fino alla fine. Le due settimane di sosta sono state importanti per superare il contraccolpo del derby, si è visto contro una squadra ostica e di qualità. Lazzari? L’ho difeso quando era criticato giocando nel suo vero ruolo. Con la sua velenosità e con la sua velocitàpuò fare la differenza. Ha caratteristiche molto offensive, delle sbavature dietro si possono perdonare. Con le dovute accortezze si può imparare. Con predisposizione mentale e volontà si può migliorare, ci si può completare. Anche Marusic non è un vero e proprio terzino, eppure anche lui si sta adattando”
“La Lazio deve crederci, sono molto concentrato su Genoa, sarà complicata. Sarri dopo la gara ha detto tutto, se non vai a Marassi con l’atteggiamento giusto si rischia di essere travolti. La Lazio deve crederci in questo senso, serve una grande motivazione per questo finale di stagione. Il senso è quello delle finali, tutte hanno grandi motivazioni, soprattutto le squadre che devono salvarsi.
Pertugio Champions
L’ambiente deve crederci, ma soprattutto la squadra. I giocatori principali della squadra pensano anche ad altro rispetto all’obiettivo Europa League. Vogliono restare agganciati al treno, ma ci vuole una squadra molto motivata. Deve essere bravo il mister, la società e i tifosi stessi a tenere sulla corda tutta la squadra, anche coloro i quali sono destinati ad andare via. Lo sprint finale deve essere pieno di stimoli. Bene ha fatto Lotito di riunire la squadra dopo la vittoria con quella cena, bisogna lottare con tutte le forze anche per il pertugio Champions che si è riaperto”
ALBERTO DALLA PALMA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“La Lazio rivede l’Europa, con il Sassuolo è stata una bella e netta vittoria. Sappiamo che veniva da un derby difficile da digerire, la reazione che voleva Sarri c’è stata. Prestazione intensa e ben giocata, poteva finire anche con un margine di gol superiore. L’immagine che mi resta è Immobile che lascia il campo scuro in volto. Quello che è accaduto in nazionale l’ha colpito molto, in una situazione psicologica normale avrebbe segnato e staccato Vlahovic. Ora la Lazio deve aiutarlo assolutamente dal punto di vista psicologico, ora deve puntare sui suoi grandi obiettivi e quelli di squadra. L’obiettivo resta l’Europa League”
Champions quasi impossibile
“Io dico che questa fantomatica corsa Champions è stata determinata dalle sconfitte con Napoli e Roma. Sono stati i due stop decisivi per non poter sognare in grande. Potenzialmente Fiorentina ed Atalanta sono avanti alla Lazio. Non sarà facile neanche conquistare l’Europa League. I numeri dicono anche che da settembre la Lazio non batte una big“