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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Patania: “Lazio, ora attenzione anche alle responsabilità dei giocatori. Rischio alibi pericoloso…” (AUDIO)

FABRIZIO PATANIA (Corriere dello Sport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Si parla di tutto e di più, come è giusto visto che è stata la Lazio a provocare il dibattito. Si è innescato il dibattito anche su quanto Sarri possa migliorare il lavoro di Baroni, ma il tema riguarda anche quanto ci siano le condizione affinché i giocatori tirino fuori tutto ciò che è nelle proprie possibilità. Per alibi precostituiti o per mancanze di società, in passato ho visto squadre non esprimere tutto quello che avrebbero potuto. Questo è un rischio che deve interessare tutti, dal club ai tifosi. Ho la sensazione che dopo ci si possa nascondere dietro altre mancanze. In questo momento delicato, la squadra ha il dovere di fare il massimo per poter poi, magari a gennaio, riprogrammare il futuro anche attraverso il mercato. Bisogna tenere botta, è una necessità, soprattutto da settembre a dicembre. E questa è soprattutto una responsabilità dei giocatori che devono mettere in secondo piano l’aspetto personale. Molti di questi giocatori dovrebbero baciare a terra per giocare nella Lazio. Non si possono fare sconti alla società e non verranno fatti, ma noto che si parla poco di questo aspetto”.

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CALCIOMERCATO PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Mercato Lazio bloccato anche con l’Europa. Mandas? Può partire per 30 milioni” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ambizioni Lazio? Quando qui arrivavano i campioni si chiedeva lo Scudetto, c’erano pretese, a volte anche esagerate. Ad oggi come può il tifoso laziale ad ambire allo Scudetto, con il mercato bloccato e con le risorse limitate di Lotito.

Con l’Europa avremmo avuto il mercato bloccato, la fotografia era al 31 marzo, è stato fatto un errore e non sarebbe cambiato. La Lazio sapeva che quando ha acquistato Belahyane, Provstgaard e Ibrahimovic sarebbe stato un rischio, ma c’era la assoluta necessità di centrare l’Europa. Mandas? La Lazio sta chiedendo 30 milioni per cederlo, una cifra fuori mercato, altrimenti rimarrà. L’aspetto tecnico non va sottovalutato, va tutelato il patrimonio, non si può iniziare la stagione solo con Provedel».

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CALCIOMERCATO PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Questa Lazio costa troppo per questa proprietà. Mancano soldi e struttura per trovarli” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Differenze di aspettative e pretese dell’ambiente Lazio rispetto a quello della Roma? Chi è che prende in giro la piazza, l’informazione della Roma o quella della Lazio? Secondo me quella della Roma, visto che i commenti e gli approfondimenti sulla Lazio si basano addirittura su un blocco di mercato. Dopo sei partite di campionato, per fare un esempio, Pisilli è stato convocato in nazionale. Da quel momento ha giocato poco e male nella Roma. Eppure mi ricordo fosse stato subito apostrofato come il ‘Pupino’. Francamente mi sembra una narrazione eccessiva. E’ un tema interessante, ci sono troppi giovani giornalisti che sono passati dalla Curva Sud alle redazione dei giornali. La narrazione deve essere per forza positiva, perché la Roma fa vendere, la Lazio no. Parliamoci chiaramente, c’è una crisi dell’editoria, serve vendere e per farlo bisogna sparare dei nomi da dare in pasto. Il tifoso si illude e compra, mentre quello della Lazio neanche può affrontare il tema mercato.

Ora è giusto far capire anche ai giocatori l’importanza di assumersi delle responsabilità per la prossima stagione. Quando accadrà, però, che la società si assumerà la propria responsabilità senza scaricare colpe verso stampa, allenatore, tifosi. La situazione economica della Lazio è molto difficile. Il problema della Lazio, anche a gennaio e tra un anno, sarà il rapporto tra quello che costa e quello che produce. Le entrate non bastano. La soluzione sarebbe quella di fare un aumento di capitale che il club non farà. L’alternativa sarà cedere giocatori e continuare a tagliare i costi. Ripeto, questa Lazio costa troppo per questa proprietà. Non solo questa società non ha i soldi per porre rimedio, ma non ha neanche la struttura per trovarli”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri tecnico e parafulmine: per una volta i giocatori prima del gioco

Per una volta partirà dai giocatori prima che dal gioco. Maurizio Sarri, costretto dai blocchi di mercato e da tutti gli eventi che si sono abbattuti sulla Lazio, deve dimostrare più di quanto ha sempre saputo fare. Non basta il magnetismo del sarrismo per guidare questa Lazio che non gli somiglia per niente e non si può sostituire. Deve attingere a tutta la sua carica, a tutta la sua energia mentale, per costruire una squadra monoblocco, per tirarla fuori dall’incubo, per tenerla unita, per evitare che non si nasconda dietro l’alibi del non mercato, dei mancati rinnovi, dei casi in sospeso. Allenatore e parafulmine, addomesticatore di problemi, comunicatore e galvanizzatore. Maurizio rischia di dover assumere più ruoli. Ma lui è un uomo di calcio, le altre funzioni non le ha mai praticata a fondo. Gli tocca farlo per amore della Lazio.

Mau è arrivato mercoledì a Formello furente. Del blocco di mercato aveva saputo dopo la firma del contratto, come se non bastasse è stato spiazzato dalla conferenza stampa che la società aveva organizzato a porte chiuse a sua insaputa, poi rinviata a fine ritiro. Sbollita la collera, sperando che non si creino altri equivoci, il Comandante ha dato il via al raduno, avvenuto ieri a Formello. Ha incrociato i giocatori arrivati uno dopo l’altro nel Lazio Lab per effettuare le visite. Li ha salutati affettuosamente, prepara il discorso collettivo, incisivo ma stringato, che farà lunedì ad inizio ritiro. «Ora tocca a noi. Diamo tutto, tutti insieme, pensiamo solo al campo», è il senso del messaggio che Sarri vuole trasmettere. Non possono esserci scuse nonostante quanto stia accadendo, non ci si deve sentire inferiori agli altri nonostante tutto. Chiederà il massimo a ogni giocatore in mancanza di rinforzi. Gli acquisti sono riacquisti. C’è bisogno di un forte senso di appartenenza, va ricreato un clima positivo, bisogna tirare fuori più di quanta energia ci sia dentro ognuno. Sarri è sempre stato e sempre sarà un allenatore di poche parole, non proprio un comunicatore dentro lo spogliatoio. Ha preferito prevedere un discorso collettivo e non colloqui singoli, spera basti per infiammare la partenza. Il resto avverrà in campo. Corriere dello Sport

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Sarri-Insigne, colloqui nel vuoto: i tempi per lo sblocco sono lunghi e l’esito incerto

I colloqui proseguono, anche se è altissimo il rischio che finiscano nel vuoto. Sarri fa l’allenatore-diesse e parla ancora con il pupillo Insigne, svincolatosi dopo un triennio a Toronto, perché ha ricevuto l’ok da Lotito. Lorenzo piace a Parma e Udinese, ed è stato sondato anche dalla Fiorentina, ma preferisce aspettare la Lazio. Addirittura il 34enne napoletano sarebbe disposto a ridurre le pretese iniziali d’ingaggio a 2,5 milioni pur di tornare a lavorare col maestro Mau. Così sembra tutto liscio, ma il tecnico (già arrabbiato dal primo giorno del suo sbarco a Formello per le omissioni sul mercato e le modalità della conferenza rinviata a fine ritiro) è inconsapevole di poter rimanere di nuovo di stucco, perché illuso che il club entro il prossimo weekend avrà riscontri sulla possibilità di tesserare un parametro zero subito dopo la sessione estiva del mercato. Non è così purtroppo, le chance sono pari a zero e ve lo abbiamo già spiegato. Con il nuovo regolamento (in vigore dal 1 luglio), il “costo del lavoro allargato” rimarrà l’unico parametro che andrà ripianato nella trimestrale del 30 settembre, ma il nuovo organismo di controllo dei conti (che si avvarrà comunque dei collaboratori della Covisoc) dovrà prima esaminarlo almeno dopo quella data (e in teoria dopo il 30 novembre) per decretare lo sblocco totale o parziale del mercato. Non solo. Ciò che in molti trascurano è infatti il rischio serio che, se il deficit non sarà stato ripianato del tutto ma risanato in parte, in inverno saranno comunque possibili solo acquisti a saldo zero: in quel caso, senza una cessione o un’uscita di un ingaggio dal bilancio, non sarebbe possibile far entrare in anticipo (novembre o dicembre) nemmeno uno svincolato.

IL TORMENTO ESTIVO
C’è la volontà di Insigne di attendere, ma sino a quando? «Bisogna sedersi a un tavolo e capire. La Lazio ha il blocco del mercato, una situazione complicata, ma vedremo. Per me tornare a lavorare con Sarri sarebbe un piacere e un onore, perché lo stimo come persona e come tecnico», aveva ammesso Lorenzo al Messaggero allo sbarco a Fiumicino già lunedì scorso. Mau lo vorrebbe perché ha bisogno di una mente fine in attacco. Il Comandante sa che il napoletano ha 34 anni, non predilige i giocatori avanti con l’età, ma cerca soluzioni in fondo al tunnel cieco in cui è sprofondato il mercato della Lazio. «Negli ultimi due-tre mesi ho visto mille partite, mille giocatori, e non possiamo prenderne nessuno», il tormento di Sarri, da quando lo scorso 25 giugno ha scoperto lo stop agli acquisti della Covisoc. Il Messaggero

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Oddi: “Tutto dipende da Sarri e dalla squadra. Bene la difesa, ma davanti…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Questi primi giorni di lavoro sono i più importanti. 

I nostri ritiri più lunghi? I primi di Maestrelli, doveva conoscere l’ambiente. Lavoravamo 15-18 giorni.

Se Sarri è rimasto è perché si fida di questi giocatori e in parte li conosce anche. Ora dipende tutto da lui e dalla squadra, inutile pensare alla faccenda societarie. La rosa buona ce l’abbiamo, non giocare le coppe per il tecnico può essere utile.

Lì davanti faremo fatica, sulla difesa Sarri lavora bene anche se lo scorso anno abbiamo preso troppe reti e c’è sicuramente da rivedere qualcosa.

I risultati sono quelli che contano. È fondamentale partire bene. Mi fido di questi giocatori”.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, da Simic a Karetsas: i nomi nella lista di Sarri rimandati a gennaio (sblocco permettendo)

[…] C’era l’ok di Mau ai due obiettivi che abbiamo sbirciato mercoledì, arenati dentro la talent room di Formello, in quel foglietto del club manager, Alberto Bianchi, con accanto il curriculum anagrafico, fisico e tecnico: Jan-Carlo Simic, jolly di difesa 20enne, serbo (con passaporto tedesco) ex Milan, ora all’Anderlecht, e Giovanni Fabbian, mezz’ala 22enne del Bologna, già richiesto dal tecnico nella sua prima avventura alla Lazio. Ma ci sono altri nomi fatti da Sarri, ormai rimandati a gennaio, sempre che siano ancora sul mercato: l’enfant prodige del Genk, il 17enne greco Konstantinos Karetsas per il centrocampo e il 19enne danese Adam Daghim del Salisburgo per l’attacco, di cui aveva parlato anche col ds dell’Atalanta D’amico. Non c’erano solo gli affermati Raspadori e Oyarzabal, se fosse partito Castellanos. Oggi l’unica flebile speranza è avere Insigne per trovare altri gol. Il Messaggero

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APPROFONDIMENTI

Lazio, Cataldi un anno dopo: come il blocco e Sarri hanno riscritto la sceneggiatura

Un ritorno che non può passare inosservato. Danilo Cataldi rientra a Formello e lo a un anno circa da quell’addio decisamente rumoroso che aveva fatto discutere in casa biancoceleste. La società aveva deciso di rompere col passato e pur di cedere Cataldi accettò un prestito gratuito dalla Fiorentina decidendo di non sostituire il regista classe ’94. Il sostituto arrivò sei mesi dopo con l’acquisto di Belahyane nelle ultime ore del mercato invernale, il regista romano avrebbe dato un contributo importante e sarebbe servito anche per le liste, sia in Serie A che in Europa League. Dodici mesi dopo sono cambiate diverse dinamiche, a cominciare dal ritorno di Maurizio Sarri in quel di Formello con il tecnico toscano che ha dato il via libera per la permanenza di Cataldi. Il mercato bloccato ha fatto il resto, alla Lazio serviva un centrocampista in più e il rientro dal prestito del regista rappresentava l’unica opzione percorribile per aumentare il numero di centrocampisti in rosa. Tuttomercatoweb.com

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, tutto su Sarri: il suo valore aggiunto è una necessità

Il vero acquisto dei biancocelesti quest’anno è il ritorno del tecnico toscano.

Torna Sarri e ritorna anche l’entusiasmo dei tifosi, ma solo in parte. Solo in parte perché la situazione in casa biancoceleste appare complicata a causa del blocco del mercato e il fatto di essere fuori dalle competizioni europee sicuramente non ha aiutato i tifosi ad essere ottimisti.

Il Comandante ha il compito più arduo: provare a sistemare una situazione delicata di cui neanche era al corrente. Come sottolinea il Corriere dello Sport, Sarri ‘deve’ raccogliere l’appello die laziali e far tornare a battere il cuore dell’Olimpico: si può costruire un’altra favola fuori tempo anche senza arrivare primi.

I sostenitori biancocelesti si affidano a lui che è tornato, nonostante tutto, per il legame che ha avuto con il popolo laziale. Ricaricare i “vecchi” e aiutare i “nuovi” ad entrare nei suoi meccanismi: queste le priorità del tecnico toscano… che diventano necessità.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, il confronto con Fabiani ed il passo indietro della società sulla presentazione di Sarri” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“C’è curiosità per capire chi sostituirà Retegui dopo la cessione in Arabia. L’Atalanta che è molto forte su Lucca, anche se in casa avevano un giocatore come Piccoli che è stato riscattato dal Cagliari. Avendo ora quasi 70 milioni di euro in più, potrebbe provare ad evitare la cessione di Ederson.

Con il direttore Fabiani ieri Formello c’è stato un confronto con i giornalisti circa la scelta di presentare Sarri in quella modalità incomprensibile. Da subito abbiamo avuto la sensazione netta che ci sarebbe stato un ripensamento da parte del club. Poi c’è stato il comunicato in cui è stato ufficializzato il rinvio della presentazione dopo il ritiro, con lo stesso Sarri che non avrebbe accettato questa tipologia di presentazione. Tutto rinviato a fine luglio, dunque. Diciamo che sarà l’occasione per poter trattare anche temi di campo in chiusura di preparazione e per avere la possibilità di un confronto anche con Lotito. Il passo indietro magari era inevitabile, ma non c’è mai niente di scontato. Il punto è che, non solo la società, anche l’ambiente tutto, tifosi in primis, avrebbe dovuto avere l’opportunità di accogliere ed avere un contatto con Sarri.

Se la Lazio ha intenzione di ripartire, dovrebbe farlo puntando anche sui dati che arrivano dalla campagna abbonamenti (a ieri circa 15 mila tessere rinnovate, ndr). In un contesto come quello di oggi non è un particolare poco rilevante”.