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Jacobs e Fedez si separano

E’ indubbiamente una strana coppia quella tra Fedez e Marcell Jacobs. Talmente strana che si è separata prima ancora del viaggio di nozze.

Il campione olimpico prima di diventare famoso aveva firmato un contratto di gestione dell’immagine con la Doom, agenzia di Fedez gestita dalla mamma Anna Maria Berrinzaghi. “Fiero di lavorare al tuo fianco, orgoglio italiano” il messaggio scritto dal rapper dopo il trionfo nei 100 metri, ai Giochi di Tokyo.

Ma 5 mesi dopo è rottura totale. Jacobs ha rescisso unilateralmente il contratto, firmandone uno nuovo con la società inglese -ma di proprietà dell’italiano Luca Oddo- X-Hybrid, lamentando insoddisfazione per la gestione del post Tokyo. Già pronto per Jacobs un ruolo da Ambasciatore dell’Italia, per promuovere il paese nel modo, con l’accordo con il ministro del turismo Massimo Garavaglia.

Gli avvocati della Doom di Fedez hanno portato il caso in tribunale sostenendo che il contratto debba essere rispettato sino alla scadenza di settembre 2022 e chiedendo un risarcimento.

Alessio Buzzanca

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Da Castore a Mizuno: il punto sul nuovo sponsor tecnico

“Entreremo in Germania, Italia e Spagna seguendo la nostra strategia, pur essendo consapevoli delle sfumature che sono sempre presenti nei mercati locali”. Così Tom Beahon, co-fondatore dello storico brand inglese ‘Castore’. L’obiettivo – dunque – è quello di sbarcare sul mercato del ‘football’ europeo, di affermarsi. Qualche mese fa, il marchio fu accostato alla Lazio. Il club biancoceleste si separerà da Macron al termine della stagione e dovrà selezionare un nuovo sponsor tecnico. Castore sembrava una delle scelte papabili, così come Mizuno – brando che sembra essere favorito sugli altri – secondo le prime indiscrezioni. In Italia si era parlato del Napoli – oltre alla Lazio – ma i partenopei stanno lavorando dalla scorsa estate in sinergia con ‘Emporio Armani’. Nelle prossime settimane dovrebbe esserci l’annuncio, Mizuno sembra – ancora – essere in vantaggio.

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Lazio e Binance: NFT for dummies

Non aspettatevi una guida tecnica a questo tipo di token, né un manuale di istruzioni per investire, ma in pochissime righe proveremo a rendere comprensibile l’utilizzo dei Non Fungible Token – NFT giustappunto – per i meno addentro. Gli esperti sono avvisati e possono cliccare altrove. La scorsa primavera la casa d’aste inglese Christie’s ha venduto un’opera d’arte nel solo formato digitale (e dunque non tangibile) a quasi 70 milioni di dollari. Un costosissimo NFT che ha fatto balzare all’altare delle cronache questo strumento elettronico. Gli NFT sono token (letteralmente gettoni, come ad esempio le criptovalute) che vengono custoditi in portafogli virtuali. La cosa che li differenzia dai normali token è che non sono fungibili, cioè non sono replicabili né scambiabili alla pari. Ciascuno è unico, irripetibile e “firmato” digitalmente col nome del proprietario. In buona sostanza chiunque acquisti un NFT, acquista un file di cui diventa unico proprietario. Esempi? Un meme, un’opera d’arte, un video, della musica. Gucci ad esempio ha lanciato delle sneakers virtuali che possono essere acquistate e utilizzate come accessorio (sempre virtuale, ma a pagamento) nelle foto, nei selfie o nei video da postare sui social o per vestire i personaggi nei giochi di realtà virtuale. Ovviamente come ogni file anche i NFT sono duplicabili, ma la differenza sta nel fatto che il proprietario del NFT è sempre rintracciabile, e può reclamarne in maniera indubitabile il diritto all’utilizzo esclusivo e remunerato. Persino gli Uffizi di Firenze si sono lanciati in questo mercato e hanno venduto una riproduzione ad elevatissima risoluzione del Tondo Doni di Michelangelo a 70mila euro. Ma sono numerosi i siti come ad esempio Rarible che fungono da mercati virtuali per artisti emergenti. Ovviamente i NFT si acquistano in criptovaluta e non in euro o in dollari. A New York sta per aprire Flyfish club, un sushi restaurant di extra lusso il cui accesso è consentito solo ai titolari di uno dei due livelli di NFT che costano rispettivamente 2,5 o 4,25 Ether (criptovaluta di Ethereum), cioè 7.000 o 12.000 euro circa. In cambio, oltre ad accessi privilegiati alle varie lounge, anche alcune opere d’arte digitali esclusive da poter ostentare. Ovviamente questi NFT sono garantiti da blockchain cioè da registri digitali tenuti insieme da un “cervello” fatto di una moltitudine di computer messi in rete, il cui mostruoso consumo energetico è uno dei punti deboli di questa economia parallela. Anche la Lazio tramite il colosso Binance è entrata in questo mondo ed è già possibile acquistare NFT con video o fotografie dei nostri beniamini. Sono in molti a pensare che a certi livelli di scambio e di cifre si tratti di una bolla speculativa e secondo il Financial Times, la maggior parte dei collezionisti di NFT non è riuscita a guadagnare, anzi nemmeno a recuperare il capitale investito. Non parliamo naturalmente di chi acquisti la foto hi-res del colpo di tacco di Milinkovic contro la Salernitana, ma di investitori da centinaia di migliaia di dollari in opere d’arte. Non si sa se i NFT dureranno e se saranno un grande affare o solo roba da collezionisti e da ricchi annoiati. Ma questo vale per (quasi) tutto il metaverso.

Alessio Buzzanca

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Djokovic a un bivio

Dopo il respingimento alla frontiera australiana e la conseguente esclusione dagli Open, per il tennista serbo è in arrivo un’altra grana. Se vorrà partecipare al Roland Garros in programma dal 16 maggio prossimo, non avrà altra scelta che sottoporsi all’inoculazione dell’odiato (da lui) vaccino. Il ministro per lo sport francese Roxana Maracineanu ha fatto sapere che non appena la legge verrà promulgata -. è questione di giorni – diventerà obbligatorio il pass sanitario per qualsiasi manifestazione pubblica. Spettatori, atleti professionisti, praticanti, francesi o stranieri, nessuno farà eccezione: tutti dovranno essere vaccinati per accedere agli impianti a qualsiasi titolo. Djokovic farà lo Slam al contrario?

Alessio Buzzanca

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Aumento dei contagi: le due opzioni per gli stadi

Torna lo spauracchio stadi chiusi o con capienza ridotta per il calcio. L’aumento dei contagi Covid in Italia sta infatti facendo riflettere il Governo sulle prossime misure, che potrebbero riguardare anche lo sport e il calcio.
La prima ipotesi, emersa ieri, riguardava l’obbligo di tampone anche per i vaccinati per accedere agli impianti sportivi, così come per cinema e teatri. Ipotesi che, secondo il Corriere della Sera, sarebbe stata presa in considerazione ma al momento accantonata.
Tuttavia, spiega Repubblica, ci sarebbe una seconda opzione più pesante: il ritorno alle gare a porte chiuse – o a capienza ridotta – nel calcio. Alternativa che il Governo preferirebbe evitare, con un approccio più cauto rispetto a quanto avviene ad esempio in Germania (dive alcune gare si disputano già a porte chiuse) perché si rischierebbe di affossare i conti della Serie A. Le decisioni più importanti, però, arriveranno per gennaio. Calcio e Finanza

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Addio alla Svizzera dopo sette anni: Petkovic è il nuovo tecnico del Bordeaux

Dopo sette anni Vladimir Petkovic lascia la panchina della nazionale svizzera per diventare l'allenatore del Bordeaux, con cui ha firmato un contratto di tre anni. La federcalcio elvetica annuncia di aver "esaudito il desiderio" del bosniaco che nei giorni scorsi aveva chiesto la rescissione del contratto per intraprendere una nuova sfida con il club francese, trovando un accordo sia con Petkovic sia con il Bordeaux.    "Siamo tristi che Vladimir Petkovic ci lasci – dichiara il presidente dell'Asf Dominique Blanc – siamo comunque molto grati per i sette anni molto buoni e di successo che Vlado ci ha regalato come allenatore della Nazionale. Oltre ai molti bei momenti durante la nostra collaborazione, rimarranno sempre impressi i risultati e le emozioni vissute durante lo scorso Europeo", chiuso ai quarti, dopo aver eliminato la Francia ai rigori. Non a caso, il Bordeaux ha ufficializzato l'ingaggio ammettendo che l'annuncio "non renderà necessariamente felici alcuni tifosi francesi, ma almeno farà piacere ai nostri sostenitori". L'ex allenatore della Lazio, che con la Svizzera ha raggiunto la qualificazione per tre fasi finali di grandi tornei e per le Final Four della Nations League 2018/19, ha ringraziato la Asf, augurando alla nazionale di centrare la qualificazione ai Mondiali, un percorso avviato con due vittorie. Sotto la guida del direttore della nazionale, Pierluigi Tami, spiega ancora la nota, l'Asf sta già lavorando intensamente per trovare un nuovo ct, che "presenterà a tempo debito".

raisport.rai.it

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Campagna anti-Covid: in Premier si va verso l’obbligo di vaccinazione per i club

Si va verso l'obbligo di vaccinazione anti-Covid per calciatori e staff delle squadre di Premier League. La soluzione, a quanto riferisce il Daily Mail, dovrebbe essere varata dal governo britannico per mettere al riparo il grande sport da un nuovo eventuale lockdown invernale. In Italia una simile iniziativa viene considerata impossibile per questioni legali da vari attori del calcio, nonostante più di un giuslavorista consideri legittimo da parte del datore di lavoro esigere che il dipendente si vaccini, anche senza un provvedimento legislativo ad hoc. Per ora, in Serie A non si va oltre le raccomandazioni, come dell'Associazione italiana calciatori in una lettera inviata lunedì ai propri iscritti: vaccinatevi – è il senso del messaggio – per tutelare voi stessi, i vostri compagni di squadra e le vostre famiglie. Sullo stesso concetto stanno insistendo a voce i dirigenti dell'Aic anche nelle visite di questi giorni all'interno dei ritiri delle squadre di Serie A che si stanno preparando all'inizio della nuova stagione. A spanne, in ogni gruppo ci sono 1-2 giocatori No Vax, ma il caso dello Spezia dimostra che bastano e avanzano per accendere focolai. Uno scenario contro cui gli inglesi starebbero per prendere contromisure, secondo l'indiscrezione del Daily Mail: per il tabloid nelle linee guida di prossima approvazione da parte del governo britannico, nell'ambito della completa riapertura degli stadi del campionato inglese, verrà inserita anche una norma valida dal primo ottobre per giocatori, allenatori e dirigenti. Al momento solo due dei venti club della Premier League hanno vaccinato tutti i loro tesserati. Nella scorsa stagione alle società veniva richiesto di sottoporli a due test molecolari settimanali per garantire il regolare svolgimento del campionato. Se verrà confermata l'indiscrezione – per ora federcalcio inglese e Premier non commentano – fra poco servirà il Covid Pass, come ai tifosi di Euro 2020 che dovevano dimostrare la doppia dose effettuata da almeno 14 giorni. I club inglesi finora sono stati restii ad organizzare vaccinazioni speciali per i propri tesserati per evitare l'accusa di cercare favoritismi o saltare la coda, ma di fronte alla scadenza d'ottobre dovranno affrettarsi dal momento che il programma vaccinale inglese prevede un intervallo di tempo di otto settimane tra la prima e la seconda iniezione. In merito al passaporto vaccinale richiesto ai tifosi, la Premier League si è già espressa a favore, convinta della utilità e della praticità del documento nella gestione sicura degli impianti. Resta, però, da verificare la reazione dei giocatori – sottolinea il Mail – dal momento che non sarebbero pochi, soprattutto tra i più giovani, quelli titubanti di fronte alla vaccinazione.

ansa.it

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SuperLega, gol del Tribunale di Madrid: “La Uefa non può sanzionare chi ha aderito al progetto”

La Superlega batte un altro colpo. Il Tribunale di Madrid ha confermato che la UEFA non può agire contro la sua società controllante, A22 Sports Management. Come riporta Marca, la Federcalcio europea ha chiesto che la società non fosse presente nella causa dei dodici club fondatori contro la UEFA stessa. Tuttavia, sul tema si è mosso con una nuova ordinanza il magistrato Manuel Ruiz de Lara, che già lo scorso 1° luglio aveva invitato la UEFA ad astenersi dall’escludere i club fondatori dalle competizioni da essa stessa organizzate, sottolineando che farlo implicherebbe «l’irrogazione di sanzioni pecuniarie e anche la possibilità di incorrere in un reato di disobbedienza all’autorità giudiziaria». In questo modo la giustizia intende, in base all’articolo 13 del codice di procedura civile, che «mentre un processo è pendente, può essere ammesso come convenuto chiunque dimostri di avere un interesse diretto e legittimo verso l’esito della causa». Questa risoluzione suppone che A22 Sports Management rimanga parte in causa contro la UEFA dopo essere stata incaricata di ideare, creare, promuovere, finanziare e implementare questa competizione, cambiando il nome della società “Fabianville S.L.U.” in “European Super League Company S.L”.

La nota rilasciata dalla Corte Superiore di Giustizia di Madrid afferma quanto segue:

Il magistrato del Tribunale commerciale n. 17 di Madrid ha confermato integralmente l’ordinanza del 4 giugno 2021, con la quale è stato concordato l’intervento della società A22 Sports Management SL nel procedimento noto come “caso Superlega”. La partecipazione della suddetta società nella fattispecie era stata impugnata dall’Union des Associations Européennes de Football (UEFA) e, con ordinanza allegata e non più impugnabile, la Corte rigetta tale domanda, tra l’altro in diritto, in quanto e come accertato nell’articolo 13 del codice di procedura civile, mentre un processo è pendente, può essere ammesso come convenuto chiunque dimostri di avere un interesse diretto e legittimo verso l’esito della causa. In particolare, qualsiasi consumatore o utente può intervenire nei processi istituiti dagli enti legalmente riconosciuti per la difesa degli interessi degli stessi.

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Coronavirus nel mondo, dosi AstraZeneca bloccate in sei Paesi

Sospeso l'uso del vaccino anglo-svedese in Austria, Estonia, Lituania, Lussemburgo, Lettonia e oggi anche in Danimarca. L'autorità nazionale austriaca di regolamentazione dei medicinali ha sospeso l'uso di un lotto di AstraZeneca dopo che a quattro pazienti sono state diagnosticate pericolose condizioni di coagulazione del sangue. Lo stesso motivo è stato addotto dall'agenzia sanitaria nazionale danese, che oggi ha annunciato la sospensione temporanea. In Danimarca una di queste persone è morta. L'agenzia ha dichiarato di non aver stabilito in modo definitivo un legame tra il coagulo e il vaccino, ma ha detto di aver chiesto alle autorità regionali incaricate, di smettere di usare AstraZeneca per il momento. "Siamo nel mezzo del più grande e importante lancio di vaccinazioni nella storia danese", ha detto Søren Brostrøm, direttore dell'agenzia. “In questo momento abbiamo bisogno di tutti i vaccini che possiamo ottenere. Non è quindi una decisione facile metterne uno in pausa". Repubblica.it

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La tratta dei baby talenti e i sogni rubati: accade in Africa, Asia e America Latina

Il terrificante e purtroppo assai consolidato, a livello internazionale, fenomeno del Football Trafficking, ovvero la tratta di esseri umani tramite il più grande "sogno collettivo" del mondo globalizzato, cioè il calcio, resta per tanti aspetti, impenetrabile ed indecifrabile. Questo a dispetto della clamorosa esposizione mediatica dello sport più popolare al mondo. Da diversi anni ormai l'Africa, il Sud Est Asiatico e l'America Latina, su tutte, sono terre dove il diritto viene calpestato sistematicamente, ricche di opportunità per fantomatici agenti Fifa, cinici ed improvvisati Talent scout pronti a tutto per arricchirsi sulle spalle dei propri, presunti, assistiti. Così ogni anno decine di migliaia di ragazzi, perlopiù minorenni, spesso provenienti da famiglie poverissime, ammaliati dal sogno di un futuro del tutto diverso grazie al calcio, abbandonano la terra natia, mettendo sia il proprio destino sportivo ed umano che grandi somme di denaro, nelle mani di trafficanti d'esseri umani 2.0. Una rilettura, in chiave postmoderna, dei "viaggi della speranza" che sviluppano un copione preordinato e messo in atto, al netto di ogni scrupolo: i fantomatici agenti Fifa/Talent scout, dopo aver promesso alle famiglie contratti milionari ed un luminoso futuro nel calcio che conta, incassano una determinata somma di denaro ed abbandonano i loro assistiti in terre a loro sconosciute: quasi sempre senza documenti, senza contratto, senza appoggi di alcun tipo. L'ambizione di questi speranzosi giovanissimi (allevati magari nel mito di Sadio Mané e Didier Drogba) l'inconsapevolezza delle famiglie, incantate dalle lusinghe dell'intermediario, la straordinaria diffusione del verbo calcistico, compongono una tragica realtà che pare difficile poter scardinare. Nel 2015 aveva fatto particolarmente scalpore un'inchiesta della BBC che aveva analizzato il caso del Champasak United, squadra di prima divisione del Laos. La FifPro, che si occupa dal 1965 dei diritti dei calciatori professionisti, aveva infatti smascherato la tratta di 23 calciatori minorenni arrivati dalla Liberia, costretti a firmare contratti pluriennali (durata che poteva raggiungere i 6 anni), obbligati a dormire all'interno dello stadio, con igiene e pasti scarsi e senza ricevere, chiaramente, nessun tipo di salario. Fondamentale, a questo proposito, pare la testimonianza di Kesselly Kamara, all'epoca minorenne, che utilizzo esplicitamente il termine "Schiavismo" per descrivere le condizioni di vita in Laos. «Non è facile vivere in 30 in una singola stanza, per di più senza finestre». Kamara ha spiegato di essere partito per il Laos dietro invito del giocatore liberiano Alex Karmo, che, a quel tempo, presiedeva il club asiatico. L'Academy del Champasak United però era fittizia, priva di un qualsivoglia riconoscimento giuridico/legale, letale per le ambizioni umane, prima ancora che sportive, dei 23 calciatori. Lo stesso Kamara però, dopo un lungo girovagare tra Stati Uniti ed Europa, ha avuto l'occasione di riscattarsi e dimostrare il suo valore: è infatti attualmente sotto contratto con l'Hatayspor, società di prima divisione turca. Meno drammatica, ma di certo ugualmente deprecabile, l'avventura di Luis Miguel Rodríguez, soprannominato la Pulga- la pulce. Simbolo, dentro e fuori dal campo, del Cólon de Santa Fe che ha trascinato a suon di assist, nel 2019, alla finale della prestigiosa Coppa Sudamericana. In un'intervista di un mese fa, ai media argentini, ha raccontato, per la prima volta, a cuore aperto il suo primo impatto con il calcio europeo. «Avevo 16 anni, io ed altri 4 ragazzi eravamo stati convinti da un presunto agente Fifa ad accettare un'offerta arrivata da un club italiano. Pensavamo potesse essere l'opportunità giusta per dimostrare il nostro valore. Sognavamo la Serie A. Invece ci siamo ritrovati abbandonati in Romania, senza un soldo, senza un contratto, senza conoscere la lingua». Le strane bizzarrie del destino hanno consentito a la Pulga di rientrare in patria, grazie ad una colletta collettiva, ed a prendersi la sua personale rivincita nel 2009, quando venne convocato nella Albiceleste allenata dal compianto Maradona. Nonostante gli sforzi profusi dalla Fifa quello del Football Trafficking è un fenomeno che si sviluppa a livello esponenziale. Gli interessi economici e commerciali, spesso, rendono complesse le sacrosante indagini portate avanti dagli organi competenti. Per un Sadio Mané che si consacra sul panorama internazionale, quante decine di migliaia di ragazzi sono protagonisti di questa tragedia contemporanea? RIPRODUZIONE RISERVATA Migliaia di minorenni vengono "adescati" da finti agenti il cui scopo è solo alimentare lo schiavismo del calcio Storie di ragazzi sedotti e poi abbandonati, come il liberiano Kamara che è riuscito a rifarsi una carriera in Turchia Il calciatore liberiano Kesselly Kamara.

Eduardo Accorroni – L'Avvenire