“La Lazio è incappata in una giornata storta, peccato sia capitata nel derby. Nel calcio ci può stare, è stata brava la Roma ad approfittarne”. L’ex allenatore della Lazio Dino Zoff si esprime così in merito al ko dei biancocelesti nel derby della Capitale vinto 3-0 dalla Roma. “La tensione della stracittadina può aver inciso nel brutto avvio della Lazio e quando vai sotto 2-0 dopo venti minuti risalire la china è dura”, aggiunge all’Adnkronos il capitano dell’Italia campione del mondo nel 1982 che evita di addossare colpe al tecnico Maurizio Sarri. “Io non credo ci sia un colpevole. E’ stata una partita dove alla Lazio è andato tutto storto, mentre per la Roma è stata una serata di grazia. L’importante è ripartire al meglio dopo la sosta e finire bene il campionato e credo che la Lazio abbia tutte le qualità per farlo”.
Al termine di Roma-Lazio, il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri è intervenuto in conferenza stampa.
“Non ho visto una squadra sfilacciata, ma purtroppo abbiamo perso troppi palloni. La partita è stata condizionata dai primo gol, c’era tempo per porre rimedio ma il contraccolpo è stato pesante. Dovevamo mano a mano rientrare nel match, invece non abbiamo avuto niente a livello emotivo.
Peccato per il mancato rigore su Milinkovic, che era compito del VAR da segnalare. La mia sensazione è che sia stato preso con il gomito e non con la mano, come detto da Irrati. Inutile appellarsi ad un episodio però. Siamo stati frastornati per tutta la partita, spero che sia dipeso dall’approccio e che non lasci scorie. Ci dispiace per aver perso il derby, soprattutto per i tifosi. Dovremmo essere noi a trascinare la Curva, invece è successo il contrario.
Dopo una partita sbagliata abbiamo sempre avuto reazioni di buon livello, speriamo che sia così anche questa volta. Per quanto riguarda il derby, la reazione viene fuori se prima hai la capacità di soffrire e rimanere dentro la partita. Se la squadra si spegne al primo episodio negativo vuol dire che è spenta, quindi l’aspetto tattico oggi non c’entra nulla”.
L’ex attaccante della Lazio Vedat Muriqiha rilasciato un’intervista ai microfoni di Radio Lig, nella quale ha spaziato fra i suoi progetti per il futuro e i suoi ultimi due anni di carriera con la maglia biancoceleste. Il kosovaro è ora in prestito il Liga al Maiorca: “Prima di venire a Maiorca avevo molta ansia, ma ho fatto molte ricerche. Sono stato molto felice di essere arrivato qui. Tifosi, città, club, tutto è bellissimo. Il club è molto organizzato. Resterò qui fino alla fine della stagione, poi prenderò la decisione migliore per la mia carriera. Se si trova l’accordo, vorrei continuare qui. Voglio usare la mia esperienza per aiutare la squadra a salvarsi. Ovviamente qui la mentalità è diversa. Tuttavia, perdere o essere retrocessi qui non è la fine del mondo, non come in Turchia. Possiamo dire che i giocatori sono un po’ più a loro agio in questo senso”.
“Io via? Sarri sincero: non ero il suo tipo di giocatore”
“”Ho parlato con la Lazio prima di gennaio. Ho avuto un incontro con Sarri. Gli ho detto ‘Forse non ti piace il mio posizionamento in campo, oppure non sto andando bene in allenamento. Se mi parli dei miei difetti, lavorerò di conseguenza’. Lui mi ha risposto di essere molto soddisfatto del mio lavoro, ma che non rientravo nel suo sistema di calcio. Mi ha detto che voleva giocare con attaccanti bassi e veloci. In altre parole, ha detto che non sono il suo tipo di giocatore. Ho ricevuto offerte dalla Turchia durante quel periodo. Ho anche ricevuto offerte da tutti i grandi club turchi. L’importante era che la richiesta della Lazio fosse soddisfatta. Il Maiorca ha fatto del suo meglio ed è arrivata l’offerta più alta. La situazione finanziaria dei club in Turchia non era sufficiente e ho scelto il Maiorca”.
Sarri: “A nessuno interessa il calcio quanto a lui”
“Lasciatemi dire una cosa su Sarri. Penso che non ci sia nessun altro uomo al mondo a cui importi del calcio tanto quanto lui. Non è un caso che Sarri sia Sarri. Le persone leggono la sua storia e fanno commenti come “Era un banchiere e improvvisamente è diventato un maestro di calcio”. Non è affatto così. Ogni allenamento era come una partita per noi. La squadra è di un livello incredibile. C’è solo un problema secondo me. Secondo lui, tutti possono sbagliare, ma il suo sistema non può essere difettoso. Questo sistema ha funzionato al Napoli, anche alla Juventus. Se non funziona qui, è un problema. Ho lavorato con tanti allenatori che sono bravi tatticamente o emotivamente, ma Sarri è davvero incredibile. Ci diceva ‘Dovremmo giocare in avanti, non all’indietro’. Voglio dire, aveva il controllo di ogni dettaglio”.
“Lazio, quanti campioni in avanti. Ero una riserva da 20 miloni”
“Ho sempre apprezzato gli allenatori che mi hanno dato la libertà in campo. Quando sento questo, provo sempre a rispondere sul campo. Quando sono andato alla Lazio sapevo che sarei andato in un club che giocava insieme da 5-6 anni e per me sarebbe stata davvero dura. Non mi aspettavo che mi acquistassero subito. Nella squadra c’erano giocatori come Caicedo, Immobile e Correa. Quell’anno, Ciro vinse la scarpa d’oro, superando Ronaldo e Messi. Tuttavia, alcuni mi chiedono ancora perché ci sono andato. Pensavo che un club come la Lazio non avrebbe dato 20 milioni a un giocatore per usarlo come sostituto. Del resto 20 milioni per la Lazio sono tanti soldi. Mi sono fidato di me stesso e di questo pensiero. Sono andato in Italia un po’ paralizzato, poi sono ho preso il covid e non era l’inizio che volevo. Quando un attaccante pagato 20 milioni non poteva dare il suo contributo… Nel secondo anno con Sarri, per quanto mi sentissi pronto, non sono riuscito a sfruttare le occasioni che mi hanno dato. Non voglio incolpare qualcun altro e trovare scuse. È stato un onore e un orgoglio per me giocare lì, ma non puoi essere felice quando non giochi”.
Le parole di Maurizio Sarri, tecnico della Lazio, ai microfoni di DAZN dopo la sconfitta per 3-0 nel derby contro la Roma. “L’approccio non è neanche esistito, quel gol ci ha inibito e tagliato le gambe. Abbiamo abbassato la testa subito e ci ha portato alla sconfitta, mi dispiace per il nostro pubblico perché perderla così non è bello. Abbiamo sbagliato un numero di palloni che solitamente non sbagliamo, non era una situazione normale e la testa è andata via. C’erano novanta minuti per metterla a posto invece non ce l’abbiamo fatta”.
E’ preoccupato che questa partita possa lasciare degli strascichi? “Questa è una squadra che solitamente reagisce dopo una sconfitta così, la reazione di stasera però ci lascia perplessi”.
Sui cambi gioco di Cristante avete avuto difficoltà? “Le difficoltà tattiche passano in secondo piano, la spia era in off. Una squadra che non ha trovato la forza di reagire era tutto un problema, palle perse in maniera banale, non andavamo a coprire la palla. Era tutta una coincidenza del nostro stato d’animo”.
Cosa serve dal punto di vista tecnico per colmare il gap con le prime? “Queste sono valutazioni da non fare in questa sede, lo dirò alla società ed in questo momento devo tutelare i calciatori che ho”.
Ogni tanto questa squadra è indecifrabile anche per lei? “Che questa squadra ti lascia sorpreso in momenti inaspettati è purtroppo un qualcosa che ci succede, ci succede ancora. Non siamo riusciti ad azzerare questa cosa, la partita di oggi mi ha sorpreso”.
Cosa ha di speciale il derby di Roma? “E’ un derby particolare, speciale, l’attesa della città ha pochi riscontri in tutta Europa. E’ un qualcosa di estremamente particolare, è un rischio che possa diventare anche un limite per le due squadre. Roma deve avere due squadre top”.
Nel post partita di Roma-Lazio, il difensore biancoceleste Adam Marusic è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 Sky:
“Mi dispiace per questa sconfitta. Abbiamo subito gol dopo un minuto, dopo è stato tutto diverso ed abbiamo subito gli altri due gol. Loro sono entrati con maggiore cattiveria in campo, quando si va all’intervallo tre a zero è difficile rimontare. Milinkovic ha preso una gomitata, penso che abbia il naso rotto e farà dei controlli. L’arbitro ha detto che è trattato di un semplice contrasto.
In questa settimana abbiamo parlato troppo del derby, sapevamo che sarebbero entrati in campo cattivi, ma dovevamo farci trovare pronti. È una sconfitta pesante, chiediamo scusa ai tifosi. Sappiamo quanto è importante per i tifosi il derby. Ora c’è la sosta, dobbiamo lavorare e vedere cosa accade dopo queste otto partite.
La Roma non ha disputato una grande gara, noi nella ripresa abbiamo provato a rimontare. Purtroppo, i tre gol subiti non ci hanno permesso di rientrare in partita”.
“Il derby è derby, non c’è nessun retropensiero. Partita a parte, è una gara unica. Non c’entra la classifica, noi giochiamo per il derby”.
Sul rapporto con Mourinho…
“Non sento nessuna rivalità, noi non siamo più importanti delle squadre che alleniamo. Le volte che ci ho parlato mi ha fatto una buona impressione”.
Derby al momento giusto? Cosa chiede alla squadra?
“Partita che fa storia a sé in assoluto, vale il triplo con il derby. Sarà una partita difficile come l’andata. Abbiamo avuto entrambe alti e bassi, nessuno dei due può basarsi sul passo delle avversarie”.
Risposta a Mouriho e sul divano…
“Io ho smesso da fumare da diversi giorni, è arrivato tardi”.
Scelte sui terzini?
“I difensori esterni vediamo cosa decideremo di fare. Se sparare tutto subito faremo una scelta, altrimenti faremo un’altra scelta”.
Avvicinamento al derby diverso rispetto all’andata?
“Siamo più consapevoli del tipo di partita che andremo ad affrontare. È una partita particolare, il nostro popolo ci tiene in modo particolare”.
Che Roma si aspetta?
“Questo è difficile da prevedere. Io mi aspetto due squadre che cercheranno di imporre la loro partita, non mi aspetto calcoli. Un po’ come è stata la partita d’andata”.
Che aspetti la preoccupano della Roma? E su quello emotivo dove la Lazio è carente…
“Non penso che siamo carenti da un punto di vista emotivo, perlomeno voglio sperare che siamo in via di guarigione. I segnali sono di maturità, poi è vero che questi ultimi devono essere continui, però voglio prendere per buono che negli ultimi tre mesi la squadra è stata più viva rispetto al periodo precedente”.
Su Lotito a Formello…
“Il presidente non ha parlato alla squadra. L’ho visto ieri per qualche minuto per altre cose che non riguardano la Lazio, non so se stasera sarà a cena con noi. Spesso prima della partita viene, però ci lascia molto tranquilli, interviene poco”.
Importanza di Acerbi? E sui fischi…
“La polemica faccio fatica a capirla. Sembra che ci sia dietro un gesto che ha fatto. Un gesto non può incrinare il lavoro di un ragazzo che ha dato tutto per anni. Spero che la parte dei tifosi che lo sta contestando riesca ad aiutarlo così come fanno con il resto della squadra sia in casa che in trasferta”.
Domani c’è il derby, la Capitale si ferma. La Lazio si prepara ad affrontare la Roma, nella gara in cui non ci sono mai in palio solamente i tre punti. Una sfida infinita, iniziata nel 1929 ed arrivata fino al confronto di domani, che sarà il numero 180. Campionato, Coppa Italia ed amichevoli, la lista è lunghissima.
Concludiamo il viaggio nei vari decenni dei derby con gli anni ’10, raccontati dal Re dei bomber biancocelesti Ciro Immobile: secondo miglior marcatore laziale nelle stracittadine con 6 gol in 12 derby (compresi anche quelli disputati nel 2021), con 4 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte.
Un decennio iniziato con una serie di sconfitte ma poi diventato storico grazie al gol di Klose al 93′ e soprattutto al primo ed unico derby della storia a mettere in palio un trofeo, conquistato dai biancocelesti. Successivamente, un digiuno di quattro anni interrotto da vittorie memorabili, tra campionato e Coppa Italia.
Che emozioni provi nei derby che stai vivendo? “Devo dire che mi aspettavo un’atmosfera simile a livello di coreografie, tifo e colori: è una partita sempre emozionante, più delle altre vissute in carriera”.
Il tuo ricordo più bello? “Tutti i gol segnati nei derby sono sempre belli, poi ovviamente ci sono quelli speciali che hanno regalato anche delle vittorie. Quindi, per ora, i miei preferiti rimangono i due realizzati tra andata e ritorno nella doppia semifinale di Coppa Italia del 2017”.
Cosa rende speciale questa partita? “L’attesa. Se ne parla tutta la settimana, è come se si bloccasse la città, come se tutti pensassero solamente al derby. E questo rende tutto più emozionante ed interessante”. Sslazio.it
Due gol negli ultimi due derby. Il primo con la maglia della Roma, il 15 maggio del 2021, il secondo in questa stagione, dopo il passaggio alla Lazio. Pedro è pronto a vivere un’altra stracittadina da protagonista. Sarri, quando la posta in palio si alza, si affida sempre a lui. Lo spagnolo si è ritrovato a Formello, dopo essere stato accantonato dai giallorossi. “Alla Roma stavo vivendo una situazione difficile – ha dichiarato ai microfoni della radio ufficiale della Lazio – mi hanno lasciato fuori rosa senza parlare con nessuno della dirigenza, mi avevano detto che dovevo andare via. Quando ho parlato con Sarri era una opportunità, è vero che da tanto tempo non accadeva un trasferimento del genere, ma sono felicissimo di essere qui”.
Pedro a caccia di un record
Pedro è stato protagonista di un’ottima stagione. Con la maglia della Lazio ha collezionato 8 gol e 4 assist in 28 gare, mentre in Europa League ha messo a segno una rete in otto match. Se dovesse lasciare il segno anche in questo derby, entrerebbe nella storia, raggiungendo il podio nella classifica dei marcatori a segno per più derby consecutivi, alle spalle di Da Costa e Volk e raggiungendo Pruzzo, Voeller, Del Vecchio e Selmosson.
Zdenek Zeman ha parlato al Corriere dello Sport: “Lazio favorita nel derby. Sarri meglio di Mourinho“. Il doppio ex di Lazio e Roma ha detto la sua riguardo il derby della Capitale in programma domani alle ore 18, senza giri di parole: “La Lazio è favorita. Ma nel derby spesso le gerarchie non vengono rispettate e la squadra più forte o più in forma non vince“. Secondo il tecnico boemo, Sarri sta facendo meglio di Mourinho: “Sarri ha già dato un’identità di gioco alla Lazio. Mourinho ha deluso finora le aspettative. Non sul piano dialettico, ma nella qualità del calcio che esprime. La Roma ancora non si capisce cosa voglia fare“.
“Vorrei rigiocare tre partite. La finale con la Lazio, PSG-Atalanta di Champions e Juventus-Atalanta (altra finale di Coppa Italia)”. De Roon ci ripensa e – ai microfoni di DAZN – racconta i tre rimpianti più grandi della sua carriera. Fra questi ovviamente la finale di Coppa Italia contro i biancocelesti, decisa dai gol di Milinkovic e Correa.