Categorie
RASSEGNA STAMPA

Sarri, voglia di Lazio ma con un progetto serio e concordato: dopodomani la verità

Ha tutti i sintomi dell’innamoramento. Anche Sarri si è ammalato di Lazio: «Mi è entrata dentro. Dall’esterno non te ne rendi conto, ma questa squadra e questo ambiente sono speciali e io mi sono affezionato». Ecco l’ennesima dichiarazione d’amore di Maurizio, che va ben oltre la vittoria sul Sassuolo. È un messaggio al popolo e soprattutto a Lotito. Sabato sera il tecnico, Tare e il patron si sono scambiati ulteriori complimenti e segnali di pace, insieme agli auguri di Pasqua, nella pancia dell’Olimpico. Ora è il momento di trasformarli in un accordo sancito dal mercato e dal rinnovo. Sarri lo ha detto chiaro e tondo, vuole restare alla Lazio, ma soltanto con quel progetto serio, concordato a giugno. Senza improvvisi dietrofront o incidenti di percorso. Sentendosi coinvolto nelle strategie, sui nomi, e non boicottato come a gennaio. Dirà questo e altro nel vertice fissato dopodomani a Formello. In realtà, l’allenatore è stato convocato la scorsa settimana da Lotito e ha chiesto lui stesso che partecipasse anche il ds Tare all’incontro. Prima dunque ascolterà in silenzio, poi proporrà le sue richieste e si capirà se si potrà andare avanti insieme, con un comune intento.


ALTERNATIVE E DISCORSO


Il bilancio, seppur di poco, è tornato in attivo, ma per portare avanti il percorso intrapreso a giugno scorso serve un altro enorme sacrificio. A malincuore Sarri ha già dato l’ok alla cessione di Milinkovic per fare il resto del mercato. Intanto due settimane fa, ha visionato con Tare un elenco di giocatori a costo zero e non solo: Carnesecchi, Sergio Rico, Provedel, Romagnoli, Casale, Emerson Palmieri, Vitinha, Maxime Lopez, Vecino, Djuricic, Saponara, Bernardeschi, Mertens, Pinamonti, i nomi tenuti più in caldo. Anche 6 di questi basterebbero per convincerlo a proseguire/prolungare il rapporto. Eppure il suo manager Ramadani da qualche settimana si sta guardando intorno e il superprocuratore Mendes ha già proposto alla Lazio gli assistiti Conceicao e Gattuso. Lotito aveva sbandierato il rinnovo sino al 2025 addirittura a dicembre scorso e – almeno di facciata – lo ha sempre confermato. Aveva rimandato il discorso dopo l’approvazione della semestrale, ci siamo. Gli costerebbe però altri 16 milioni lordi e le riflessioni sono ancora in corso. Una mano però potrebbe arrivare dalla qualificazione europea, a livello economico. Per questo il numero uno sabato sera ha fatto i complimenti a tutti e spronato la squadra a non mollare sino all’ultimo: «Avete visto che, con l’atteggiamento giusto, nulla è ancora perso? Voglio vedere questo spirito sino a fine maggio». Il Messaggero

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, sette finali per l’Europa: i precedenti di Sarri sono un buon auspicio


[…] Con la sconfitta dell’Atalanta, la Lazio si riprende a 52 punti il sesto posto. Alla vigilia Sarri e Lotito invocavano «otto finali» nello spogliatoio. Centrata la prima col Sassuolo. Per le prossime è di buon auspicio il curriculum del tecnico. Nei tre rush napoletani, Maurizio conquistò fra i 15 e i 22 punti sfiorando l’enplein nel 2016-17 con 7 vittorie e un solo pareggio, «aprendo» le ultime 8 giornate con un 3-0 proprio in casa della Lazio. Per lui sarà comunque impossibile arrivare al record di 78 punti di Inzaghi (2019-20), la speranza è non far peggio dei 59 conquistati nel 2018-19, il piazzamento flop della precedente gestione, con un 8° posto. Prossimo step di aprile domenica a Genova, poi all’Olimpico arriveranno il Torino (16 aprile) e una settimana dopo il Milan (data e orario da definire) per sfruttare la cornice casalinga e il rumore del tifo di cui Sarri si è invaghito. Il Messaggero

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Sarri, spettacolo ed Europa riaperta: mercoledì incontro per il futuro con Lotito

[…] Non cambia la vittoria, Sarri è comunque soddisfatto del ritorno allo spettacolo. La grandine nemmeno si avverte, è contorno. Conta piuttosto riaprire il discorso Europa in vista del prossimo vertice decisivo di mercoledì a Formello: quel giorno è fissato l’appuntamento fra Sarri, Tare e Lotito. Per il rinnovo del tecnico e tutte le strategie di mercato. Per un futuro più certo. Altrimenti, a riveder sempre sui maxi-schermi le immagini di Lovati e Long John, aumenterà di più solo la nostalgia del passato. Il Messaggero

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, troppi rinvii: il futuro è adesso

Basta rinvii, basta mettere la polvere sotto il tappeto e posticipare alcune scelte fondamentali per il futuro. Il modus operandi non cambia, siamo arrivati ad aprile senza avere certezze. A cominciare da Sarriche l’altro giorno ha visto Lotito senza novità di rilievo per quanto concerne il suo rinnovo fino al 2025 annunciato alla cena dello scorso Natale dal presidente. Anzi, da amore incondizionato, si è passati a una vigile attesa quasi che la qualificazione alle prossime coppe europee fosse un elemento decisivo per andare avanti nel progetto cominciato la scorsa estate. Dubbi alimentati da un derby perso malamente e da una posizione in classifica malinconica che non lascia più spazio al sogno Champions. Per carità, la società ha tutto il diritto di giudicare il lavoro di Sarri anche con i risultati ma sarebbe delittuoso arrendersi prima di cominciare la rivoluzione. E poi, tecnico a parte, ci sono tanti altri nodi da sciogliere legati anche alla scelta dell’allenatore. Ad esempio molti giocatori andranno via a parametro zero e bisognerebbe provare a chiudere in fretta per altrettanti senza pagare il cartellino (RomagnoliVecinoMertens, solo per citarne alcuni). Sono stati indicati da Sarri ma è questo il momento decisivo per chiudere e, invece, è tutto bloccato. Senza motivo apparente, così come bisognerebbe annunciare il prolungamento del contratto del diesse Tare piuttosto che quelli relativi ad altri settori importanti del club. Il futuro della Lazio è adesso, servirebbe il Lotito decisionista di una volta, quello con le idee chiare. Temporeggiare non serve a nulla se non a rimandare scelte necessari per tornare a sognare traguardi che, al momento, sono preclusi. La strategia usata finora ha portato buoni risultati ma, per farli diventare migliori, c’è bisogno di cambiare passo, fare investimenti e soprattutto scegliere gli uomini a cui affidarsi. Il Tempo

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Sarri scuote la Lazio per la volata: “Derby da vergognarsi, ora otto finali!”

Claudio Lotito ha parlato alla squadra, di nuovo al completo, dopo la pausa. Si è unito al discorso di Sarri rivolto ai calciatori pronti a sfidare il Sassuolo e rimettersi in marcia per un posto in Europa. Presidente e allenatore, prima di darsi appuntamento a quatt’occhi, hanno chiuso tutti nella sala video per un’ora. Dopo il derby perso e i giorni di stop dal campionato, Mau non aveva fatto nessun discorso ai giocatori. Con il gruppo al completo ecco la strigliata.

Lotito e Sarri, colloquio con la squadra

“Mi avete deluso di nuovo, avete giocato il derby con un atteggiamento da vergognarsi, ma adesso ci sono da giocare 8 finali”, il senso del discorso di Sarri ai suoi ragazzi. Poi è toccato a Lotito. Discorso breve, ma incisivo, impostato tutto sul senso di orgoglio. C’è un posto in Europa League da conquistare e otto partite da giocare al massimo. La prima finale è con il Sassuolo: tutti si aspettano risposte sul campo, è finito il momento degli sbagli. Corriere dello sport

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lotito alla squadra: “Mai più come nel derby. Obiettivo Europa League”

Claudio Lotito ha tenuto a rapporto la Lazio, spiegando come, da ora in poi, sia vietato assumere ancora l’atteggiamento del derby. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il patron si aspettava qualcosa in più nella stracittadina e, per questo, ha atteso il rientro di tutti i calciatori per farsi sentire in nome dell’obiettivo principale del finale di stagione, ovvero l’Europa League.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lotito a Formello, incontro con Sarri: ma il futuro è ancora incerto

Claudio Lotito ha fatto visita ieri a Formello per entrare in scena su tutti i fronti. Come riporta il Corriere dello Sport, il presidente biancoceleste prima ha parlato alla squadra, di nuovo al completo dopo la pausa, unendosi alla reprimenda di Sarri. Poi ha incontrato Sarri come programmato. Il Lotitopostdatato, chiusa la semestrale mercoledì sera (con un utile di 4,6 milioni dopo tre anni di passivo, ma con un indice di liquidità di -28 milioni), s’è presentato al cospetto di Mau per iniziare a parlare di futuro. I prossimi giorni aiuteranno a capire le prossime mosse di Lotito. Sfruttando l’agenda dettata dal bilancio, è riuscito a postdatare l’incontro con il tecnico, che nel frattempo ha imparato a conoscere i trucchi. L’andamento della stagione è rimasto altalenante, il derby-flop ha contribuito a sconvolgere le uniche certezze che sembravano assodate, e Lotito ha preferito tergiversare prima di rivedere Sarri. Restano 8 partite da giocare e il presidente vorrebbe poter attendere l’esito della stagione per decidere. Sarri ha un contratto fino al 2023, al di là del rinnovo o meno va deciso se ci sono le condizioni per proseguire il progetto o interromperlo. L’arrivo del tecnico dentro lo spogliatoio ha provocato uno sconvolgimento di relazioni personali e di valori, uno smarrimento delle certezze acquisite negli ultimi anni. La rivoluzione si è apprezzata a fasi alterne, per completarla c’è bisogno di sintonia tra tecnico e società innanzitutto sul mercato. Laziopress.it/corrieredellosport

Categorie
NEWS RASSEGNA STAMPA

Dieci anni senza Chinaglia, Martini: “Mi manca tanto il mio nemico amatissimo”

Il Messaggero, nel giorno del decimo anniversario della morte di Giorgio Chinaglia, propone nel taglio alto della prima pagina un’intervista a Luigi Martini, “rivale” nella Lazio del ’74: “Mi manca tanto il mio nemico amatissimo. E quella squadra del 1974”. Il suo ricordo poi prosegue: “Non ci piacevamo, ma in campo guai a chi lo toccava. Cominciai davvero ad apprezzarlo quando avevamo smesso. Ci incontrammo un giorno al fleming e diventammo amici. Era un trascinatore, a volte prepotente, in campo reagiva alle sue fragilità caricandosi, era la sua grande forza”.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Immobile, ora la tua Lazio: la sfida con Scamacca e due missioni in agenda

 Ventuno gol in campionato, 176 reti in Serie A, 253 partite con la sua Lazio. Ciro Immobile riparte da qui. Per mettere da parte la delusione azzurra, il mancato Mondiale e le critiche, si rimette l’aquila sul petto e scrive in agenda due obiettivi da qui sino alla fine del campionato. Il primo: portare la squadra in Europa. Il secondo: diventare per la quarta volta capocannoniere del campionato. Nella storia della Serie A sarebbe il primo attaccante italiano a riuscire nell’impresa. Tre titoli in carriera come Meazza (Inter), Boffi (Milan), Riva (Cagliari), Pulici (Torino), Platini (Juventus), Pruzzo (Roma) e Signori (Lazio).

La sfida con Scamacca

Ora il Sassuolo, Immobile ha già il mirino puntato. Sfiderà Scamacca, il nuovo che avanza, pure in azzurro. Il giovane è a quota 13 gol in campionato. Ciro a 21 e con tutta l’intenzione di provare a prendere il largo su Vlahovic, diretto concorrente per la classifica marcatori. Il bomber biancoceleste, coccolato da famiglia, tifosi e da Sarri stesso, vuole mettere alle spalle l’Italia. All’Olimpico, nel suo regno, è pronto a segnare ancora. Solo così scivolano via amarezze e delusioni. Corriere dello Sport

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Zaccagni, il principino azzurro a sostegno di Ciro. E Lotito in estate lo blinderà

Ora sì che è un principino azzurro. Rieccolo Zaccagni, dopo l’esordio con l’Italia sull’altopiano anatolico. Prima presenza col segno, alla faccia del rivale giallorosso Zaniolo. Mattia prende il suo posto e sfoggia il suo momento magico. Mette lo zampino sul terzo gol di Raspadori, quello del successo. Parte spedito addirittura da destra, non certo la sua fascia di competenza nella Lazio. È un’ulteriore conferma di quanto sia duttile questo esterno, che il ct Mancini tiene in forte considerazione per il futuro. Era mancato al derby, Zaccagni ora deve farsi perdonare quel giallo ingenuo (per doppia simulazione) col Venezia, che lo aveva fatto fuori già prima dello stop del campionato. E il miglior presagio ha i colori del Sassuolo. Nessuno può vantare il suo primato: ha già affrontato due volte (con due casacche diverse) i neroverdi quest’anno ed è sempre andato a segno. Ad agosto, a mercato aperto, Mattia era ancora a Verona e fece ammattire Toljan, segnando una doppietta nel 2-3 tra Verona e Sassuolo. Poi, a dicembre, dopo 7’ il primo gol con la maglia della Lazio. Contro nessun’altra squadra ha segnato di più, ma c’è un neo: il 26enne romagnolo, in 6 confronti, non ha mai vinto. 

LA STAGIONE DEI RECORD

Proprio contro il Sassuolo, il gioiello Zaccagni è esploso. Prima subentrava dalla panchina, da quel 12 dicembre 18 presenze, 5 gol segnati e 4 assist nel curriculum. Il classe 95 si è preso la scena, diventando determinante in ogni fase di gioco. Salta l’uomo, è uno scugnizzo avanti e indietro. Sbarcato all’ultimo giorno di settembre per nove milioni (7 fissi e 2 di bonus), il suo inizio biancoceleste era stato traumatico, complice un infortunio dietro l’altro. Quindi, i dribbling per trovare spazio fra Pedro e Felipe Anderson. Adesso l’ex arciere del Verona è la freccia più appuntita della Lazio. È da record: 7 timbri e 7 assist fra Coppe e campionato, era al massimo arrivato a 5 reti in Veneto. È cresciuto dentro e fuori dal campo: la storia d’amore con la bella influencer Chiara Nasti promette un bebé e il matrimonio.

L’AIUTO A IMMOBILE 

Gossip al bando, Sarri non vedeva l’ora di riabbracciarlo. E ieri pomeriggio l’esterno era già ringalluzzito con Marusic in gruppo a Formello: «È un ragazzo che ascolta – dice sempre il tecnico – e ancora ha un potenziale non del tutto espresso». Se n’è accorta già la Juve, che sarebbe pronta a mettere tanti milioni sul piatto. Lotito però in estate respingerà qualunque assalto. Anzi, spera che la collaborazione Tare-Sarri sul mercato possa portare ad altri affari di questo livello. Visto il bilancio, soprattutto a costo zero: oltre Romagnoli, svincolati e visionati Nkoulou, Kamara, Saponara, Djuricic, Bernardeschi, Mertens e Provedel per la porta come secondo di Carnesecchi o Sergio Rico. Davanti si punterà su un altro giovane “vice”, perché Immobile sarà sempre il punto di riferimento della Lazio. È così per la società e per un popolo intero. Ciro spera possa salire il numero dei tifosi (quasi 12mila biglietti venduti) che lo sosterranno dopodomani all’Olimpico. Intanto ha ringraziato Enrico Lenni, autore di una canzone che girà fra radio e web per rincuorarlo del trauma azzurro. Chissà se ci fosse stato Zaccagni a servirlo a Palermo. Il Messaggero