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APPROFONDIMENTI NEWS

Indagini su plusvalenze, blitz della Finanza nella sede dell’Inter

Blitz della Guardia di Finanza nelle sedi dell’Inter e della Lega nell’ambito di un’inchiesta nata dalla Procura di Milanosulle plusvalenze della società nerazzurra relative agli anni 2017/19. L’indagine è a carico di ignoti per false comunicazioni sociali. L’operazione dei finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano, come si legge in un comunicato del procuratore facente funzione Riccardo Targetti, è finalizzata ad “acquisire documentazione relativa alle cessioni” da parte dell’Inter “dei diritti pluriennali sulle prestazioni di taluni calciatori” che riguardano gli esercizi di bilancio 2017-2018 e 2018-2019. L’intento di inquirenti e investigatori è “verificare la regolarità della contabilizzazione delle relative plusvalenze“. L’ipotesi di reato, spiega ancora Targetti, per la quale sono in corso “le indagini preliminari, nei confronti di ignoti, riguarda il delitto di false comunicazioni sociali“. Corrieredellisport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Dalla Palma (CdS): “Troppi separati in casa, ora i giocatori devono seguire Sarri”

ALBERTO DALLA PALMA (Corriere dello Sport) in collegamento a ‘NMM‘: “Rispetto alle aspettative che avevamo quando è nato questo ciclo legato a Sarri si chiude un anno in un modo un po’ delicato. Ora c’è questa possibilità di vincere a Venezia e dare un minimo di continuità, ma la gara di domani è tutt’altro che scontata. Sono stati mesi di polemiche e difficoltà, ora si è aggiunta anche la positività di Immobile. Chiudere a Venezia con una vittoria potrebbe aiutare a ripartire, ma iniziano ad emergere troppi separati in casa in questa Lazio. I giocatori, però, devono fare i professionisti fino in fondo. Se Sarri ha delle idee diverse di Inzaghi, tu devi seguirlo totalmente a prescindere fino alla fine della stagione. Qualcosa si è rotto, forse si era creata troppa amicizia, a volte le magagne venivano coperte”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, Botheim ad un passo dal Krasnodar

Erik Botheim vicinissimo al Krasnodar. Come riportato dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, il Bodo Glimt e il club russo avrebbero trovato l’accordo per il trasferimento. Stesso discorso per il contratto del giocatore, che sarebbe pronto ad effettuare le visite mediche. Gli ultimi dettagli – scrive Romano – saranno discussi nei prossimi giorni.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone (Repubblica): “A Venezia col dubbio Hysaj, Radu favorito su Lazzari e Luis Alberto titolare” (AUDIO)

Giulio Cardone a ‘QUELLI CHE…’: “A Venezia col ‘tridentino’ visto contro il Genoa. Il dubbio per Sarri è legato a Hysaj: non è una cosa grave, se oggi dovesse svolgere la seduta completa giocherebbe senza problemi domani. Nel caso in cui non ce la facesse, Radu è in vantaggio su Lazzari, quindi Marusic si trasferirebbe a destra. A centrocampo mi aspetto la formazione tipo: Milinkovic, Cataldi e Luis Alberto. Lo spagnolo sembra essere il primo titolare e Sarri difficilmente rinuncia a Sergej, credo che li rivedremo insieme al ‘Penzo’. Al limite il ballottaggio potrebbe essere Milinkovic-Basic. Immobile? E’ asintomatico, in isolamento da 5 giorni. Il tampone di ieri (intorno alle 14) ha certificato la sua positività. Lo rivedremo nel 2022″.

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NEWS RASSEGNA STAMPA

Immobile, 2021 di gol e successi ma che inferno con l’inverno

Ciro Immobile non vede l’ora di salutare questo 2021. Non che sia stato un brutto anno, anzi. Impossibile dimenticare l’emozione degli ottavi di Champions League (anche se persi contro il super Bayern Monaco), i 25 gol su 41 presenze, l’Europeo vinto con la maglia dell’Italia, il record di gol con la Lazio. Ma gli ultimi mesi di questo anno, per lui, sono stati terribili. La sfortuna gli ha fatto un brutto scherzo. Da due mesi tra infortuni e Covid non riesce ad avere pace.Da ottobre ad oggi si è fermato per un problema ai flessori, fastidi ai legamenti del ginocchio, polpaccio, gastroenterite e, infine, il Covid. Arrivederci anno, ci vediamo nel 2022. Al rientro dalla pausa, sempre se riuscirà a negativizzarsi in tempo, sarà più affamato che mai. Vuole la classifica capocannonieri, la sfida a Vlahovic e agli amici del gol è apertissima.E la Lazio ha bisogno di lui, bandiera e uomo record. Il desiderio da mettere sotto l’albero, Ciro, l’ha già espresso: basta stop, via la sfortuna. Ora punta la partita contro l’Empoli il 6 gennaio. Ha una data in testa e ci crede con tutto il cuore. Il nuovo anno lo aspetta. Corrieredellosport.it

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RASSEGNA STAMPA

Rinnovo Sarri: l’ufficialità prima di Natale

Manca solo l’ufficialità, ma il tecnico della Lazio Maurizio Sarri ha accettato la proposta di rinnovo propostagli da Lotito fino al 2025. L’accordo verrà reso ufficiale prima di Natale, subito dopo la gara di Venezia (probabilmente giovedì 23) il tecnico e Lotito si incontreranno per mettere tutto nero su bianco. Un rinnovo fortemente voluto dal patron biancoceleste che si è talmente invaghito di Sarri che gli ha proposto un accordo da 4 milioni netti a stagione premi inclusi, cifra mai raggiunta per un allenatore sotto la sua gestione.
In questi giorni i due stanno pianificando il mercato. L’obiettivo è ringiovanire la rosa e liberarsi di chi non è più convinto di voler restare, con le situazioni legate a Luis Alberto e Milinkovic da risolvere. La scintilla con l’allenatore non è scattata e in estate potrebbero essere i pezzi da novanta da sacrificare per reperire i soldi necessari per rinforzare la rosa. L’altra questione riguarda i rinnovi: in scadenza Strakosha, Marusic e Luiz Felipe. Il portiere non ha ancora deciso se restare, se il terzino ha firmato in gran segreto qualche mese fa, per il difensore centrale è stata avviata da tempo una trattativa che potrebbe chiudersi positivamente già entro Natale. Un piano chiaro e preciso e che inizierà con il mercato di gennaio e proseguirà da qui ai prossimi anni. Leggo

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SERIE A

Udinese-Salernitana in forte dubbio: i granata non partono

La Salernitana non partirà per Udine. I granata avrebbero dovuto giocare alle 18.30 alla Dacia Arena contro i friulani per l’ultima giornata del girone d’andata del campionato di Serie A. In un comunicato stampa pubblicato nella notte il club campano ha annunciato che: “a seguito di accertate positività nel gruppo squadra, prende atto delle disposizioni dell’ASL di Salerno che ha richiesto la sospensione dell’attività della squadra e ne ha vietato la partecipazione ad eventi sportivi. La Società ha provveduto a comunicare tali disposizioni alla Lega Serie A e si rende disponibile ad ogni tipo di accertamento da parte delle autorità sanitarie locali“. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Immobile, altra tegola: è positivo al Covid

Assente contro il Genoa per motivi di gastrointestinali, stando a quanto riporta La Gazzetta dello Sport, Immobile salterà anche Venezia per motivi legati al Covid: il bomber laziale infatti sarebbe positivo al virus, anche se non c’è stata alcuna comunicazione ufficiale in merito alle sue attuali condizioni. La notizia ha iniziato a circolare ieri e, sebbene non abbia trovato conferme, non sono arrivate neanche smentite. A Formello non lo vedono da una settimana, visto che l’attaccante laziale era andato in autoisolamento dopo che la moglie Jessica aveva scoperto di essere positiva: lui sta bene, è asintomatico, ma i tamponi a cui si è sottoposto nelle ultime ore, prima antigienico poi molecolare, hanno dato esito positivo. Dopo i primi test negativi, ieri l’amara sorprese. Finisce qui dunque il 2021 di Ciro, che appuntano prenderà parte alla trasferta di Venezia per la gara in programma domani al Penzo alle 16,30.

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DICHIARAZIONI

‘QDL’ – Peruzzi e l’addio: “Non ho mai capito il mio ruolo, non contavo nulla”

L’ex club manager della Lazio, ANGELO PERUZZI, è intervenuto in collegamento nella trasmissione ‘QUELLI DELLA LIBERTÀ’ in onda su Radiosei. Queste le sue dichiarazioni: “Se sto seguendo la Lazio? No, non sto seguendo tanto le partite, non mi piaceva vederle nemmeno quando giocavo. Vedere un partita di calcio mi annoia, a prescindere dalla squadra o dal campionato. Mio figlio è della Lazio, quando è casa vedo le partite con lui. Ovviamente seguo quello che succede, ma non assiduamente.

I giocatori che sono andati via dalla cena? Mi sembra strano si siano alzati e siano andati via senza avvisare. È mancanza di educazione, a prescindere dalle motivazioni del gesto. Una cosa del genere, fossi stato ancora alla Lazio, mi avrebbe dato molto fastidio. Ma penso non sarebbe successo”.

Su un possibile ritorno: “Non credo ci sarà mai la possibilità di un mio ritorno alla Lazio, né per me né per la società. Il presidente Lotito ha diecimila pregi ma due difetti: è supponente e si crede unto dal Signore. E questo stravolge tutti i suoi pregi. Quindi dubito si abbasserà mai a chiamarmi. Ho lavorato per cinque anni alla Lazio, ma quando sono andato via non hanno fatto nemmeno un comunicato: evidentemente era giusto che io andassi via. Non ci sono rimasto male, ma sono deluso. Avevo la sensazione di non contare più nulla e a quanto pare avevo ragione. Perché è successo? Non lo so: il presidente ha quei due difetti e la stessa cosa anche Tare. Le cose le sanno solo loro, gli altri passano tutti per stupidi. Contano loro e gli altri non contano: non è possibile lavorare come vorresti lì dentro. Se devo chiedere tre permessi anche per un secchio di vernice per riverniciare i pali delle porte, vuol dire che non conto nulla. Io voglio un bene dell’anima alla Lazio, ai ragazzi e all’ambiente. Sono stato lì tanti anni ed è un pezzo della mia vita. Logicamente avrei piacere a tornare, ma alle condizioni che dico io. Che poi sono le stesse di cinque anni fa: nel mio campo devo lavorare senza intralci. Mi si diceva che potevo fare quello che volevo, ma in definitiva non contavo niente. Piano piano sono stato isolato e messo da parte. Quando capisci di non contare più nulla è inutile stare lì. Non è un piangersi addosso, sono successe tante cose ma è giusto che rimangano all’interno dello spogliatoio della Lazio”. 

“Non mi interessa litigare: sono stato cinque anni a Formello e stavo spesso con Tare. Non è questione di amicizia, non ce l’ho con nessuno. Ma mi piace lavorare in un altro modo e lì non era più possibile farlo. Ho lasciato due volte Formello e in entrambe le occasioni ho lasciato lì anche i soldi. L’ho fatto sempre per amore della Lazio, sia da giocatore che da allenatore. Se fossi rimasto avrei fatto solo danni: so come sono fatto e so di avere mille difetti. Però vedo le cose da un punto di vista che evidentemente altri non hanno. Me la prendo facilmente, sono molto permaloso E faccio fatica a perdonare i torti.

Non è una questione di potere: cosa sarei rimasto a fare lì? Qual era il mio ruolo? In cinque anni alla Lazio non l’ho mai capito. Non voglio essere arrogante, ma sono stato lì avendo vinto tutto e nonostante questo quando dicevo qualcosa qualcuno storceva il naso o non mi prendeva in considerazione. Considerando che chi è lì dentro non ha vinto nulla di che parliamo?

Ho giocato vent’anni in porta e penso di capirci qualcosa, ma quando si parlava di portieri mi si diceva che non capivo nulla. Mi chiedevano un parere su un portiere dopo averlo acquistato, quando non aveva più senso. Se in partita si prendeva un goal e io sostenevo fosse colpa della difesa, mi sentivo rispondere che invece era colpa del portiere. Era inutile parlare”. 

“Io non sono un ruffiano, non sono tra quelli che chiamano sempre il presidente. Lo sentivo un paio di volte a settimana per le semplici comunicazioni. Lotito a un certo punto mi chiamava anche per cose minime: arrivavano chiamate a mezzanotte per una sedia in meno a Formello. Non è questo il mio lavoro. Non c’è mai stato un progetto, non ho mai saputo quale fosse la mia collocazione nella squadra. Alla Lazio non ci sono ruoli prestabiliti: ognuno si inventa un ruolo, poi arriva Lotito e dice che nessuno ha capito nulla. Si perde solo tempo, basta guardare agli acquisti. Ci vogliono sei mesi per compare un giocatore, ma se ti piace si compra, è semplice. I giocatori però vanno visionati come si deve, non dai dvd. È giusto che il direttore sportivo prenda i giocatori, è il suo ruolo. Ma se si tratta di comprare un portiere mi sembra logico che io possa dare un parere. Invece non mi hanno mai chiesto nulla, né con Reina, né con Proto, Vargic o gli altri. Io lì stavo bene, era una soluzione ideale”.
“Quando ero a Torino Moggi faceva il direttore sportivo, un altro il team manager: ognuno aveva il suo ruolo. Non c’erano invasioni di campo, con qualcuno che parlava di cose al di là del suo ruolo prendendoti anche a male parole. A Formello è successo questo, sia con Lotito che con Tare. Il ruolo di Tare è quello di comandare tutto quanto a Formello quando non c’è Lotito. Cambiava gli hotel, gli orari di ritorno dalle trasferte… Sono cose che spettano all’allenatore. Ma evidentemente al presidente sta bene così. Io dovevo chiedere le autorizzazioni anche per comprare trenta penne, se a Tare servivano mille penne il giorno dopo arrivavano. Ma non è una cosa tra me e lui, non ho niente contro di lui. È il modo in cui quell’ambiente è organizzato. Io sono stato molto bene lì, ma ormai non potevo più rimanere”. Da Cittaceleste.it

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FORMELLO

FORMELLO – Immobile, appuntamento al prossimo anno. Dubbio Hysaj, spera anche Radu

FORMELLO – A Venezia senza Immobile. L’epilogo sembra inevitabile: la quarantena prosegue, Sarri chiuderà l’anno solare ancora senza il proprio riferimento tecnico e carismatico. Le sensazioni dell’anti-vigilia non sono positive e l’assenza dal campo ne è una conferma: al “Penzo” contro i lagunari sarà ancora il tridente leggero a guidare la Lazio, nella speranza che Felipe Anderson possa confermare la prestazione sfoderata con il Genoa venerdì corso. Un’altra tegola per il tecnico toscano che già deve fare i conti con le condizioni di Hysaj. L’albanese non è al meglio, è alle prese con un affaticamento muscolare: in caso di forfait Lazzari e Radu si giocheranno una maglia da titolare con Marusic in attesa di capire se si muoverà a destra o a sinistra. A centrocampo, cerca spazio dall’inizio Luis Alberto che ha smaltito definitivamente le noie delle ultime due settimane. Potrebbe toccare nuovamente a lui con Basic dalla panchina.