Fino allo stremo ogni cosa, anche l’annuncio del rinnovo di Sarri, anche gli open secret (i segreti di Pulcinella). Gli accordi erano chiusi, era tutto definito da giorni, dall’ingaggio (3,5 milioni più bonus) alla durata (2025) fino alle clausole
d’uscita (ipotizzate, non inserite). C’era stato lo scambio di promesse e di documenti, ieri sono arrivate le firme a Castelfranco di Sopra, nell’eremo di Mau. Lotito da giorni ripeteva pubblicamente
«Sarri ha firmato» accelerando l’iter. Non c’era più da giocare sull’effetto sorpresa, ora va solo deciso quando pubblicare il comunicato. Le differenze sui piani si sono appianate, o quantomeno sono stati
trovati dei compromessi, durante gli incontri tra Lotito e il tecnico. Il presidente, dopo il bidone dato a Mau a dicembre, ha riproposto il rinnovo a Mau in Primavera ed è riuscito a strappare il sì.
Per Lotito è un contratto d’oro, salato. Sarri guadagnerà 3,5 milioni per tre stagioni, fanno 10,5 milioni netti. Al lordo parliamo di un esborso di oltre 20 milioni. Nel contratto i bonus più ricchi sono legati allo scudetto (incitamento più che
incentivo) e alla Champions (obiettivo presidenziale per la prossima stagione). Ci sono i soliti riconoscimenti previsti per la qualificazione in Europa o per la vittoria della Coppa Italia.
Tra la società e Sarri, tra Sarri e la squadra, non è stato un anno terso. Si sono vissuti duelli a distanza e non, si sono contrapposte le ideologie, sono nate rivalità. Modi e mondi inconciliabili hanno trovato una fusione dalla sosta di dicembre in poi, per necessità, e hanno trovato una fusione dalla sosta di dicembre in poi, per necessità, e hanno portato fino alla conquista del quinto posto. Dalla mischia dei poteri dirigenziali e tecnici è spuntato fuori questo rinnovo triennale. Il nodo cruciale era e resta legato al mercato, ai tanto citati rapporti tra Sarri e il diesse Tare. Mau ha avuto garanzie da Lotito, più ferree di un anno fa. Vuole avallare ogni strategia, chiede di accelerare le operazioni. Corriere dello Sport