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CURIOSITA'

Immobile e Klose, botta e risposta in Vaticano…

Insieme in Vaticano, nel nome della pace. Ciro Immobile, Mattia Zaccagni e Miro Klose sono stati ricevuti dal papa prima dell’evento di ieri all’Olimpico. Immobile ha detto a Klose di trovarlo in grande forma. “Perché non vado in palestra”, ha risposto scherzando il tedesco, tornato a Roma per l’occasione insieme a moglie e figli.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, in trasferta meglio che in casa. E intanto cominciano i lavori sul prato dell’Olimpico…

Numeri inattesi. Sui quali riflettere. La Lazio ha chiuso l’anno solare conquistando 63 punti in 34 partite di campionato. Meglio hanno fatto solo in 4: Napoli, Milan, Inter e Juventus. Un buon risultato. Curiosamente però i biancocelesti hanno una media punti superiore in trasferta (31 punti in 16 gare) che non in casa (32 in 18). Solitamente sul proprio campo il rendimento delle squadre è migliore (nel periodo del Covid, quando tutte giocavano a porte chiuse, il fattore casalingo si era annullato). Per questo è curioso che La Lazio faccia meglio lontano dall’Olimpico. In Serie A solo il Napoli (42 punti in 17 partite) e il Milan (35 in 16) hanno fatto meglio in trasferta della squadra di Sarri nel 2022, ma fra le big solo i partenopei hanno una media punti superiore lontano da casa. Per migliorare ulteriormente e riuscire ad arrivare effettivamente fra le prime 4, dunque, la Lazio, rispetto al 2022, dovrà migliorare il rendimento interno. Lì l’Inter, con cui la squadra di Sarri condivide il quarto posto in classifica, ha conquistato ben 8 punti in più rispetto ai biancocelesti. Il vantaggio di punti nell’anno solare, i nerazzurri lo hanno creato proprio in casa. Azzardato affermare dipenda dall’atteggiamento tattico delle avversarie, che sicuramente nel proprio stadio sono più spregiudicate (e lasciano più spazio) che non in trasferta, ma dovrebbe valere per tutte le big. Una spiegazione, seppur parziale, può essere il terreno di gioco: l’erba dell’Olimpico non soddisfa Sarri e i suoi giocatori. “Il condizionamento è enorme – aveva detto l’allenatore dopo la gara con l’Udinese di metà ottobre -. Avevamo preparato una serie d’uscite da dietro, abbiamo abolito tutto una volta concluso il riscaldamento. Io su questi terreni non riesco a far esprimere la squadra. Mi piace che i ragazzi tengano la palla a terra, che facciano 700 passaggi, su questo terreno non sono l’allenatore ideale”. Era una provocazione, ma la Lazio i punti rispetto a chi la precede in classifica li perde proprio all’Olimpico. Un paradosso, sul quale Sport e Salute sta però lavorando. La società che gestisce lo stadio si è subito mossa dopo le lamentele del tecnico laziale. Nella sosta non ci sarà la rizollatura, ma una risemina. Verranno poi utilizzate lampade speciali per consentire all’erba di crescere meglio. La pausa per i Mondiali non sarà dunque tale per tutti. Sport e Salute vuole andare incontro alla Lazio per permettere ai biancocelesti di esprimere il proprio calcio anche di fronte al proprio pubblico. La collaborazione è già partita, l’obiettivo è che i risultati in casa migliorino. Consentendo alla Lazio di confermarsi fra le prime 4 pure a fine campionato. E visti i miglioramenti del 2022 sarebbe un traguardo tutt’altro che inatteso.

Corriere della Sera

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RASSEGNA STAMPA

Mini ritiro Lazio, Formello va in pole

Sfruttare la pausa per recuperare i calciatori infortunati. A cominciare da Immobile, ancora alle prese con la lesione muscolare che lo ha messo ko durante la sfida con l’Udinese di fine ottobre. E poi ci sono da valutare anche le condizioni di Lazzari e Zaccagni, entrambi con problemi al polpaccio. Intanto domani Sarri ritroverà la squadra al netto dei giocatori partiti con le nazionali. Oltre Milinkovic e Vecino (che andranno ai Mondiali), ci sono altri cinque laziali impegnati con le rispettive rappresentative. Si tratta di Provedel (Italia), Cancellieri (Italia Under 21), Gila (Spagna Under 21), Hysaj (Albania) e Marusic (Montenegro). Trascorsa la settimana, arriverà finalmente il rompete le righe. Dopodiché il gruppo si ritroverà a fine novembre per riprendere la preparazione. In società si sta decidendo la meta per il ritiro di dieci giorni. Dopo quanto successo a Istanbul, cala sensibilmente l’ipotesi Turchia, difficile la Spagna, la squadra e Sarri tifano per restare a FormelloIl Tempo

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RASSEGNA STAMPA

Galeone: “Contro la Lazio partita vera della Juve…”

La sconfitta contro la Juventus ha chiuso la prima parte di campionato della Lazio. La squadra di Allegri è stata brava a sfruttare le occasioni avute e conquistate anche grazie a errori individuali dei biancocelesti. A tessere le lodi del tecnico bianconero e della sua squadra è stato l’ex allenatore Giovanni Galeone, intervenuto ai microfoni della Gazzetta dello Sport:

La Juventus attuale non ha la tecnica di un tempo e non può gestire, deve sempre cercare di concludere l’azione. Come ha fatto contro la Lazio. I bianconeri devono essere diretti e concreti come Rabiot, che per Allegri è giustamente intoccabile. Max ha trovato la quadra. E non è soltanto una questione di sistema di gioco e difesa a tre, che comunque mi sembra l’assetto migliore per questa Juventus. Contro la Lazio ho visto la prima partita vera, giocata da squadra per novanta minutiChiesa? Domenica l’ho visto bene!

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Messaggi chiari di Sarri al club, ecco i nomi che ha fatto per il mercato… Problema indice liquidità, chiave Luis Alberto” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘NMM’!

Ieri Sarri ha lanciato messaggi chiari al club. Non è possibile che la Lazio quando mancano 3 giocatori non riesce più ad essere se stessa. Con Lotito e Tare, Sarri di mercato ha già parlato. Dei nomi li ha già fatti, quello di Parisi e Valeri per il terzino sinistro, quello di Ilic per il centrocampo ed il vice-Immobile. Lui non vorrebbe un attaccante di peso, non a caso ha fatto il nome di Rafa Silva del Benfica. Non vuole una prima punta vera, ma uno alla Raspadori, alla Mertens. In questo momento non sono fattibili interventi, c’è il solito problema dell’indice di liquidità da sbloccare. Bisogna capire che in uscita ci possano essere delle possibilità di piazzare Luis Alberto. Ha chiesto la sua cessione, ma in questo momento sono poche le possibilità di cederlo”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Lazio senza armi ed in calo contro la migliore Juve. Ai calciatori manca un po’ di autocritica…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’!

Parto dal concetto che la Lazio è un mese che fatica dal punto di vista della brillantezza e della condizione. Ogni squadra a fine campionato ha la classifica che merita. Ieri con la Juventus era complicato, ti mancavano delle armi per essere davvero competitivo contro una squadra che sta bene ed ha recuperato giocatori. Puoi fare quello che vuoi, ma se manca qualità è tutto più difficile. Hai trovato la Juventus nel loro momento migliore. Tecnicamente ed atleticamente, avevano una freschezza diversa. Quello della Lazio è un calo che ci sta, è fisiologico. Allegri l’ha preparata lasciando il possesso palla alla squadra di Sarri che non ha avuto la forza di andare oltre quello che ha fatto. La Lazio di Bergamo, quella che stava bene fisicamente, avrebbe fatto meglio ieri anche senza Zaccagni, Immobile e Lazzari. La Lazio in questo 2022 ha dimostrato crescita, capacità di andare dietro al volere del suo allenatore, cosa che si è vista soprattutto nella fase difensiva. Mi piacerebbe, però, che ci fosse da parte dei calciatori più autocritica. A volte ho la sensazione che manchi fame, voglia di migliorarsi, voglia di andare oltre“.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, il bicchiere è mezzo pieno: difesa e trasferte, i dati più positivi

All’ultimo step prima della sosta la Lazio si ferma. La doppietta di Kean e il gol di Milik regalano alla Juventus il sorpasso in classifica e il terzo posto, ma per i biancocelesti la prima parte di stagione resta molto positiva: «Siamo in zona Champions – ha rivelato Sarri a fine gara – una posizione di grande livello. Siamo piuttosto soddisfatti, ma non ci dobbiamo accontentare. Secondo me possiamo crescere ancora e migliorare». C’è ancora molto da fare per il Comandante quindi, ma dopo il 3-0 allo Stadium il bicchiere resta mezzo pieno.

I dati incoraggianti tra trasferta e difesa

Il ko contro l’incubo Allegri (l’allenatore che lo ha battuto più volte, 9) ha interrotto una striscia di risultati utili in trasferta per Sarri che durava dallo scorso derby del 20 marzo. Nove gare in cui la Lazio non solo non ha mai perso, ma ha sempre convinto come fatto in molti altri aspetti finora. Nonostante i 3 gol subiti contro la Juventus, in alcuni tratti di questa prima parte di stagione il club capitolino ha ritrovato ritmi che non aveva addirittura dal 73/74, anno del primo scudetto con Maestrelli. Provedel ha ottenuto 10 clean sheet, 9 dei quali in campionato come Donnarumma e meno solamente a Ter Stegen (11). Con 11 gol subiti in 15 gare di Serie A, il dato rispetto alla prima stagione di Sarri è migliorato del 65% visto che a questo punto ne erano stati incassati ben 29.

Terza miglior partenza dell’era Lotito

Meglio anche il rendimento senza Immobile. Nelle ultime cinque gare di campionato (contando anche il Monza nonostante subentrato 5 minuti), la media punti senza Ciro si è alzata da 1,25 a gara a 1,8. Convince tanto pure l’approccio, visto che, giunti alla sosta, la Lazio è l’unica squadra in questa Serie A a non aver subito gol nella prima mezz’ora di ogni partita. Non va dimenticato poi che con 30 punti la media attuale è di 2 a gara, ritmo che soddisfa molto Sarri e che inserisce quella attuale sul podio delle partenze dell’era Lotito a pari merito con la Lazio del 2010/11 di Reja. Dopo 15 turni, meglio è stato fatto solo da Inzaghi nel 2019/20 con 33 punti e nel 2017/18 con 35. A far storcere il naso c’è stata l’eliminazione dall’Europa League, l’unico neo di questa prima fase, ma il tecnico è sicuro che senza il calendario folle dovuto al Mondiale nel gruppo F sarebbe andata in maniera differente. Ilmessaggero.it

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RASSEGNA STAMPA

Milinkovic, applausi al contrario: ora Mondiale, poi un futuro da definire

Gli applausi al contrario hanno fatto da contrasto alla sua esibizione mogia, senza magia. Li ha ricevuti dallo Stadium, sanno di corteggiamento juventino, di acclamazione di mercato. I laziali, per quanto adorino Milinkovic e non si sognerebbero mai di contestarlo, si sono infastiditi per l’ovazione dei tifosi bianconeri e si sono indispettiti perché s’aspettavano un contributo diverso dal Sergente-capitano. Ma cominciamo dalla fine. Il ko di Sergej per il colpo alla tibia destra sembra essersi rivelato solo colpa di una botta, non mette a rischio il Mondiale. Quando Sergej è caduto a terra s’è temuto per lui e per il suo sogno. Ripartiamo dall’inizio: dopo la squalifica-derby non s’è più visto il vero Sergente. Che abbia affrettato, inconsciamente, la partenza per il Qatar è un dubbio insinuante. Anche Milinkovic è un eroe che ogni tanto ci ricorda quanto sia difficile esserlo sempre giocando e rigiocando, soprattutto alla vigilia di un appuntamento Mondiale. Non è riuscito a prendere campo contro il Monza e neppure a Torino, contro due squadre diverse, agli antipodi in tutto. Non è riuscito a garantire i suoi strappi gladiatori, le parabole che conosciamo. Allo Stadium s’è macchiato di quell’errore in costruzione che è costato il primo gol di Kean. Aveva Rabiot davanti, s’è allungato troppo il pallone e se l’è fatto sfilare senza neppure reagire facendo valere il suo fisico, la sua forza.

La responsabilità

In una Lazio senza Ciro e con altri big fuori, il centrocampo era l’unico reparto rimasto integro. Sarri s’aspettava una notte diversa da Milinkovic, non che fosse a rimorchio dei centrocampisti juventini. Lo immaginava freddo nei momenti caldi, voleva vedere il trascinatore che ammira spesso. Sergej ha orientato la partita al contrario, distante un mondo dalla versione battagliera che ne ha fatto uno dei migliori giocatori d’Italia e d’Europa. Vederlo in sofferenza, vago, senza quell’anima di ferro che lo contraddistingue, ha meravigliato tutti. Ha combinato poco dopo averla combinata grossa. Forse sarebbe stato diverso se non avesse beccato quel giallo contro la Salernitana che lo ha stravolto, che gli ha negato la gioia del derby. E’ stato un punto di rottura, l’ha avvicinato di più ai Mondiali che al rush finale di questa prima parte del campionato.

Il futuro

Milinkovic, prigioniero di se stesso, è uscito dopo il colpo alla tibia destra, era deluso anche lui. Allo Stadium era presente il suo manager Kezman, in settimana ha incontrato Lotito e Tare. Hanno parlato di futuro, in anticipo sui tempi indicati dall’agente serbo, in un primo momento aveva chiesto di rinviare ogni discorso a dopo il Mondiale. Non c’è stata svolta, il futuro del Sergente resta un rebus. Ci saranno nuovi aggiornamenti. Il mercato di gennaio rimane un rischio e il rinnovo rimane appeso ad un’ipotesi. Lo Stadium ieri ci ha provato.

Corriere dello Sport

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STATISTICHE

Classifica 2022: Lazio quinta, -3 dalla Juve

Va in archivio il 2022, almeno per ciò che concerne la Serie A.

(Tuttomercatoweb.com) La squadra che in questo anno solare ha conquistato più punti è il Napoli: 81 in 34 partite. Al secondo posto il Milan campione d’Italia in carica, poi l’Inter a completare il virtuale podio. Al quarto posto segue la Juventus poi – più distaccate – le due romane. Bene l’Udinese, squadra che nel 2022 ha conquistato più punti di Fiorentina e Atalanta. Di seguito il dato completo.

Napoli 81 punti nelle 34 partite di campionato del 2022
Milan 77 (34)
Inter 68 (34)
Juventus 67 (34)
Lazio 63 (34)
Roma 58 (34)
Udinese 51 (35)
Fiorentina 49 (34)
Atalanta 48 (34)
Torino 46 (34)
Sassuolo 42 (34)
Salernitana 40 (35)
Bologna 38 (34)
Hellas Verona 34 (34)
Spezia 33 (34)
Empoli 31 (34)
Sampdoria 22 (34)
Cagliari 20 (19)
Genoa 17 (19)
Monza 16 (15)
Lecce 15 (15)
Venezia 10 (19)
Cremonese 7 (15)

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Pochi rimpianti, quarto posto oltre le aspettative” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“C’era un po’ di pessimismo prima della gara con la Juventus. Complici le assenze pesanti di elementi che possono dare imprevedibilità e profondità alla manovra, forse la Lazio avrebbe dovuto fare una gara più accorta in stile derby, anche se poi magari sarebbe andata male lo stesso visto il potenziale offensivo dei bianconeri. I rimpianti sono pochi, credo sia giusto ora tirare un bilancio complessivo, tenendo conto che il quarto posto attuale va oltre le aspettative di inizio stagione. Si è parlato molto della discontinuità della squadra di Sarri, ma se ci pensiamo bene la continuità c’è stata. Ci sono state battute d’arresto distanti tra di loro, il cammino in campionato è sorprendente. Sul campo la Lazio ha esattamente i punti che meritava. Non ci stava la sconfitta in casa con la Salernitana, poi però compensata dalle successive due partite con Roma e Monza. Non era scontata, per esempio, la vittoria con l’Inter, se pensiamo all’occasione di Dumfries sull’1-1. Juve e Lazio faranno lo stesso campionato? Complicato dirlo, anche ad inizio stagione pensavamo di no. Poi…”